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    Predefinito I Chakra e il risveglio di Kundalini

    I CHAKRA

    Chakra è una parola sanscrita che significa ruota, cerchio e che designa il disco solare, attributo del dio induista Visnu, soprannominato "colui che interviene". Per comprendere appieno il senso reale dei chakra, bisogna innanzitutto collocarli nel contesto della civiltà e della cultura indiana e dell'induismo, la religione più antica dell'india. L'esistenza e l'utilità de chakra si basano su 4 principi fondamentali: karma, maya, nirvana e yoga, i principi regolatori delle leggi della vita.
    Il KARMA è la legge di causa ed effetto che costringe l'anima a vivere, morire, rinascere, all'in-finito secondo le credeza induiste sulla reincarnazione.
    La MAYA, che significa illusione, apparenza, è la concatenazione dei cicli perpetui, di avveni-menti, circostanze, passioni, desideri che gettano un velo sugli okki degli uomini.
    Il NIRVANA, che viene spesso tradotto con illuminazione o estasi, ma che in realtà significa estinzione, sparizione, è una liberazione, un'uscita dal ciclo delle rinascite che incatenano l'ani-ma.
    Lo YOGA è un insieme di tecniche fisiche e mentali che l'uomo può utilizzare per raggiungere questa liberazione; tale tecnica mira essenzialmnete ad attivare i vari chakra.
    I SETTE CHAKRA PRINCIPALI:
    Secondo la dottrina dello Yoga, esistono 72 chakra o punti vitali. Se la maggior parte di essi sono fissi su zone del corpo umano corrispondenti a determinati organi, non devono essere comunque confusi con questi ultimi. I chakra sono infatti centri vitali situati tra il corpo sottile o eterico e l'involucro carnale che li unisce l'uno all'altro. Si distinguono 7 chacra principali, ciascuno avente una funzione specifica, ma legati gli uni agli altri,e posti lungo il sushumma, il canale più importante all'interno del quale circolano le energie psichiche e fisiche dell'uomo, che corre lun-go la colonna vertebrale, dalla sua base sino alla sommità del capo. Le tecniche dello Yoga mi-rano a risvegliare ognuno dei chakra per svilupparne i relativi poteri psichici, raggiungere una certa felicità, e pervenire infine al risveglio della coscienza.


    Immagine tratta dal sito http://www.crystalinks.com/

    1) Il MULADHARA - CHAKRA, situato tra gli organi genitali e l'ano, è percepito come il cen-tro delle energie psichiche e pulsionali. E' in genere rappresentato da un serpente acciambellato su se stesso o da un fiore di Loto; è in corrispondenza con l'olfatto ed il suo elemento è la Terra, la forza d'inerzia e la materia. E' in esso che riposa la Kundalini ,o forza del serpente, l'energia primordiale, che lo yogin deve riuscire a risvegliare e a dominare per vincere il proprio attacca-mento alla vita terrena e la paura istintiva della morte; così facendo egli acquista il potere della levitazione, il controllo del respiro e della mente, ed accede alla chiaroveggenza, che gli permette di conoscere altrettanto bene, passato, presente e futuro.
    2) Lo SVADISHTHANA - CHAKRA, posto sotto gli organi genitali, ma un po' più in alto del Muladhara - Chakra, è in relazione con gli organi della riproduzione ed eliminazione, nonchè col senso del tatto. Il suo elemento è l'acqua ed egli viene rappresentato con una mezzaluna distesa; attivando questo Chakra, lo yogin sviluppa i propri poteri psichici, le proprie intuizioni e rag-giunge la totale padronanza dei suoi sensi; di conseguenza egli non è più vittima di sentimenti eccessivi o contraddittori.
    3) Il MANIPURA - CHAKRA, posto nella regione lombare all'altezza dell'ombelico. è in rela-zione col fegato, la milza, lo stomaco, i reni, ma anche con la vista. Il suo elemeto è il Fuoco. Viene di solito rappresentato con un triangolo con il vertice rivolto verso il basso. E' risvegliando questo Chakra che gli yogin indiani riescono a camminare sulle braci ardenti senza ustionarsi; esso infatti permette di liberarsi dal dolore e dalla malattia.
    4) L'ANHATA - CHAKRA, posto nella regione del cuore, governa questo organo, ma anche il senso del tato. Il suo elemento è l'Aria. Viene simboleggiato da una stella a 6 punte. Lo yogin che sviluppa questo chakra, accresce le sue qualità d'amore e di armonia e riesce a volare come un uccello.
    5) Il VISHUDDHA - CHAKRA, posto alla base della gola e del collo, è in relazione al plesso laringeo e faringeo e con la pelle. Il suo elemento sottile è l'etere ed è rappresentato da un cerchio iscritto in un triangolo rovesciato. Lo yogin che si concentra su questo Chakra, potrà godere di una lunghissima vita.
    6) L'AJNA - CHAKRA, situato tra le sopracciglia, viene in Occidente chiamato "il terzo oc-chio"; è in relazione sia con la vista e con con gli occhi, che con la vista interiore, i sogni e la vita psichica. La sua sede è la sede della coscienza. Si rappresenta con un fiore di loto a 2 petali con-tente un triangolo rovesciato. Con la padronanza di questo Chakra lo yogin otterrà tutti i poteri enumerati nei 5 Chakra precedenti, ottenuti col risveglio della sua coscienza.
    7) Il SAHASRARA - CHAKRA, situato alla sommità del cranio, è in relazione con le facoltà superiori dello spirito. Viene chiamato il Loto dai 1000 petali poichè shasra significa 1000 in sanscrito. Ed è così che viene raffigurato questo Chakra. Lo yogin che ha attivato questo Chakra avrà una coscienza superiore, una conoscenza assoluta , una felicità assoluta che lo staccherà dalla vita terrena e dalle contingenze materiali.

    Dal sito http://digilander.libero.it/dioraggiante/

  2. #2
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    Predefinito I Chakra e il risveglio di Kundalini

    I CHAKRA

    Chakra è una parola sanscrita che significa ruota, cerchio e che designa il disco solare, attributo del dio induista Visnu, soprannominato "colui che interviene". Per comprendere appieno il senso reale dei chakra, bisogna innanzitutto collocarli nel contesto della civiltà e della cultura indiana e dell'induismo, la religione più antica dell'india. L'esistenza e l'utilità de chakra si basano su 4 principi fondamentali: karma, maya, nirvana e yoga, i principi regolatori delle leggi della vita.
    Il KARMA è la legge di causa ed effetto che costringe l'anima a vivere, morire, rinascere, all'in-finito secondo le credeza induiste sulla reincarnazione.
    La MAYA, che significa illusione, apparenza, è la concatenazione dei cicli perpetui, di avveni-menti, circostanze, passioni, desideri che gettano un velo sugli okki degli uomini.
    Il NIRVANA, che viene spesso tradotto con illuminazione o estasi, ma che in realtà significa estinzione, sparizione, è una liberazione, un'uscita dal ciclo delle rinascite che incatenano l'ani-ma.
    Lo YOGA è un insieme di tecniche fisiche e mentali che l'uomo può utilizzare per raggiungere questa liberazione; tale tecnica mira essenzialmnete ad attivare i vari chakra.
    I SETTE CHAKRA PRINCIPALI:
    Secondo la dottrina dello Yoga, esistono 72 chakra o punti vitali. Se la maggior parte di essi sono fissi su zone del corpo umano corrispondenti a determinati organi, non devono essere comunque confusi con questi ultimi. I chakra sono infatti centri vitali situati tra il corpo sottile o eterico e l'involucro carnale che li unisce l'uno all'altro. Si distinguono 7 chacra principali, ciascuno avente una funzione specifica, ma legati gli uni agli altri,e posti lungo il sushumma, il canale più importante all'interno del quale circolano le energie psichiche e fisiche dell'uomo, che corre lun-go la colonna vertebrale, dalla sua base sino alla sommità del capo. Le tecniche dello Yoga mi-rano a risvegliare ognuno dei chakra per svilupparne i relativi poteri psichici, raggiungere una certa felicità, e pervenire infine al risveglio della coscienza.


    Immagine tratta dal sito http://www.crystalinks.com/

    1) Il MULADHARA - CHAKRA, situato tra gli organi genitali e l'ano, è percepito come il cen-tro delle energie psichiche e pulsionali. E' in genere rappresentato da un serpente acciambellato su se stesso o da un fiore di Loto; è in corrispondenza con l'olfatto ed il suo elemento è la Terra, la forza d'inerzia e la materia. E' in esso che riposa la Kundalini ,o forza del serpente, l'energia primordiale, che lo yogin deve riuscire a risvegliare e a dominare per vincere il proprio attacca-mento alla vita terrena e la paura istintiva della morte; così facendo egli acquista il potere della levitazione, il controllo del respiro e della mente, ed accede alla chiaroveggenza, che gli permette di conoscere altrettanto bene, passato, presente e futuro.
    2) Lo SVADISHTHANA - CHAKRA, posto sotto gli organi genitali, ma un po' più in alto del Muladhara - Chakra, è in relazione con gli organi della riproduzione ed eliminazione, nonchè col senso del tatto. Il suo elemento è l'acqua ed egli viene rappresentato con una mezzaluna distesa; attivando questo Chakra, lo yogin sviluppa i propri poteri psichici, le proprie intuizioni e rag-giunge la totale padronanza dei suoi sensi; di conseguenza egli non è più vittima di sentimenti eccessivi o contraddittori.
    3) Il MANIPURA - CHAKRA, posto nella regione lombare all'altezza dell'ombelico. è in rela-zione col fegato, la milza, lo stomaco, i reni, ma anche con la vista. Il suo elemeto è il Fuoco. Viene di solito rappresentato con un triangolo con il vertice rivolto verso il basso. E' risvegliando questo Chakra che gli yogin indiani riescono a camminare sulle braci ardenti senza ustionarsi; esso infatti permette di liberarsi dal dolore e dalla malattia.
    4) L'ANHATA - CHAKRA, posto nella regione del cuore, governa questo organo, ma anche il senso del tato. Il suo elemento è l'Aria. Viene simboleggiato da una stella a 6 punte. Lo yogin che sviluppa questo chakra, accresce le sue qualità d'amore e di armonia e riesce a volare come un uccello.
    5) Il VISHUDDHA - CHAKRA, posto alla base della gola e del collo, è in relazione al plesso laringeo e faringeo e con la pelle. Il suo elemento sottile è l'etere ed è rappresentato da un cerchio iscritto in un triangolo rovesciato. Lo yogin che si concentra su questo Chakra, potrà godere di una lunghissima vita.
    6) L'AJNA - CHAKRA, situato tra le sopracciglia, viene in Occidente chiamato "il terzo oc-chio"; è in relazione sia con la vista e con con gli occhi, che con la vista interiore, i sogni e la vita psichica. La sua sede è la sede della coscienza. Si rappresenta con un fiore di loto a 2 petali con-tente un triangolo rovesciato. Con la padronanza di questo Chakra lo yogin otterrà tutti i poteri enumerati nei 5 Chakra precedenti, ottenuti col risveglio della sua coscienza.
    7) Il SAHASRARA - CHAKRA, situato alla sommità del cranio, è in relazione con le facoltà superiori dello spirito. Viene chiamato il Loto dai 1000 petali poichè shasra significa 1000 in sanscrito. Ed è così che viene raffigurato questo Chakra. Lo yogin che ha attivato questo Chakra avrà una coscienza superiore, una conoscenza assoluta , una felicità assoluta che lo staccherà dalla vita terrena e dalle contingenze materiali.

    Dal sito http://digilander.libero.it/dioraggiante/

  3. #3
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    KUNDALINI l'energia del serpente

    Collocato alla base della spina dorsale, è il chakra relazionato al corpo fisico. Da questo chakra dipende la nostra sopravvivenza fisica. E' la sede dell'energia che ci permette di vivere. Viene chiamato anche chakra RADICE.

    Il primo chakra costituisce il nostro collegamento con il mondo fisico e contiene tutte le informazioni necessarie alla nostra sopravvivenza nel mondo materiale. La sua formazione avviene dal secondo trimestre di gravidanza ai nove mesi di vita. In questa fase il bambino impara ad avere fiducia e sicurezza nel mondo.
    E' il chakra dell'inizio della nostra crescita, rappresenta le nostre radici, la base che sostiene il nostro percorso di evoluzione.

    Un funzionamento armonico del primo chakra ci consente di integrarci pienamente con il mondo e contribuisce allo sviluppo di resistenza fisica, forza di carattere e stabilità psicologica. Se il primo chakra è indebolito, sperimenteremo la paura di non essere in grado di sopravvivere, di non riuscire ad avere tutto ciò che ci serve, di ammalarci ed avremo difficoltà a concentrarci ed a portare a termine le cose. Viceversa, un primo chakra in eccesso ci porterà ad aggrapparci alle sicurezze, ad accumulare le cose, ad essere ostili di fronte ai cambiamenti.
    Eccesso e deficienza di energia in un chakra sono, comunque, due modi diversi di affrontare lo squilibrio del chakra: l'eccesso costituisce una compensazione eccessiva al problema, mentre la deficienza costituisce una modalità per non affrontare il problema.


    Immagine tratta dal sito http://www.publispain.com/

    Secondo la tradizione shivaita tantrica, nel primo chakra risiede l'energia denominata KUNDALINI. Essa è tradizionalmente rappresentata da un serpente addormentato, avvolto tre volte e mezza intorno al prima chakra, alla base della spina dorsale. Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme.
    Fin dall'antichità, il serpente è considerato simbolo di trasformazione, grazie alla sua capacità di mutare la pelle ed è associato al benessere fisico e spirituale e all'illuminazione. Anche il caduceo, simbolo della moderna medicina, ci presenta il serpente che si avvolge attorno al bastone.

    Se questa energia latente inizia a risvegliarsi (ciò può avvenire in modo spontaneo oppure attraverso specifiche pratiche spirituali), essa comincia a risalire lungo la colonna vertebrale, attraverso due canali energetici denominati IDA e PINGALA. Ida è associato alla parte sinistra del corpo, quindi al principio femminile, mentre Pingala è associato alla parte destra del corpo, quindi al principio maschile. Lungo il suo percorso, kundalini attraversa tutti i chakras, risvegliandoli e purificandoli. Una volta arrivata al settimo chrakra (quello che si trova alla sommità del capo), essa completa il suo risveglio, portando l'individuo in quello stato che viene comunemente definito illuminazione.
    L'innalzarsi di questa energia, permette di sperimentare nuovi stati di coscienza ed è, solitamente, accompagnato da una serie di fenomeni che possono essere di tipo fisico, sensoriale, ecc.

    Oggi molti studi e molte ricerche si stanno svolgendo sul fenomeno dell'energia Kundalini, per comprendere il suo significato e le cause del suo risveglio.
    Esistono anche centri specializzati nel dare sostegno alle persone, che stanno vivendo l'esperienza del risveglio di questa energia.

    Dal sito http://www.tormalinablu.it/index.html

  4. #4
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    KUNDALINI l'energia del serpente

    Collocato alla base della spina dorsale, è il chakra relazionato al corpo fisico. Da questo chakra dipende la nostra sopravvivenza fisica. E' la sede dell'energia che ci permette di vivere. Viene chiamato anche chakra RADICE.

    Il primo chakra costituisce il nostro collegamento con il mondo fisico e contiene tutte le informazioni necessarie alla nostra sopravvivenza nel mondo materiale. La sua formazione avviene dal secondo trimestre di gravidanza ai nove mesi di vita. In questa fase il bambino impara ad avere fiducia e sicurezza nel mondo.
    E' il chakra dell'inizio della nostra crescita, rappresenta le nostre radici, la base che sostiene il nostro percorso di evoluzione.

    Un funzionamento armonico del primo chakra ci consente di integrarci pienamente con il mondo e contribuisce allo sviluppo di resistenza fisica, forza di carattere e stabilità psicologica. Se il primo chakra è indebolito, sperimenteremo la paura di non essere in grado di sopravvivere, di non riuscire ad avere tutto ciò che ci serve, di ammalarci ed avremo difficoltà a concentrarci ed a portare a termine le cose. Viceversa, un primo chakra in eccesso ci porterà ad aggrapparci alle sicurezze, ad accumulare le cose, ad essere ostili di fronte ai cambiamenti.
    Eccesso e deficienza di energia in un chakra sono, comunque, due modi diversi di affrontare lo squilibrio del chakra: l'eccesso costituisce una compensazione eccessiva al problema, mentre la deficienza costituisce una modalità per non affrontare il problema.


    Immagine tratta dal sito http://www.publispain.com/

    Secondo la tradizione shivaita tantrica, nel primo chakra risiede l'energia denominata KUNDALINI. Essa è tradizionalmente rappresentata da un serpente addormentato, avvolto tre volte e mezza intorno al prima chakra, alla base della spina dorsale. Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme.
    Fin dall'antichità, il serpente è considerato simbolo di trasformazione, grazie alla sua capacità di mutare la pelle ed è associato al benessere fisico e spirituale e all'illuminazione. Anche il caduceo, simbolo della moderna medicina, ci presenta il serpente che si avvolge attorno al bastone.

    Se questa energia latente inizia a risvegliarsi (ciò può avvenire in modo spontaneo oppure attraverso specifiche pratiche spirituali), essa comincia a risalire lungo la colonna vertebrale, attraverso due canali energetici denominati IDA e PINGALA. Ida è associato alla parte sinistra del corpo, quindi al principio femminile, mentre Pingala è associato alla parte destra del corpo, quindi al principio maschile. Lungo il suo percorso, kundalini attraversa tutti i chakras, risvegliandoli e purificandoli. Una volta arrivata al settimo chrakra (quello che si trova alla sommità del capo), essa completa il suo risveglio, portando l'individuo in quello stato che viene comunemente definito illuminazione.
    L'innalzarsi di questa energia, permette di sperimentare nuovi stati di coscienza ed è, solitamente, accompagnato da una serie di fenomeni che possono essere di tipo fisico, sensoriale, ecc.

    Oggi molti studi e molte ricerche si stanno svolgendo sul fenomeno dell'energia Kundalini, per comprendere il suo significato e le cause del suo risveglio.
    Esistono anche centri specializzati nel dare sostegno alle persone, che stanno vivendo l'esperienza del risveglio di questa energia.

    Dal sito http://www.tormalinablu.it/index.html

  5. #5
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    I SIGNIFICATI DEI NOMI DEI CHAKRA

    Muladhara - radice/sostegno
    Svadhisthana - dolcezza
    Manipura - gemma rilucente
    Anahata - non colpito
    Visuddha - purificazione
    Ajnja - percepire/comandare
    Sahasrara - mille foglie

  6. #6
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    I SIGNIFICATI DEI NOMI DEI CHAKRA

    Muladhara - radice/sostegno
    Svadhisthana - dolcezza
    Manipura - gemma rilucente
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  7. #7
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    I Chakra e la musica
    di Antonio Onorato

    I Chakra sono elementi fondamentali del corpo dell'uomo (come dei veri e propri organi) che di solito non siamo abituati ad usare e rivestono un ruolo importantissimo per ciò che concerne il mantenimento della salute, dell'armonia energetica e del progresso spirituale. Di solita vengono visualizzati come vortici che assorbono o emettono energia sottoforma di vibrazioni.
    Attraverso i chakra possiamo carpire l'energia benefica dello spazio assoluto e ritrasmetterla a coloro che hanno bisogno di aiuto o armonizzare le vibrazioni disarmoniche e negative (odio, rancore, invidia, ira...)
    I saggi ci insegnano che per assorbire l'energia benefica dell'universo c'è bisogno della "meditazione".
    Meditare non significa soltanto mettersi con gli occhi chiusi e cercare di fare il vuoto mentale nella tipica posizione yoga; si può meditare anche passeggiando sotto un cielo stellato, soffermandosi a guardare con amore le meraviglie della natura (il mare, un tramonto...) o ascoltare musica quando essa è pura e vera, o ancora, suonare, dipingere, pregare.
    Meditare è anche compassione verso il prossimo.
    Per i Lama tibetani ad ogni chakra corrisponde una nota musicale della scala naturale (di Do maggiore), un colore ( i sette colori dell'arcobaleno) e un pianeta.
    Ai sette colori dell'arcobaleno coincidono le sette note e sei tra i pianeti del nostro sistema solare.

    La nota Do, per i Tibetani, coincide con il colore rosso, con il pianeta Marte e con il primo chakra, il chakra della radice posizionato alla base della spina dorsale, tra l'ano e i genitali che è la sede della Kundalini, l'energia vitale del corpo fisico ancorato alla Terra. I segni astrologici interessati sono Ariete, Toro, Scorpione e Capricorno.

    La nota Re coincide con il colore arancione che i Tibetani considerano parte del rosso e quindi anch'esso sotto l'influsso di Marte. Corrisponde al secondo chakra che si trova all'altezza del pancreas, sede delle affettività e dell'emozionalità. I segni astrologici interessati sono Cancro, Bilancia e Scorpione.


    Immagine tratta dal sito http://www.indianetzone.com/

    La nota Mi suona nel giallo e in Mercurio. Corrisponde al terzo chakra situato tra il plesso solare e la zona ombelicale, donatore di abilità, eloquenza, prontezza di osservazione e del potere personale. I segni astrologici interessati sono Leone, Vergine e Sagittario.

    La nota Fa coincide con il colore verde e con il pianeta Venere. Corrisponde al quarto chakra, il chakra del cuore , quindi dell'amore e della compassione. I segni astrologici interessati sono Leone e Bilancia.

    La nota Sol vibra insieme al blu, regolato da Mercurio e corrisponde al quinto chakra, il chakra della gola, della verità e della comunicazione. Armonizza il pensiero e i sentimenti. I segni astrologici interessati sono Gemelli, Toro e Acquario.

    La nota La corrisponde al sesto chakra, il chakra della fronte e della chiaroveggenza (detto anche "terzo occhio"). Il suo colore è l'indaco e il pianeta che gli corrisponde è Saturno. I segni astrologici interessati sono Sagittario, Acquario e Pesci.

    La nota Si infine vibra insieme al colore viola e corrisponde al settimo chakra, quello della corona, situato sulla sommità cranica, sulla fontanella. Il suo pianeta è Nettuno. Questo chakra ha particolare fascino perché rappresenta il chakra della beatitudine ed il canale d'entrata delle energie cosmiche. E' detto anche chakra della coscienza dionica. I segni astrologici interessati sono Capricorno e Pesci.

    Anche se gli uomini sono resi sordi dall'abitudine, meditare utilizzando le note, la visualizzazione dei colori, la visualizzazione dei chakra che prendono nuova linfa dall'energia del suono, non fa altro che affinare le nostre "orecchie", permettendoci di rientrare coscientemente nel disegno armonico dell'Universo.

    Dal sito http://www.antonioonorato.com/

  8. #8
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    Chakra - Kundalini

    La kundalini è il potenziale energetico più grande e potente che l'uomo possieda, è una grossa energia che giace addormentata alla base della colonna vertebrale avvolta su se stessa, come un serpente, per tre volte e mezzo.
    Kundalini è un'energia di tipo femminile, è un'energia creatrice rappresentata simbolicamente dalla dea Shakti. Quest'energia, terminato un lungo e profondo percorso di conoscenza e crescita interiore, dovrebbe arrivare in maniera naturale ad innalzarsi incanalandosi lungo le nadi che circondano i nostri chakra, fino a raggiungere l'ultimo di questi il Sahasrara, sede del dio Shiva, l'energia maschile.
    Le nadi sono circuiti energetici, sono due, si chiamano Ida e Pingala e s'incrociano a sinistra e a destra dei chakra percorrendoli dal basso fino all'alto. Sono rappresentati come due canali, uno di colore blu e l'altro di colore rosso perché uno collegato all'inspirazione (aria fresca) e l'altro all'espirazione (aria calda).
    Quando kundalini sale e raggiunge l'ultimo chakra, maschile e femminile si riuniscono in un solo nucleo, gli opposti si annullano e si sposano contemporaneamente così che l'uomo raggiunge lo stato dell'illuminazione ovvero lo stato di "uomo completo", di uomo totale.
    In questo stadio nell'uomo non esistono più né il bene né il male, non esistono più squilibri, non esistono più gli opposti ma si raggiunge uno stato neutro grazie alla beatitudine e all'equilibrio concesso dal ricongiungimento con il divino che è in noi e con quello fuori di noi. L'argomento della kundalini e, soprattutto, dei chakra, è molto complesso perché ad ogni chakra corrisponde un comportamento, un'attitudine mentale, perché ogni chakra ha una corrispondenza fisica quindi incide su una precisa parte del corpo e, non per ultimo, perché tutto questo influenza per via indiretta anche la parte spirituale.
    Sappiamo che i chakra possono essere aperti, chiusi o bloccati e che questo dipende dal lavoro svolto nelle vite precedenti perché nasciamo già con chakra aperti o chiusi ed è difficilissimo cambiare lo stato di un chakra nella vita attuale.
    Quello che possiamo fare è lavorarci sopra ma l'effetto dell'apertura lo riporteremo nella prossima incarnazione: se oggi faremo un buon lavoro su un chakra chiuso, quando rinasceremo troveremo quel lavoro fatto e il chakra aperto.
    Non solo: un chakra aperto fisicamente non è detto che lo sia anche mentalmente e spiritualmente, può essere aperto a livello fisico ma chiuso agli altri due e viceversa, un chakra chiuso lo può essere fisicamente ma non mentalmente etc. Ecco il perché della loro complessità, perché nello yoga si guarda ad ogni cosa, ad ogni aspetto, e principalmente all'uomo, in maniera triplice, quindi fisicamente, mentalmente e spiritualmente.


    Immagine tratta dal sito http://kundaliniyoga.homestead.com/

    Ma cosa significa avere un chakra aperto o chiuso?
    Quando un chakra è aperto, l'energia entra dall'esterno e fluisce liberamente penetrando tutti gli strati dell'aura, quando invece il chakra è chiuso, o bloccato, l'energia trova un ostacolo e non penetra: in quel punto avremo uno squilibrio o a livello fisico o a livello mentale o ad entrambi.
    La funzione principale dei chakra è quella di assorbire l'energia cosmica, metabolizzarla ed alimentare gli strati delle nostre auree ma quando questo processo non funziona bene perché l'energia trova un ostacolo (il chakra chiuso) allora l'energia non fluisce e si crea un blocco e quindi un nodo da sciogliere nella nostra mente. Il loro perfetto funzionamento è, invece, sinonimo di salute e benessere ad ogni livello, fisico, mentale ed energetico-spirituale.
    I chakra vengono visualizzati sotto forma di fiore (i chakra vengono chiamati anche "padma" cioè loto) e, quando il loro stato è buono, dovrebbero essere belli, luminosi e pieni di vita. Quando invece la carica negativa del nostro comportamento mentale corrispondente agisce sul chakra, questo fiore appassisce e perde di vitalità.
    Esiste un collegamento ben preciso fra i chakra e la mente: al chakra Muladhara corrisponde la rabbia, allo Svadhistana il rancore, al Manipura la passione, all'Anahata l'amore universale, al Visuddha la dolcezza, all'Ajna il distacco.
    Quindi, ad esempio, una persona rabbiosa o che non sa gestire il rapporto con la propria rabbia, sentimento che potrebbe anche essere 'sano' e non per forza negativo, potrebbe avere problemi con il Muladhara a livello mentale, quindi potrebbe essere bloccato o addirittura chiuso.
    Lavorare sulla kundalini non comporta l'apertura dei chakra a tutti e tre i livelli. Molte persone cercano di risvegliare in maniera forzata, e non sicura, questa grossa energia che invece dovrebbe risvegliarsi e incanalarsi da sola, in maniera spontanea dopo un profondo lavoro su noi stessi. Molti sono coloro che si illudono di poter costruire una casa partendo dal tetto e non dalle fondamenta e cercano di ottenere i risultati che dà il risveglio della kundalini senza "lavorare". Ma questa sembra una strada obbligata perché una delle prime cose che s'impara conoscendo lo yoga e conoscendo l'energia è che niente è gratuito e che ogni cosa ottenuta è il risultato di grandi sforzi e sacrifici. Quindi si può avere la kundalini innalzata senza avere però l'aperturta dei chakra i quali, se collegati a meccanismi mentali, non possono che aprirsi solo quando questi meccanismi saranno conosciuti e soprattutto superati. Quando kundalini salirà in maniera corretta, quindi in maniera del tutto spontanea seguendo i tempi della nostra crescita interiore e spirituale allora, insieme con il risveglio delle latenti capacità sensitive dell'uomo, raggiungeremo anche l'impeccabilità, la qualità che isola da qualsiasi campo negativo e che ci fa agire senza paure, senza freni, senza illusioni e soprattutto facendoci essere noi stessi.

    Da "La Via del Guerriero", 2001

    http://www.rajayoga.it/kundalini.html

    Dal sito http://www.rajayoga.it/

 

 

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