Sipuò essere di sinistra, pur essendo benestanti? Parliamo di «sinistra» nell'accezione attuale del termine, che comprende chiunque la pensi in modo diverso da Emilio Fede. Rinfacciano a D'Alema di avere la barca e di essersi fatto fare le scarpe, lui che a Prodi le aveva fatte così bene. Instillano il sospetto che il pigolante Agnoletto, che fatichiamo a immaginare su una moto, giri addirittura in Porsche.
Le vittime negano, querelano, ma si sentono comunque a disagio. E non si conosce ancora la reazione di Nanni Moretti, che il Bossi ha accusato di manifestare col cachemere, invece che in canotta come lui, cioè come il Popolo. Proprio qui sta il punto. L'ostentazione della ricchezza è sempre volgare e in un «progressista» anche di più. Però oggi il Popolo cos'è, chi è? I senzatetto e i senzaniente, d'accordo.
Ma poi? Gli insegnanti e gli altri impiegati a reddito fisso che rappresentano la polpa dei girotondini non fanno parte del Popolo almeno quanto gli artigiani che votano Lega? Basta investire parte dello stipendio in un abito di buon taglio o nella visita a una mostra per non rientrare più nella categoria?
A dar retta ai luoghi comuni della destra sbrisolona, per essere Popolo e ancora di più per rappresentarlo degnamente, bisogna mangiare roba unta, vestirsi senza cura e guardare Miss Italia alla tv, magari cambiando precipitosamente canale non appena ci si accorge, come l'altra sera, che le ragazze parlano di volontariato e senza neppure mostrare le tette.
Massimo Granellini 7 settembre 2002




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