

"Un Savoia al Quirinale? Sogno di una notte di mezza estate."
di Tommaso Francavilla (18/05/06)
Lo confesso, da ultimo dei sabaudi in un attimo di follia avevo fatto un sogno ancor più folle. E cioè che il neo-Presidente della Repubblica, la cui impressionante somiglianza con l’ultimo re d’Italia una leggenda napoletana –confortata da qualche riscontro storiografico- vuole che non sia affatto casuale, all’atto dell’assunzione del mandato rivelasse i suoi veri natali, confessando che il suo comunismo altri non era stato che una geniale beffa finalizzata a vendicare il Padre ed a riacquisire quel che al suo sangue spettava. Mi era sembrato anche di immaginare il suo trionfale ingresso al Quirinale accolto con stupore e commozione dal fantasma del Padre della Patria, che è stato l’unico dei nostri Sovrani a morire nel suo letto di Re, attorniato da quelli delle Corti di un’ “Italietta” che in realtà era molto migliore di quanto i suoi avversari, vincendo, l’abbiano descritta.
Sia pure a fronte di un tono e di portamento innegabilmente regali, nei quali comunque si indovinano i tratti profondi del gran signore, mi sono dovuto naturalmente disilludere: il discorso della Corona è stato pienamente al di dentro dell’ordinaria mediocrità repubblicana. In esso sono malinconicamente risuonati non gli echi nobili degli spiriti risorgimentali, ma le parole d’ordine, sempre più esauste e stantìe, delle retoriche resistenzialiste, demagogiche e consociative di una Repubblica sempre più lontana dal diventare “Seconda”. E così mi sono sorbito un lungo pistolotto che poteva essere scritto pari pari vent’anni fa, in cui perfino il richiamo a me graditissimo ad Einaudi e De Gasperi, a De Nicola ed a Croce e financo ai dimenticatissimi Antonio Segni e Gaetano Martino non risuonava come un nobile omaggio di un ex-togliattiano apprezzabilmente pentimento alle vere radici, quelle liberal-democratiche ed atlantiche, della nuova democrazia italiana, ma come una sorta di macabro ritorno ad un’attualità vecchia di 50 anni.
Assistendo all’ingresso del più regale dei comunisti al Quirinale non vi ho sentito pertanto alitare i fantasmi a me cari della Patria nuova che si costruiva sull’onda del moto risorgimentale, ma quelli di un Paese vecchio, che pensavamo di esserci messi alle spalle e che invece incombe sempre di più su di noi: non l’Italia dei Padri della Patria, ma quella dei Figli ottuagenari e senza gloria, ereditieri senza meriti, della “Repubblica conciliare”.
In un discorso polveroso ed incartapecorito nel quale non ho trovato né le memorie che io condivido né l’ Unità nazionale nella quale mi sento compreso, sto continuando a cercare sempre più disperatamente una parola che forse l’estremo pudore di un comunista onesto e bene educato impedisce di pronunciare se non con una parsimonia segnata dal rimorso. Per trovarla nella nostra decrepita Costituzione catto-comunista della cui intangibilità i nostri decrepiti Presidenti sono inflessibili custodi, bisogna non a caso ridiscendere fino all’articolo 21. Questa parola limpida che manca tra tante oscure, vecchie, inutili e false è “libertà”. Risparmiarla è stato forse un altro modo per cancellare di fatto l’avversario che vi si richiama, sia pur tra mille salamelecchi senza sostanza, apparenti concessioni all’insegna della beffa.
Tommaso Francavilla
tratto da ...
http://www.aziendabari.it/


Ciao amici. Frequentando Politicaonline da anni mi sono accorto di un qualcosa di parecchio insolito. In Pol è pieno di monarchici. Ce ne stanno da tutte le parti, più li ammazzi e più ne spuntano. Esiste un forum Monarchico, che poi nel Parlamento di Pol è rappresentato dal Partito Democratico di Unità Monarchica ( Presidente Conterio, 20 tesserati circa) , e in più c'è anche un Circolo culturale, Nuova Frontiera Monarchica ( Presidente PrincipeBarbaccia, una mezza dozzina di tesserati), che alle elezioni correrà insieme al Movimento Riformista del vecchio Locke ( chissà se avrà il coraggio di passare da ste parti al momento del voto, come ogni sei mesi..) , all'interno di una coalizione composta da altri tre partiti guidati da altrettanti monarchici, e in più dai fascisti di Insieme per Pol Sociale Nazionale . Spluciando tra i partiti di Politicaonline si viene a scoprire che sono dichiaratamente monarchici e tesserati a movimenti monarchici, virtuali o reali:
Il Presidente di Progetto Liberale ( Ronnie)
Il Presidente di Destra Moderata Nazionale ( Maria Vittoria)
Il Presidente del Movimento Riformista ( Meridionale)
Il Presidente dei Conservatori di Pol (Templares)
e tanti altri monarchici ci sono nei loro partiti di centrodestra.
Ma la cosa peggiore è che leggendo i thread sui vari fora ho notato che la presenza monarchica è massiccia ed in forte aumento. Nei tanti sondaggi Monarchia VS Repubblica i voti monarchici sono sempre numerosissimi, e purtroppo trasversali, abbracciando il tradizionale elettorato di certo centrodestra nostalgico e quello di pericolosi estremisi di destra, senza disdegnare qualche laico di sinistra che emula la regina socialista Maria Josè..
Ciò che mi chiedo è: sarà una moda o si sta ridiffondendo in questo paese una cultura ( parolone) monarchica che per tanti anni si è considerata sopita?
Perchè tra i giovani e in genere nel web la Monarchia trova così tanti adepti, che rischiamo di ritrovarci magari classe dirigente un giorno? I pochi che c'erano sono arrivati tutti qui in Politicaonline o sono più numerosi di quanto si possa immaginare?
Saluti libertari ( e fieramente antimonarchici), LIBERAMENTE


Più che altro, su Pol trovi in presenza massiccia grupppi che nella società hanno un peso relativo e visibilità marginale.
In questi contesti sembrano moltissimi, nella realtà quotidiana, tra la massa indifferente e poco ideologizzata scompaiono.


Mah, chissa' perche' Liberamente ... forse dipende da tutto il battage pubblicitario che e' stato fatto dai media sul rientro dei Savoia ... o forse semplicemente per scarsa cultura politica ... di cui il Paese abbonda ... basta vedere come meta' del Popolo sia disposto ad immolarsi per il "vuoto pneumatico" con il pendolino in mano ... pur di far dispetto a Berlusconi.
In Italia la politica e' diventata alla stessa stregua del calcio "parlato" ... per cui la propria squadra e' la migliore anche quando "compra" gli arbitri ... o forse piu' semplicemente e' uno dei tanti sintomi di scivolamento della civilta' italiana verso le sponde africane ... come aveva vaticinato gia' da tempo il grande Ugo La Malfa ...
http://www.nuvolarossa.org/


Si, c'è stata e continua ad esserci davvero una degenerazione assurda nella cultura politica di questo paese. Paradossalmente gli scandali dei Savoia non hanno fatto altro che riportare ad alta quota e pubblicizzare mediaticamente l'idea monarchica. Su Pol in effetti le cose sono molto "gonfiate" : la presenza monarchica , come quella dei fascisti, è trenta volte più grande che nella realtà. Il problema è che questo sito stupendo è frequentatissimo, ha migliaia di iscritti, e che in tanti, leggendo certe minchiate, potrebbero subirne il fascino. Forse sarebbe il caso di essere più presenti ed organizzati sui fora più frequentati , come Politica Nazionale ed il Termometro, e bastonare per bene nei thread in cui si parla di Monarchia. I forumisti del PRI qui magari non saranno moltissimi ( anche se questo forum è in assoluto uno dei più letti ), ma tutti dalla grande preparazione e capacità dialettica. Non penso ci metterebbero molto a smontare degli esaltati nostalgici.
Magari se ci saranno discussioni interessanti sul Tema monarchia ( dal greco: Governo di un Mona) e che necessitano di una risposta immediata antimonarchica posterò i link qui .
Saluti libertari
LIBERAMENTE




Senza dubbio, negli ultimi anni, il numero dei monarchici in Italia è notevolmente aumentato. Ancor più numerosi sono da quando la Consulta dei Senatori del Regno ha chiarito nel Principe Amedeo di Savoia, e non in Vittorio Emanuele, il Capo di Casa Savoia. Fino a che, seppur erroneamente, Vittorio Emanuele era considerato il Capo della Dinastia, il numero dei monarchici a livello nazionale si è sempre mantenuto piuttosto basso, anche nei sondaggi ufficiali. Dal giorno in cui la Consulta si è pronunciata inequivocabilmente, invece, attorno al Principe Amedeo si è iniziata a coagulare una sempre crescente schiera di fedelissimi, che, man mano, sono aumentati fino a diventare una percentuale non trascurabile. Forse, gli italiani si sono accorti che tutte le Nazioni europee dove i princìpii di democrazia, modernità e benessere sono tutte monarchie. Ricordo un volantino in cui erano presenti le bandiere della Spagna, dell'Olanda, della Svezia, della Norvegia, eccetera, con scritto: "L'Europa migliore è nelle monarchie... Cosa stiamo aspettando?".
La storia, si sa, è una ruota: forse tornerà la monarchia anche in Italia, ci rimane solo l'incognita di come e di quando.


Io non ho mai capito perché dovrebbero essere i Savoia a chiedere perdono per le leggi razziali... Come è noto per chi mastica un pochino di Diritto Costituzionale, quando una legge viene approvata sia dalla Camera che dal Senato, il Capo dello Stato ha l'obbligo giuridico di firmarla (Re o Presidente che sia).
Vittorio Emanuele III rifiutò per ben tre volte di firmare le leggi razziali (il numero massimo di volte consentito), e, le leggi, uscirono dapprima sotto forma di Decreti Legge senza la firma del Sovrano. Poi, alla quarta ripropositura, impossibilitato per legge a rimandarle indietro un'altra volta, fu giuridicamente obbligato a firmarle, poiché l'intero Parlamento, nelle due Camere, le aveva approvate. Quindi, se si vuole essere logici e non si vuole ignorantemente usare le leggi razziali solo come una clava da brandire contro Casa Savoia, dovrebbe essere Alessandra Mussolini a chiedere scusa, poiché l'artefice delle leggi fu suo nonno.
Serendipity
Che chiedano scusa tutti e due !!!! fascisti e monarchici che andavano a braccetto!!!!