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Discussione: Savoia?

  1. #1
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    24 Jul 2002
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Predefinito Savoia?

    L' articolo del prof. Sauro Mattarelli, Direttore del Pensiero Mazziniano,
    sul rientro dei Savoia in Italia, è in rete.
    Si intitola "Una testimonianza civile e l'ipotesi referendaria"
    Potete trovarlo all'indirizzo
    > http://utenti.lycos.it/tigulliorepubblicano/savoia.html
    _________

    Una testimonianza civile e l’ipotesi referendaria

    ----------------------------------------------------------------------------

    In un recente intervento il prof. Maurizio Viroli, Presidente dell’
    Associazione Mazziniana Italiana, ha bene analizzato l’inquietante contesto nazionale in cui viene a collocarsi il rientro dei Savoia.

    In effetti i provvedimenti legislativi, tesi a minare l’indipendenza della Magistratura, a snaturare le cooperative, a depenalizzare il reato di falso in bilancio appaiono come tasselli di un quadro politico in cui il bersaglio principale è la nostra Costituzione. A questo si aggiunga un preoccupante processo involutivo sul piano culturale che riguarda innanzitutto la gigantesca opera di rimozione della memoria storica connotante la Repubblica
    italiana, dal Risorgimento alla Resistenza antifascista.

    Il colpo di spugna sulle responsabilità della dinastia sabauda per quanto concerne l'avvento del fascismo, la promulgazione delle leggi razziali, il tradimento del 1943 fa da corollario alle nuove "verità" storiche che sembrano ridurre l’atto del governare a una politica da rotocalco, a qualche spot pubblicitario, in un clima sociale ove ormai si elargiscono favori e prebende anziché applicare leggi e riforme.

    Scrive Viroli che "di fronte a questi gravi atti, troppi parlamentari hanno dimostrato una colpevole leggerezza. I Mazziniani non possono permettersi ambiguità: dalla parte dei valori repubblicani, sempre".

    L’opzione referendaria come mezzo per opporsi al provvedimento che consente il rientro dei Savoia, in questo contesto, è stata tuttavia ventilata con cautela perché è "alto il rischio di strumentalizzazioni" in caso di sconfitta (teleguidata). Ma i repubblicani e gli italiani non possono neppure scordare il monito mazziniano secondo cui le battaglie si intraprendono innanzitutto per la bontà della causa e non solo per l’eventuale alta probabilità di vittoria.

    Prendiamo intanto atto che i "rischi istituzionali" denunciati, non senza ragioni, da coloro che si oppongono alla proposta referendaria sono un atto d’accusa ben preciso contro la superficialità con cui la quasi totalità dei nostri parlamentari ha assunto il provvedimento adducendo come primo pretesto quello della "generosità della repubblica forte". Si tratta invece, come avevamo posto in evidenza, di un gesto inutile ed umiliante che
    indebolisce e impoverisce la Repubblica e che potevamo risparmiarci poiché la semplice rinuncia al diritto al trono d’Italia avrebbe consentito ai Savoia di far rientro già da molto tempo nel nostro paese.

    Spiega infatti bene Viroli che "Se avessero compiuto tale atto i Savoia potevano tornare senza bisogno di alcuna revisione costituzionale. La norma XIII si applica infatti ai discendenti maschi degli ex re di Casa Savoia. Ma essi non hanno mai neppure preso in considerazione l'idea di compiere tale
    gesto perché non intendono perdere lo status di Casa Reale rispetto agli altri re ed ex-re, e rispetto ai monarchici nostrani. Con quale diritto potrebbero continuare a conferire titoli nobiliari e attestati di ordini cavallereschi, se diventassero dei semplici "signor Savoia"? Invece di spiegare questa realtà ai cittadini italiani, la maggioranza dei nostri parlamentari ha preferito ripetere ad nauseam il ritornello che le colpe dei
    padri non devono ricadere sui figli, mentre è del tutto evidente che sono proprio i figli a voler conservare il legame dinastico con i padri". Il che dovrebbe comunque almeno implicare l’assunzione delle responsabilità storiche e da questo punto di vista, lo diciamo per inciso, troviamo inaccettabile e mortificante che anche certi intellettuali abbiano paragonato questa disposizione costituzionale all’esilio patito da Giuseppe Mazzini e dai patrioti italiani o al confino inflitto agli antifascisti. Un’ennesima mistificazione, possibile perché ci stiamo pericolosamente avviando verso una Repubblica svuotata dei suoi contenuti essenziali, dove la pubblica opinione è condizionata da mass media gestiti in regime di quasi monopolio dell’informazione, dove la partecipazione democratica pare sempre più restringersi al cambio di canale in televisioni che, direttamente o indirettamente, appartengono tutte allo stesso proprietario.

    Una situazione facilmente prevedibile da tempo, ma irrisolta anche dai governi precedenti; anomala nel contesto internazionale, pure non tranquillizzante.

    La disinvoltura con cui, tra l’indifferenza generale, si possono rigirare a piacimento le carte in tavola, scaricare le responsabilità, lanciare accuse di "sfascismo" (altro neologismo ambiguo) a a ogni forma di opposizione dovrebbe preoccupare molto i cittadini più attenti. Qualcuno almeno dovrebbe cominciare a chiedersi come mai la Repubblica, "forte" nel momento della scelta di far rientrare i Savoia, dovrebbe vacillare di fronte alla semplice
    raccolta di firme referendarie da parte di coloro che non approvano il provvedimento. Domandarsi perché questa scelta, pur ventilata da diversi anni, abbia trovato attuazione in questo momento storico, con una procedura "estiva", urgente, incalzante. In altri termini: quasi sono i motivi che inducono una classe politica, a vasta maggioranza, a decidere di occuparsi
    di una simile "inezia" quando nel mondo si discute del progressivo
    allargamento del divario tra poveri e ricchi? Perché si riabilitano figure che istituzionalmente simboleggiano la sperequazione e lo sperpero, in un periodo in cui qualcuno afferma che il concetto stesso di democrazia sbiadisce di fronte alle grandi questioni ecologiche e appare praticamente inapplicabile laddove le persone stentano a soddisfare i bisogni primari?

    Stati che si disgregano e perdono la sovranità, nuovi feudi, regni, imperi che sorgono; nuove servitù che si profilano su dimensione planetaria, trascinate da un’esasperazione dei consumi e del superfluo; inevitabili e cruenti conflitti che divampano in varie parti del mondo. Lo scenario "medioevale" del ritorno degli ex sovrani italiani è questo, seppur velato dalla carta patinata di rotocalchi qualunquisti o dietro l’altrettanto qualunquistico "me ne frego, tanto che male fanno? I problemi veri sono altri". Appunto. Senza nemmeno accorgersi che in questo modo si lancia la
    peggior accusa che può essere rivolta a una classe politica: quella di essersi occupata di cose inutili al bene comune.

    Sono questi gli scricchiolanti e ambigui equilibri che i mazziniani devono difendere? Una repubblica che produce un simile ceto dirigente e propina simili messaggi non è già avviata su una china pericolosa?

    I fautori della linea "prudente" hanno tante ragioni, comprensibili sotto diversi punti di vista, ma dovranno poi spiegare quando e come si fanno le battaglie civili, le battaglie di testimonianza, che anche se "perdute in partenza" scuotono qualche coscienza e contribuiscono a formare quella religione civile che tanti predicano, ma sempre agli altri.

    Sauro Mattarelli
    direttore del "Pensiero mazziniano"

  2. #2
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Predefinito Savoia?

    L' articolo del prof. Sauro Mattarelli, Direttore del Pensiero Mazziniano,
    sul rientro dei Savoia in Italia, è in rete.
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    In un recente intervento il prof. Maurizio Viroli, Presidente dell’
    Associazione Mazziniana Italiana, ha bene analizzato l’inquietante contesto nazionale in cui viene a collocarsi il rientro dei Savoia.

    In effetti i provvedimenti legislativi, tesi a minare l’indipendenza della Magistratura, a snaturare le cooperative, a depenalizzare il reato di falso in bilancio appaiono come tasselli di un quadro politico in cui il bersaglio principale è la nostra Costituzione. A questo si aggiunga un preoccupante processo involutivo sul piano culturale che riguarda innanzitutto la gigantesca opera di rimozione della memoria storica connotante la Repubblica
    italiana, dal Risorgimento alla Resistenza antifascista.

    Il colpo di spugna sulle responsabilità della dinastia sabauda per quanto concerne l'avvento del fascismo, la promulgazione delle leggi razziali, il tradimento del 1943 fa da corollario alle nuove "verità" storiche che sembrano ridurre l’atto del governare a una politica da rotocalco, a qualche spot pubblicitario, in un clima sociale ove ormai si elargiscono favori e prebende anziché applicare leggi e riforme.

    Scrive Viroli che "di fronte a questi gravi atti, troppi parlamentari hanno dimostrato una colpevole leggerezza. I Mazziniani non possono permettersi ambiguità: dalla parte dei valori repubblicani, sempre".

    L’opzione referendaria come mezzo per opporsi al provvedimento che consente il rientro dei Savoia, in questo contesto, è stata tuttavia ventilata con cautela perché è "alto il rischio di strumentalizzazioni" in caso di sconfitta (teleguidata). Ma i repubblicani e gli italiani non possono neppure scordare il monito mazziniano secondo cui le battaglie si intraprendono innanzitutto per la bontà della causa e non solo per l’eventuale alta probabilità di vittoria.

    Prendiamo intanto atto che i "rischi istituzionali" denunciati, non senza ragioni, da coloro che si oppongono alla proposta referendaria sono un atto d’accusa ben preciso contro la superficialità con cui la quasi totalità dei nostri parlamentari ha assunto il provvedimento adducendo come primo pretesto quello della "generosità della repubblica forte". Si tratta invece, come avevamo posto in evidenza, di un gesto inutile ed umiliante che
    indebolisce e impoverisce la Repubblica e che potevamo risparmiarci poiché la semplice rinuncia al diritto al trono d’Italia avrebbe consentito ai Savoia di far rientro già da molto tempo nel nostro paese.

    Spiega infatti bene Viroli che "Se avessero compiuto tale atto i Savoia potevano tornare senza bisogno di alcuna revisione costituzionale. La norma XIII si applica infatti ai discendenti maschi degli ex re di Casa Savoia. Ma essi non hanno mai neppure preso in considerazione l'idea di compiere tale
    gesto perché non intendono perdere lo status di Casa Reale rispetto agli altri re ed ex-re, e rispetto ai monarchici nostrani. Con quale diritto potrebbero continuare a conferire titoli nobiliari e attestati di ordini cavallereschi, se diventassero dei semplici "signor Savoia"? Invece di spiegare questa realtà ai cittadini italiani, la maggioranza dei nostri parlamentari ha preferito ripetere ad nauseam il ritornello che le colpe dei
    padri non devono ricadere sui figli, mentre è del tutto evidente che sono proprio i figli a voler conservare il legame dinastico con i padri". Il che dovrebbe comunque almeno implicare l’assunzione delle responsabilità storiche e da questo punto di vista, lo diciamo per inciso, troviamo inaccettabile e mortificante che anche certi intellettuali abbiano paragonato questa disposizione costituzionale all’esilio patito da Giuseppe Mazzini e dai patrioti italiani o al confino inflitto agli antifascisti. Un’ennesima mistificazione, possibile perché ci stiamo pericolosamente avviando verso una Repubblica svuotata dei suoi contenuti essenziali, dove la pubblica opinione è condizionata da mass media gestiti in regime di quasi monopolio dell’informazione, dove la partecipazione democratica pare sempre più restringersi al cambio di canale in televisioni che, direttamente o indirettamente, appartengono tutte allo stesso proprietario.

    Una situazione facilmente prevedibile da tempo, ma irrisolta anche dai governi precedenti; anomala nel contesto internazionale, pure non tranquillizzante.

    La disinvoltura con cui, tra l’indifferenza generale, si possono rigirare a piacimento le carte in tavola, scaricare le responsabilità, lanciare accuse di "sfascismo" (altro neologismo ambiguo) a a ogni forma di opposizione dovrebbe preoccupare molto i cittadini più attenti. Qualcuno almeno dovrebbe cominciare a chiedersi come mai la Repubblica, "forte" nel momento della scelta di far rientrare i Savoia, dovrebbe vacillare di fronte alla semplice
    raccolta di firme referendarie da parte di coloro che non approvano il provvedimento. Domandarsi perché questa scelta, pur ventilata da diversi anni, abbia trovato attuazione in questo momento storico, con una procedura "estiva", urgente, incalzante. In altri termini: quasi sono i motivi che inducono una classe politica, a vasta maggioranza, a decidere di occuparsi
    di una simile "inezia" quando nel mondo si discute del progressivo
    allargamento del divario tra poveri e ricchi? Perché si riabilitano figure che istituzionalmente simboleggiano la sperequazione e lo sperpero, in un periodo in cui qualcuno afferma che il concetto stesso di democrazia sbiadisce di fronte alle grandi questioni ecologiche e appare praticamente inapplicabile laddove le persone stentano a soddisfare i bisogni primari?

    Stati che si disgregano e perdono la sovranità, nuovi feudi, regni, imperi che sorgono; nuove servitù che si profilano su dimensione planetaria, trascinate da un’esasperazione dei consumi e del superfluo; inevitabili e cruenti conflitti che divampano in varie parti del mondo. Lo scenario "medioevale" del ritorno degli ex sovrani italiani è questo, seppur velato dalla carta patinata di rotocalchi qualunquisti o dietro l’altrettanto qualunquistico "me ne frego, tanto che male fanno? I problemi veri sono altri". Appunto. Senza nemmeno accorgersi che in questo modo si lancia la
    peggior accusa che può essere rivolta a una classe politica: quella di essersi occupata di cose inutili al bene comune.

    Sono questi gli scricchiolanti e ambigui equilibri che i mazziniani devono difendere? Una repubblica che produce un simile ceto dirigente e propina simili messaggi non è già avviata su una china pericolosa?

    I fautori della linea "prudente" hanno tante ragioni, comprensibili sotto diversi punti di vista, ma dovranno poi spiegare quando e come si fanno le battaglie civili, le battaglie di testimonianza, che anche se "perdute in partenza" scuotono qualche coscienza e contribuiscono a formare quella religione civile che tanti predicano, ma sempre agli altri.

    Sauro Mattarelli
    direttore del "Pensiero mazziniano"

  3. #3
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Predefinito Un referendum sui Savoia?

    tratto da "La Stampa" del 11/09/02

    Un referendum sui Savoia? Potrebbe ripetersi. L’AMI, associazione mazziniana italiana presieduta da Maurizio Viroli, inizia una raccolta di firme per un referendum confermativo sulla legge costituzionale approvata dal Senato, che autorizza il rientro in Italia dei discendenti maschi di casa Savoia fino ad oggi impedito dalla tredicesima disposizione finale della Costituzione. Quella disposizione nn è stata cambiata da una modifica costituzionale: semplicemente, la norma passata in Senato sospende gli effetti di quel divieto.
    Però c’è un articolo, il 138 della Costituzione, che sottopone questo genere di leggi a possibili “referendum confermativi”. Possono essere proposti, basta che qualcuno lo voglia, da un quinto degli onorevoli di Camera o Senato, da cinque consigli regionali, oppure da cinquecentomila cittadini.
    L’ultima è la strada più difficile: ma i mazziniani che l’hanno intrapresa sostengono che, in questa fase politica, è anche l’unica. A detta di Stefano Covello, che sta coordinando la raccolta di firme, “nessun partito ha la volontà di fermare il rientro dei Savoia”. Se lo volessero, argomenta, sarebbe facilissimo trovare in una delle due camere un quinto di onorevoli disposti a sottoscrivere il referendum: “La legge, si ricorda?, è passata quasi con un terzo dei voti contrari”
    I Mazziniani devono riuscire a raccogliere cinquecentomila firme senza un apparato di partito dietro. Senza un tam tam abituatissimo a fare cose del genere (come quello dei radicali). Soprattutto in un solo mese e senza granchè da spendere. Sperano di riuscire affidandosi alla cabala: A un pugno di iscritti. Al vecchio, caro banchetto in centro.
    La cabala è quella che fa constatare ccome Rifondazione comunista sia riuscita, in passato, a raccogliere firme per otto referendum abrogativi in quaranta gironi. Gli iscritti sono i tremila mazziniani sparso “più o meno in ogni provincia italiana”: dice Covello che dove non c’è una sezione, chi vorrà firmare il referendum potrà fare riferimento a uno “dei soci di zona”. Nelle città principali, invece, ci saranno i vecchi banchetti per la raccolta delle firme: saranno in centro e li segnalerà un tricolore, “una bandiera per i valori di una Repubblica”, e non solo di una nazionale.

  4. #4
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    Predefinito Un referendum sui Savoia?

    tratto da "La Stampa" del 11/09/02

    Un referendum sui Savoia? Potrebbe ripetersi. L’AMI, associazione mazziniana italiana presieduta da Maurizio Viroli, inizia una raccolta di firme per un referendum confermativo sulla legge costituzionale approvata dal Senato, che autorizza il rientro in Italia dei discendenti maschi di casa Savoia fino ad oggi impedito dalla tredicesima disposizione finale della Costituzione. Quella disposizione nn è stata cambiata da una modifica costituzionale: semplicemente, la norma passata in Senato sospende gli effetti di quel divieto.
    Però c’è un articolo, il 138 della Costituzione, che sottopone questo genere di leggi a possibili “referendum confermativi”. Possono essere proposti, basta che qualcuno lo voglia, da un quinto degli onorevoli di Camera o Senato, da cinque consigli regionali, oppure da cinquecentomila cittadini.
    L’ultima è la strada più difficile: ma i mazziniani che l’hanno intrapresa sostengono che, in questa fase politica, è anche l’unica. A detta di Stefano Covello, che sta coordinando la raccolta di firme, “nessun partito ha la volontà di fermare il rientro dei Savoia”. Se lo volessero, argomenta, sarebbe facilissimo trovare in una delle due camere un quinto di onorevoli disposti a sottoscrivere il referendum: “La legge, si ricorda?, è passata quasi con un terzo dei voti contrari”
    I Mazziniani devono riuscire a raccogliere cinquecentomila firme senza un apparato di partito dietro. Senza un tam tam abituatissimo a fare cose del genere (come quello dei radicali). Soprattutto in un solo mese e senza granchè da spendere. Sperano di riuscire affidandosi alla cabala: A un pugno di iscritti. Al vecchio, caro banchetto in centro.
    La cabala è quella che fa constatare ccome Rifondazione comunista sia riuscita, in passato, a raccogliere firme per otto referendum abrogativi in quaranta gironi. Gli iscritti sono i tremila mazziniani sparso “più o meno in ogni provincia italiana”: dice Covello che dove non c’è una sezione, chi vorrà firmare il referendum potrà fare riferimento a uno “dei soci di zona”. Nelle città principali, invece, ci saranno i vecchi banchetti per la raccolta delle firme: saranno in centro e li segnalerà un tricolore, “una bandiera per i valori di una Repubblica”, e non solo di una nazionale.

  5. #5
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    Predefinito comunicato

    COMUNICATO STAMPA

    IL RIENTRO DEI SAVOIA E’ DIVENTATO UNA OPERAZIONE POLITICA DI REVISIONISMO STORICO NON CONDIVISIBILE: LA NETTA OPPOSIZIONE DEI REPUBBLICANI EUROPEI

    Chi dimentica la storia è condannato a riviverla! Il Movimento dei repubblicani Europei dell’Umbria denuncia come dietro una “umanità” falsa e di facciata (“Poveri Savoia facciamoli rientrare…”) il rientro degli eredi di casa Savoia è un capitolo del progetto di manipolazione della memoria storica promosso dalla destra a suo esclusivo beneficio.

    Non solo infatti la destra consente ai Savoia di tornare in Italia senza alcun giuramento di fedeltà alla Repubblica, ma alcuni esponenti dell’area politica ex fascista, hanno persino messo in dubbio la legittimità del referendum del 1946, con il quale gli italiani scelsero la Repubblica.

    Si tratta quindi di una operazione politica assai subdola, che dietro una facciata ambigua, contribuisce allo smantellamento di quello Stato di diritto e di quella Costituzione nella quale gli attuali governanti non si riconoscono.
    Alla casa regnante di Arcore si unisce ora anche casa Savoia: si vorrebbe che gli italiani da cittadini diventassero sudditi o, nella versione moderna, semplici spettatori!

    I nostri padri ed i nostri nonni ci hanno trasmesso la memoria di un popolo che ha dovuto soffrire e lottare per ritrovare la libertà e la dignità: chiunque vuole spezzare questa eredità sappia che la verità si può offuscare e perseguitare ma non si può cancellare.


    Invitiamo chi la pensa come noi ad accendere una candela alla memoria di chi ha difeso l’onore del Paese il giorno che questi signori torneranno a calpestare il suolo italiano dentro ambigui disegni.

    14 luglio 2002 Il Coordinamento Regionale MRE

  6. #6
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    Predefinito lettera AMI per referendum

    Agli iscritti dell’ AMI

    Faccio seguito a quanto oggetto degli interventi stampa della nostra Presidenza già inviativi in copia sulla legge costituzionale relativa al rientro dei Savoia in Italia per invitarvi ad impegnarvi, se lo ritenete giusto, nella raccolta delle firme per un referendum popolare confermativo della XIII norma finale della Costituzione della Repubblica.

    Come già ampiamente spiegato nei nostri precedenti documenti, la recente legge che ha modificato la XIII norma finale, quella norma che sanciva in termini solenni il giudizio di condanna morale e politica della Casa Savoia, senza che gli ex-re abbiano rinunciato in modo formale al titolo di pretendenti al trono d’Italia, offende la dignità della Repubblica e la Costituzione.

    La Repubblica si è inchinata alla pretesa dei Savoia con un atto che non ha nulla di grande, ma è, nella forma e nella sostanza, servile.

    Quando la dignità della Repubblica è offesa i Mazziniani hanno il dovere di lottare con tutti i mezzi democratici possibili, anche se le possibilità di vittoria sono esigue.

    Vi allego pertanto i moduli da utilizzare per la raccolta di firme per il referendum di cui all’articolo 138 della Costituzione che il Comitato Provinciale dell’AMI di Ravenna ha indetto con il deposito del quesito in data odierna.

    Vi esorto a sottoscrivere, se condividete, e a far sottoscrivere presso i singoli Comuni che li restituiranno debitamente autenticati.

    Vi prego di tener conto che i moduli sottoscritti ed autenticati dovranno pervenire all’amico Stefano Covello della sezione Terza Roma di Roma (Viale Regina Margherita 192, 00198 Roma) non oltre il 10 ottobre 2002 (termine perentorio). All’amico Covello potrete anche rivolgervi per ogni chiarimento (338 9530961. Tenete conto che se le sottoscrizioni saranno autenticate da altro pubblico ufficiale autorizzato diverso dai segretari comunali, occorre anche che ai moduli vengano unite certificazioni attestanti la iscrizione dei sottoscrittori nelle liste elettorali di un Comune della Repubblica.

    Nella speranza che accoglierete questo mio appello, vi porgo


    Un fraterno saluto

    Maurizio Viroli
    Presidente Nazionale AMI

  7. #7
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    Predefinito Re: comunicato

    Originally posted by jeronimus2002
    ...un capitolo del progetto di manipolazione della memoria storica promosso dalla destra...

    ...Non solo infatti la destra consente ai Savoia di tornare in Italia...

    ...Alla casa regnante di Arcore...
    Jeronimus, due osservazioni:

    - non mi sembra che il progetto di rientro sia stata un'esclusiva della destra (il che sarebbe stato anche legittimo) ma che abbia trovato una vigorosa sponda a sinistra. Sbaglio?

    - lasciamo perdere Arcore. Questa è una battaglia che dovrebbe/potrebbe unire tutti i repubblicani, non dimostrare chi sia più bravo.

    ti invito anche a leggere quanto ho postato sul forum fratello (fratellastro, cugino?):
    http://www.politicaonline.net/forum/...697#post229697

    Saluti mazziniani (di sinistra)
    lucifero

  8. #8
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    Predefinito risposta a Lucifero

    Risposte a Lucifero

    …eronimus, due osservazioni:
    >>>che peraltro condivido!

    - non mi sembra che il progetto di rientro sia stata un'esclusiva della destra (il che sarebbe stato anche legittimo) ma che abbia trovato una vigorosa sponda a sinistra. Sbaglio?
    >>>>Ø No che non sbagli! La tua domanda è retorica in quanto afferma una verità. Il problema, comunque non è li (intendo dire in parlamento), ma in alcune segreterie di partito… e qui il discorso rischia di farsi lungo e tortuoso che posso tentare di esemplificare con un parallelismo (forse regge e forse no, comunque ci provo). Allora, è un po’ la stessa cosa che è successo con il finanziamento pubblico alla scuola, quando c’erano i democristiani a comandare, non si sono mai permessi di forzare la mano, ci voleva un governo di sinistra per aprire la strada a quello che poi diventerà il decreto Moratti (solo che allora la malfa jr tuonava, oggi neanche un peto).
    >>>>Ø Lo stesso per gli eredi savoia. Sinchè nelle segreterie e in parlamento sedevano ed avevano voce quelli che la costituzione l’avevano vissuta, questo argomento era tabù.
    Si, gran parlare, ma ai fatti solo fumo e niente arrosto. Ora invece la necessità di dimostrare che la Repubblica è forte e sicura di se, il tentativo di non dare l’impressione di fare battaglie di retroguardia, il dimostrare di essere più realisti del re (sic!) ha portato a queste conclusioni. Insomma la questione, se vuoi, è ben fotografata dal comportamento di Bianco (repubblicano! Ed ora nella Margherita (?!?!)) che in prima lettura vota a favore e nella seconda, solo dopo il tempestivo intervento di Viroli, con la sua lettera aperta, ha un ripensamento e vota contro. Quindi, grande confusione da entrambe le parti, solo che la destra ne da una valenza diversa.
    Mettiamola così: la sinistra buonista(?), la destra concreta… ma in nessuna delle due parti un giudizio di merito.
    E qui entriamo in gioco noi, se solo volessimo giocare!!! E con questo do una prima risposta alla Tua seconda osservazione.

    - lasciamo perdere Arcore. Questa è una battaglia che dovrebbe/potrebbe unire tutti i repubblicani, non dimostrare chi sia più bravo.
    Ø Lo dici Tu stesso, dovrebbe/potrebbe… io so solo che l’unico che al momento si è più esposto è stato l’MRE, attraverso la comunicazione ai suoi iscritti, con comunicati stampa (vedi quello sopra riportato), la creazione di banchetti (per quanto velleitari), la partecipazione della Sbarbati ad incontri insieme a Viroli… gli altri?
    Ø Qui non si tratta di essere più o meno bravi… ma di esserci o no!
    Ø


    -ti invito anche a leggere quanto ho postato sul forum fratello (fratellastro, cugino?):
    >Per quanto riguarda il forum, fai Tu.
    >Per quanto riguarda me, cerco di mantenere fede al mio impegno/invito di non rispondere su questo a quanto leggo su un altro forum a meno che tu non posti anche qui le tue osservazioni o mi autorizzi a farlo. E di la,scusami, non ti rispondo.


    Saluti mazziniani (di sinistra)
    >> che ricambio fraternamente.

  9. #9
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Predefinito il quesito referendario

    Vidimazione preliminare del foglio (modello per 6 firme)

    Io sottoscritto segretario comunale/funzionario delegato, del comune di...............................
    attesto che il presente foglio è stato presentato in bianco, per la vidimazione preliminare, in data odierna a questo ufficio.

    .........................................., lì.......................
    .................................................. ................................
    (firma del segretario comunale/funzionario delegato e timbro del comune)

    FOGLIO DI RACCOLTA DELLE FIRME PER LA RICHIESTA DI
    REFERENDUM POPOLARE PREVISTO DALL’ARTICOLO 138
    DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

    Noi Sottoscritti chiediamo che sia svolto il referendum popolare previsto dall’art. 138 della
    Costituzione con il seguente quesito:

    “APPROVATE IL TESTO DELLA LEGGE COSTITUZIONALE PER LA CESSAZIONE DEGLI EFFETTI DEI COMMI PRIMO E SECONDO DELLA XIII DISPOSIZIONE TRANSITORIA E FINALE DELLA COSTITUZIONE APPROVATO DAL PARLAMENTO E PUBBLICATO
    NELLA GAZZETTA UFFICIALE N° 164 DEL 15 LUGLIO 2002?”

    1).............................. .............................. ....................... .................... ........................................
    2).............................. .............................. ....................... .................... ........................................
    3).............................. .............................. ....................... .................... ........................................
    4).............................. .............................. ....................... .................... ........................................
    5).............................. .............................. ....................... .................... ........................................
    6).............................. .............................. ....................... .................... ........................................
    (nome cognome in stampatello) (firma) (luogo di nascita) (data di nascita) (comune iscrizione liste elettorali)

    Autenticazione della firma
    Io sottoscritto segretario comunale/funzionario delegato, del comune di............................................
    certifico che in data odierna si sono presentati davanti a me i signori:

    1)................................................ ............ nato a................................................. .... il...........................
    munito del seguente documento di riconoscimento valido............................................ ......................
    2)................................................ ............ nato a................................................. .... il...........................
    munito del seguente documento di riconoscimento valido............................................ ......................
    3)................................................ ............ nato a................................................. .... il...........................
    munito del seguente documento di riconoscimento valido............................................ ......................
    4)................................................ ............ nato a................................................. .... il...........................
    munito del seguente documento di riconoscimento valido............................................ ......................
    5)................................................ ............ nato a................................................. .... il...........................
    munito del seguente documento di riconoscimento valido............................................ ......................
    6)................................................ ............ nato a................................................. .... il...........................
    munito del seguente documento di riconoscimento valido............................................ ......................

    le cui firme in questo foglio sono autentiche in quanto apposte innanzi a me testimone.
    Sul presente foglio sono presenti 6 (sei) firme.

    .........................................., lì.......................
    .................................................. ................................
    (firma del segretario comunale/funzionario delegato e timbro del comune)

  10. #10
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    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=24205

 

 
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