L'ex Guardasigilli ha ''smontato'' gli argomenti giuridici portati dal centrodestra a sostegno della norma sul legittimo sospetto, e cioè che si tratterebbe di reintrodurre una norma esistente nel precedente codice di procedura; che la legge di delega conteneva questo principio, non contenuto poi nel decreto legislativo con il nuovo processo; che si tratta di un problema urgente da affrontare.
Ma anche lanciato una sfida al premier Berlusconi: ''Non è un mostro - ha premesso - ma dica che io sto mentendo quando asserisco che egli non è libero davanti a Previti, e che non è libero così nel Parlamento e nel paese di svolgere normalmente il proprio compito. Lo dica e corra l'alea, e correrà il rischio di essere smentito''.
"Questo è il dramma del nostro Paese - ha quindi esclamato - che una singola vita, consumata nella fortuna o nella sfortuna di incontri compromettenti, possa far gravare il proprio tallone sul più grande partito italiano, sulla più grande coalizione che governa il paese, sul Parlamento stesso, retrocesso da soggetto a oggetto''.
''Certamente - ha concluso Mancuso - si porterà a buon fine questa falsa cambiale giuridica, anche se cadrà al primo vaglio della Costituzione e anche se è protestata dalla coscienza''.
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