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Discussione: Otto anni... sprecati?

  1. #11
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    Predefinito Rif: Otto anni... sprecati?

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Ci sono 2 sinistre , specie in America , molto distinte , la sinistra post-moderna che crede idolatricamente nella "diversity" senza accorgersi che porterà alla sua disfatta perchè i valori ispanici , cattolici e musulmani sono opposti si suoi , nettamente maggioritaria e la sinistra "conservatrice" che proprio perchè crede nella modernità si oppone all'invasione.

    Oriana Fallaci appartiene a questa seconda categoria , minoritaria , lei attaccava l'Islam e i buonisti di sinistra non perchè fosse conservatrice ma perchè voleva conservare la laicità , i diritti delle donne e dei gay , insomma quei valori liberal che percepiva sarebbero diventati in pericolo una volta che l'immigrazione islamica avesse dilagato.
    In Europa suoi epigoni politici potremmo rilevarli in Pim Fortuyn e nei destri olandesi in generale.

    Ma di certo la Fallaci non è stata nè di destra nè conservatrice , l'han dipinta cosi , nella loro classica tattica di demonizzare l'avversario , i sinistroidi post-modernisti.
    Quoto questa parte del tuo intervento.
    SADNESS IS REBELLION

  2. #12
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    Predefinito Rif: Otto anni... sprecati?

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Come dal 1933 al 1945 il pericolo era quello del nazifascismo,
    Il nazifasciscismo era un pericolo per la sinistra. Alla destra conservatrice e libertaria di quanto accadeva in Europa non fregava assolutamente niente!

    così dal 1946 al 1999 era chiaro che il problema mondiale (specialmente tra i 70 e gli 80) era costituito dall'impero del male comunista e dalla dottrina marxista.
    Anche qui devo dissentire. Il conservatorismo USA combatteva il marxismo in casa propria con McCarthy, le liste nere, lo scandalo Hiss, i Rosenberg, etc. Odiava anche il comunismo russo e quello disseminato per il mondo, ma dinanzi a questo nel complesso ragionava in termini di una strategia del contenimento. Lo stesso Reagan, al di là della sua retorica "neocon", non ha mai pensato ad azioni militari contro Stati comunisti.

    Oggi il nemico è indubbiamente molteplice, e la tradizione viene aggredita da più parti. Il pericolo indubbiamente più concreto, però, è quello individuato in modo davvero ineccepibile da Podhoretz, e denunciato con la forza delle parole dalla nostra Oriana Fallaci (e da Magdi Cristiano Allam, ad esempio).

    Se prima dell'11 Settembre il conservatorismo non si era mai interessato alla tematica è solo perché l'intera società occidentale era miope di fronte al problema.

    Ma il terrorismo dei dirottamenti aerei, gli attentati alle ambasciate in Africa, la Achille Lauro ed i mille altri indizi che oggi, col senno di poi, è facile trovare sulla scena del crimine della storia, già incolpavano senza ombra di dubbio il fondamentalismo islamico come il più pericoloso assassino dei prossimi tempi.
    Io penso invece che se lasciassimo cuocere gli islamici nel loro brodo mediorientale senza ingerenze geopolitiche i problemi che vedi tu non ci riguarderebbero.
    SADNESS IS REBELLION

  3. #13
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    Predefinito Rif: Otto anni... sprecati?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Lo stesso Reagan, al di là della sua retorica "neocon", non ha mai pensato ad azioni militari contro Stati comunisti.
    Ti devo almeno parzialmente correggere. Reagan sostenne i "freedom fighters" in Nicaragua, stato sandinista filo-comunista, invase Grenada, foraggiò in Afghanistan coloro che si opponevano all'Armata Rossa. Sopra ogni cosa, a differenza dei predecessori elaborò una strategia - accompagnata da slanci idealistici roboanti, che l'auto-alimentava - per sancire in modo definitivo la supremazia americana sull'Unione Sovietica, l' "Impero del Male", determinandone quindi l'inevitabile caduta. Secondo molti commentatori, e a parere del sottoscritto, il progetto SDI (chiamato semplicisticamente "guerre stellari"), anche se non attuato, provocò il panico nelle gerarchie sovietiche, le indusse a sottrarre risorse in campo economico a favore di un disperato riarmo, teso a riguadagnare l'equilibrio ormai perduto. Reagan quindi non agì secondo i tradizionali canoni del contenimento, ma si impegnò sul lungo periodo per dare la stoccata finale al nemico. La Guerra Fredda finì grazie a Ronald Reagan.



    Citazione Originariamente Scritto da Florian
    Io penso invece che se lasciassimo cuocere gli islamici nel loro brodo mediorientale senza ingerenze geopolitiche i problemi che vedi tu non ci riguarderebbero.
    E' impossibile che l'America smetta di preoccuparsi del Medio Oriente, area strategica vitale, vuoi per le risorse petrolifere, vuoi per la presenza di Israele, vuoi per la necessità imperativa di impedire che altre potenze instaurino una propria egemonia nella regione. Gli Stati Uniti sono obbligati a garantire la loro presenza in MO. In un mondo aperto, dove i confini ormai sono liquidi, l'America non può fare a meno di preoccuparsi del Medio Oriente e del fattore islamico. Clinton fece il possibile per misurare la sua reazione in seguito ad attentati; si limitò a lanciare pochi missili, nella sostanza non fece nulla di significativo. Il risultato? Al Qaeda si rafforzò ed ebbe tutto il tempo necessario per progettare attacchi ancora più grandiosi (dal loro punto di vista). Attenzione quindi a non sottovalutare il fenomeno terroristico e a dare per scontato, o quasi, che una volta lasciati in pace i fanatici se ne tornano a casa.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Otto anni... sprecati?

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Ti devo almeno parzialmente correggere. Reagan sostenne i "freedom fighters" in Nicaragua, stato sandinista filo-comunista, invase Grenada, foraggiò in Afghanistan coloro che si opponevano all'Armata Rossa. Sopra ogni cosa, a differenza dei predecessori elaborò una strategia - accompagnata da slanci idealistici roboanti, che l'auto-alimentava - per sancire in modo definitivo la supremazia americana sull'Unione Sovietica, l' "Impero del Male", determinandone quindi l'inevitabile caduta. Secondo molti commentatori, e a parere del sottoscritto, il progetto SDI (chiamato semplicisticamente "guerre stellari"), anche se non attuato, provocò il panico nelle gerarchie sovietiche, le indusse a sottrarre risorse in campo economico a favore di un disperato riarmo, teso a riguadagnare l'equilibrio ormai perduto. Reagan quindi non agì secondo i tradizionali canoni del contenimento, ma si impegnò sul lungo periodo per dare la stoccata finale al nemico. La Guerra Fredda finì grazie a Ronald Reagan.
    D'accordo, ma quelle che hai citato tu restavano pur sempre delle piccole operazioni nell'ambito di una guerra anticomunista che è comunque rimasta "fredda". Malgrado Rambo, non furono queste limitate azioni di politica estera a dare il tono all'età reaganiana, che fu al contrario contrassegnata principalmente dalla reaganomics (l'economia di mercato opposta al keynesismo) e dall'affacciarsi sulla scena politica nazionale della destra religiosa.

    Quando Reagan, dopo i suoi otto anni, salutò lasciando il timone a Bush senior l'URSS era ancora in sella e ancora nessuno immaginava cosa sarebbe di lì a poco successo. Durante la successiva Amministrazione repubblicana si assistette al crollo del comunismo sovietico e la destra ovviamente ne fece un proprio vanto mettendo in relazione la fne dell'URSS con le precedenti politiche reaganiane. Giusto? Sbagliato? Non saprei dire... Probabilmente le "guerre stellari" influirono sul risultato finale, ma non furono determinanti.

    La caduta dell'URSS e la rilettura che ne è stata data da parte repubblicana è servita purtroppo però a mutare profondamente gli equilibri all'interno del mondo conservatore. Il quale, a partire da Fukuyama, inizierà a ragionare in maniera poco consona rispetto alla sua tradizione politica proponendo l'esportazione della democrazia e un globalismo fondato sul capitalismo moderato e i diritti umani.

    E' dunque possibile dire che nel preciso momento in cui l'America aveva vinto il nemico sovietico e si apprestava a divenire l'"iperpotenza" a capo del Nuovo Ordine Mondiale il conservatorismo americano aveva perso la sua partita. A vincerla, ancora una volta, erano stati i liberals, questa volta schierati tra le file del Partito repubblicano.


    E' impossibile che l'America smetta di preoccuparsi del Medio Oriente, area strategica vitale, vuoi per le risorse petrolifere, vuoi per la presenza di Israele, vuoi per la necessità imperativa di impedire che altre potenze instaurino una propria egemonia nella regione. Gli Stati Uniti sono obbligati a garantire la loro presenza in MO. In un mondo aperto, dove i confini ormai sono liquidi, l'America non può fare a meno di preoccuparsi del Medio Oriente e del fattore islamico. Clinton fece il possibile per misurare la sua reazione in seguito ad attentati; si limitò a lanciare pochi missili, nella sostanza non fece nulla di significativo. Il risultato? Al Qaeda si rafforzò ed ebbe tutto il tempo necessario per progettare attacchi ancora più grandiosi (dal loro punto di vista). Attenzione quindi a non sottovalutare il fenomeno terroristico e a dare per scontato, o quasi, che una volta lasciati in pace i fanatici se ne tornano a casa.
    Tutto ciò non ha nulla a che fare col conservatorismo e molto invece con il liberalism divenuto neoconservatore.
    Ultima modifica di Florian; 13-09-09 alle 20:49
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