Vittima una ventenne, «Mazinga» condannato
CONOSCIUTO nell'ambiente della tifoseria romana con il soprannome di «Mazinga» e come colui che anni fa aggredì l'ex calciatore giallorosso Jonathan Zebina, Tarquinio Colantoni è stato condannato a otto anni di carcere per le accuse di violenza sessuale, atti osceni, sequestro di persona aggravato dalle lesioni cagionate e dal porto di un coltello. In particolare la pena è stata inflitta con rito abbreviato dal gup Sandro De Lorenzo che ha anche disposto per l'imputato due anni in una casa di lavoro. Questa è una misura di sicurezza accessoria inflitta in quanto l'uomo è stato riconosciuto socialmente pericoloso, ossia un delinquente abituale. A quanto si è appreso, infatti, Colantoni avrebbe un curriculum penale di 22 pagine con precedenti per violenza e rapina. Il pm Nicola Maiorano, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto una condanna a dieci anni di carcere. Uscito il primo agosto 2006 grazie all'indulto, Colantoni, 47 anni, secondo l'accusa, nella notte tra l'8 e il 9 ottobre successivo avrebbe abusato di una studentessa statunitense in una zona isolata delle campagne di Trigoria. Proprio per questa vicenda il gup gli ha revocato i benefici che aveva ottenuto grazie all'indulto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Colantoni avrebbe abbordato una studentessa Usa dell'università John Cabott e originaria di Washington nella zona di santa Maria delle Mole, sulla via Appia, mentre la ventenne attendeva l'autobus per tornare al college. La giovane aveva accettato il passaggio in auto di Colantoni ma l'uomo, originario di Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno, invece di portarla a destinazione l'aveva portata in una zona isolata delle campagne di Trigoria. Qui, minacciandola con un taglierino, l'aveva costretta a subire atti di violenza sessuale. Subito dopo l'aveva anche derubata della borsa e del telefono cellulare e l'aveva abbandonata sul posto. La ragazza però era riuscita a memorizzare il tipo di auto e alcuni particolari della targa. Quindi aveva raggiunto a piedi l'abitazione più vicina dove aveva chiamato la polizia. Soccorsa, la giovane era stata accompagnata all'ospedale dove i sanitari le avevano riscontrato alcune lesioni. L'uomo è stato individuato grazie alle tracce lasciate dal cellulare preso alla statunitense. Colantoni, avendo inserito la propria scheda nel telefono, è stato rintracciato e fermato il 21 ottobre 2006 dagli investigatori grazie al codice Imei. Ad incastrare Mazinga, che era in libertà vigilata e che dopo essere uscito dal carcere aveva trovato lavoro come pony Express ai Parioli, sono stati anche i risultati dei test del dna confrontati con del liquido seminale trovato su alcuni reperti.
cronacaroma@iltempo.it
sabato 12 maggio 2007![]()





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