
Originariamente Scritto da
Florian
Non sono molto d'accordo con Podhoretz e quasi per nulla con la Fallaci. Questo conservatorismo post 11 settembre non è il mio. Diversamente da molti di voi, ossessionati dalla minaccia islamica, le mie posizioni non sono molto cambiate da quelle che avevo il 10 settembre 2001.
Vorrei ricordare a tutti che quel 10 settembre NESSUNO tra i conservatori tradizionali guardava all'islam come alla minaccia principale per l'Occidente. Bin Laden c'era già e aveva fatto i suoi bei attentati terroristici. Ma l'elezione di George W. Bush non fu dettata dalla volontà di combattere i califfi e di esportare la democrazia in Medio Oriente.
C'è qualcuno che si ricorda la campagna elettorale del 2000? Io sì, piuttosto bene. Bush diceva di volere un'America col piede in casa e il suo obiettivo era quello di far dimenticare ai suoi connazionali gli otto anni di scandali clintoniani.
Il PNAC non era assolutamente nella sua agenda anche perchè nella sua Amministrazione solo Wolfowitz e in parte Cheney avevano legami con i cosiddetti neoconservatori.
Sono in molti a ritenere oggi che l'aver sottovalutato Bin Laden sia stato un errore. Ma sono quelli, guarda caso, che sulla politica interna di Clinton avevano ben poco da ridire. All'estero, soprattutto. Penso ai "nuovi reazionari" francesi, ma anche ai nostri "occidentalisti". E' bene ricordare che Feltri e la massima parte di quelli che oggi si dicono berlusconiani, negli anni novanta stavano con Clinton e contro Gingrich.
Oggi la saldatura tra neoconservatori e destra religiosa ha completamente fatto dimenticare quella che era l'agenda domestica dei conservatori tradizionali e ancor più quella dei paleoconservatori. Per loro il nemico restava il liberal, il socialdemocratico progressista, non l'islamico.
Bin Laden ha ucciso tremila newyorkesi, ma i disastri della New Left sono stati forse minori? A costo di passare per cinico rispondo di no.
La storia del conservative movement è stata scritta dalle battaglie culturali contro la sinistra accademica. Non ha mai avuto a che fare con i mullah e nemmeno con i diritti umani e la democrazia, che è sempre stata considerata un bene prettamente americano e non da importazione. Oggi al contrario la destra neocon parla la stessa lingua della sinistra kennediana. Avete mai sentito Oriana Fallaci criticare il liberalismo e il socialismo? No, perchè negli anni sessanta e settanta era una dei loro. E dopo l'11 settembre ha attaccato il popolo islamico con parole che avrebbe potuto benissimo usare una Hillary Clinton prima che la politically correctness glielo impedisse.
Per me l'11 settembre è stato un giorno tristissimo, come lo sono tutti i giorni segnati da atti di terrorismo. Ma non ha rappresentato (se non in minima parte) alcuno scontro di civiltà, perchè l'Islam, almeno quello fondamentalista, rimarrà sempre troppo debole per poter costituire un'alternativa alla democrazia occidentale.
A mio avviso i conservatori europei non si devono lasciar fuorviare da questioni di razza o di religione. Che sono importanti, ma che non definiscono la ragione ultima della politica conservatrice. Questo è il motivo per cui lascio stare Podhoretz e la Fallaci e mi tengo ancora stretti i Kirk, i Buckley, i Buchanan la cui azione culturale e politica ha sempre avuto come obiettivo quello di sradicare il liberalism dalla società occidentale.
In definitiva, quindi, ritengo anch'io che questi otto anni siano andati sprecati, ma per ragioni opposte a quelle espresse dall'articolista del Giornale. Il vero nemico è ancora quello che abbiamo in casa.