…le libertà
Iuri Maria Prado, su Libero di venerdì 20 settembre, scrive:
L’altro giorno l’on. Mario Borghezio ha dichiarato che gli extra-comunitari “infettano il nostro sangue”, che bisogna fare pulizia di tutti questi “marocchini di merda”, che è giusto “buttarli nei canali”, che bisogna farla finita “con questi islamici che rompono il cazzo” nelle scuole.
Dichiarazioni come queste contengono, oltre che delle “idee” (ripugnanti), anche una specie di istigazione: tipo, appunto, buttare nei canali i “marocchini di merda”.
Tirare in campo responsabilità penali è lavoro di qualche intellettualuccio progressista o pubblico ministero persecutore che per combinazione si scordano di cento albanesi affogati democraticamente durante il bel governo di centrosinistra.
No: va difeso anche il diritto di chiunque – e perciò anche dell’on. Borghezio – a essere razzista, e a dirsi felice se qualcuno fa violenza su un extracomunitario “di merda”.
Ma difendere quel diritto non significa consentirgli di esercitarlo senza far sapere che lui può prendersi queste “libertà” perché siamo in democrazia, cioè in un sistema che non si fonda sul suo razzismo, sulla sua intolleranza, sulla sua violenza.
Soprattutto: difendere quel suo diritto a essere razzista, e a dirsi felice se il razzismo dilaga, non significa sentirsi liberati dal dovere di ricordargli che in un Paese fondato sul suo concetto di convivenza altri avrebbero il diritto di chiamarlo “piemontese di merda”, e di buttarlo in un canale se “rompe il cazzo”.
Ancora: nel Paese come ormai lo vuole la Lega, cioè con crocifisso obbligatorio, e con punizione detentiva per chi lo “vilipende”, non ci sarebbe posto, per esempio, per gente che difende i leghisti.
Non ci sarebbe posto, cioè, per persone che non hanno mai invitato nessuno a buttare nel cesso il tri-colore, ma hanno sempre difeso il diritto di chiunque di lasciarsi andare a quella militanza di contestazione spesso triviale dei simbolo nazionali.
Dicano e facciano i Borghezio quello che vogliono, dunque: ma sia chiaro che possono consentirselo grazie alla nostra libertà, non in forza della loro prepotenza.
saluti




Rispondi Citando