"Noi oggi siamo decisivi ed il corteggiamento cui siamo sottoposti lo dimostra.
Ieri dovevamo essere fatti fuori, ma domani faremo la forza di cambiamento del Paese perché questa politica non piace agli italiani".
Lo afferma Pier Ferdinando Casini leader dell'Udc nel suo intervento conclusivo degli stati generali del centro a Chianciano.
"L'alleanza contro Berlusconi è il miglior regalo che possiamo fare a Berlusconi stesso. Noi vogliamo cambiare il Paese con la forza delle nostre idee e non contro Berlusconi".
"Basta con questo spauracchio delle elezioni anticipate. Io dico, facciamole! In questo Parlamento c'é una maggioranza ampia e diversa che a questi diktat non ci vuole stare".
Casini grida dal palco la risposta centrista alla minaccia della Lega.
"Bossi non spaventa nessuno - aggiunge - e, se non glielo dice qualcun altro, in Parlamento una maggioranza si troverà ".
Grande centro
"L'Udc tentenna? Noi non tentenniamo affatto, abbiamo vinto la nostra lotta contro il bipartitismo che è sepolto. E non accettiamo un'alleanza organica né con Pd né con il Pdl. La nostra equidistanza è strategica, è una posizione di forza".
Così Pier Ferdinando Casini sull'ipotesi centrista.
"La nostra idea di alleanze diverse sul territorio nazionale é coerente con il posizionamento del nostro partito".
Casini rilancia il "grande centro, un nuovo rassemblement": il nuovo partito che l'Unione di centro vuole far nascere intende cambiare il sistema politico. C'é bisogno di partito nuovo; una forza di centro è l'unica in grado di cambiare il futuro paese".
Casini ribadisce la linea a stringere alleanze a livello locale per le regionali: "L'idea di alleanze diverse sul territorio è coerente con la nostra politica. Ma siamo ad un bivio drammatico: o stiamo con il partito degli assessori o guardiamo alla nostra prospettiva politica. Io dico basta al partito degli assessori perché non possiamo svendere l'anima per qualche posticino di potere. Noi invece difenderemo i nostri principi perché diversamente sarebbe un tradimento verso gli elettori che ci hanno votato".
Capezzone: il bipolarismo non è in crisi
"Con grande rispetto, va detto a Pier Ferdinando Casini e all'Udc che i legittimi progetti di quel partito sarebbero fondati su un errore se fossero basati sull'idea di un bipolarismo in crisi.
Sarebbe un errore politico grave, oltre che una valutazione priva di sintonia con la stragrande maggioranza degli elettori".
Lo afferma Daniele Capezzone del Pdl.
"Un chiaro sistema bipolare - spiega - è nel cuore degli italiani, che non hanno alcuna intenzione di rinunciarvi; semmai, sarebbe un clamoroso e grave ritorno all'indietro ritrovarsi con maggioranze parlamentari costruite dopo il voto, magari alle spalle di quanto gli elettori hanno deciso nelle urne. E' per questo che le ragioni e gli obiettivi moderati e centristi, anche dell'Udc, possono trovare un loro luogo di espressione in uno dei due maggiori schieramenti: e ragioni politiche e numeriche chiarissime fanno del centrodestra guidato da Silvio Berlusconi lo spazio in cui tantissimi elettori moderati, cristiani e liberali, hanno già trovato casa, e con cui altre forze di centro avrebbero tutto l'interesse, anche strategico, ad allearsi".
L'attacco di Franceschini
"Stiamo assistendo al 32/mo tentativo di fare il grande centro, perché si mette la parola grande davanti poi ci si accorge che è piccolo, residuale". Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, concludendo oggi il suo intervento alla scuola di formazione del Pd che si è svolta a Cortona. Franceschini ha parlato del grande centro nell'ambito di un discorso in cui sottolineava la necessità di "non tornare indietro rispetto al bipolarismo". "Il bipolarismo è in Europa e in tutto il mondo - ha detto Franceschini -, noi non possiamo tornare indietro e non vorrei che un giorno scoprissimo che il bipolarismo è stato creato attorno a Berlusconi e contro di lui". Franceschini ha ribadito, come già altre volte, che un conto è fare alleanze respingendo però l'ipotesi di vecchi modelli, come quello già visti, "che vanno da Mastella a Diliberto, da Dini a Pecoraro Scanio".
L'Idv: è la solita musica "Le parole di Casini dimostrano che dagli stati generali di Chianciano non arriva nessuna novità, ma la linea dell'Udc rimane la stessa: mani libere per ottenere il massimo quando sarà il momento di stipulare un'alleanza con la destra".
Attacca Casini anche Silvana Mura, deputata dell'Idv.
"Le minacce alla Lega - aggiunge - vanno lette come segnali a Berlusconi più che come dichiarazione di guerra al governo. Peccato che gli unici a non accorgersene sono gli amici del Pd, che a turno, come fa oggi Franceschini, continuano a fare una corte serrata che viene puntualmente disattesa".
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Alzi la manina che vede il "grande centro" diretto da Casini come un pericolo al bipolarismo.
E' talmente "irrealizzabile" che se n'è accorto pure un "leader dormiente" come il Franceschini del Pd.
Per non parlare di quelli del Idv
saluti




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