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  1. #1
    Pigra e indolente
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    Predefinito Il Cavaliere vs Basaglia

    da www.corriere.it

    «Malati di mente, la cura sarà obbligatoria»

    Inizia il cammino per la riforma della legge Basaglia. Previste strutture residenziali da venti posti


    ROMA - Alla fine si è arrivati a un testo unico della maggioranza. Ed è da oggi che il comitato ristretto della Camera comincerà a discutere la nuova legge sulla salute mentale. Per capire: si parla di riformare la famigerata legge 180, la rivoluzione psichiatrica voluta ventiquattro anni fa da Franco Basaglia. E la riforma si basa su un presupposto che quella rivoluzione stravolge: «I malati di mente sono malati che devono essere curati anche contro la loro volontà, in strutture apposite e appositi reparti ospedalieri», sintetizza Maria Burani Procaccini, relatrice del provvedimento, deputata di Forza Italia. Che, però, immediatamente vuole puntualizzare: «Nessuno ha intenzione di riaprire i manicomi. Anzi, il grande merito di Basaglia è stato di riconoscere l’impraticabilità di queste strutture: per questo chiuderemo anche i manicomi giudiziari che sono ancora aperti». STRUTTURE - La puntualizzazione non è casuale: nel nuovo testo viene abolito l’articolo che nella legge precedente vietava espressamente la riapertura o la costruzione di nuovi manicomi. E viene prevista invece la realizzazione delle cosiddette Sra, ovvero le strutture residenziali con assistenza continuata per i malati di mente. Sono divise in moduli flessibili, venti posti ciascuno, organizzati per tipologia di malattie, per sesso, per età: qualcuno li ha già visti molto male, ribattezzandoli «i mini-manicomi».
    Ma la Burani Procaccini taglia corto: «Sono accuse strumentali», dice. Poi spiega: «La verità è che sono le famiglie dei malati di mente che hanno bisogno di queste strutture e implorano un’assistenza degna di questo nome: i n tutti questi anni sono state abbandonate a loro stesse». Le Sra dovrebbero garantire due posti per ogni diecimila abitanti.
    ACCERTAMENTI - Si punta alla cura obbligatoria per i malati di mente, ma non solo. Con la nuova legge viene introdotto anche l’Accertamento sanitario obbligatorio (Aso), ovvero il controllo delle condizioni psichiche di una persona: lo chiede un medico e lo convalida uno psichiatra, viene fatto a casa dai responsabili del centro di salute mentale che possono essere accompagnati da polizia e carabinieri, se necessario.
    Le forze dell’ordine intervengono anche per il Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, ovvero un ricovero coatto in ospedale o nelle Sra. Anche Basaglia aveva previsto un Tso, ma con modalità differenti. A cominciare dalla durata: oggi è di sette giorni massimo. Ed è uno psichiatra che lo deve chiedere, il sindaco che lo deve firmare, mentre la convalida e un eventuale rinnovo spetta al giudice tutelare. Nel nuovo testo il Tso dura due mesi: può chiederlo un medico, ma deve essere uno psichiatra a convalidarlo e rinnovarlo. E’ previsto anche il vaglio da parte di una commissione che verrebbe creata proprio con la nuova legge: si chiama commissione per i diritti della persona, presieduta da un giudice tutelare.
    PRONTO SOCCORSO - Si preoccupa dell’emergenza la nuova legge: a cominciare dal l’istituzione di un pronto soccorso psichiatrico in tutti gli ospedali, dove deve essere garantita una divisione di psichiatria che garantisca almeno un posto letto ogni diecimila abitanti. Vengono istituiti anche i reparti di neuropsichiatria infantile.
    URGENZE - Prevede anche il Tsou il nuovo testo, ovvero il trattamento sanitario obbligatorio d’urgenza, una novità rispetto alla legge attuale. Il Tsou deve essere chiesto da un medico, confermato da uno psichiatra, eseguito dalle forze dell’ordine. Ma il Tsou non vale soltanto per i malati di mente: il nuovo testo ne prevede l’estensione, affidata a un Sert (Servizio tossicodipendenze), «per i soggetti in stato di intossicazione da alcol o droga» . Il Tsou dura 72 ore.
    FINANZIAMENTI - Non erano previsti nella legge in vigore e soltanto lo scorso anno c’era stato un impegno delle Regioni di investire almeno il 5 per cento del fondo sanitario nazionale. Ed è almeno il 5 per cento del fondo sanitario nazionale la previsione di investimenti del nuovo testo. Ma c’è anche un altro finanziamento previsto: il 5 per cento del fondo nazionale per l’infanzia, destinato alla tutela della salute mentale in età evolutiva.

    Alessandra Arachi

    LUIGI CANCRINI

    «La 180 applicata solo a metà E così si riaprono i manicomi»


    ROMA - Luigi Cancrini, lei come psichiatra ha lavorato con Franco Basaglia, ne ha condiviso le idee e anche la stesura della legge: come la vede la 180 oggi, dopo ventiquattro anni? Che cosa non ha funzionato? «Sono mancati i soldi, non sono state create strutture alternative sufficienti. Nella legge 180 non venivano previsti standard , non venivano fissati impegni economici di finanziamento».
    E dunque?
    «Dunque sono stati chiusi gli ospedali psichiatrici, ma non sono state create le strutture alternative di accoglienza: tutto è ricaduto sulle famiglie. Come dire? Le idee di Basaglia non si sono potute realizzare. Oggi i posti nelle comunità terapeutiche di recupero sono assolutamente insufficienti. Ma questo non vuol dire che bisogna riaprire i manicomi, basterebbe costruire comunità nuove: nel nuovo testo di legge non vengono nemmeno menzionate, ho paura che le vogliano proprio cancellare» .
    Ma nessuno vuole riaprire i manicom i.
    «Ah no? E le Strutture residenziali con assistenza continuata che cosa sono ? Nella nuova legge si parla di strutture di venti posti letto con moduli flessibili, ma non si pone limite a questi modul i . E poi in queste strutture si prevedono ricoveri coatti : di che cosa stiamo parlando? Non trovo differenze con i vecchi ospedali psichiatrici».
    Questa riforma della legge 180 parte dal presupposto che i malati di mente sono malati che devono essere curati contro la loro volontà. Si accusa Basaglia di aver negato la malattia mentale.
    «Basaglia non ha mai negato la malattia mentale . Ha semplicemente detto che la malattia mentale viene enormemente aggravata da provvedimenti coercitivi , la filosofia base di questa nuova legge».

    Al. Ar


    a quando il ripristino della Rupe Tarpea?
    Da vicino nessuno è normale!

  2. #2
    Pigra e indolente
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    Che c'è? Ma dove siete, paladini della libertà?
    I matti fanno paura anche a voi? Vi imbarazzano?
    Questo governo si prepara, nel silenzio generale, a ripristinare i manicomi, a privare i malati di mente della dignità e dei diritti che la Costituzione dovrebbe garantire a tutti i cittadini.
    Comprendete le conseguenze di un simile atto? Capite che è l'anticamera di una dittatura? Sapete quante persone finivano in manicomio, prima della 180, per reati di opinione, per diverbi ereditari, perchè erano disperati? E diventavano matti per forza, imbottiti di sedativi che bruciano i neuroni, identificati esclusivamente con la loro patologia (vera o presunta che fosse), un esercito di non-persone.
    Il malato ridiventa colpevole della sua patologia e come tale un pericolo, quindi togliamolo di torno...
    E vai! Le puttane nei casini, gli immigrati nelle fogne e i matti nei manicomi.
    Che bel paese...

    E voi state pure a guardare...quando si parla di soldi, però, siete tutti in prima linea...
    Da vicino nessuno è normale!

  3. #3
    Viribus Unitis
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    Lisetta... Secondo me è giusto che ci siano delle strutture dove i malati di mente possono essere curati...

    Oggigiorno, purtroppo, ci imbattiamo spesso in persone instabili psicologicamente che camminano per strada urlando ed insultando il prossimo (io ne ho viste tante... Sono quelle persone che vengono comunemente definite "matti del quartiere").

    Ora, finchè un "matto di quartiere" non fa del male al prossimo ma urla e sbraita soltanto, non c'è niente di male ma dato che la pazzia è un'incognita tremenda, cosa ne puoi sapere di quello che un malato di mente potrebbe fare?

    Io ho visto uno di questi "matti di quartiere" urlare contro un mio amico. Dopo aver urlato, gli ha anche strappato la sigaretta dalla bocca... E se invece di prendergli la sigaretta gli avesse fatto male, che ne so, agli occhi???

    Vuoi un altro esempio? Bene... Su un pullmann, una volta, c'era un malato di mente che se la prendeva con gli altri passeggeri che, secondo lui, lo stavano prendendo in giro quando poi, in realtà, gli altri passeggeri o guardavano fuori dal finestrino, o si soffiavano il naso o schiacciavano un sonnellino...

    Di conseguenza, di fronte a tutto ciò, sono d'accordo sull'apertura di strutture adeguate che possano curare i malati di mente...

    Poi, scusa, l'hai detto anche tu: prima del ricovero ci sarà un accertamento da parte di uno psicologo che stabilirà se un malato di mente è passibile, o meno, di ricovero...

    E da quello che ho capito sono le stesse famiglie dei malati di mente a richiedere il ricovero...

    E allora, scusa, spiegami dov'è l'imposizione dittatoriale da parte del governo...

    Vabbè che Berlusconi ha fatto una marea di minchiate, ma, quando fa una legge un po' utile, lasciamolo fare...

  4. #4
    Pigra e indolente
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    C'è che non puoi rinchiudere le persone solo perchè non attivi gli strumenti corretti per aiutarle. La malattia non è una colpa. Solamente la colpa, il reato se preferisci, necessita in una società civiledi costrizioni e limitazione delle libertà.
    Leggi la 180. Era previsto tutto, dal Tso in caso di rischio per se e gli altri, al sostegno alle famiglie, dalla creazione e gestione di strutture atte ad ospitare (e sottolineo ospitare) i malati (dai gruppi-appartamento, al mantenimento di alcune strutture di maggior sostegno per i casi più gravi) alla creazione di una rete di servizi atti a controllare le situazioni pericolose.
    La 180 non va cambiata: va semplicemente applicata.
    Da vicino nessuno è normale!

  5. #5
    Viribus Unitis
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    Originally posted by Lisetta
    C'è che non puoi rinchiudere le persone solo perchè non attivi gli strumenti corretti per aiutarle. La malattia non è una colpa. Solamente la colpa, il reato se preferisci, necessita in una società civiledi costrizioni e limitazione delle libertà.
    Lisetta, dimentichi una cosa... Con la nuova legge sarà il medico a richiedere la convalida dello psichiatra... Il medico, secondo te, chi lo interpella??? La famiglia del malato...

    Di conseguenza il ricovero "coatto" lo richiede, in primis, la famiglia la quale è conscia di ciò che succederà al familiare malato...

    Comunque, in questa nuova legge, non si parla di riapertura dei manicomi (anzi, vogliono chiudere anche quelli giudiziari che sono ancora aperti) nè si parla di malati che verranno sottoposti a lobotomie e ad elettroshock... Si parla, semplicemente, di centri d'accoglienza dove i malati verranno CURATI... La cura è di competenza di medici specializzati che sanno dove agire e come agire...

    "Qualcuno volò sul nido del cuculo" è solo un film...

  6. #6
    Pigra e indolente
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    La malattia mentale nasce e si sviluppa in ambiente familiare. Vedi bene che è come la storiella del muto che dice una cosina al sordo...Che i familiari richiedano un Tso al medico accade anche ora, solo che il provvedimento deve passare al vaglio del sindaco, oltre a quello dello psichiatra. questo significa, in soldoni, che il provvedimento diventa una "cosa pubblica", non solo sanitaria; la privazione dei diritti non può e non deve essere una questione sanitaria ma, la limite, di salute pubblica.
    Quanto al nido del Cuculo, vatti a fare un giretto al manicomio di Caserta, ancora mezzo aperto, e poi sappimi dire...roba forte...
    Da vicino nessuno è normale!

  7. #7
    Viribus Unitis
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    Prima di risponderti, vorrei farti notare una piccola contraddizione: se la legge Basaglia prevedeva la chiusura dei manicomi, come mai quello di Caserta è ancora mezzo aperto?

    E' solo una domanda...

    Ok... Per quanto riguarda la "malattia che si diffonde in ambito familiare" mi trovi completamente in disaccordo dato che la malattia mentale può svilupparsi in ambito familiare come può svilupparsi in un ambito al di fuori della famiglia... La pazzia è un'incognita: non c'è una regola che stabilisce dove si diventa matti e dove non si diventa matti...

    Inoltre io credo che la nuova legge serva anche a sveltire le procedure burocratiche per il ricovero dei malati di mente... Pensaci: finchè si parla di Comuni come Cerveteri o come Ladispoli, il permesso del Sindaco non tarda molto ad arrivare ma quando si passa a Comuni come Roma, Milano, Torino, Napoli e tutti i grandi comuni... Beh, se permetti credo che i tempi di attesa si allunghino notevolmente...

    Inoltre, devi considerare anche un'altra piccola cosa: se una famiglia chiede il permesso di ricoverare un loro caro malato di mente, lo fa perchè, evidentemente, non ce la fa a sostenere i bisogni che un malato di mente richiede (e sono tanti questi bisogni...). Per cui, sveltire le procedure burocratiche evitando il permesso del Sindaco, mi sembra giusto...

    Ricordati, Lisetta, che la prima mossa per ricoverare un malato di mente in una struttura apposita la fa la famiglia... Nessun altro...

    P.S. Piccola annotazione: leggi le mie risposte immaginandoti un tono tranquillo e pacato...
    Non ti sto attaccando... Sono tranquillissimo...

  8. #8
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    Non è una contraddizione; Le Regioni erano l'ente responsabile di coordinare la chiusura delle strutture manicomiali e la riconversione del servizio alle persone con problematiche psichiche.
    Molte non hanno riconvertito le strutture; solo qualche anno fa è stata prevista una penale per le Regioni che non erano in regola con il progetto sancito dalla 180. Da allora è iniziata la riconversione delle strutture ancora attive, cosa non semplice ne' breve. Non è che i manicomi sono stati aperti e i matti sono stati mollati in mezzo ad una strada...

    Mi dispiace che tu non conosca l'elementare teoria psicologica (antropologica, sociologica, psicoanalitica e psichiatrica) per cui l'ambiente è il primo e maggiore luogo di influenza. La malattia mentale non è un tumore, ed è congenita solo in forma di predisposizione nel caso della schizofrenia.

    Quanto ai familiari, nel caso in cui vengono adeguatamente supportati il problema del ricovero coatto si pone di rado; ponendosi di rado, qualsiasi sindaco può, come fa ora, prendere visione di un trattamento sanitario obbligatorio nei termini di legge.

    E non è assolutamente vero che sia la famiglia il motore di una richiesta di ricovero. In presenza di una rete di servizi socio-sanitari funzionante, chiunque può contribuire al riconoscimento e alla terapia di un malato: la scuola, i parenti, il medico curante, il datore di lavoro, le forze dell'ordine, i vicini di casa...solamente non c'è coercizione. C'è rispetto per la dignità della persona e per il suo diritto di essere libero finchè non rappresenta un pericolo per se e per gli altri. Ma c'è anche una seria attenzione per tutti i casi in cui, pur non essendoci una situazione di pericolo, la persona non sta bene; e questo è possibile proprio per la grande forma di rispetto con cui il malato viene considerato: lo rende libero dalla colpa legata moralisticamente alla malattia mentale. Non è un delinquente ma una persona che ha diritto di essere aiutata, non il dovere di star bene nel senso comune del termine...

    quanto alle povere famiglie, cert molte lo sono, ma ho conosciuto troppi ex malati di mente che erano stati ricoverati su richiesta della famiglia con le modalità di questo disegno di legge da psichiatri compiacenti, per questioni ereditarie, ragazze che non volevano rispettare le regole che la famiglia imponeva loro, persone con ritardi psicomotori, orfani, artisti, comunisti...
    Da vicino nessuno è normale!

  9. #9
    Pigra e indolente
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    PS: immagina che io ti stia rispondendo in tono accorato, non agressivo...non sono arrabbiata, ma semplicemente molto preoccupata.
    Da vicino nessuno è normale!

  10. #10
    Viribus Unitis
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    Originally posted by Lisetta
    ho conosciuto troppi ex malati di mente che erano stati ricoverati su richiesta della famiglia con le modalità di questo disegno di legge da psichiatri compiacenti, per questioni ereditarie, ragazze che non volevano rispettare le regole che la famiglia imponeva loro, persone con ritardi psicomotori, orfani, artisti, comunisti...
    Anche i comunisti??? Minchia...

 

 
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