da www.ecn.org
Al G8 c’erano anche i Padan bloc
di Enea Guarinoni
I Volontari verdi, ala oltranzista e indipendentista della Lega nord, erano
a Genova a manifestare contro il G8, e si sono scontrati con la polizia.
Senza vessilli e bandiere, che avrebbero irritato gli altri no global (e
messo in imbarazzo il partito padano al governo). Lo rivela Fabiano
Gavinelli, vicesegretario federale dei Volontari verdi-Padania libera. I
Volontari verdi sono una delle tante sigle dell’associazionismo padano:
mentre la Guardia nazionale padana (Gnp) si occupa del servizio d’ordine e
ultimamente di protezione civile, i Volontari sono quelli delle ronde nei
quartieri, quelli della caccia agli immigrati sospetti. Il presidente
onorario è l’europarlamentare Mario Borghezio. Lo scopo ufficiale
dell’associazione è «liberare i nostri quartieri da criminalità e
immigrazione clandestina, ristabilire l’ordine, la sicurezza e la legalità
in Padania». Furono proprio loro a firmare il celebre volantino con la foto
di Osama bin Laden e lo slogan «Clandestini = Terroristi islamici».
Il numero due dei Volontari, Fabiano Gavinelli, 33 anni, è cresciuto in una
famiglia di sinistra. Il padre è dirigente sindacale della Cgil, «ma non ci
parliamo da molti anni». Gavinelli è il vicesegretario nazionale, anzi
federale, del gruppo. Da giovane era marxista convinto, poi è stato «rapito»
dalla Lega Nord. Erano i tempi in cui Bossi riempiva le piazze del Nord
chiedendo la secessione e promettendo di raddrizzare la schiena ai giudici.
Gli anni non molto lontani in cui il Senatur ricordava alle sue folle che un
proiettile costava 400 lire. E allora qualcuno ci aveva creduto per davvero
alla possibilità di impugnare le armi e «conquistare l’indipendenza della
Padania». Basta fare un giro nei bar dell’alta val Seriana dove, davanti
all’ennesimo calice di rosso, ancora oggi si trova qualcuno ammettere
sconsolato «Eravamo pronti». Le successive piroette carpiate di Bossi, fino
all’ultimo abbraccio mortale con Berlusconi, che ha ridotto la Lega ai
minimi termini, hanno spiazzato migliaia di militanti leghisti.
Per gli estremisti della Lega, la globalizzazione è un nemico giurato:
«Certo, non a caso molti di noi sono stati a Genova durante il vertice del
G8…», afferma Gavinelli, «molti Volontari verdi hanno partecipato ai cortei
sia venerdì 20 luglio che sabato 21». Eravate identificabili, avevate
vessilli o un abbigliamento particolare? Insomma sta dicendo che a Genova,
oltre ai Black bloc c’era un Green bloc? «No naturalmente, la campagna
diffamatoria di certa stampa ci dipinge come razzisti; presentandoci con le
nostre bandiere padane avremmo scatenato la reazione di quelli del
movimento, e in quei giorni noi avevamo lo stesso obiettivo del Social
Forum, ovvero contestare il vertice degli otto grandi». Com’era organizzata
la presenza dei Volontari verdi? «Qualcuno è andato da solo, altri
organizzati in gruppo. Molti di noi hanno partecipato agli scontri con le
forze dell’ordine». Alla richiesta di maggiori dettagli, il numero due degli
indipendentisti padani si blocca: «A questa domanda non posso rispondere».
Però poi racconta che lui a Genova ci sarebbe andato volentieri, ma il suo
ruolo di dirigente glielo ha impedito. «Noi consideriamo le forze
dell’ordine un esercito che occupa la nostra Padania», riprende Gavinelli.
«In passato i rapporti erano tesissimi, spesso ci scontravamo, personalmente
sono stato massacrato di botte dai carabinieri dopo un corteo; avevamo
bruciato la bandiera italiana, loro sono arrivati in tanti e ci hanno
arrestati. In caserma mi hanno fatto nero: ecchimosi, contusioni, denti
rotti e due mesi di carcere. Adesso le cose vanno meglio, forse perché la
Lega è al governo. Abbiamo ottimi rapporti soprattutto con un sindacato di
polizia, il Sap; le nostre posizioni sull’immigrazione sono molto vicine».
In effetti l’ultima incursione dei Volontari verdi a Bergamo, circa un anno
fa, si è conclusa con il pestaggio nell’atrio della stazione di un giovane
immigrato. Successivamente è intervenuta la polizia che ha arrestato
l’immigrato, accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ragazzo
processato per direttissima due giorni dopo è stato assolto per non aver
commesso il fatto e il pubblico ministero ha aperto un fascicolo contro
Borghezio e i Volontari verdi.
«MILITANTI DECISI ». Ma quel è il rapporto fra l’ala dura e il partito di
Bossi, che dal maggio scorso governa l’Italia con gli alleati della Casa
delle libertà? I Volontari verdi nascono ufficialmente tre anni fa,
organizzati come un vero e proprio partito, con sedi, strutture, referenti,
e sito internet. Fabiano Gavinelli ci tiene a dire che loro non sono
identificabili con la Lega, ma in realtà i Volontari parlano a Radio
Padania, scrivono sul quotidiano La Padania e trovano ospitalità nel sito
ufficiale del partito (http://www.leganord.org/ass/associazioni.htm). «Non
ci piace l’alleanza con il Cavaliere e Fini», riprende, «ma spesso il
partito decide e ti tocca abbassare la testa. Siamo 15 mila iscritti, ma
solo un 40 per cento sono militanti decisi». Decisi a cosa? «Decisi a
ripulire la nostra Padania dai criminali immigrati clandestini. Decisi a
lottare fino in fondo per l’indipendenza. I clandestini portano la
prostituzione e la droga nei nostri quartieri, ma le ronde sono solo un
aspetto della nostra attività. Noi teniamo alta la bandiera del separatismo
e dell’indipendentismo». Anche se Bossi non è d’accordo? «Prima lo era,
adesso no, domani vedremo. Abbiamo rapporti strettissimi con organizzazioni
separatiste in tutto il mondo». Per esempio? «L’Ira, i separatisti corsi,
gli africani di Somaliland, ai quali diamo assistenza e anche soldi». Ma
allora non è vero che siete razzisti e xenofobi? «Non è vero, è propaganda
della stampa e di quelli dei centri sociali, non stiamo dalla parte dei
popoli che vogliono liberarsi dagli Stati centralisti. E poi ci opponiamo
strenuamente all’America, a Israele e alla globalizzazione».
L’Ira è un esercito, ha esplosivo, armi, arsenali (che sta parzialmente
distruggendo). Anche gli indipendentisti padani sono disposti a usare la
violenza e a sparare? «Privilegiamo le azioni politiche», precisa il
vicesegretario dei Volontari verdi, «ma non escludiamo nessuna forma di
lotta per raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza. Abbiamo rapporti ottimi
anche con i serbi, ci incontriamo regolarmente con alcuni ex appartenenti al
regime di Milosevic…». Le milizie che hanno operato in Kosovo? «Noi padani
siamo dalla parte di Milosevic, il Kosovo fa parte della loro terra, sono
stati gli albanesi a occuparlo. Noi siamo stati contrari ai bombardamenti
italo-americani sulla Jugoslavia e ora abbiamo rapporti stretti con alcuni
rappresentanti del vecchio Stato e con altre persone». In cosa consistono i
vostri incontri, parlate, discutete, fate altro? «Discutiamo e facciamo
altre attività». Che tipo di attività? Fabiano Gavinelli adesso ride e dice
che siamo troppo curiosi. «Dei serbi parleremo un’altra volta».




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