"Il Polo vuole liberalizzare le armi"
In Senato il centrosinistra dà battaglia contro un ddl del governo che fissa nuove regole per il commercio dei prodotti dell'industria bellica: "Meno vincoli alle esportazioni".
ROMA - E' il traffico delle armi l'ultimo terreno di scontro al Senato tra Polo e Ulivo. Particolarmente battaglieri sono proprio i parlamentari del centrosinistra che contestano un disegno di legge di ratifica di un trattato europeo, nel quale il governo ha inserito nuove regole per il commercio dei prodotti dell'industria bellica.
Secondo l'Ulivo, se il disegno di legge fosse approvato, le industrie italiane potrebbero esportare armi anche nei paesi dove non vengono rispettati i diritti umani, alimentando così i focolai di tensione nel mondo.
''Dopo le rogatorie internazionali, il commercio delle armi. Ancora una volta, il governo prende a pretesto la ratifica di un trattato internazionale, peraltro già sottoscritto dai governi di centrosinistra, per introdurre gravi innovazioni giuridiche nel nostro ordinamento, in questo caso rivedendo la legge 185 sul commercio e sull'esportazione di armi''. E' quanto denunciano i senatori Tana de Zulueta (Ds), Tino Bedin (Margherita) e Francesco Martone (Verdi), che stamane hanno tenuto una conferenza stampa in Senato.
''La legge che la Cdl vuole modificare - spiegano i senatori - è stata approvata dopo lo scandalo della Bnl di Atlanta e dei finanziamenti Usa per il riarmo dell'Iraq, impone controlli rigorosi e trasparenti sulla produzione e la vendita di munizioni a paesi terzi, fissando criteri che ci hanno posto all'avanguardia in Europa''.
''Il centrodestra vuole ora allentare ogni tipo di vincolo sulla produzione ed esportazione di armi. Se la legge venisse approvata così com'è, ad esempio, -concludono i senatori dell'Ulivo- le fabbriche italiane potrebbero tornare a vendere munizioni anche a Paesi in cui non vengono tutelati i diritti umani, a patto che non si tratti di violazioni gravi. Chi decide se e quando queste violazioni sono gravi? E' evidente che si vogliono alleggerire vincoli e lacci, mentre noi crediamo che in questo caso l'esportazione di armi debba essere vietata, come succede ora con la 185''.




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