





Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Pare ti sfugga in guisa chiara e lampante (alias, completamente, alla radice) il senso di quel post, giacchè lì io non scorgevo (tantomeno scorgo ora) volontà di chiarimenti rispetto a quanto mi trovo a scrivere ma unicamente ironia di passaggio relativamente alle modalità espressive.
Se poi è l'inverso, il problema è tutto di chi in quel post si è espresso in tal guisa, giacchè non lascia intendere altro: e viva l'ironia, per carità, ma se si intende veicolare un senso differente da ciò che traspare, il problema è anzitutto dell'emittente, mica del destinatario.
Secondariamente, pare che Tu soffra di problemi di comprensione assai spinosi, stante che in un colpo solo ti ritrovi a misconoscere tanto il significato di quel post, tanto quello della mia replica: ho risposto precisamente (giacchè, vedo, ti sta a cuore specificare e risultar precisa) che il linguaggio utilizzato era tale in relazione al mio interlocutore, stante che lui mi capiva certamente, che è ben altro dal sostenere che l'utilizzo mirasse a rendere incomprensibile il testo ai profani, riconosci la differenza o si tratta di un passaggio logico-morfologico-grammaticale-semantico-sintattico eccessivamente profondo, articolato e concettualmente complesso per un mortale del tuo stampo?
Ultima modifica di Platone; 17-09-09 alle 14:11
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.






Ma lo spazio virtuale è libero, fino a branco contrario...
Guarda che se io partecipo a una festicciola dove i gruppetti (e qui ce ne sono tanti, ma qualcuno è più gruppetto di altri) parlano, puta caso di religione, e arriva qualcuno che intende sfoggiare, è reazione logica aggrottare la fronte e chiedere primo se possa essere più chiaro, secondo se sta parlando con noi.
Se lui mi dice che parla così per chi lo capisce mi perplime la sua volontà di parlare a noi tutti...
Un'assemblea? Bah, qui ci sono regole (c'è persino un regolamento), per ogni 3d ci deve essere un argomento che lo dovrebbe guidare... quasi come in un'assemblea. Non è nè l'una (festicciola) nè l'altra (assemblea).
E' un consesso in cui le regole non scritte della creanza sono quasi importanti quanto quelle scritte dagli admin.


No, vedi io non ho invitato a usare i PVT, come ho già detto non mi importa di ciò che scrive Platone.
Mi sono solo chiesta perchè non usare la messaggeria privata se (a quanto mi era parso dalla risposta data a Fulvia) lo scopo era di escludere chi non avesse capito, o come si vuol intendere, non fosse in grado di capire.
E' un'idea mia, se discuto e qualcuno dice di non aver capito trovo più "filosofeggiante" cercare di farmi comprendere piuttosto che atteggiarmi altezzosamente all'incomprensibile.
Però ora Platone dice che non era sua intenzione, quindi nulla di fatto. Peccato perchè mi è sempre piaciuto litigare con te.
Perdonami se mi permetto di disturbare nuovamente la tua deità; nel caso una tua esternazione, in futuro, mi risultasse oscura posso permettermi di domandarti il significato di ciò che dici, e con immensa arroganza pregarti di usare un linguaggio più accessibile a tal fatta di ignoranti? Premetto ovviamente che rivolgerò queste mie richieste in modo estremamente umile e dimesso.




Io credo fermamente nelle tre leggi della termodinamica, credo nel Principio di Indeterminazione, credo in Newton e in Archimede.
Tu credi che ci sia qualcuno che possa violare queste leggi perchè egli stesso le ha "create".
Le mie credenze io le posso dimostrare sedendo sotto un melo e aspettando che la legge di gravità faccia il resto.
Tu le tue?