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    Predefinito Terzo anniversario della morte di Oriana Fallaci

    Domani ricorre l'anniversario della morte di Oriana Fallaci. In ricordo pubblico la lettera che la mia fidanzata scrisse di getto, dopo la tristissima notizia. Rileggendola riscopro il sentimento di commozione che in quei giorni mi assalì; e la sensazione di solitudine e di annientamento: fu come se tutti noi fossimo divenuti orfani. Muti. Oriana era infatti la voce tuonante che squoteva. Era una maestra di vita.
    Il giorno della sepoltura fui incaricato di portargli questa lettera. Di fronte a lei, come se mi guardasse mentre mi raccomandava di non essere triste ma di reagire, capii che il dovere di quanti amano la vita era quello di continuare a parlare, tutti insieme, affinché la sua voce continuasse a tuonare.





    Ciao Oriana,

    ti sembrerà strano ricevere questa lettera da una persona di cui tu ignori l’esistenza.
    Ti sembrerà strano, dicevo, o forse no.
    Forse ne avrai ricevute a migliaia, a milioni di lettere come questa, e credimi, ne sono felice.
    Felice come un bambino davanti, non ad una, ma a dieci coppe di gelato.
    Felice che ci siano altre anime, altri cuori ed altri polmoni che scandiscono le sillabe del tuo nome con la stessa attenzione, la stessa ammirazione e con lo stesso affetto che si riserva alla più adorata delle sorelle, più caro degli amici, al più amato degli amanti.
    Felice! Come quando a New York, nella tua New York, mi sono ritrovata circondata da una miriade giochi e tutti a mia disposizione, tutti per me, almeno per quel giorno.
    Era il 1983 ed io non ti conoscevo ancora, ma è stato un giorno che nella sua semplicità è rimasto con me sino ad ora, e spero che questa lettera, nella sua non originalità, rimanga con te da ora e per sempre.
    Potrei dirti che queste parole sono un atto dovuto ma in verità sono solo un pensiero sincero.
    Tu stessa hai detto: <<Ci sono momenti nella Vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo>>.
    Ma non è questo il caso. Non è questo il momento. Non il mio.
    Non è un imperativo categorico al quale non mi posso sottrarre ma è un’esigenza corporea dalla quale non riuscirei a fuggire, seppure lo volessi.
    Sapessi cara Oriana, cosa dicono di te ora! Ora che non puoi rispondere, ora che non puoi graffiare, ora che non puoi fare male.
    Ora che non ci sei più.
    Li sentissi! Sentissi le loro parole aggraziare oggi il mostro Fallaci con la stessa delicatezza con cui ti hanno chiamata “terrorista” e “visionaria”.
    Li vedessi! Li vedessi mentre accarezzano delicatamente con una mano il tuo viso, mentre nascondono nell’altra un macete cercando di resistere al desiderio di tagliarsi tutte e cinque quelle dita che ti hanno toccata.
    Non li ascoltare per favore, non farti ingannare dalle piazze e dalle strade che ora prendono il tuo nome. Perché le voci di chi oggi festeggia rumorosamente il suo tributo che ricorda al mondo che sei morta, nascondono il vero dolore di chi piange la sua solitudine in silenzio perché non la vuole accettare.
    Il dolore di chi, come me e l’altra parte di me (il mio uomo), spinge a sfogliare di nuovo le tue pagine per ritrovare le tue parole, e con esse, la compagnia di un pensiero, di una Donna - no ma che dico - di quella Donna e di un’amica per non sentirsi più soli.
    Non ascoltare chi elogia la tua carriera di scrittrice volendo mal celatamente strappare a quella penna, merito dei loro ossequi, il braccio che la cingeva in pugno, e con esso, quella Donna mostro artefice dei loro incubi.
    Non ascoltare le voci dei seguaci di Maometto che non parlano della tua morte perché secondo loro Allah ti sta già rendendo “merito” della tua vita.
    Sei davanti Allah, Oriana? Allora fagli vedere chi sei!
    Ti chiedo invece, di ascoltare le voci di coloro che esultano della tua perdita, della nostra perdita, perché in esse è celata la forza della tua grandezza.
    Nel loro odio e disprezzo sincero, si legge il tuo vigore più vero.
    Una volta tu hai detto: <<Un giornalista è uno storico. E’ uno storico perché scrive la storia nel momento in cui essa avviane e senza che sia viziata ed inquinata dalle mani di chi, a grazia del suo titolo, la interpreta a proprio piacimento>>.
    Niente di più vero, Oriana, e tu la Storia l’hai scritta, e forse, proprio nel momento in cui hai lasciato il passo all’Alieno.
    Ma non ti preoccupare, la sua non è una vittoria, no. Illuso chi pensa sia così.
    Si sarà mangiato il tuo corpo, ma non la tua anima.
    Avrà corrotto i tuo fisico, ma non il tuo pensiero.
    E a cosa gli è servito? A farti morire per morire anche lui con te?
    Ma a quell’illuso che ancora si gloria e si alimenta delle sue illusioni io voglio dire: <<Magra vittoria la sua! E perdonami se infrango le tue speranze>>.
    Ma mentre parlo del tuo Alieno, tu raccontami com’è il suono delle campane di Santa Maria del Fiore.
    Raccontamelo, ti prego, io non credo di conoscerlo.
    Descrivimi ancora una volta la tua Toscana, parlami ancora una volta della Terra di Giotto, di Dante, di quel Carducci che scalda ogni volta e ogni giorno i respiri dell’altra parte di me.
    Insegnami ad amarla come l’amavi tu ed insegnami a proteggerla come cercavi di fare tu.
    Oh Oriana, tu che hai vissuto la resistenza, perché non hai resistito ancora un po’?
    Tu che hai conosciuto la guerra, perché non hai continuato a combattere?
    Tu che non hai conosciuto la paura e che hai avuto il coraggio di guardare negli occhi il tuo nemico spagliandolo della sua anima, tu che non ti sei fatta piegare, dimmi, perché ti sei fatta spezzare?

    Vedi Oriana? E’ qui che mi manchi di più: quando penso che non puoi tornare a parlare.
    E’ qui che la rabbia diventa ancora più collerica e l’orgoglio sempre più urente.
    Brucia e fa quasi male.
    Nel 1983 non ti conoscevo e ho continuato a non conoscerti fino a quando non ti ho scoperta.
    E così, di scoperta in scoperta, ho viaggiato nei tuoi libri, e ho assaporato dalle tue pagine il succo dell’esistenza, il valore per la Vita.
    Hai capito bene, non ho detto il valore della Vita, ma il valore per la Vita.
    Quel valore e quel coraggio che pochi conoscono, che pochi sanno ascoltare e che pochi sanno difendere.
    Quel valore che oggi chiamano intolleranza mentre mettono come a vessillo delle sue colpe un qualcosa che definiscono integrazione e che altro non vuole essere che una lenta perdita di se stessi.
    Ti ho scoperta, dicevo, e ti ho conosciuta di libro in libro, aggiungendo ad ogni pagina una nuova scoperta e sottraendo ad ogni parola un po’ del nostro tempo insieme.
    E alla fine restavi tu, il senso e il peso delle tue parole ed infine il silenzio, quel silenzio che ti era tanto caro.
    Quel silenzio che era per te come un guscio per proteggerti da quel mondo che non era più capace di proteggere se stesso; quel silenzio che rompevi solo per intraprendere un’altra battaglia.
    Ma ora che per te son finite le battaglie, chi colmerà quel silenzio per te?
    Tu, fedele come sempre ai tuoi ideali, te ne sei voluta andare in silenzio e da sola, accettando ed accogliendo la compagnia di pochi.
    Ma lascia che ti accompagni questa mia lettera come a testimonianza ti tutto quello che avrei sempre voluto dirti e che, forse per pigrizia, non ho mai messo nero su bianco.
    Lascia che un pezzo di me venga con te per avere l’illusione di non averti mai persa.
    Lascia che ti seguano queste mie parole perché pochi giorni son passati e già mi manchi.

    M.
    Ultima modifica di Cuordy; 14-09-09 alle 22:25
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  2. #2
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    Predefinito Rif: Terzo anniversario della morte di Oriana Fallaci

    Non amo la retorica e in fondo non conoscevo così bene il suo lavoro, ma l'eco delle sue parole è rimbombato forte e chiaro in un momento cruciale della nostra storia!! Semplicemente una grave perdita....


  3. #3
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    Predefinito Rif: Terzo anniversario della morte di Oriana Fallaci

    Oggi è l'anniversario della sua morte. Una gran donna, con una energia e una grinta straordinaria, una donna che ha fatto tanto per svegliare le nostre coscienze di Europei.

    Per l'occasione ripubblichiamo una raccolta di citazioni di Oriana, tratte ora da La forza della ragione, ora da articoli di giornale.



    Superiorità della civiltà europea

    A me dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano come se fossero due realtà parallele, di uguale peso e di uguale misura. Perché dietro la nostra civiltà c'è Omero, c'è Socrate, c'è Platone, c'è Aristotele, c'è Fidia. C'è l'antica Grecia col suo Partenone e la sua scoperta della Democrazia. C'è l'antica Roma con la sua grandezza, le sue leggi, il suo concetto della legge. Le sue sculture, la sua letteratura, la sua architettura. I suoi palazzi e i suoi anfiteatri, i suoi acquedotti, i suoi ponti, le sue strade. C'è un rivoluzionario, quel Cristo morto in croce, che ci ha insegnato (e pazienza se non lo abbiamo imparato) il concetto dell'amore e della giustizia. C'è anche una Chiesa che mi ha dato l'Inquisizione, d'accordo. Che mi ha torturato e bruciato mille volte sul rogo, d' accordo. Che mi ha oppresso per secoli, che per secoli mi ha costretto a scolpire e dipingere solo Cristi e Madonne, che mi ha quasi ammazzato Galileo Galilei. Me lo ha umiliato, me lo ha zittito. Però ha dato anche un gran contributo alla Storia del Pensiero: sì o no? E poi dietro la nostra civiltà c'è il Rinascimento. C'è Leonardo da Vinci, c'è Michelangelo, c'è Raffaello, c'è la musica di Bach e di Mozart e di Beethoven. Su su fino a Rossini e Donizetti e Verdi and Company. Quella musica senza la quale noi non sappiamo vivere e che nella loro cultura o supposta cultura è proibita. Ed ora ecco la fatale domanda: dietro all'altra cultura che c'è? Boh! Cerca cerca, io non ci trovo che Maometto col suo Corano e Averroè coi suoi meriti di studioso...

    Due pesi due misure

    Se sei un occidentale e dici che la tua civiltà è una civiltà superiore, la più evoluta che questo pianeta abbia mai prodotto, vai al rogo. Ma se sei un figlio di Allah o un suo collaborazionista e dici che l'Islam è sempre stato una civiltà superiore, un faro di luce, se secondo gli insegnamenti del Corano aggiungi che i cristiani puzzano come le capre e i maiali e le scimmie e i cammelli, nessuno ti tocca.

    Libertà di espressione

    Son tante le vittime del 261 e del 261 bis. Uno per esempio è l'animalista svizzero Erwin Kessler che come Brigitte Bardot non sopporta la macellazione halal, e che per averla criticata s'è beccato due mesi di prigione senza condizionale. Un altro è l'ottantenne storico svizzero Gaston Armand Amaudruz che stampava un piccolo mensile revisionista (riveder la Storia cioè raccontarla in modo diverso dalla versione ufficiale oggi è proibito, viva la libertà) e che a causa di ciò il 10 aprile 2000 venne condannato dal Tribunale di Losanna a un anno di carcere più una violenta pena pecuniaria. Un altro è lo storico francese Robert Faurisson, ugualmente revisionista, che il 15 giugno 2001 venne processato a sua insaputa dal Tribunale di Friburgo e condannato a un mese di prigione. Anche lui, nonostante la tarda età, senza condizionale.

    L'anti-Potere che è il vero Potere

    L'Inquisizione s'è fatta furba, si sa. Oggi dichiara d'esser contro la pena di morte, alle torture del corpo preferisce quelle dell'anima, e invece delle tenaglie o delle corde o delle mannaie usa ordigni incruenti. I giornali, la radio, la Tv, l'editoria. Invece delle carceri gestite dal Sant'Uffizio, gli stadi e le piazze e i cortei che approfittandosi della libertà uccidono la Libertà. Invece delle tonache col cappuccio, i jalabah e i chador e le tute degli arcobalenisti che si definiscono pacifisti, nonché i completi grigi e le cravatte dei loro burattinai. (Deputati, senatori, scrittori, sindacalisti, giornalisti, banchieri, accademici, prelati. I membri del Sant'Uffizio insomma. I Fra' Accursio al servizio del Potere alleato con un anti-Potere che è il vero Potere).

    Italia

    E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade.

    Eurabia

    Un' Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba

    L'incendio di Troia

    Dallo stretto di Gibilterra ai fiordi di Sørøy, dalle scogliere di Dover alle spiagge di Lampedusa, dalle steppe di Volgograd alle vallate della Loira e della Toscana, l'incendio divampa. In ogni nostra città v'è una seconda città. Una città sovrapposta ed uguale a quella che negli Anni Settanta i palestinesi crearono a Beirut installando uno Stato dentro lo Stato, un governo dentro il governo. Una città mussulmana, una città governata dal Corano. Una tappa dell'espansionismo islamico.

    Verso l'Europa

    ...è l'unica arte nella quale i figli di Allah hanno sempre eccelso, l'arte di invadere conquistare soggiogare.
    La loro preda più ambita è sempre stata l'Europa, il mondo cristiano ...
    Fu nel 635 d.C. cioè tre anni dopo la morte di Maometto che gli eserciti della Mezzaluna invasero la cristiana Siria e la cristiana Palestina. Fu nel 638 che si presero Gerusalemme e il Santo Sepolcro. Fu nel 640 che conquistata la Persia e l'Armenia e la Mesopotamia ossia l'attuale Iraq invasero il cristiano Egitto e dilagarono nel cristiano Maghreb cioè in Tunisia e in Algeria e in Marocco. Fu nel 668 che per la prima volta attaccarono Costantinopoli, le imposero un assedio di cinque anni. Fu nel 771 che attraversato lo stretto di Gibilterra sbarcarono nella cattolicissima Penisola Iberica, s'impossessarono del Portogallo e della Spagna dove nonostante i Pelayo e i Cid Campeador e i vari sovrani impegnati nella Reconquista rimasero per ben otto secoli ...
    Dalla Spagna nel 721 passarono alla non meno cattolica Francia. Guidati da Abd al-Rahman, il governatore dell'Andalusia, varcarono i Pirenei, presero Narbonne ...
    ... e sai quanto durò il loro avanzare in Francia? Undici anni. A ondate. Nel 731 un'ondata di trecentomila fanti e sedicimila cavalieri arrivo a Bordeaux che si arrese immediatamente Da Bordeaux si portò a Poitiers poi a Tours, e se nel 732 Carlo Martello non avesse vinto la battaglia di Poitiers-Tours oggi anche i francesi ballerebbero il flamenco.
    Nell'827 sbarcarono in Sicilia, altro bersaglio delle loro bramosie. Al solito massacrando e profanando conquistarono Siracusa e Taormina, Messina e poi Palermo, e in tre quarti di secolo (tanti ce ne vollero per piegare la fiera resistenza dei siciliani) la islamizzarono. Vi rimasero oltre due secoli e mezzo, cioè fin quando vennero sloggiati dai Normanni, ma nell'836 sbarcarono a Brindisi. Nell'840 a Bari. E islamizzarono anche la Puglia. Nell'841 sbarcarono ad Ancona. Poi dall'Adriatico si riportarono nel Tirreno e durante l'estate dell'846 sbarcarono a Ostia. La saccheggiarono, la incendiarono, e risalendo le foci del Tevere giunsero a Roma. La misero sotto assedio e una notte vi irruppero. Depredarono le basiliche di San Pietro e di San Paolo, saccheggiarono tutto il saccheggiabile. Per liberarsene, Papa Sergio II dovette impegnarsi a versargli un contributo annuo di 25 mila monete d'argento. Per prevenire altri attacchi il suo successore Leone IV dovette rizzare le mura leonine.
    Abbandonata Roma, però, si piazzarono in Campania. Vi restarono settant'anni distruggendo Montecassino e tormentando Salerno. Città nella quale, a un certo punto, si divertivano a sacrificare ogni notte la verginità di una monaca. Sai dove? Sull'altare della cattedrale. Nell'898, invece, sbarcarono a Provenza. Per l'esattezza, nell'odierna Saint-Tropez. Vi si stabilirono, e nel 911 varcarono le Alpi per entrare in Piemonte. Occuparono Torino e Casale, dettero fuoco alle chiese e alle biblioteche, ammazzarono migliaia di cristiani, poi passarono in Svizzera. Raggiunsero la valle dei Grigioni e il lago di Ginevra, poi scoraggiati dalla neve fecero dietro-front. Tornarono nella calda Provenza, nel 940 occuparono tolone e... Oggi è di moda battersi il petto per le Crociate, biasimare l'Occidente per le Crociate, vedere nelle Crociate un'ingiustizia commessa ai danni dei poveri mussulmani innocenti.

    Le Crociate

    Ma prima di essere una serie di spedizioni per rientrare in possesso del Santo Sepolcro, le Crociate furono la risposta a quattro secoli di invasioni occupazioni angherie carneficine. Furono una controffensiva per bloccare l'espansionismo islamico in Europa. Per deviarlo, (mors tua vita mea) verso l'Oriente. Verso l'India, l'Indonesia, la Cina, il continente africano, nonché la Russia e la Siberia dove i Tartari convertiti all'Islam stavano già portando il Corano. Concluse le Crociate, infatti, i figli di Allah ripresero a seviziarci come prima e più di prima.

    Turchi

    Ad opera dei turchi, stavolta, che si accingevano a partorire l'Impero Ottomano. Un Impero che fino al 1700 avrebbe condensato sull'Occidente tutta la sua ingordigia, la sua voracità, e trasformato l'Europa nel suo campo di battaglia preferito ...
    ... nel 1356, cioè ottantaquattr'anni dopo l'Ottava Crociata, i turchi si beccarono Gallipoli cioè la penisola che per cento chilometri si estende lungo la riva settentrionale dei Dardanelli. Da lì partirono alla conquista dell'Europa sud-orientale e in un batter d'occhio invasero la Tracia, la Macedonia, l'Albania. Piegarono la Grande Serbia, e con un altro assedio di cinque anni paralizzarono Costantinopoli ormai del tutto isolata dal resto dell'Occidente.
    ... nel 1430 riesumarono la marcia occupando la veneziana Salonicco. Travolgendo i cristiani a Varna nel 1444 si assicurarono il possesso della Valacchia, della Moldavia, della Transilvania, insomma dell'intero territorio che oggi si chiama Bulgaria e Romania, e nel 1453 assediarono di nuovo Costantinopoli che il 29 maggio cadde in mano di Maometto II.
    ... Il patriarca che a lume delle candele celebra l'ultima Messa e per rincuorare i più terrorizzati grida: «Non abbiate paura! Domani sarete nel Regno dei Cieli e i vostri nomi sopravviveranno fino alla notte dei tempi!». I bambini che piangono, le mamme singhiozzano: «Zitto, figlio, zitto! Moriamo per la nostra fede in Gesù Cristo! Moriamo per il nostro imperatore Costantino XI, per la nostra patria!».

    Vienna

    ... Il loro sogno di stabilire lo Stato Islamico d'Europa si sarebbe bloccato soltanto le 1683 quando il Gran Visir Kara Mustafa mise insieme mezzo milione di soldati, mille cannoni, quarantamila cavalli, ventimila cammelli, ventimila elefanti, ventimila bufali, ventimila muli, ventimila fra vacche e tori, diecimila tra pecore e capre, nonché centomila sacchi di granturco, cinquantamila sacchi di caffè, un centinaio tra mogli e concubine, e accompagnato da tutta quella roba entrò di nuovo in Austria. Rizzando un immenso accampamento (venticinquemila tende più la sua, munita di struzzi e di fontane) di nuovo mise Vienna sotto assedio. Il fatto è che a quel tempo gli europei erano più intelligenti di quanto lo siano oggi, ed esclusi i francesi di Re Sole (che col nemico aveva firmato un trattato di alleanza ma agli austriaci aveva promesso di non attaccare) tutti corsero a difendere la città considerata il baluardo del Cristianesimo. Tutti. Inglesi, spagnoli, tedeschi, ucraini, polacchi, genovesi, veneziani, toscani, piemontesi, papalini. Il 12 settembre riportarono la straordinaria vittoria che costrinse Kara Mustafa a fuggire abbandonando anche i cammelli, gli elefanti, le mogli, le concubine sgozzate...

    Nuova invasione

    l'attuale invasione dell'Europa non è che un altro aspetto di quell'espansionismo. Più subdolo, però. Più infido. Perché a caratterizzarlo stavolta non sono i Kara Mustafa ...
    O meglio: non sono solo i Bin Laden, i Saddam Hussein, gli Arafat, gli sceicchi Yassin, i terroristi che saltano in aria coi grattacieli o gli autobus. Sono anche gli immigrati che s'installano a casa nostra, che senza alcun rispetto per le nostre leggi ci impongono le loro idee. Le loro usanze, il loro Dio ...

    Islam moderato

    Continua anche la fandonia dell' Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell' integrazione, la farsa del pluriculturalismo.

    Magistratura

    Peggio ancora: continua la Political Correctness dei magistrati sempre pronti a mandare in galera me e intanto ad assolvere i figli di Allah. A vietarne l' espulsione, ad annullarne le (rare) condanne pesanti, nonché a tormentare i carabinieri o i poliziotti che con loro gran dispiacere li arrestano.

    Immigrati

    Un nemico, inoltre, che in nome dell' umanitarismo e dell' asilo politico (ma quale asilo politico, quali motivi politici?) accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di Accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della «necessità» (ma quale necessità, la necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l' Olimpo Costituzionale. «Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi».

    Trattato di Schengen

    Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l' Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento.

    Manifestazioni dei clandestini

    Io non dimenticherò mai i comizi con cui l'anno scorso i clandestini riempiron le piazze d'Italia per ottenere i permessi di soggiorno. Quei volti distorti, cattivi. Quei pugni alzati, minacciosi. Quelle voci irose che mi riportavano alla Teheran di Khomeini. Non li dimenticherò mai perché mi sentivo offesa dalla loro prepotenza in casa mia, e perché mi sentivo beffata dai ministri che ci dicevano: «Vorremmo rimpatriarli ma non sappiamo dove si nascondono». Stronzi! In quelle piazze ve n'erano migliaia, e non si nascondevano affatto sveglia, gente, sveglia! Intimiditi come siete dalla paura d'andar contro corrente cioè d'apparire razzisti non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Voluta e dichiarata da una frangia di quella religione, forse, comunque una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All'annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po' più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri... proprio perché è definita da molti secoli e molto precisa, la nostra identità culturale non può sopportare un'ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell'altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri valori. Sto dicendoti che da noi non c'è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo, per il loro fottuto chador. E se ci fosse, non glielo darei. Perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento, la libertà che ci siamo bene o male conquistati, la nostra Patria. Significherebbe regalargli l'Italia. E io l'Italia non gliela regalo mica.

    Tendopoli a Firenze

    chiamai anche il sindaco che, glielo concedo, venne gentilmente a casa mia. Mi ascoltò, mi dette ragione. «Ha ragione, ha proprio ragione...». Ma la tenda non la tolse. Se ne dimenticò o non gli riuscì. Chiamai anche il ministro degli Esteri che era un fiorentino, anzi uno di quei fiorentini che parlano con l’accento molto fiorentino, nonché coinvolto nella faccenda. E pure lui, glielo concedo, mi ascoltò. Mi dette ragione: «Eh, sì. Ha ragione, sì». Ma per toglier la tenda non mosse un dito e, quanto ai figli di Allah che urinavano sul Battistero e smerdavano San Salvatore al Vescovo, presto li accontentò. (Mi risulta che i babbi e le mamme e i fratelli e le sorelle e gli zii e le zie e i cugini e le cognate incinte ora stiano dove volevano stare). Cioè a Firenze e in altre città d’Europa. Allora cambiai sistema. Chiamai un simpatico poliziotto che dirige l’ufficio-sicurezza e gli dissi: «Caro poliziotto, io non sono un politico. Quando dico di fare una cosa, la faccio. Inoltre conosco la guerra e di certe cose me ne intendo. Se entro domani non levate la fottuta tenda, io la brucio. Giuro sul mio onore che la brucio, che neanche un reggimento di carabinieri riuscirebbe a impedirmelo, e per questo voglio essere arrestata. Portata in galera con le manette. Così finisco su tutti i giornali». Bè, essendo più intelligente degli altri, nel giro di poche ore lui la levò. Al posto della tenda rimase soltanto un’immensa e disgustosa macchia di sudiciume. Però fu una vittoria di Pirro. Lo fu in quanto non influì per niente sugli altri scempi che da anni feriscono e umiliano quella che era la capitale dell’arte e della cultura e della bellezza, non scoraggiò per niente gli altri arrogantissimi ospiti della città: gli albanesi, i sudanesi, i bengalesi, i tunisini, gli algerini, i pakistani, i nigeriani che con tanto fervore contribuiscono al commercio della droga e della prostituzione

    Mario Borghezio

    il vivace leghista

    Giovanni Paolo II

    Io in questi quattr'anni non ho fatto che domandarmi perché un guerriero come Wojtyla, un leader che come lui aveva contribuito più di chiunque al crollo dell' impero sovietico e quindi del comunismo, si mostrasse così debole verso un malanno peggiore dell' impero sovietico e del comunismo. Un malanno che anzitutto mira alla distruzione del cristianesimo. (E dell' ebraismo). Non ho fatto che domandarmi perché egli non tuonasse in maniera aperta contro ciò che avveniva (avviene) ad esempio in Sudan dove il regime fondamentalista esercitava (esercita) la schiavitù. Dove i cristiani venivano eliminati (vengono eliminati) a milioni. Perché tacesse sull' Arabia Saudita dove la gente con una Bibbia in mano o una crocetta al collo era (è) trattata come feccia da giustiziare. Ancora oggi quel silenzio io non l' ho capito eh...

    Chiesa e Islam

    Naturalmente capisco che la filosofia della Chiesa Cattolica si basa sull' ecumenismo e sul comandamento Ama-il-nemico-tuo-come-te-stesso. Che uno dei suoi principii fondamentali è almeno teoricamente il perdono, il sacrificio di porgere l' altra guancia. (Sacrificio che rifiuto non solo per orgoglio cioè per il mio modo di intendere la dignità, ma perché lo ritengo un incentivo al Male di chi fa del male). Però esiste anche il principio dell' autodifesa anzi della legittima difesa, e se non sbaglio la Chiesa Cattolica vi ha fatto ricorso più volte. Carlo Martello respinse gli invasori musulmani alzando il crocifisso. Isabella di Castiglia li cacciò dalla Spagna facendo lo stesso. E a Lepanto c' erano anche le truppe pontificie. A difendere Vienna, ultimo baluardo della Cristianità, a romper l' assedio di Kara Mustafa, c' era anche e soprattutto il polacco Giovanni Sobienski con l' immagine della Vergine di Chestochowa. E se quei cattolici non avessero applicato il principio dell' autodifesa, della legittima difesa, oggi anche noi porteremmo il burka o il jalabah.

    Guerra in Vandea

    cioè la fratricida vendetta che la Rivoluzione aveva scatenato contro i cattolici e i monarchici (per lo più contadini o boscaioli, bada bene) della Vandea

    Americani e guerra in Afghanistan

    dicevo: "I sovietici sono quello che sono. Però bisogna ammettere che a far quella guerra proteggono anche noi. E li ringrazio." Riapriti cielo. "Razzista, razzista!." Nella loro cecàggine non volevan neanche sentirmi parlare delle mostruosità che i figli di Allah commettevano sui militari fatti prigionieri. (Gli segavano le braccia e le gambe, rammenti? Un vizietto a cui s'erano già abbandonati in Libano coi prigionieri cristiani ed ebrei). Non volevano che lo dicessi, no. E pur di fare i progressisti applaudivano gli americani che rincretiniti dalla paura dell'Unione Sovietica riempivan di armi l'eroico-popolo-afghano. Addestravano i barbuti, e coi barbuti un barbutissimo Usama Bin Laden. Via-i-russi-dall'Afghanistaaaan! I-russi-devono-andarsene-dall'Afghanistaaaan! Bè, i russi se ne sono andati dall'Afghanistan: contenti? E dall'Afghanistan i barbuti del barbutissimo Usama Bin Laden sono arrivati a New York con gli sbarbati siriani egiziani iracheni libanesi palestinesi sauditi che componevano la banda dei diciannove kamikaze identificati: contenti?

    Progressisti, illuminati, liberali

    l'Occidente è malato. Malato del cancro morale e intellettuale di cui parlo nella mia Trilogia. E sa qual è il particolare più miserevole? È che ad alimentare quel cancro sono proprio coloro i quali si definiscono progressisti, illuminati, liberali, uomini e donne di sinistra

    Immigrazione e Integrazione

    tre punti che considero cruciali. Punto numero uno, l'immigrazione, il Cavallo di Troia che ha penetrato l'Occidente e trasformato l'Europa in ciò che chiamo Eurabia.Punto numero due. Non credo nella fandonia del cosiddetto pluriculturalismo. E ancor meno credo nella falsità chiamata Integrazione. Gli immigrati mussulmani materializzano così bene l'avvertimento che nel 1974 ci rivolse all'ONU il loro leader algerino Boumedienne. «Presto irromperemo nell'emisfero Nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria. Punto numero tre. Soprattutto non credo alla frode dell'Islam Moderato. E continuerò a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere»

    Immigrati messicani

    Mi disgustano

    Anti-abortismo

    a meno di non essere violentata e messa incinta da un Bin Laden o da un Zarqawi

    Matrimoni gay

    come i mussulmani vorrebbero che tutti diventassimo mussulmani, loro vorrebbero che tutti diventassimo omosessuali

    Poligamia

    Nel 1993 la Francia emanò una legge che bandiva l'immigrazione dei poligami e autorizzava l'espulsione di quelli che erano già entrati e quindi vivevano con più mogli. Ma i maccabei del Politically Correct e i terzomondisti del vittimismo si misero a strillare in nome dei Diritti-Umani e della Pluralità-Etnico-Religiosa ...

    Immigrati messicani e mussulmani

    Non amo i messicani, se hai una pistola e ti dicono di scegliere chi è peggio tra i mussulmani e i messicani avrei un attimo di esitazione; poi sceglierei i mussulmani perché mi hanno scassato le palle

    Moschea

    Una moschea in Toscana? La faccio saltare in aria con l'esplosivo

    Fede e passione

    Loro hanno qualche cosa che noi non abbiamo ed è la passione. Hanno la fede e la passione. Nel male, in negativo, ma l'hanno. Noi non l'abbiamo più, l'abbiamo persa, la nostra forma di società ha inaridito l'animo, ha inaridito il cuore della gente. Perfino nei rapporti amorosi c'è meno passione. In quanto alla fede, nel nostro mondo è una parola quasi sconosciuta. Loro sono più stupidi di noi ma sono profondamente appassionati, dunque più vitali. Perfino la guerra, che è un atto di passione – passione in negativo, la ferocia, il sangue –, è diventata sterile, pulita. Questa mancanza di passione si riflette nella nostra vita quotidiana perché, al posto della passione, abbiamo il benessere, la comodità, il raziocinio. Tutto quello che siamo è frutto di raziocinio, non di passione.

    Assenza di spiritualità

    sono crollati e crollano, tutti i popoli che dimenticano di avere un'anima. Ci stiamo suicidando, cari miei. Ci stiamo uccidendo col cancro morale, con la mancanza di moralità, con l'assenza di spiritualità. ... Ecco perché l'Europa è diventata Eurabia e l'America rischia di diventarlo. Ed ecco perché, segnati in fronte dal marchio di cui parlo ne «L'Apocalisse», il marchio della schiavitù e della vergogna, molti occidentali finiranno inginocchiati sul tappetino a pregare cinque volte al giorno il nuovo padrone cioè Allah


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    Predefinito Rif: Terzo anniversario della morte di Oriana Fallaci



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    Predefinito Rif: Terzo anniversario della morte di Oriana Fallaci

    MARCO CORDONE (LEGA NORD) COMMEMORERÀ ORIANA FALLACI

    martedì 15 settembre alle 15 presso il cimitero evangelico Allori, in via Senese 184 Galluzzo – Firenze

    In occasione del terzo anniversario della scomparsa di Oriana Fallaci il Presidente del Gruppo Lega Nord in Consiglio provinciale di Firenze Marco Cordone guiderà domani, martedì 15 settembre alle ore 15, una delegazione della Lega Nord che presso il cimitero evangelico Allori, in via Senese 184 Galluzzo – Firenze renderà omaggio alla grande giornalista e “scrittore” fiorentina deponendo, dei fiori e sostando in raccoglimento sulla sua tomba. “Vi sono momenti nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

    Marco Cordone
    Capogruppo Lega Nord Provincia di Firenze
    14/09/2009 12:10
    Provincia di Firenze

    MET - news dalle Pubbliche Amministrazioni della Provincia di Firenze

    CORDONE (LEGA NORD) SULLA RICOLLOCAZIONE DI UN’APPOSITA TARGA PER L’INTITOLAZIONE DELLA SALA STAMPA DELLA PROVINCIA AD ORIANA FALLACI

    Presentata interpellanza

    Il 15 settembre ricorreranno i tre anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, grande scrittrice e giornalista fiorentina alla quale la precedente Giunta provinciale intitolò la Sala Stampa. Da quasi un anno la targa posta su via Ginori è stata rubata e nessuno, da allora, si è più preoccupato di ricollocarla o, meglio ancora, di cementarla alla facciata così da non dover più rischiare questi atti di vandalismo. Il Capogruppo della Lega Nord in Consiglio provinciale Marco Cordone ha presentato un’interpellanza per sapere se l’attuale Giunta provinciale intende ricollocare la targa per l’intitolazione della Sala Stampa e se non ritiene di doverlo fare magari in concomitanza con l’anniversario della scomparsa di questa importante scrittrice e giornalista fiorentina.

    Marco Cordone
    Capogruppo Lega Nord
    05/09/2009 152
    Provincia di Firenze

    MET - news dalle Pubbliche Amministrazioni della Provincia di Firenze


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