Originally posted by Österreicher
Nuovo sciopero generale, la CGIL torna nelle piazze per riaffermare la sua lotta contro il governo Berlusconi e la sua politica in materia di lavoro. Stavolta si è aggiunta anche la protesta contro la Finanziaria, che peraltro deve ancora essere varata dal Parlamento.
Imponente l’organizzazione messa su e per riempire le strade di contestatori la CGIL è dovuta ricorrere inevitabilmente al sostegno di “esterni”, come i no global ed i girotondini, a conferma della radicalizzazione che ormai il sindacato sta sempre più approntando. Lotta dura, ma per cosa? Spesso ci sorge il ragionevole dubbio che non sempre i promotori di queste proteste siano a conoscenza loro stessi dei diritti reclamati. O che non sempre ne siano stati a conoscenza ed in quel caso sentirsi presi in giro da costoro è una reazione del tutto naturale. Ad esempio la CGIL ed i suoi leader, con Cofferati (il vecchio) ed Epifani (il nuovo) in testa, dovrebbero spiegarci dov’erano appena pochi mesi fa, quando con al governo Amato, il centrosinistra andò a toccare proprio l’articolo 18 per tutti i lavoratori delle Coop, escludendoli dalla sua tutela senza neppure riconoscere quell’aumento di indennizzo che oggi propone il Governo Berlusconi. Possibile che fossero così distratti dal non protestare, lanciare un piccolo grido di dolore? Forse ritengono quei lavoratori di serie B e non degni del supporto e delle lotte del sindacato? E come è possibile che all’epoca chiusero occhi ed orecchie ed oggi diventano così intransigenti dal non potersi nemmeno sedere ad un tavolo di trattative con il Governo quando si parla di articolo 18? E dovrebbero spiegarci anche con che faccia abbiano predisposto dei banchetti per la raccolta di firme per un referendum contro le modifiche dell’articolo 18, quando per primo il sindacato gode di una deroga all’articolo 18 potendo licenziare i suoi dipendenti senza giusta causa. Cofferati, messo alle strette qualche tempo fa, affermò che mai il sindacato aveva sfruttato quella deroga. Infatti il sindacalista abruzzese Luigi Castiglione, fu liquidato dalla CGIL con sei mensilità proprio invocando la deroga prevista dalla Legge 108/90 art.4, dopo che il Tribunale stabilì l’insussistenza della giusta causa per il suo licenziamento e chiesto il reintegro. Insomma, oltre alla demagogia si aggiunge anche una grossa dose di falsità e menzogne. Difficile ritenere simili personaggi seri interlocutori, eppure oggi si propongono come gli unici rappresentanti dell’opposizione, avendo scalzato nelle cronache i vari leader di quello che resta dell’Ulivo.
In piena confusione, i vertici della Cgil hanno deciso uno sciopero contro il Governo ma per ragioni non ancora ben chiare. Proclamato tempo fa, quando alla guida c’era ancora il novello Robin Hood Cofferati, oggi nelle trasmissioni e nei dibattiti apprendiamo che la Cgil scende in piazza contro la Finanziaria (che deve essere ancora approvata....), per la difesa del lavoro degli operai FIAT (ma il piano di ristrutturazione non è ancora definitivo ed il Governo si sta movendo con grande solerzia e decisione per difendere 8.000 posti di lavoro). Simili deliri non fanno che palesare la gran accozzaglia che volutamente la CGIL vuole produrre pur di riempire le piazze. Questo è grave, pericoloso e non dona certo dignità all’azione di protesta messa in atto in questi mesi.
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