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Discussione: Razzista? No grazie!

  1. #71
    Cavaliere
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    Originally posted by CESARE BECCARIA
    Si deve ammettere che su vari argomenti Musollini e i fascisti non avevano le idee molto chiare!
    Il Duce è stato tutto e il contrario di tutto.
    Socialista e antisocialista, antirazzista e razzista, massone e antimassone, anticlericale e “cattolico”, filo e anti-britannico ecc. ecc. ecc.
    Nella famosa riunione dei fasci di San Sepolcro del 1919, fra gli altri, c'erano anche 5 ebrei, e fu uno di loro (Goldman) a procurare la sala all'associazione industriali dove Mussolini tenne a battesimo i fasci.
    Circa 230 ebrei ricevettero come onorificenza "il certificato della Marcia su Roma". Nel 1938, all'approvazione delle leggi razziali, 10.000 ebrei, quasi un adulto su tre in una comunità che contava in Italia circa 50.000 individui, erano membri del partito fascista. (Ne Il giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani,
    il capofamiglia è ritratto come sostenitore dei fascisti fino alle leggi
    razziali). Che fascisti ed ebrei convivessero in armonia prima del 1938 era spiegato in pratica in ogni studio successivo, da Mussolini e gli Ebrei di Meir Michaelis del 1978, a Gli italiani e l'olocausto di Susan Zuccotti del 1987, per non parlare di tutta l'opera di De Felice.
    A Fiume con d'Annunzio c'erano ebrei, fra cui Aldo Finzi che divenne poi sottosegretario agli interni di Mussolini, mentre Dante Almansi ricoprì addirittura sotto Mussolini la carica di vice capo della polizia.
    Ebrei parteciparono ancora nel 1936 alla guerra d'Etiopia. Uno di loro (Alberto Liuzzi) fu perfino decorato personalmente da Mussolini di medaglia d'oro.
    All’nizio c'era solo Farinacci (un caso singolo ma del tutto personale) che nel suo giornale Cremona Nuova, ospitava qualche confuso scritto antiebraico. Solo in seguito quando trasformò il quotidiano in Regime Fascista (e Tevere) iniziò a fare una feroce campagna antisemitica, per compaicenza ai tedeschi. Altrettanto servili ai tedeschi gli “scienziati” che appoggiarono questa azione con teorie “scientifiche”, dando vita alla rivista Difesa della razza di Interlenghi, e firmarono poi il famoso Manifesto.
    Ma anche uomini di cultura non è che si tennero in disparte, pubblicando qui e là, articoli di "appoggio”.
    In quanto a razzismo etnico Mussolini non era di certo un fanatico; non dimentichiamo la famosa scenografia del 18 marzo 1937 a Tripoli, l'"apparizione" di Mussolini su un cavallo bianco che spunta dalla cima di una duna del deserto seguito da duemilaseicento cavalieri arabi, mentre snuda la fiammeggiante "spada dell'Islam" d'oro massiccio ricevuta dai capi arabi, ergendosi così a "difensore degli interessi dei popoli musulmani nel mondo". Si era impegnato a compiere la "missione" di Alessandro Magno: la riunione di popoli di varie razze, colore, lingue e religione. Vagheggiando "l'unificazione mondiale". Si disse e si scrisse (e i film Luce diffusero) che Mussolini compiva il suo secondo "miracolo" religioso ed etnico. I secolari "infedeli saraceni" alla Mecca, davanti alla Kaaba, invocarono Allah di proteggerlo e da lui farsi proteggere; lui "cristiano" il "protettore dell'Islam!". Hitler andò in bestia!
    Ma già nel 1933 (6 settembre) in un discorso a Bari Mussolini era stato perfino sprezzante nei confronti di Hitler razzista anche se non lo nominò "Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d'oltr'Alpe, fatte da gente che ignorava la scrittura quando Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto". Un orgoglio di latinità.
    Una disposizione di tipo razzista (ma non antisemitica) fu fatta nelle colonie nel 1937, ma erano provvedimenti per evitare il molto diffuso concubinaggio degli "allegri" italiani con le "belle abissine". Una disposizione sanitaria insomma.
    Mentre tutto il resto che venne dopo fu solo in certi casi un vero e proprio sciacallaggio di corrotti funzionari per estorcere somme o sequestrare beni ai ricchi ebrei. Lo stesso Starace (proprio lui, capo della fazione razzista e divulgatore del "manifesto degli scienziati") non voleva rinunciare alla sua segretaria ebrea. Invitato a liberarsene (perchè gli si fece notare che era in contraddizione con i proclami che lui stesso emanava) rispose che lo avrebbe fatto purchè si cominciasse da quegli ebrei "protetti" dal fascismo. E per parlare così significa quindi che non era il solo.
    Per quanto riguarda i rapporti con l’odiata massoneria:
    I quadrumviri della Marcia su Roma del 1922 erano tutti iscritti alla massoneria. Lo stesso Benito Mussolini ebbe un vessillo del 33° grado massonico ad honorem da parte dell'osservanza di piazza del Gesù, il cui Gran Maestro era l’allora famoso Raul Palermi, che appoggiò il Duce durante tutto il regime. E proprio il giorno prima della Marcia su Roma, il futuro Duce si presentò alla Banca Commerciale Italiana e venne ricevuto dal suo fondatore, il massone Toeplitz. Quindi l’opposizione del fascismo alla massoneria era soltanto di facciata. E il solito Farinacci era un "fratello" con il grembiule, anche se in punto di morte chiese i conforti religiosi.
    Boh……
    E' vero che gli ebrei fino al 1938 furono in grande maggioranza fascisti. Ciò perchè, avendo una mentalità assimilazionistica, tendevano a comportarsi come gli altri italiani, nè più nè meno. Inoltre erano grati all' Italia che appena nata come stato aveva dato loro l' Emancipazione, per estensione dello Statuto Albertino del Piemonte del 1848.
    Questo però non autorizza a definire il Fascismo "tenero" con gli ebrei, perchè le Leggi Razziali rovinarono economicamente e professionalmente tutta la comunità, compresi i + leali sostenitori del fascismo e i convertiti al cattolicesimo. In confronto ad Auschwitz può sembrare "poco" essere esclusi dall' apparato statale, dalle professioni, dalle scuole e università pubbliche, essere costretti a vendere i mobili e a fare i lavapiatti da laureati; però in assoluto di inumana ingiustizia si trattò.
    Inoltre è stato costruito un mito sulle esenzioni, ma in realtà riguardarono sì e no il 10% della popolazione ebraica, e a molti furono estorti fior di soldi per averle.
    Aggiungiamo poi la collaborazione della RSI alla deportazione degli ebrei a scopo di sterminio attuata dai tedeschi. Gli elenchi degli ebrei furono subito dati ai tedeschi dal Viminale, che nel periodo Luglio-Settembre 1943 non aveva ricevuto l' ordine di distruggerli nè aveva deciso autonomamente di farlo come avevano fatto alcune Questure con i propri. Decine di migliaia di uomini della Milizia Fascista, delle Brigate Nere, della Polizia, dei Carabinieri e delle bande irregolari parteciparono ai rastrellamenti soprattutto nel 1944. Anche il personale delle sezioni carcerarie per ebrei e dei campi di transito era per lo più italiano. Gli ebrei furono illusi di essere solo internati in Italia (come deciso formalmente dalla RSI nel dicembre 1943) ma in realtà finivano sempre in mano ai tedeschi e dall' Italia in Polonia, con tassi di sopravvivenza infinitesimali. Partirono in 8000 e tornarono in poche centinaia.
    La sopravvivenza del 70-75% degli ebrei d' anteguerra fu dovuta alla popolazione e alla Chiesa che li nascosero, ma se così non fosse stato, tutti sarebbero stati deportati dai fascisti e uccisi dai tedeschi.
    Fece "meglio" persino la Francia di Vichy, che almeno persuase i tedeschi a lasciare a casa gli ebrei cittadini francesi.

  2. #72
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    Predefinito Re: Bene...

    Originally posted by MarcoL.


    ...non posso non essere concorde... (purtroppo). Hai messo il dito sulla piaga delle contraddizioni che contraddistinsero il ventennio. Mi sai per caso enunciare contraddizioni di egual portata relative la nazismo? Se si, ti ringrazio anticipatamente.

    MarcoL.
    Più che contraddizioni è noto che c'è il dubbio che Adolf Hitler fosse di origine ebrea.
    L’ albero genealogico conpilato nel '34 dagli esperti nazisti fa risalire al XV secolo la comparsa della famiglia Hitler: un certo Mattheux Hydler figurerebbe come acquirente di un podere nei registri dell’Abbazia di Hurzenburg nel 1445. Piú tardi il nome si trasmise in varie grafie : Hytler, Hietle Huetler, Hútter, Hittler. E pure il significato letterale del cognome ha trovato interpretazioni diverse: guardiano di capanne, pastore, piccolo contadino. Secondo Konrad Heiden (Hitter. Das Leben eines Diktators, Europa Verlag, Zurigo 1936-37) « il raro e un po’ strano cognome Hitler s’incontra piú spesso tra gli ebrei orientali che non tra i tedeschi, e precisamente in Galazia, Bucovina, Romania e Polonia ».

    All’inizio del 1938, Adolf ‘Hítler ordina ad Hans Frank, ministro del Reich, di raccogliere, tutta la documentazione riguardante la nonna, Maria Anna Schicklgruber.
    Questi i risultati: « ... La signorina Schicklgruber, negli anni attorno al 1830, lavorava a Graz presso una famiglia di ebrei di nome Frankenberger. Quando, a un certo pinto, la donna rimase incinta, Frankenberger padre cominciò a pagarle, per conto del proprio figlio che a quell’epoca aveva 19 anni una pensione per gli alimenti. La Famiglia Frankenberger e la nonna di Hitler hanno mantenuto per anni una corrispondenza dalla.quale si deduce che gli interessati sapevano, e riconoscevano tacitamente, che il bimbo della domestica era stato concepito in circostanze tali che obbligavano i Frankeriberger a pagare quella pensione. (H. FranK, Im Angesicht des Galgens, Monacodi Baviera 1953).

    Anche il cancelliere austriaco Engelbert DolIfuss, poco prirna dei suo assassinio avvenuto il 25 luglio 1934, aveva ordinato un’inchiesta: sulla famiglia Hitler. Dai fascicoli della polizia austro-ungarica era risultato che la signorina Schicklgruber era rimasta incinta proprio nel periodo in cui aveva lavorato come domestica presso la famiglia del barone Rothschild, la casata di origine ebrea che nel giro di alcuni decenni sarebbe diventata una delle piu’ potenti famiglie d’Europa. «I Rothschíld non mancarono mai di una intelligenza anticipatrice, almeno negli affari. E questo è proprio il tipo di intelligenza che Hitler ha mostrato di possedere » (F. Thyssen, Il dittatore O.E.T., Roma).

    Secondo alcuni storici molto ben documentati, come Alan Bullock e William Shirer, è «molto probabile» che il vero padre di Alois Schicklgruber Hitler (padre di Adolf), cioè il vero, nonno di Adolf, sia stato proprio Johann Georg Hiedler, il patrigno che piú tardi lo riconobbe legalmente.

    Due mesi dopo l’Anschluss dell’Austria, nel maggio 1938, Hitler dispone che la regione del Waldviertel sia usata come campo di manovre dell’esercito. Appena tre mesi dopo alcuni reparti militari accerchiano il villagio abbandonato di Dóllersheim e vi fanno irruzione coi carri armati pesanti: le case vengono tutte distrutte, e anche il cimitero è sconvolto e arato con particolare determinazione. In questo cimitero c’era la tomba della nonna di Hitler.

    Può darsi che l’acceso ed eccitato interesse di Adolf Hitler per tutto quello che riguarda il passato di nonna Schicklgruber sia stato originato da una lettera inviatagli dal nipote William Patrick Hitler. Sembra infatti che in questa lettera il giovane figlio di Alois Jr abbia fatto allusioni a “talune circostanze molto precise” della storia della famiglia.

  3. #73
    Avanguardista
    Ospite

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    sulle origini ebree di Hitler sono piuttosto scettico...per quanto riguarda le accuse di incoerenza nei confronti di Mussolini... direi che sono fondate...il fascismo fece l'errore di adattarsi al sistema.......nacque come movimento rivoluzionario, socialista (anche se aveva abbandonato le teorie marxiste per abbracciare il socialismo nazionale) e vicino al popolo...ed è diventato presto un partito reazionario, capitalista (anche se c'è da dire che ad influenzare la scelta del DUCE di utilizzare ancora il capitalismo puo essere stata anche la crisi del 29).......

    insomma....diciamo che con il tempo perse le sue caratteristiche originie che poi riconquisto nella RSI...

    saluti..

  4. #74
    Ospite

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    Sul Nazionalsocialismo lò sapevo che si parlava di questo.
    Diciamo che in realtà contraddizioni cè nè sono ben poche.

 

 
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