



Kikuo Takano
Io sono
Io sono la foglia che cade,
e la suola della scarpa che la pesta.
Io sono l’uovo fradicio
e il cigno che lo cova.
Io sono il suono del ramo spezzato
dal peso della neve,
e la neve che lo preme.
Io sono la punta del chiodo
e la capocchia del chiodo.
Io sono la corrente del fiume
e il corpo d’annegato che trascina.
Io sono le molle roventi
e la mano che le stringe.
Io sono l’interno della roccia
e il suo esterno.
Io sono il secchio senza fondo,
e l’uomo che attinge acqua con quello.


SPOGLIATA VORREI
Spogliata vorrei la mia anima
come camminare scalzo sulla spiaggia
se penso all'altra sponda della vita
se penso a te, sopra ogni altra cosa.
Spogliato vorrei il mio desiderio.
Alla voce che mi chiama mi fermo
se vedo brillare le fronde dell'olmo,
se incontro te, sopra ogni altra cosa.
Spogliate vorrei le mie parole
se dico al tramonto una cosa indicibile nel mio cuore,
se solo a te l'affido.
Spogliato vorrei il mio pensiero
nell'incessante movimento dell'anima,
se con la mano sento una cosa grande,
se tocco la tua, sopra ogni altra cosa.




NELL'ACQUA DELLA CHIARA FONTANA
(Fabrizio De Andrè/Brassens)
Nell'acqua della chiara fontana
lei tutta nuda si bagnava
quando un soffio di tramontana
le sue vesti in cielo portava
dal folto dei capelli mi chiese,
per rivestirla di cercare
i rami di cento mimose
e ramo con ramo intrecciare
volli coprire le sue spalle
tutte di petali di rosa
ma i suoi seni eran tanto minuti
che fu sufficiente una rosa
le braccia lei mi tese allora
per ringraziarmi un po' stupita
io la presi con tanto ardore
che lei fu di nuovo svestita
il gioco diverti la graziosa
che molto spesso alla fontana
tornò a bagnarsi pregando Dio
per un soffio di tramontana.
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Amicizia
"Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam rispettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
paure vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato."
Vincenzo Cardarelli
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A volte tocchiamo un corpo
A volte tocchiamo un corpo e lo svegliamo
attraverso di lui passiamo la notte che si apre
la pulsazione sensibile dei bracci marini
e come il mare lo amiamo
come un canto nudo
come l'estate unica
lo diciamo luce, come si usa dire ora
lo diciamo ieri e altri luoghi
lo riempiamo di corpi e corpi
di gabbiani che sono i nostri gabbiani
lo scaliamo picco dopo picco
con bordi e tetti e battenti
con hotel e canali e ricordi
e paesaggi e tempo e asteroidi
lo riempiamo di noi stessi e di anima
di collari di isole e di anima
lo sentiamo vivere e quotidiano
lo sentiamo bello ma ombra
Homero Aridjis
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Andremo un giorno
eguali
tra le stanze delle stagioni
accarezzando
le colorate chiome
o le bianche ali
della vecchiaia
con placide mani,
corrugate fronti;
Andremo un giorno
Eguali
attraverso i prati
della parola
solcati da sicuri
fiumi di sorrisi,
e il freddo e il caldo
vento
condurranno al porto
remoto
di un amore insondabile,
invincibile
come la stella dolce
che ancora non ha nome
nel sogno di specchi profondi
che chiamiamo Universo.
Andremo un giorno Eguali
prendendo per mano il sole
di un nuovo giorno in fiore;
Andremo un giorno
Ma oggi, amata donna senza fine,
Oggi ancora dobbiamo
rompere con mille pugni
d'angoscia
il cristallo nero,
la tomba dell'oro velenoso
che chiamammo
la violenza dell'uomo
sull'uomo.
Andremo
un giorno
Eguali
Ma oggi, ancora
andiamo armati delle nostre
lacrime d'acciaio
a lottare,
piangendo
la continua morte dell'uomo.
f.
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


...bentornato Shardana...Originally posted by Shardana Ruju
Andremo un giorno
eguali
tra le stanze delle stagioni
accarezzando
le colorate chiome
o le bianche ali
della vecchiaia
con placide mani,
corrugate fronti;
Andremo un giorno
Eguali
attraverso i prati
della parola
solcati da sicuri
fiumi di sorrisi,
e il freddo e il caldo
vento
condurranno al porto
remoto
di un amore insondabile,
invincibile
come la stella dolce
che ancora non ha nome
nel sogno di specchi profondi
che chiamiamo Universo.
Andremo un giorno Eguali
prendendo per mano il sole
di un nuovo giorno in fiore;
Andremo un giorno
Ma oggi, amata donna senza fine,
Oggi ancora dobbiamo
rompere con mille pugni
d'angoscia
il cristallo nero,
la tomba dell'oro velenoso
che chiamammo
la violenza dell'uomo
sull'uomo.
Andremo
un giorno
Eguali
Ma oggi, ancora
andiamo armati delle nostre
lacrime d'acciaio
a lottare,
piangendo
la continua morte dell'uomo.
f.![]()