Vita, morte
la vita nella morte
morte vita
la morte nella vita.
Noi col filo
col filo della vita
nostra sorte filammo a questa morte.
Carlo Michelstaedter (1887-1910)


Vita, morte
la vita nella morte
morte vita
la morte nella vita.
Noi col filo
col filo della vita
nostra sorte filammo a questa morte.
Carlo Michelstaedter (1887-1910)


Originally posted by pcosta
Vita, morte
la vita nella morte
morte vita
la morte nella vita.
Noi col filo
col filo della vita
nostra sorte filammo a questa morte.
Carlo Michelstaedter (1887-1910)
"Ciò che per un bruco
è la fine del mondo
in realtà è
una bellissima farfalla."
Lao-Tzu
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


"yuku ware ni
todomaru nare ni
aki futatsu"
"Nel mio andarmene,
nel tuo restare -
due autunni."
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


Il senso d’amore perduto
Fù in una sera di freddo che un ragazzo triste ascoltò la voce del vento: una crisalide di suoni scomposti, esplosa nel suo cuore con l’ordinata eleganza di una misteriosa falena…..
Seguì, quel ragazzo, il canto del vento…e parola dopo parola, su un sentiero di promesse e tremula rugiada giunse nel cuore di un bosco profondo, angolo remoto appena oltre le luci di una città d’immagini.
Lì, nella radura, una bellissima fanciulla dagli occhi d’argento e lunghi capelli d’intessuto crepuscolo, posata su un’erba e un sasso, suonava un flauto.
E la musica più dolce che potesse immaginare, ancora di più come un’alba dopo la prigione, lo strinse a quella lieve stella d’amore.
Ascoltò, immoto, nel tempo estraneo di un sogno, ignorando chi fosse dell’altro il sogno…..
La Fata, finito che ebbe di suonare, lo guardò negli occhi e piangendo disse:
“…non ascoltare mai il canto del vento, o ti perderà per sempre….”
Voleva parlare..dire qualcosa…ma nulla venne alle sue labbra serrate….
Lei lo abbracciò e sfumando si spense ogni cosa.
Giunse il mattino, e anche Orione si arrese alla sordità dell’azzurro….
Il ragazzo si destò da un sonno profondo, nel cuore di un bosco silente….
Disperato e pieno d’amore per la Fata, interrogò un indovino affinché gli dicesse come rivederla, come risentire il canto del suo flauto.
IL gitano, alle sue domande assetate, rispose guardando le carte:
“ Rivedrai colei che ami quando avrai saputo forgiare con le tue mani un flauto, dolce, come il mare di lacrime che nascondi nel petto.
Ma solo potrai finire quel flauto, quando già avrai ritrovato il senso d’amore che hai lasciato andare un giorno nel canto del vento…”
Il tempo è passato.
La casa di quel ragazzo ora è vuota, lo è sempre stata da quando lui se ne andò in una notte di maestrale per cercare il suo senso d’amore perduto.
Che fine abbia fatto mai, nessuno lo sa.
Solo,in un vecchio cassettone, coperto da stracci e ricordi ammuffiti, un pezzo di canna, vuoto e bucato, conserva in se l’idea pura della perenne opalescenza di un suono mancato, di un amore fallito.
“Oleandro in fiore
crudele ondeggia
la tua bellezza
nel vento”
cantano le fate nelle notti di maestrale……
f.
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


Tutto questo è uno scherzo,
lo sai,
già me ne piace un'altra
non so chi sono
non so chi amo
credo di amarti
so chi non amo.
Bordini
le formiche camminano
sul mio cuore,
non credere che sia morto
è ben vivo
per questo le formiche ci cam-
minano:
è vivo per te
Bordini
si è spezzato il filo.
Oggi è stata una cattiva
giornata.
Ora navigo in un fondo melmo-
so. incontro nella melma
teste di bambole, occhiali,
qualche scarpa rotta,
e ombrelli. Tantissimi
ombrelli. Qualcuno li ha
dimenticati, e io, cara,
sono qui, dimenticato anch'io.
scusami in mezzo a questa melma
sono incapace di scrivere poesie.
D'altronde non trovo la tua
testa, e devo confessarti che nell'
oscurità non l'ho
cercata. Se l'avessi
incontrata non l'avrei
riconosciuta. In realtà cer-
cavo altro, qualche filo in
cui incontrare me stesso.
A domani. Spero che
domani mi incontrerò
Bordini


Originally posted by Shardana Ruju
"yuku ware ni
todomaru nare ni
aki futatsu"
"Nel mio andarmene,
nel tuo restare -
due autunni."
Irde Sardigna
su entu 'e maestrale
bai, amiga, bai...
(un improbabile Haiku Sardo ispirato da un user-text)


Ti torro gratzias meda pro aer fattu unu componimentu in limba.Originally posted by pcosta
Irde Sardigna
su entu 'e maestrale
bai, amiga, bai...
(un improbabile Haiku Sardo ispirato da un user-text)
Ricambio con un improbabile Haiku in italiano, svincolato dallo schema sillabico tradizionale.
/ Porgendomi un soffio con la timidezza delle foglie
il tempo declina il mio invito. /
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


Originally posted by pensiero
Tutto questo è uno scherzo,
lo sai,
già me ne piace un'altra
non so chi sono
non so chi amo
credo di amarti
so chi non amo.
Bordini
le formiche camminano
sul mio cuore,
non credere che sia morto
è ben vivo
per questo le formiche ci cam-
minano:
è vivo per te
Bordini
si è spezzato il filo.
Oggi è stata una cattiva
giornata.
Ora navigo in un fondo melmo-
so. incontro nella melma
teste di bambole, occhiali,
qualche scarpa rotta,
e ombrelli. Tantissimi
ombrelli. Qualcuno li ha
dimenticati, e io, cara,
sono qui, dimenticato anch'io.
scusami in mezzo a questa melma
sono incapace di scrivere poesie.
D'altronde non trovo la tua
testa, e devo confessarti che nell'
oscurità non l'ho
cercata. Se l'avessi
incontrata non l'avrei
riconosciuta. In realtà cer-
cavo altro, qualche filo in
cui incontrare me stesso.
A domani. Spero che
domani mi incontrerò
Bordini
Nel sonno vetrificato dell’alba,
inseguito da cani di lacrime,
lungo strade che non si assomigliano,
fuggire – come roccia dal tempo-
il peso dei propri passi.
In verità inseguire in ogni viso
sempre lo stesso viso,
cercare i tuoi occhi nello spazio solitario di un mare che –come te-
non ha fine.
Un sentiero magico unisce il sogno alla scogliera.
f.
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


02.23 am . 26-03-2002
Restarono due cigni
a splendere nella loro solitudine composta
In quel momento non ricordai più la presenza del dolore;
E’ un vuoto albeggiare la vita,
l’incombere di una pienezza di colori,
l’inatteso,
qualcosa che pure non arrivò mai.
Camminai dunque per tutta la notte
lungo le calli del mio cuore,
strascichi di materia inerte
letti di fiumi ormai sopiti
nel secco erompere di zolle orrende.
Attendevo che un sonno mi indicasse la fine del viaggio,
fu allora che compresi
di non essere mai partito.
E’ un vuoto albeggiare la vita,
l’incombere di una pienezza di colori,
l’inatteso,
qualcosa che pure non arrivò mai.
f.
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


/Porgendomi un soffio con la timidezza delle foglie
il tempo declina il mio invito. /Codice:Dandomi un soffio come timida foglia si nega il tempo