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  1. #31
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    l'aborto e' un crimine contro la vita, che sia legale o sia illegale, che lo pratichino medici col bollino o senza bollino, in camice o senza camice...
    da questa considerazione bisogna partire..

  2. #32
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    Predefinito Una discussione vecchia come il cucco...

    Molti cattolici ritengono che l'anima sia infusa al momento del concepimento. Lo credono un articolo di fede, mentre in realtà non lo è. Vaticano II° lasciò la questione in sospeso per l'ottima ragione che dal quattrocento in poi tutti i cattolici, papi compresi, davano per scontato che l'anima NON fosse infusa nel corpo al momento del concepimento. E se la chiesa si opponeva all'aborto anche allora non era sulla base della teoria che il feto fosse un essere umano.
    Dal quinto secolo in poi la chiesa accettava senza discussioni la primitiva embriologia di Aristotele, nella quale l'embrione partiva come essere "non umano" che progressivamente si animava, evolvendo da essere vegetativo, attraverso una fase animale, sino ad essere umano (solo negli ultimi momenti della sua vita fetale era "umano"). Graziano perciò poteva dire: "Non è un assassino colui che produce l'aborto prima che l'anima sia nel corpo."

    Le caratteristiche del feto venivano attribuite solo al padre. La cosa (ed era corretto chiamarlo "la cosa") diventava "umano" a quaranta giorni se maschio e ad ottanta giorni se femmina. Le femmine erano causate da un difetto nel seme o dal clima al momento del concepimento (così sostiene Tommaso d'Aquino). Un aborto all'inizio della gravidanza quindi non era un omicidio, anche se doveva considerarsi come sbagliato perchè nel feto c'era il "potenziale" per diventare un essere umano.

    Nel quindicesimo secolo cominciarono a domandarsi se non fosse possibile liberarsi senza colpe del feto in certe particolari circostanze. Per esempio quando fossero frutto di violenza, incesto o anche adulterio, oppure nel caso la salute della madre fosse a rischio. Le discussioni andarono avanti altalenando tra le varie soluzioni. I papi fecero lo stesso. Gregorio XIII (1572-85) sostenne che non era affatto omicidio abortire nei quaranta giorni dal concepimento ed anche dopo era si un omicidio, ma non un omicidio serio, in quanto non causato da odio o vendetta. Sisto V (Bolla Effrenatum , 1588) stabilì che l'aborto era sempre omicidio e poteva anche essere punito con l'eventuale scomunica dalla Santa Sede (a piacere). Il suo successore, Gregorio XIV affermò che le censure di Sisto V dovevano essere considerate inesistenti e mai emesse.

    Nel 1621 un medico romano, Paolo Zacchia, suggerì che l'ottica di Aristotele non fosse proprio corretta ed in conseguenza il Vaticano permise il battesimo dei feti di meno di quaranta giorni (ma senza renderlo obbligatorio).

    Solo dopo il 1750 la Chiesa assunse posizioni più rigide sulla questione, sino ad arrivare alle obbligazioni poste in essere da Pio IX nel 1869 (per le quali ogni aborto meritava la scomunica). Ma questi (Pio) era ben lungi dal rinforzare una tradizione esistente, anzi se ne staccava completamente, adottando la posizione di un unico papa prima di lui, Sisto V, quasi quattrocento anni addietro.
    Le sue giustificazioni furono che l'anima veniva infusa al momento del concepimento e che embrione e madre avevano gli stessi diritti.
    Di lì a poco veniva sancita la sua infallibilità e la dottrina della Chiesa diventava ferrea.
    Persino in casi pratici (Leone XIII, 1895) la decisione obbligatoria era di lasciar morire madre e feto piuttosto di effettuare un aborto. Nel 1917 le punizioni religiose per l'aborto vennero estese anche alla madre (pur se impotente o incosciente). Per un certo periodo furono anche condannati gli aborti cosiddetti "indiretti" e cioè quando si interveniva a rimuovere un tumore o un escrescenza provocando involontariamente l'aborto. Solo nel 1951 Pio XII permise l'aborto "indiretto" in certi particolari casi.

    Il problema etico connesso con l'anima del feto non è di facile soluzione, soprattutto quando si pensa che due terzi degli ovuli fecondati vengono naturalmente abortiti senza che la madre nemmeno se ne accorga.

  3. #33
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    non è solo questione di cattolici e non cattolici. Anche tra gli atei e gli agnostici abbondano coloro che si oppongono per principio all'aborto. Si tratta di un dilemma della coscienza umana, che non può essere liquidato tanto facilmente rimettendo tutto all'arbitrio dell'individuo. La società deve intervenire nella questione, che è vitale dal punto di vista etico e pratico (la riproduzione).

    È vero, in natura gli aborti avvengono, generalmente per espellere i feti malformati o non in condizioni ottime di sviluppo. Ma si tratta appunto di aborti NATURALI. Ben diverso è provocarli, così come è diversa una morte per cause naturali da una provocata (suicidio od omicidio).

    Delira chi tira fuori argomenti del tipo "il corpo è mio e me lo gestisco io", cercando di delegittimare ogni discussione sul tema che non venga da donne incinte. La tragedia dell'aborto coinvolge entrambi i genitori e la società tutta.

  4. #34
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    stupisce qui rilevare come la questione dell'anima sia stata tirata fuori da un laico...
    la mia riflessione prescinde da considerazioni di carattere teologico ...
    che l'anima si infonda al momento del concepimento, al 14 giorno o altro e' una questione che non mi riguarda e che non ho posto..
    preferisco affrontare laicamente la questione, in termini di diritto...
    se l'embrione non e' un'appendice del corpo materno non ha senso attribruigli uno statuto che sia intermedio tra quello di un oggetto e quello di una persona...
    delle due l'una..
    o si dice che non e' altro che un mucchio di cellule...alla stregua di una massa tumorale..e allora non si vede perche' debba esserci una legge adhoc......
    o si riconosce che e' vita umana e , a quel punto, vanno adottate tutte le misure legislative atte a proteggerla, a tutelarla...
    mi sembra logico..

  5. #35
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    La politica è l'arte del compromesso.
    Quindi cerca di mediare tra chi dice che gli ovuli fecondati sono solo agglomerati di cellule e chi dice che sono esseri umani.

    La domanda diventa quindi: cos'è la vita?
    Cos'è un essere umano?
    Bisogna recuperare dalle donne anche i 2/3 di ovuli fecondati che "naturalmente" abortiscono? (ah, giusto cos'è la natura?)

    La mortalità infantile connessa alla nascita non ospedaliera e alla scarsa igiene dei tempi andati era più naturale di un parto cesareo ospedaliero?

    Ah saperlo... saperlo...

  6. #36
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    i "poveri bambini uccisi" nella scuola di S. Giuliano non sono meno "bambini" dei 30.000 bambini che ogni giorno muoiono nel mondo di malattie facilmente curabili (fonte Unicef).
    Ma mandare medicine in Africa costa, come costa fare scuole che stiano in piedi.
    E allora sono morti "naturali", terremoto ed egoismo fanno parte della nostra natura.
    Meglio due lacrimucce sugli ovuli fecondati così la coscienza è a posto.

  7. #37
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    Io son contro l'aborto per principio, per me la vita umana nasce dal concepimento.
    E non faccio alcun discorso religioso essendo agnostico.

    Così non posso essere d'accordo con qualsiasi sistema che lo generalizzi aldilà dei casi terapeutici (rischio di vita della gestante).

    Ma nel caso terapeutico molto meglio questa pillola.

    Il mio voto andrà sempre contro l'aborto non terapeutico ma siamo in democrazia e decide la maggioranza.

    Secondo me bisognerebbe insistere di più sulla scelta "adozione dei figli indesiderati", ci sono tante famiglie che non riescono ad avere figli e che li vorrebbero.
    E non ditemi che non è praticabile perchè la vera madre "ne soffrirebbe", perchè sarebbe un argomento osceno solo a considerarlo.

    p.s. Mmm... mi sa che qualcuno qui condivide la passione per la meteo e chi lo fa capisce che intendo perchè frequenta lo stesso forum.

  8. #38
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    Originally posted by Felix
    non è solo questione di cattolici e non cattolici. Anche tra gli atei e gli agnostici abbondano coloro che si oppongono per principio all'aborto.
    Esatto… Non occorre avere vincoli di carattere religioso per essere contro l’interruzione volontaria di gravidanza, è semplicemente un problema di coscienza individuale. Il fatto è che non tutti abbiamo la stessa percezione dell’aborto, in quanto c’è chi considera l’embrione un bambino "in fieri", e c’è chi lo considera semplicemente un agglomerato di cellule…
    Tante volte mi sono chiesta se si possa fissare per convenzione l’inizio della vita umana… E, se sì, quando? Al momento della fecondazione? Al momento dell'impianto dell’ovulo nell'utero materno? O forse quando compare nel feto un abbozzo di sistema nervoso? O ancora più in là? Io sono confusa, e non so dare risposta a queste domande, però so che un embrione abortito non sarà mai un essere umano. E tanto mi basta.

  9. #39
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    Vedo che ci sono alcuni che credono di essere Dio e, quindi, di essere in grado di definire la verità.

    Sono d'accordo con Silvia su quello che dice e ricordo che l'arroganza intellettuale "è" Lucifero.

    Non per niente Cristo ha detto : "non giudicare".

  10. #40
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    Originally posted by Silvia


    Esatto… Non occorre avere vincoli di carattere religioso per essere contro l’interruzione volontaria di gravidanza, è semplicemente un problema di coscienza individuale. Il fatto è che non tutti abbiamo la stessa percezione dell’aborto, in quanto c’è chi considera l’embrione un bambino "in fieri", e c’è chi lo considera semplicemente un agglomerato di cellule…
    Tante volte mi sono chiesta se si possa fissare per convenzione l’inizio della vita umana… E, se sì, quando? Al momento della fecondazione? Al momento dell'impianto dell’ovulo nell'utero materno? O forse quando compare nel feto un abbozzo di sistema nervoso? O ancora più in là? Io sono confusa, e non so dare risposta a queste domande, però so che un embrione abortito non sarà mai un essere umano. E tanto mi basta.
    Io credo al momento della fecondazione da qui conseguentemente tutte le mie valutazioni.

    Proprio perchè anche questo aspetto è controverso non sento di imporre se non col metodo democratico il mio punto di vista.

    Penso pure che ritenere che di tutto ciò dovrebbero occuparsi solo le donne sia un nonsenso, oltre che offensivo.

 

 
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