Con un duro comunicato la segreteria regionale del Friuli Venezia Giulia e quella provinciale di Gorizia del Sindacato Autonomo di Polizia avvertono i manifestanti no global che intendessero entrare in Italia dal confine sloveno che le forze dell’ordine sono ben decise a fare rispettare la legge. «In questi ultimi giorni - si legge nella nota dl Sap - abbiamo appreso della volontà, da parte di un gruppo che si definisce “Movimento dei disobbedienti”, di venire a visitare la città di Gorizia. Pare poi che per tale necessità sia anche stato coniato lo slogan “apriamo varchi di democrazia” e “accogliamo i fratelli che nei prossimi giorni vorranno visitare Firenze” e che la militarizzazione delle frontiere è una “parte importante della guerra globale permanente”. Ecco che allora ci sentiamo in dovere di precisare che in democrazia ognuno è libero di proporre le proprie idee, però nei modi stabiliti dalla legge. Nel caso i disobbedienti non lo sapessero riteniamo utile fornire loro del seguente “vademecum”. L’articolo 18 e successivi del Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza prevede che della manifestazione debba essere dato preavviso almeno tre giorni prima e che le modalità delal stessa non potranno essere variate se non con nuovo preavviso nei tempi di leggi. L’articolo 5 delle legge 152/75 punisce l’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficile il riconoscimento della persona nelle manifestazioni.... non parliamo poi del solo porto di catene, spranghe, biglie, e aggeggi del genere considerate dalla legge vere e proprie armi, specie non in presenza del giustificato motivo. Il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza prevede che qualora nelle manifestazioni vengano commessi delitti queste possano essere sciolte. Se la manifestazione non consistesse in un semplice punto di ristoro per i fratelli dell’Est diretti a Firenze ma invece prevedesse una sorta di soccorso a coloro che eventualmente non saranno in possesso dei requisiti per l'ingresso in Italia ricordiamo che le nuove norme, stabiliscono per chiunque compia atti diretti a favorire l’ingresso illegale nel territorio dello Stato la pena della reclusione, nella migliore delle fattispecie, sino a tre anni. Le forze di Polizia come sempre si impegneranno a garantire la libertà di manifestazione ma anche il rispetto delle leggi che in democrazia sono scritte e approvate non dalle intenzioni di pochi, ma dal Parlamento, organo eletto da popolo».




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