Forza Italia ha vinto le elezioni, ma di sicuro noi cittadini abbiamo perso 5 anni di bessere pubblico.
In un simpatico Thread di questo forum si narra del litigio in parlamento dei due deputati di F.I..Io vi narro di come si può innalzare il livello di litigiosità in un partito che non ha omogeneità, cultura politica, il cui elemento di unione è la fede al capo. Per fer questo vi allego una storia che accade in uno sperduto paese della sicilia.

LEONFORTE - Mozione avanzata da otto consiglieri di Fi, An, Ccd e Indipendenti di centro al sindaco di Forza Italia

LEONFORTE - Sfiducia bis per il sindaco Giuseppe Sammartino (Forza Italia). Questa volta il «siluro» arriva dai suoi consiglieri di Forza ITALIA da Ccd, da An e dai due degli Indipendenti di Centro.
In particolare, sono stati quattro consiglieri di Forza Italia, due degli Indipendenti di Centro, uno del Ccd e uno di Alleanza Nazionale, ha presentare la seconda mozione di sfiducia al sindaco di Leonforte, Giuseppe Sammartino di Forza Italia, da tempo entrato nell'occhio del ciclone. Dunque, dopo due anni di crisi permanente, di spaccature in seno ai partiti della Casa delle libertà, che avevano vinto largamente le elezioni amministrative e che non sembrava dovessero avere problemi nel gestire il Comune di Leonforte, dopo pochi mesi, arriva, dunque, il secondo «siluro».
Ovvero la seconda mozione di sfiducia, per il sindaco di Leonforte, il prof. Giuseppe Sammartino di Forza Italia, «scaricato» dagli appartenenti al suo stesso partito e degli altri della Cdl. Fallito, infatti, il primo tentativo, perché al momento del voto in Consiglio comunale facevano marcia indietro i due consiglieri del gruppo degli Indipendenti di Centro (Stella e Cangeri adesso ne fanno un altro, perché non avrebbero ottenuto quanto promesso dal sindaco Sammartino), questa volta le cose vengono fatte in maniera diversa.
Arrivando alla determinazione di presentare la mozione di sfiducia, non con le 13 firme della precedente mozione di sfiducia (che comprendeva anche quelle di Ds e La Margherita), bensì con le firme di otto consiglieri su 20. Per rinviare, in maniera più pragmatica, al dibattito e, quindi, al voto che dovrebbe fare fare raggiungere, dopo il dibattito, i necessari 13 voti su 20 a favore con l'appoggio dei consiglieri dei Ds e La Margherita.
Per dare numeri, nomi e cognomi degli otto che hanno firmato la mozione di sfiducia, diciamo che i primi firmatari sono Salvatore Conoscenti (che è anche presidente del Consiglio), Mario Dottore, Salvatore Orlando e Salvatore La Porta (non ha firmato il solo Mario Cavoli) di Forza Italia; Pino Cangeri (questo ex di Forza Italia) e Salvo Stella degli Indipendenti di Centro; Franco Ferragosto del Ccd; Francesco Barbera di Alleanza Nazionale.
Chiaramente, affinché l'azione di questi otto sottoscrittori abbia efficacia, sarà necessario, esclusi i due componenti del Cdu (Giovanni Vitale e Cataldo Ignazio Lattuga) e di Forza Italia (Mario Cavoli), che almeno altri 5 consiglieri votino la mozione di sfiducia.
E si conta sull'appoggio dei diessini Salvatore Ferrara, Giovanni Russo, Antonio Di Naso; di Pino Bonanno, Nunzio Baja e Liborio Calì de La Margherita; dell'indipendente Salvatore Campione; di quelli di Alleanza Nazionale, Massimiliano Treccarichi e Francesco Barbera di Alleanza Nazionale. Ma questa volta non ci dovrebbero essere sorprese.
Carmelo Pontorno