CIRAMI? NO,GRAZIE.
MARTEDI' 5 NOVEMBRE 2002 dalle ore 18,00 alle ore 21,00
FIRENZE - PIAZZA S. GIOVANNI
IL Comitato promotore dei Girotondi per la democrazia di Firenze(Arci, Emily in Italia, Firenze al futuro, Giardino dei ciliegi, Gruppo '94, Laboratorio Nuova Buonarroti, Legambiente e Testimonianze) e il Laboratorio per la Democrazia organizzano nel giorno previsto per l'approvazione definitiva della legge
Cirami un volantinaggio di informazione alla cittadinanza.
Analoghe iniziative si svolgeranno in contemporanea in moltissime altre città italiane: Roma, Bologna, Cosenza, Bari, Ravenna, Brescia, Taranto, Pesaro, Rimini, Milano, Arcore, Ferrara, Verona, Salerno, Carpi, Vicenza, Caserta, Cagliari, Pavia, Pisa, Genova, Verese, Napoli, Brindisi, Trieste, Reggio Emilia, Torino, ecc. Nelle stesse ore attraverso un "ponte radiofonico"Radio Popolare Network e altre radio locali (controradio e nova radio a Firenze) metteranno in onda il testo del Rapporto ONU sulla giustizia in Italia, le cui raccomandazioni sono chiaramente disattese dalla legge Cirami. In questo modo sarà possibile far
conoscere un documento ignorato e raggiungere tutto il territorio nazionale. Vi chiediamo di partecipare all'iniziativa venendo in piazza e portando una radio in modo da accenderla per ascoltare il rapporto ONU nel luogo dell'iniziativa di protesta, e di informare inoltrando il presente messaggio.
Perché protestiamo contro la legge Cirami:
- I non meglio precisati motivi di "legittimo sospetto" come causa di trasferimento del processo a un altro giudice contrasta con il principio costituzionale del Giudice naturale precostituito per legge;
- Le modifiche che introduce al codice di procedura consentono per chi richiede il trasferimento del processo la sospensione del processo prima della pronuncia della sentenza;
- è previsto l'obbligo di sospendere il processo prima dello svolgimento delle conclusioni e della discussione; si blocca la pronuncia della sentenza finché non sia definito il procedimento di trasferimento. Ciò è in palese contrasto con una sentenza della Corte Costituzionale (n. 353 del 22/10/1996) che dichiara incostituzionale non consentire al giudice di pronunciare la
sentenza prima che sia emessa l'ordinanza sull'ammissibilità della richiesta di trasferimento;
- e soprattutto, la legge si applica anche ai processi in corso; in più le richieste di trasferimento presentate prima dell'entrata in vigore della legge, "conservano efficacia".
Siamo di fronte a una norma che oggettivamente agevola comportamenti strumentali, tesi a paralizzare i processi in corso. Lo ha sottolineato Magistratura Democratica in una scheda dedicata alla Cirami (v. il nostro sito www.igirotondi.it): è facile prevedere che la legge, ampliando la possibilità di rimessione (trasferimento) dei processi, e soprattutto introducendo la loro automatica sospensione, determinerà un consistente aumento delle richieste di rimessione. L'effetto è scontato: rendere ancor più difficile il funzionamento
della Corte di Cassazione, già costretta ad esaminare circa 50 mila ricorsi l'anno, con gravi conseguenze per l'efficienza dell'intero sistema processuale. Proprio quello che ci voleva per aggravare ancora una situazione in cui la macchina della giustizia stenta ad offrire le necessarie garanzie ai cittadini, a causa della durata assolutamente sproporzionata e inaccettabile dei processi.
Perché tutto questo? Perché tanta fretta? Ci sembra che in questa vicenda la maggioranza di centro-destra, venendo meno a tutti i principi istituzionali, abbia preteso di strumentalizzare il Parlamento imponendo per legge ciò che la Corte di Cassazione non ha ritenuto di fare, e cioè interferire nei processi in corso a Milano a carico di Cesare Previti e Silvio Berlusconi allo scopo di
ottenerne la sospensione. Anche le modalità dell'approvazione (presentato nel luglio scorso senza la richiesta di procedura d'urgenza prevista dai regolamenti parlamenta, ha avuto
un iter parlamentare veloce e convulso, senza il rispetto dei tempi e delle regole, fino a giungere all'approvazione in aula a Senato ad opera di "pianisti", cioè di senatori che votavano al posto di loro colleghi, in violazione del principio costituzionale della personalità e non delegabilità del voto) segnalano un interesse assolutamente sproporzionato del governo verso questa legge rispetto alle reali emergenze del sistema giudiziario. Ed infine questa vicenda ci consegna un paese dove la legge non è più uguale per tutti i cittadini.
Per informazioni: girotondiafirenze@hotmail.com www.igirotondi.it
Comitato promotore dei Girotondi per la democrazia di Firenze




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