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  1. #11
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    ma no....e' il senatore JAnnuzzi che si crede intoccabile e svincolato dal dovere di basarsi sui fatti quando riferisce eventi ....inesistenti...un ottimo esempio di deontologia applicata.. e di "irresponsabilita'"...


    allora, sentiamo...che ci sa dire sul "complotto di Lugano?"..
    e' Jannuzzi l'autore di questa bufala o no?

  2. #12
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    Predefinito

    Originally posted by jeremy
    ma no....e' il senatore JAnnuzzi che si crede intoccabile e svincolato dal dovere di basarsi sui fatti quando riferisce eventi ....inesistenti...un ottimo esempio di deontologia applicata.. e di "irresponsabilita'"...


    allora, sentiamo...che ci sa dire sul "complotto di Lugano?"..
    e' Jannuzzi l'autore di questa bufala o no?
    ----------------------------------------------

    La "bufola" di Lugano, strombazzata dai media, dovrà ben finire un giorno nell'aula di un tribunale: là si farà il processo.

    Voi, nel frattempo, chiamandola "bufala", siete degli arroganti e sciocchi calunniatori.

    Chiaro il concetto?

  3. #13
    memoria storica di PoL
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    Predefinito già, la 'bufala di Lugano'...

    originally posted by mustang:

    ... la 'bufala' di Lugano, strombazzata dai media, dovrà ben finire un giorno nell'aula di un tribunale: là si farà il processo...

    caro mustang
    è assai divertente andarsi a rileggere le parole indignate pronunciate circa una anno fa su Repubblica a proposito della 'bufala' suddetta dall'allora procuratore generale di Milano, giusto un mese prima dell'ultimo suo fatidico appello a 'resistere, resistere, resistere!!!...'.

    Particolarmente divertenti sono poi le seguenti parole di Borrelli:

    ... per quello che abbiamo appreso telefonicamente Elena Paciotti non va a Lugano da circa 20 anni e l'ultima volta che Ilda Boccassini ed Elena Paciotti si sono incontrate in albergo risale a circa 10 anni fa... nessun tipo di incontro, nè con questi personaggi nè con altri, Ilda Boccassini ha mai avuto per il fine indicato dall'articolo...

    Ma come conosce bene gli incontri privati che hanno tra loro le sue 'compagne magistrate' signor procuratore generale!... [ ]

    Buona lettura a te a a tutti!...




    ... obbedendo all'imperativo del grande Lenin: ... quando lo piglierai in quel posto caro compagno, ricordati bene di sorridere, sorridere sorridere!!!......


    La Repubblica, 14 dicembre 2001

    Borrelli: 'Il capo dello Stato difenda la magistratura!...'

    Appello del procuratore generale dopo le accuse di un senatore forzista alla Boccassini: 'Complotta contro Berlusconi!...’

    MILANO – ‘Il capo dello Stato intervenga a difesa della magistratura’. L'accorato appello parte dal procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli indignato per un articolo apparso su Panorama e sul Giornale, firmato da Lino Jannuzzi, senatore di Forza Italia, in cui si parla di una riunione di giudici italiani, svizzeri e spagnoli con l'obiettivo di incastrare Silvio Berlusconi.

    Riunione smentita da Borrelli che amaramente commenta: ‘Se l'intenzione è quella di far saltare i nervi ai magistrati di Milano non ci riescono. Se invece è quella di attizzare una campagna di odio contro un magistrato, allora ci riescono benissimo’.

    Un articolo che rompe la tregua fra magistrati e Casa delle libertà certificata appena ieri dall'approvazione all'unanimità da parte del Csm di un documento che chiudeva le polemiche sulla mozione approvata dal Senato in cui si diceva che i magistrati milanesi avevano deciso in una riunione di boicottare la legge sulle rogatorie.

    La mediazione di Ciampi [che oggi ha ricevuto i vertici dimissionari dell'Associazione nazionale magistrati] aveva fatto sì che non si arrivasse ad una rottura istituzionale drammatica fra due poteri dello Stato, ed oggi l'articolo di Jannuzzi ripropone la questione, anzi la allarga a livello internazionale.

    Troppo per l'ex capo del pool Mani pulite che indignato ha ritenuto suo dovere difendere un magistrato della procura milanese, Ilda Bocassini, accusata sui giornali del presidente del Consiglio di aver partecipato al ‘complotto’ anti-Berlusconi insieme a Elena Paciotti ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, la svizzera Carla Dal Ponte e lo spagnolo Carlos Castresana.

    ’Incontro che non c'è mai stato’, ha detto Borrelli. Una difesa quella del procuratore generale di Milano che si affida al presidente della Repubblica tanto da preannunciare che si rivolgerà ‘al Csm e al capo dello Stato per chiedere una netta presa di posizione a tutela della onorabilità della dottoressa Ilda Boccassini e del prestigio dell'intera magistratura e di quella milanese, presentata come cospiratrice internazionale contro il presidente del Consiglio’.

    Cospirazione che secondo Borrelli non c'è mai stata. ‘Ilda Boccassini non ha mai più incontrato Elena Paciotti dopo che la stessa è uscita dalla magistratura ed è diventata parlamentare europeo. Ilda Boccassini - ha aggiunto l'alto magistrato - non ha mai incontrato e non conosce Carlos Castresanas. Ilda Boccassini non ha mai più incontrato Carla Del Ponte dopo l'ultimo anniversario della strage di Capaci [23 maggio 2001]. Ilda Boccassini non è mai stata in un albergo di Lugano nè la scorsa settimana nè mai.
    ‘Per quello che abbiamo appreso telefonicamente - ha detto ancora Borrelli - Elena Paciotti non va a Lugano da circa 20 anni e l'ultima volta che Ilda Boccassini ed Elena Paciotti si sono incontrate in albergo risale a circa 10 anni fa. Nessun tipo di incontro, nè con questi personaggi nè con altri, Ilda Boccassini ha mai avuto per il fine indicato dall'articolo di Lino Jannuzzi’.



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #14
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    Predefinito

    ah ecco..caro Mustang...per quanti sforzi tu faccia penso che sarebbe difficile anche per il mago di forcella dimostrare tale complotto salvo non spacciare per acquisito il dono della bilocazione per tutti gli accusati da quel pataccaro di professione rispondente al nome di Jannuzzi...


    e' questo l'unico concetto chiarissimo..
    comunque, se il termine bufala nonti piace chiamala pure menzogna, palla, financo allucinazione...
    Antonio

  5. #15
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    Predefinito Jannuzzi....

    …..Nuova lettera di un condannato.

    "La prima condanna è del febbraio 1968. Fui condannato, assieme al direttore del giornale Eugenio Scalfari, per un articolo scritto sull'Espresso e querelato dal generale Giovanni de Lorenzo, capo di stato maggiore dell'esercito.
    Quella volta, e fu l'unica di tanti processi da me subiti per gli articoli che ho scritto, il PM chiese la mia assoluzione e quella di Scalfari. Perchè era successo che il pm aveva potuto leggere, e l'aveva potuto leggere solo lui, e nella versione integrale, un documento che provava la veridicità di ciò che avevo raccontato nell'articolo e che invece fu sottratto all'ultimo momento alla conoscenza del tribunale che ci condannò".

    Così inizia il pezzo che Jannuzzi scrive su Panorama di questa settimana.

    ”Io avevo raccontato che quattro anni prima, nell’estate del 1964, durante una pericolosa crisi di governo presieduto da Aldo Moro, il generale De Lorenzo, che allora dopo essere stato capo del Sifar, era comandante generale dei carabinieri, aveva predisposto, all’insaputa del governo, un piano segreto, denominato “Piano Solo”, nel quale prevedeva l’arresto e le deportazione degli esponenti dell’opposizione. E nel corso del mio interrogatorio al processo, oltre a citare la testimonianza del capo della resistenza Ferruccio Parri, avevo invitato il tribunale a procurarsi l’inchiesta condotta in proposito dal vice comandante dell’Arma, il generale Giorgio Manes. Il tribunale ne fece effettivamente richiesta e il comando generale dell’Arma inviò il cosiddetto rapporto Manes alla procura, e il pm lo lesse, ma prima che potesse depositarlo agli atti del processo, il presidente del Consiglio Moro lo rivolle indietro, “per le superiori esigenze della sicurezza nazionale”, e lo rispedì al tribunale soltanto dopo averlo censurato con 72 omissis, 72 passaggi decisivi cancellati con il pretesto del “segreto politico militare”.
    Quando, dopo un anno dalla nostra condanna, la commissione parlamentare d’inchiesta si fece restituire da Moro la maggior parte degli omissis (nel frattempo il generale Manes era morto d’infarto a Montecitorio mentre deponeva davanti alla commissione; il pm del processo verrà ucciso anni dopo dalle Brigate Rosse) e lo mise in chiaro, fu dimostrato che sotto non c’era nessun segreto da tutelare, che l’unica ragione era stata quella di coprire gli abusi di De Lorenzo e di far condannare i giornalisti che gli avevano denunciati.
    Scalfari scrisse allora a Moro la “lettera di un condannato”:
    “Lei ha ottenuto questo risultato, di tranquillizzare il generale De Lorenzo, che non è certo personaggio comodo e l’ha dimostrato in vari ed efficaci modi, e poi rendere obbiettivamente rendere a noi giornalisti molto difficile di proseguire nel nostro diritto-dovere di esercitare la nostra professione con la libertà con la quale finora abbiamo potuto esercitarla. Noi, onorevole Moro, non abbiamo né la vocazione né il gusto di passare per martiri, e perciò cercheremo, da modesti giornalisti quali siamo, quei modi per continuare a dire la verità, che ci evitino la scomoda posizione di detenuti. Ma resta il fatto che lei ha fortemente contribuito a trasformare due imputati in due condannati”.

    Trentaquattro anni dopo, ora che “la scomoda posizione di detenuto” si avvicina, almeno per me, che non ho “né la vocazione né il gusto di passare per martire”, questo bilancio posso fare, che gli imputati che ho continuato a difendere, scrivendo quasi sempre in solitudine e controcorrente, da Enzo Tortora a Corrado Carnevale, passando per Giacomo Mancini e Bruno Contrada e per Francesco Musetto e Lillo Mannino e per Giulio Andreotti, sono stati alla fine assolti 8e alla fine sarà di nuovo assolto anche Andreotti), e nelle motivazioni delle assoluzioni i giudici hanno fatto quasi sempre proprie le ragioni che io avevo anticipato contestando le calunnie dei “pentiti” e i teoremi delle procure, mentre le procure mi querelavano e altri giudici mi hanno condannato per averle anticipate.

    L’ultima condanna è quella inflittami in seguito alla querela del pm di Palermo Anna Maria Palma, la quale nel corso della sua requisitoria al terzo processo per la strage di via D’Amelio, dove furono assassinati il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, sostenne che era stato “sufficientemente provato” che i mandanti della strage erano stati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. In quella occasione si scatenò il finimondo. Berlusconi, che era già stato presidente del Consiglio, dichiarò:”Oggi è il mio compleanno, non mi occupo di pazzi”. E il socialista Ottaviano Del Turco, presidente della commissione Antimafia :”Questo è un processo mediatico a Berlusconi”. E il sottosegretario alla Giustizia del governo di centrosinistra, Franco Corleone: “Come può un magistrato affidarsi così alle dichiarazioni di un pentito che riferisce deduzioni ma non fatti?”. E Antonio Martone, allora presidente della Anm:”Questa vicenda conferma l’urgenza di una revisione della legge sui pentiti”. E Maurizio Gasparri, oggi ministro delle Comunicazioni:” I magistrati che delirano vanno processati, denunciati e cacciati”. E il membro laico del Csm sollecitò un’inchiesta sulle dichiarazioni del pm. E tutti i giornali, di destra e di sinistra, si unirono al coro delle deplorazioni.
    La signora Palma ha querelato soltanto me, che l’ho ricordato in un articolo due anni dopo.
    Con questa motivazione: io non ho detto che “è sufficientemente provato” che Berlusconi e Dell’Utri sono stati i mandanti della strage. Ho detto che “ è sufficientemente provato” ciò che ha detto il pentito Salvatore Cancemi. E cosa vi ha detto il pentito Cancemi? Che Berlusconi e Dell’Utri sono i mandanti della strage.

    E per questo gioco delle tre carte il tribunale mi ha condannato.
    Dagli omissis per De Lorenzo alla requisitoria della Palma, dalla prima all’ultima condanna, in 34 anni non è cambiato molto.
    Lino Jannuzzi

    saluti

  6. #16
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    Predefinito La Procura Generale della....

    ...... Corte di Appello di Napoli ha sospeso l'esecuzione della pena che il senatore Lino Jannuzzi doveva scontare per alcune condanne per diffamazione

    Revocati due ordini di carcerazione che erano stati emessi nei riguardi del giornalista Lino Jannuzzi. Il provvedimento è stato adottato in conseguenza degli incarichi diplomatici ricoperti da Jannuzzi, per cui egli gode di una "immunità assoluta dalla giurisdizione".

    Un comunicato della Presidenza del Senato rende noto che il Presidente Marcello Pera ha "appreso con piacere che la Procura generale di Napoli ha sospeso la esecuzione della pena e ha revocato l'ordine di custodia cautelare nei confronti del senatore Lino Jannuzzi prendendo atto che il senatore Jannuzzi gode dei privilegi e delle immunità a lui accordate quale membro del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea occidentale".

    "E' assolutamente ridicolo che un Tribunale prenda una decisione cosi' grave nei miei confronti e dopo 15 giorni basta una lettera da Strasburgo perché lo stesso Tribunale si rimangi la sua decisione. Non ha avuto nemmeno la dignità di aprire un conflitto di giurisdizione. Due volte mi vergogno di essere italiano: la prima quando la Procura Generale di Napoli ordina il mio arresto e la seconda quando si rimangia questa decisione".

    Questo il commento che il senatore Lino Jannuzzi ha rilasciato all'Agenzia Italia commentando la decisione di oggi della Procura Generale di Napoli. Lino Jannuzzi ha aggiunto infine che fino a giovedì è impegnato con i lavori dell'UEO e tornerà in Italia venerdì o, al massimo, sabato.

    da Radio radicale

    saluti

  7. #17
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    Predefinito

    Ma in Italia c'è ancora qualcuno che difende Lino Jannuzzi, il proprietario (dall'estero?) di Velino, distributore di veline a pagamento?

    Ma perchè in Italia tutti quelli che hanno qualcosa in sospeso con la giustizia, e che stanno da una certa parte, sono stati eletti a qualche carica che permette loro di scamparla?

    Chi ha eletto Jannuzzi negli organismi europei in grado di garantirgli l'impunità? E' chiedere troppo pretendere un minimo di trasparenza, oppure siamo tornati all'epoca degli azzeccagarbugli?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  8. #18
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    Predefinito Re: La Procura Generale della....

    Originally posted by mustang
    ".... Due volte mi vergogno di essere italiano: la prima quando la Procura Generale di Napoli ordina il mio arresto e la seconda quando si rimangia questa decisione".

    Questo il commento che il senatore Lino Jannuzzi...
    Perchè lui non sa quante volte si sono vergognati gli italiani.... Comunque può evitare queste vergogne e starsene tranquillamente all'estero, a godersi i suoi incarichi diplomatici.

    E' anche notevole la gioia della seconda carica istituzionale dello stato nel vedere che un pluricondannato può girare libero per l'Italia. Bei tempi quelli dei ladri di mele.

    Povera Italia....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  9. #19
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    Predefinito

    ...se si vergogna lui di essere italiano figurarsi noi di avere s.b. e l.j. come concittadini....

    per fortuna questo non e' solo il paese di s.b. e l.j. t.r. e l.b. ma anche di persone che hanno speso la loro vita, arrivando a sacrificarla, per la tutela della legalita' e della convivenza civile...come Falcone ad esempio.

    quelle stesse persone su cui sputava, non a caso , il senatore jannuzzi.
    Antonio

  10. #20
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    Predefinito L'Italia è uno dei pochi...

    ....Paesi nei quali si va in galera per reati d'opinione. E da noi, statistiche alla mano, solo chi critica i magistrati ha l'onore di vedersi al più presto indagato, processato e incarcerato.
    La giustizia è uguale per tutti.
    La giustizia è più "giustizia" se l'imputato non "usa" i diritti che ha.
    Se lo fà, il malcapitato "intralcia la giustizia!

    Peccato che Tortora non possa esprimere la sua opinione in materia.

 

 
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