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Discussione: Il limbo e la salvezza

  1. #11
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    Certo, non c'è la sola Scrittura, che comunque non ne parla mai lontanamente, ma non è mai diventato dogma quello del limbo, chi lo negava in passato, quando questa cosa era sostenuta, non era eretico; al massimo temerario.
    Il battesimo è necessario certamente, ma postulare l'esistenza di un luogo in ragione di questo mi pare erroneo.
    Se il bambino non è stato battezzato la colpa non è certo sua,
    e così come non è sua la colpa, non sarà sua la pena del limbo, perchè di pena si tratta: esser privato della visione di Dio.
    Il Catechismo giustamente non parla del Limbo.

  2. #12
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Il Limbo c'era quando il Sant'Uffizio decretava (primi '900) che il fuoco del purgatorio era "ignis realis"... ci farei la firma io anima a bruciare in un fuoco terreno

  3. #13
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    erano i tempi di san Pio X, e si esagerava un momentino.

  4. #14
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    Originally posted by Thomas Aquinas
    Quella del Limbo è una tesi teologica passata, senza appigli nelle Scritture e mai divenuta dogma, ora, grazie al Cielo, è stata praticamente scartata
    Per incidens, anche del Purgatorio potrebbe - in astratto - dirsi la stessa cosa.
    Un appiglio scritturistico, in ogni caso, è nella Prima Lettera di Pietro dove l'Apostolo afferma che Cristo annunziò il Vangelo agli spiriti in prigione, dopo la sua morte ed annunziò il Vangelo anche ai morti (1 Pt 3, 19-20; 4, 6). Piuttosto, direi, che è l'interpretazione che è mutata, così anche l'interpretazione dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Ma si tratta sempre di interpretazioni!

  5. #15
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    Originally posted by Dreyer
    Il Limbo c'era quando il Sant'Uffizio decretava (primi '900) che il fuoco del purgatorio era "ignis realis"... ci farei la firma io anima a bruciare in un fuoco terreno
    "Fuoco" materiale e terreno no, ma quantomeno "sensibile". Le pene dell'inferno come anche del Purgatorio sono pene di danno (rispettivamente, perdita perpetua e temporanea della visione beatifica di Dio) e di senso (cioè che in qualche modo producono una sofferenza sensibile all'anima, e, dopo la resurrezione finale, anche al corpo). Per quanto riguarda specificatamente il Purgatorio, la Chiesa non ha definito la natura del "fuoco" di esso. Ci sono teologi e Santi, tra cui S. Caterina da Genova, i quali sostengono che esso consista nel "fuoco dell’amore di Dio" che brucia e purifica da ogni colpa le anime in ardente attesa di vedere il volto di Dio.

  6. #16
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    Originally posted by Augustinus
    Per incidens, anche del Purgatorio potrebbe - in astratto - dirsi la stessa cosa.
    Un appiglio scritturistico, in ogni caso, è nella Prima Lettera di Pietro dove l'Apostolo afferma che Cristo annunziò il Vangelo agli spiriti in prigione, dopo la sua morte ed annunziò il Vangelo anche ai morti (1 Pt 3, 19-20; 4, 6). Piuttosto, direi, che è l'interpretazione che è mutata, così anche l'interpretazione dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Ma si tratta sempre di interpretazioni!
    Al purgatorio i riferimnti ci sono.
    Poi l'esistenza del purgatorio è di fede; del limbo no.
    Sono due piani diversi..

  7. #17
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    Originally posted by Thomas Aquinas
    Al purgatorio i riferimnti ci sono.
    Poi l'esistenza del purgatorio è di fede; del limbo no.
    Sono due piani diversi..
    I passi che ho citato prima sono in riferimento al c.d. limbo. Almeno questa è stata l'interpretazione che ne aveva dato la Chiesa.
    Per quanto riguarda il fatto che non è de fide, sì, ma io mi riferivo ad un altro fatto e cioè che anche per il Purgatorio vi sono non appigli scritturistici espliciti, ma solo dei riferimenti indiretti ed allusivi (a cominciare dal secondo libro dei Maccabei). Chi ha precisato l'esistenza del Purgatorio è stata la Tradizione della Chiesa.

  8. #18
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    Sì, certo, il passo dei Maccabei, mi pare più chiaro dei due passi della lettera di Pietro in questione...

  9. #19
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    CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

    PARTE PRIMA
    LA PROFESSIONE DELLA FEDE

    SEZIONE SECONDA:
    LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

    CAPITOLO SECONDO
    CREDO IN GESU' CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO

    ARTICOLO 5
    GESU' CRISTO « DISCESE AGLI INFERI,
    IL TERZO GIORNO RISUSCITO' DA MORTE »

    631 Gesù « era disceso nelle regioni inferiori della terra. Colui che discese è lo stesso che anche ascese » (Ef 4,10). Il Simbolo degli Apostoli professa in uno stesso articolo di fede la discesa di Cristo agli inferi e la sua risurrezione dai morti il terzo giorno, perché nella sua pasqua egli dall'abisso della morte ha fatto scaturire la vita:

    « Cristo, tuo Figlio,
    che, risuscitato dai morti,
    fa risplendere sugli uomini la sua luce serena,
    e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen ». 525

    Paragrafo 1
    CRISTO DISCESE AGLI INFERI

    632 Le frequenti affermazioni del Nuovo Testamento secondo le quali Gesù « è risuscitato dai morti » (1 Cor 15,20) 526 presuppongono che, preliminarmente alla risurrezione, egli abbia dimorato nel soggiorno dei morti. 527 È il senso primo che la predicazione apostolica ha dato alla discesa di Gesù agli inferi: Gesù ha conosciuto la morte come tutti gli uomini e li ha raggiunti con la sua anima nella dimora dei morti. Ma egli vi è disceso come Salvatore, proclamando la Buona Novella agli spiriti che vi si trovavano prigionieri. 528

    633 La Scrittura chiama inferi, Shéol o ~!4*0< 529 il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio. 530 Tale infatti è, nell'attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti; 531 il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel « seno di Abramo ». 532 « Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù disceso all'inferno ». 533 Gesù non è disceso agli inferi per liberare i dannati 534 né per distruggere l'inferno della dannazione, 535 ma per liberare i giusti che l'avevano preceduto. 536

    634 « La Buona Novella è stata annunciata anche ai morti... » (1 Pt 4,6). La discesa agli inferi è il pieno compimento dell'annunzio evangelico della salvezza. È la fase ultima della missione messianica di Gesù, fase condensata nel tempo ma immensamente ampia nel suo reale significato di estensione dell'opera redentrice a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, perché tutti coloro i quali sono salvati sono stati resi partecipi della redenzione.

    635 Cristo, dunque, è disceso nella profondità della morte 537 affinché i « morti » udissero « la voce del Figlio di Dio » (Gv 5,25) e, ascoltandola, vivessero. Gesù, « l'Autore della vita », 538 ha ridotto « all'impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo », liberando « così tutti quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita » (Eb 2,14-15). Ormai Cristo risuscitato ha « potere sopra la morte e sopra gli inferi » (Ap 1,18) e « nel nome di Gesù ogni ginocchio » si piega « nei cieli, sulla terra e sotto terra » (Fil 2,10).

    « Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato ed ha svegliato coloro che da secoli dormivano. [...] Egli va a cercare il primo padre, come la pecora smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva, che si trovano in prigione. [...] Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio. [...] Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la Vita dei morti ». 539

    In sintesi

    636 Con l'espressione « Gesù discese agli inferi » il Simbolo professa che Gesù è morto realmente e che, mediante la sua morte per noi, egli ha vinto la morte e il diavolo « che della morte ha il potere » (Eb 2,14).

    637 Cristo morto, con l'anima unita alla sua Persona divina, è disceso alla dimora dei morti. Egli ha aperto le porte del cielo ai giusti che l'avevano preceduto.

    (525) Veglia pasquale, Preconio pasquale (« Exsultet »): Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 168.

    (526) Cf At 3,15; Rm 8,11.

    (527) Cf Eb 13,20.

    (528) Cf 1 Pt 3,18-19.

    (529) Cf Fil 2,10; At 2,24; Ap 1,18; Ef 4,9.

    (530) Cf Sal 6,6; 88,11-13.

    (531) Cf Sal 89,49; 1 Sam 28,19; Ez 32,17-32.

    (532) Cf Lc 16,22-26.

    (533) Catechismo Romano, 1, 6, 3: ed. P. Rodríguez (Città del Vaticano-Pamplona 1989) p. 71.

    (534) Cf Concilio di Roma (anno 745), De descensu Christi ad inferos: DS 587.

    (535) Cf Benedetto XII, Libello Cum dudum (1341), 18: DS 1011; Clemente VI, Lettera Super quibusdam (anno 1351), c. 15, 13: DS 1077.

    (536) Cf Concilio di Toledo IV (anno 633), Capitulum, 1: DS 485; Mt 27,52-53.

    (537) Cf Mt 12,40; Rm 10,7; Ef 4,9.

    (538) Cf At 3,15.

    (539) Antica omelia sul santo e grande Sabato: PG 43, 440. 452. 461.

  10. #20
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    Vangelo di Nicodemo
    (Discesa di Gesù agli inferi - Recensione greca)

    [1] (20) Alterco tra Satana e l'Ade. E mentre tutti si godevano questa gioia, venne Satana, l'erede delle tenebre, e disse all'Ade: "O tu che divori tutto e sei insaziabile, ascolta le mie parole! Per un mio artifizio gli Ebrei hanno messo in croce un certo Gesù della stirpe degli Ebrei; egli chiama se stesso figlio di Dio, ma è un uomo, ed ormai che è finito è pronto per essere qui rinchiuso. So infatti ch'egli è un uomo e l'ho udito affermare: "L'anima mia è terribilmente triste fino alla morte". Nel mondo di sopra, allorché viveva con i mortali, mi ha fatto molto male. Ovunque trovava dei miei servi, li perseguitava, e quelli che io avevo reso storpi, ciechi, lebbrosi, zoppi, o simili, li guariva solo con una parola e diede vita a molti che erano ormai pronti per essere sepolti, solo con la parola".

    [2] L'Ade disse: "E' proprio così possente da poter fare, con la sola parola, cose del genere? E se è così, gli puoi tu resistere? A me pare che nessuno potrà resistergli. Tu dici di avere udito che era timoroso della morte: ma egli disse ciò per ridere e giocarsi di te, volendo afferrarti con mano forte. E guai, guai a te in eterno, per sempre!".

    Satana rispose: "O tu che divori tutto e sei insaziabile, hai tanta paura per quanto hai udito a proposito del comune nostro nemico? Io non ne ebbi paura, ma lo consegnai in mano agli Ebrei che lo misero in croce e l'abbeverarono con aceto e fiele. Preparati dunque ad afferrarlo fortemente allorché verrà".

    [3] L'Ade rispose: "O erede delle tenebre, figlio della perdizione, diavolo, tu mi hai detto or ora che, con la sola parola, egli ha dato la vita a molti che erano ormai pronti per essere sepolti: se ha liberato altri dal sepolcro, come e con quale forza potrà essere egli trattenuto presso di noi?

    In verità, poco tempo addietro io inghiottii un morto di nome Lazzaro e dopo poco tempo uno di tra i vivi lo strappò dalle mie viscere con la sola parola. Penso che costui sia quello di cui tu hai parlato. Temo dunque che se lo riceviamo qui, metteremo in pericolo anche gli altri. Io ho inghiottito tutti gli uomini fin dall'inizio; ma ecco che sono agitati, ed io ho male alla pancia. Per me non è un buon segno quel Lazzaro che mi è stato strappato: egli infatti fuggì da me non come morto, ma come un'aquila; la terra lo respinse fuori istantaneamente così. Ti scongiuro, perciò, per tutto ciò che è caro a te e a me, di non condurlo quaggiù. Penso, infatti, che verrà qua per risuscitare tutti i morti. Questo ti dico: in verità, per le tenebre che ci circondano, non portarlo quaggiù se no in me non rimarrà più alcun morto".

    [5]

    [1] (21) Aprite le porte! Mentre Satana e l'Ade parlavano così tra loro, ci fu una voce grande come un tuono, che diceva: "Alzate le vostre porte, o prìncipi, aprite le vostre porte eterne ed entrerà il re della gloria". L'Ade udì e disse a Satana: "Esci e resistigli, se puoi!". Satana dunque venne fuori, e l'Ade disse ai suoi demoni: "Rafforzate bene le porte bronzee, tirate le spranghe di ferro, osservate tutte le chiusure, vigilate tutti i punti. Se egli entra qui, guai a noi!".

    [2] Udito ciò, i primi padri incominciarono a disprezzarlo, dicendo: "O tu che divori tutto e sei insaziabile, apri affinché possa entrare il re della gloria!".

    Il profeta David disse: "Non sai, o cieco, che quando vivevo nel mondo profetai questa parola: "Alzate le vostre porte, o prìncipi"?".

    Isaia disse: "Illuminato dallo Spirito santo io previdi e dissi: "I morti risorgeranno e coloro che sono nelle tombe saranno svegliati e si rallegreranno quanti si trovano sulla terra"; e: "Dov'è il tuo pungolo, o morte? Dov'è la tua vittoria, o Ade?"".

    [3] Venne allora una voce che diceva: "Aprite le porte!".

    Udita questa voce per la seconda volta, l'Ade rispose come se non lo conoscesse, dicendo: "Chi è questo re della gloria?". Gli angeli del padrone gli risposero: "Il Signore potente e forte, il Signore potente in battaglia!".

    A queste parole, le porte bronzee furono subito infrante e ridotte a pezzi, le sbarre di ferro polverizzate, e tutti i morti, legati in catene, furono liberati e noi con essi. Ed entrò, come un uomo, il re della gloria e furono illuminate tutte le tenebre dell'Ade.

    [6]

    [1] (22) Satana legato fino alla seconda venuta. L'Ade gli gridò subito: "Siamo stati vinti, guai a noi! Ma chi sei tu che hai una tale autorità e potenza? Chi sei tu che, senza peccato, sei venuto qui? Tu che sembri piccolo puoi compiere grandi cose, sei umile e alto, servo e padrone, soldato e re, ed eserciti la tua autorità sui morti e sui vivi? Tu sei stato inchiodato alla croce, deposto nel sepolcro, e ora sei diventato libero ed hai sciolto tutta la nostra potenza. Sei tu dunque Gesù del quale ci ha parlato l'archisatrapo Satana e che per opera della croce e della morte sei in procinto di ereditare tutto il mondo?".

    [2] Poi il re della gloria afferrò per il capo l'archisatrapo Satana e lo consegnò agli angeli, dicendo: "Con catene ferree legategli mani e piedi, collo e bocca! Poi datelo in potere dell'Ade dicendo: "Prendilo e tienlo fino alla mia seconda venuta!"".



    Salmo 23 di Davide

    Del Signore è la terra e quanto contiene,
    l'universo e i suoi abitanti.
    È lui che l'ha fondata sui mari,
    e sui fiumi l'ha stabilita.
    Chi salirà il monte del Signore,
    chi starà nel suo luogo santo?
    Chi ha mani innocenti e cuore puro,
    chi non pronunzia menzogna,
    chi non giura a danno del suo prossimo.
    Otterrà benedizione dal Signore,
    giustizia da Dio sua salvezza.
    Ecco la generazione che lo cerca,
    che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
    Sollevate, porte, i vostri frontali,
    alzatevi, porte antiche,
    ed entri il re della gloria.
    Chi è questo re della gloria?
    Il Signore forte e potente,
    il Signore potente in battaglia.
    Sollevate, porte, i vostri frontali,
    alzatevi, porte antiche,
    ed entri il re della gloria.
    Chi è questo re della gloria?
    Il Signore degli eserciti è il re della gloria.




    VANGELO DI BARTOLOMEO
    (Cod. C: Casanatense)


    6] [...] "Quando discesi nell'Infero con gli angeli per spezzare le spranghe di ferro e le porte dell'Infero, l'Infero gridava, "O Beelzebub, o Satana, è a causa tua che Dio discese sulla terra". E gli angeli gridavano: "Rinnegati, alzate le porte del vostro capo, poiché il re della gloria discende in terra".

    [7] L'Infero disse loro: "Chi è questo re della gloria che discende qui da noi?". Poi l'Infero discese cinquecento piedi; ebbe un grande tremito e disse: "Penso che Dio sia disceso sulla terra. Odo la voce dell'Altissimo. Venne, infatti, con un grande profumo, ed io non posso resistere". Beelzebub disse: "Non credere, Infero, abbi coraggio! Dio, infatti, non discese sulla terra".

    [8] Ma dopo che discese altri cinquecento piedi, gli angeli delle virtù gridarono: "Alzatevi porte del nostro principe, separatevi l'una dall'altra, giacché dal cielo discende personalmente il re della gloria". L'Infero disse: "Guai a me! Sento profumo di Dio, e tu dici che Dio non discende sulla terra?".

    [9] Beelzebub rispose: "Di che hai paura? E' un profeta e tu dici che è Dio? Hai confuso Dio con un profeta e un giusto. Io l'afferro e poi gettiamolo subito (giù). Chi pensano che sia salito in cielo?".

    L'Infero gli rispose: "Quale dei profeti? Dimmi, non sarà lo scriba della giustizia? Ma Dio non permette che venga in terra se non quando saranno terminati settemila anni". [10] Così mi disse il fratello giusto: "Negli ultimi giorni Dio verrà". Non discenderà, infatti, il Figlio di Dio in terra? Guai a me! Che farò? Dio, infatti, viene e con la nostra iniquità non siamo ancora giunti all'ultimo intervento di Dio, ed io non sarò tra gli agnelli.

    [11] Beelzebub riconobbe che si trattava del Verbo del Padre che discendeva. L'Infero gli disse: "Dove posso fuggire, dove posso nascondermi dal cospetto della forza del gran re? Permetti ch'io entri in te, giacché da te sono stato plasmato".

    [12] Si spezzarono allora le porte di bronzo e le spranghe di ferro. Entrò il Signore, lo afferrò, lo colpì, ordinò che fosse bastonato, lo legò con catene insolubili e liberò tutti i patriarchi, tutti quelli che erano trattenuti là, e poi me ne ritornai sulla croce".

    [13] Bartolomeo gli disse: "Io ti rividi sospeso alla croce e vidi tutti i morti che risorgevano: ti adoravano e poi salivano nuovamente nella tomba. Dimmi, Signore, chi era quell'uomo che era portato in mano dagli angeli; era un bell'uomo; e che cosa gli hai detto quando sospirò profondamente?". Gesù rispose: "Quello era Adamo, il primo uomo che fu creato, ed è per lui ch'io discesi dal cielo in terra. [14] Io dissi ad Adamo: "E' per te e per i figli tuoi ch'io sono appeso alla croce". Egli sospirò e pianse".

 

 
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