Amici di CR vi chiedo di aiutarmi per questo approfondimento perchè sto alla metà di un lavoro che mi è stato richiesto........
Per ora vi metto questo articolo preso da www.avvenire.it del 17.10.2004
Per quel che mi riguarda sono partita per gli approfondimenti dall'ultimo concilio lateranense e da quello di Firenze.....
Da questa intervista mi interesserebbe leggere anche i vorsti NON pareri personalima se avete altra documentazione ufficiale......
Grazie per ciò che potrete fare......
Fraternamente Caterina LD
INTERVISTA
Padre Ladaria: «Già la "Gaudium et Spes" sottolineava la volontà salvifica universale di Dio»
Limbo? «No, le gran braccia della misericordia»
Il nuovo segretario della Commissione teologica: la nostra riflessione andrà avanti due o tre anni Parleremo anche dell'aborto
Da Roma Mimmo Muolo
Scondo sant'Agostino la loro sorte sarebbe stata l'inferno. Lieve, perché non si erano macchiati di colpe personali, ma pur sempre inferno. Tutta la teologia medievale pone, invece, i bambini morti senza battesimo «tra color che son sospesi». Non è più l'inferno. Ma neanche il paradiso. E il limbo, reso famoso dal quarto Canto della Divina Commedia, entra ufficialmente nell'immaginario collettivo come condizione intermedia, senza sofferenze, ma anche senza la gioia della visione beatifica di Dio.
Ora la questione torna d'attualità. Perché se ne sta occupando la Commissione teologica internazionale. E ne ha parlato anche il Papa, qualche giorno fa, ricevendo in udienza i membri di questo organismo che raccoglie teologi di tutto il mondo. In attesa dei risultati dello studio, Avvenire ha intervistato il nuovo segretario della Commissione, padre Luis Ladaria.
D. Padre Ladaria, perché si ritorna a parlare del limbo?
R. Perché dopo il Concilio Vaticano II sono cambiati i presupposti fondamentali in base ai quali la teologia aveva dato risposta alla questione. A noi tocca ora approfondire la materia. Faccio, però, notare che la parola limbo non è mai stata usata nei lavori della Commissione. Ad ogni modo, come diceva Pio VI alla fine del '700, il limbo non è un invenzione dei pelagiani. E la Chiesa si è posta abbastanza presto la domanda circa la sorte dei bambini morti senza battesimo.
D. E allora facciamo un rapido riassunto storico?
R. Sant'Agostino diceva che essi vanno all'inferno, anche se la loro pena è lieve, poiché non hanno commesso colpe. Più tardi, nel corso del Medio Evo, e soprattutto per effetto del Concilio Laterano IV e del Concilio di Firenze, si sviluppa la dottrina del limbo quale luogo della felicità naturale. Questa dottrina, in pratica, è stata ritenuta valida fino alla metà del secolo scorso.
Secondo il catechismo di San Pio X, infatti, «i bambini morti senza battesimo vanno al limbo, dove non godono Dio, ma nemmeno soffrono; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l'inferno e il purgatorio».
D. È ancora valido questo insegnamento?
R. Oggi abbiamo il nuovo catechismo che ricorda come la Chiesa non può che affidare «alla misericordia di Dio» questi bambini. Infatti, e cito ancora testualmente «la grande misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite", ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo».
D. È questa via che la Commissione teologica deve cercare di individuare?
R. Come dicevo prima, il Concilio Vaticano II ha contribuito a far maturare una nuova prospettiva anche in relazione a questo specifico tema. La Gaudium et Spes, ad esempio, al numero 22 afferma che lo Spirito Santo dà a tutti gli uomini la possibilità di essere associati al mistero pasquale. E dunque cercheremo di approfondire la questione alla luce di insegnamenti come «la volontà salvifica universale di Dio, l'unicità della mediazione di Cristo e la sacramentalità della Chiesa in ordine alla salvezza», richiamati anche dal Papa nell'udienza della scorsa settimana.
D. Sarà la fine ufficiale del limbo?
R. Non posso anticipare le conclusioni di un lavoro che è appena cominciato, che coinvolge teologi di tutti i continenti e che chiama in causa la teologia dogmatica, lo studio della Bibbia, la stessa storia della teologia. Non penso che sarà possibile pronunciarsi prima di due o tre anni.
D. La vostra riflessione riguarderà anche i bambini non nati a causa dell'aborto?
R. Ritengo possibile che venga fatto qualche riferimento.
Ma tra i teologi odierni qual è l'orientamento prevalente?
La linea prevalente apre alla speranza. La misericordia di Dio, come ricorda proprio Dante, «ha sì gran braccia». È un elemento fondamentale della n ostra fede, oltre che motivo di consolazione. Ed è questo il tema che dobbiamo studiare.
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Faccio per ora una sola considerazione a questa domanda e risposta:
D. Sarà la fine ufficiale del limbo?
R. Non posso anticipare le conclusioni di un lavoro che è appena cominciato, che coinvolge teologi di tutti i continenti e che chiama in causa la teologia dogmatica, lo studio della Bibbia, la stessa storia della teologia. Non penso che sarà possibile pronunciarsi prima di due o tre anni.
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ecco sono un pò perplessa perchè da quel che ho raccolto io il Limbo NON è mai stato dichiarato dogmaticamente, nè ufficialmente.ergo, mi confonde leggere come domanda: sarà la fine UFFICIALE del Limbo? Come può essere definita una fine ufficiale quando ufficialmente non è mai stato reso come dottrina immutabile?
Non è forse stato errato porre la domanda in questo modo?
Grazie ancora......




ma se avete altra documentazione ufficiale......
Rispondi Citando
volentieri.....dopo che una persona me l'avrà corretta