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Discussione: Grazie, Umberto....

  1. #11
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    Predefinito

    con l'avventura dei Mille i cui componenti erano sopratutto bergamaschi e bresciani".

    Questa la sparata di Bossi che ha divertito i biechi sinistri, ripeto una esagerazione delle sue ma ha fatto di molto peggio.

    Poi se sei convinto che ripetendo le stesse cose la verità dei fatti muti, continua pure.

  2. #12
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    Predefinito La verità dei fatti...

    ...non muta, nemmeno dopo il tuo intervento inutile: Bossi ha raccontato la verità sui Mille; l'opposizione, scatenandosi, ha fatto una figuraccia.

  3. #13
    Erwann
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Grazie, Umberto....

    Per i due imbecilli: confondete ancora i termini padano e padanista.

    L'Emilia Romagna è una regione rossa e quindi, se proprio ci dobbiamo sbilanciare, c'è buona probabilità che fosse "uno dei vostri".


  4. #14
    Estremista del Welfare
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    Predefinito Re: La verità dei fatti...

    Originally posted by mustang
    ...non muta, nemmeno dopo il tuo intervento inutile: Bossi ha raccontato la verità sui Mille; l'opposizione, scatenandosi, ha fatto una figuraccia.


    Neanche di fronte all'evidenza il puro berluskino deflette.
    Sono indeciso se compatirti o ammirarti. Forse la prima.

    Dammi il dato da cui si evince che i mille erano costituiti soprattutto da bergamaschi e bresciani come l'ameno Bossi ha affermato.

  5. #15
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    Predefinito

    Una cosa è certa.
    Erano ua manica di tagliagole.Mercenari del cazzo

    Tutto fuorchè patrioti.


    Un'altro dato è certo.I teroni non hanno mai fatto nulla (quandomai) per l'unità d'italia.
    Adesso a distanza di 150 anni sono diventati strenui difensori del paese plasmato a loro somiglianza, sopratutto perchè è diventato la loro mangiatoia.

  6. #16
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    Predefinito Evviva il Bossi...

    .....….leader della Lega secessionista.
    Quando, dai pidiessini si “vezzeggiava” la “costola preferita della sinistra” e si chiudevano occhi ed orecchie per non vedere e sentire il “cazzeggiare secessionista” degli “appoggiatori esterni” di tanti governi ulivisti.

    Scrive Ferrara sull’argomento, intitolando il pezzo apparso sul Foglio di lunedì 2 dicembre
    Le brevi e danzanti verità dell’ex capo tribù padano.

    I terzisti si perdono il meglio della vita, a forza di tenere orgogliosamente il loro solito equilibrio tra due sedie. Su Umberto Bossi dovrebbero svegliarsi. Sulla devolution dovrebbero farsi sentire. Il carissimo Panebianco, il combattivo Ostellino, l’adorato Mieli detto il Riformista, storici d’eccellenza come Sabbatucci e Galli della Loggia, fratel Battista: vorrei vederli uscire dal guscio, e scrivere sul Corriere e sulla Stampa la semplice verità che dispiace ad Andrea Manzella, che sovreccita i burocrati pigri, e cioè che Bossi ha ragione, che il suo discorso in Senato era un capolavoro scintillante, e che la crescita al rango di uomo politico dell’ex capo tribù padano è un altro merito di quel pazzo sconclusionato del Cav., uno che le sbaglia tutte e azzecca fatalmente quella che conta, la mossa importante.

    Le cose dette da Bossi contro il conservatorismo fiacco della tarda cultura centralista, le brevi e danzanti verità dette sul Risorgimento dei bergamaschi, le espressioni eleganti e popolari da lui usate, la comprensibilità assoluta, trasparente e non gergale delle sue parole parlamentari, cacchio che sorpresa! E quanto convincente il suo appello a riflettere, a non enfatizzare con toni da guerra civile un decentramento amministrativo e fiscale finalmente serio, in nome degli interessi del Nord e di quelli del Sud, in nome della responsabilità nazionale del paese alla vigilia dell’allargamento dell’Europa ad Est! Siamo orgogliosi di aver pubblicato venerdì scorso estratti di quel discorso, e sbalorditi per la pochezza sottogoliardica delle interruzioni, per la banalità delle apocalissi verbali da sinistra (“Siamo in Italia!” , ha fridato un senatore immemore del significato irriverente e volgare della frase pronunciata con altro segno in tutti i treni della Repubblica).

    Se i terzisti servono a qualcosa, e servono perché sono persone intelligenti, a questo dovrebbe servire: chiarire oltre il pregiudizio di che cosa davvero parla la confusa politica bipolare. Nel caso di Bossi la politica parla di un’avventura che lo sconsiderato Giorgio Bocca, un ex Retequattro che se la tira da papa laico e antifascista, salutò al grido fascistissimo di :”Grazie barbari!”. Perché la Lega del cappio, quella della secessione che appoggiava il governo Dini, piaceva a questi finti intellettuali, a questi finti storici, a questi finti servitori in polpe di tutti i regimi che si rivoltavano contro la loro Repubblica e i loro partiti per prendere in corsa il treno del giustizialismo. Ma ora che Bossi finalmente dice delle cose comprensibili, e più che dire fa e realizza qualcosa di sensato, propone una riforma semplice come il taglio della scala mobile e dell’inflazione a due cifre, semplice come l’abolizione del voto segreto sulle leggi di spesa, ora che Bossi dà una mano allo Stato nessuno dà più una mano a Bossi.

    Non so bene questa cosa della differenza antropologica, devo chiedere a Michele Serra. Ma qui, se alla sinistra piacciano i barbari che distruggono cultura e memoria, e dispiacciono i leader popolari che spingono per riforme serie; se la sinistra è il calduccio neodemocristiano, la continuità conservatrice, l’ordine immaginario di un paese che non c’è più, io finisco e volentieri (se m’invitano) a cena con Bossi e Maroni, con Speroni e Pagliarini, e se continuate a rompermi le balle faccio pure una colazione con l’haiderista valligiano Borghezio e l’orrido Gentilizi, quello di Treviso che a voi sembra un nazista, che blatera di razza Piave, e mi dicono sia un formidabile amministratore della sua città.
    Magari vincerete il referendum o riuscirete in qualche imboscata centrista, ma dopo la lettura sognante del discorso di Bossi avete perso la differenza antropologica.

    Giuliano Ferrara.

    saluti

  7. #17
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    Predefinito Il federalismo...

    …..nel mondo.

    La Catalogna (Spagna) dal 1979 ha una propria presidenza e un Parlamento che controlla tutto, tranne politica estera e difesa, e può trattenere il 30% dell’Irpef raccolta nel suo territorio.

    La Germania è formata da 16 lander, ognuno con una propria Costituzione ed organi esecutivi, i rappresentanti hanno diritto di veto sulle decisioni che riguardano le leggi federali.

    Il Brasile è una Repubblica democratica federale e presidenziale con 26 Stati e il distretto federale di Brasilia, ogni Stato ha il proprio governo che gode di ampia autonomia legislativa.

    L’India, Repubblica federale dal 1950, comprende 28 Stati con assemblee e governi propri e 7 territori federali gestiti dal potere centrale, le assemblee degli Stati eleggono la Raiya Sabha (Camera Alta).

    Gli Stati Uniti sono una Repubblica federale e presidenziale composta da 50 Stati e di un distretto federale, ogni Stato ha piena autonomia praticamente su tutto, fatta eccezione per la difesa a la politica estera.

    una spolveratina sull'argomento che terrà banco nei prossimi mesi potrebbe essere utile; nei casi descritti l'unità dello Stato non è mai messa in discussione.


    saluti

 

 
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