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  1. #1
    Ragione ed Equilibrio
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    Exclamation Devolution e liberismo selvaggio.

    Voglio esprimere una critica della devolution privilegiando l'aspetto psicologico, sociopolitico e filosofico.
    L'organicità e il senso di stabilità dello stato hanno un effetto stabilizzante e calmante su i propri cittadini.
    Quando si ha un ottimo welfarestate e si rimarca il senso positivo dello statalismo, una nazione è permaeta da un equilibrio strutturale sano.
    Volendo esprimere una mia personale opinione, l'effeto della devolution, se approvata, sarà negativo e devastante per come è conformata culturalmente e sociologicamente l'Italia.

    L'Italia avrebbe bisogno di una prassi gramsciana e marxista della ridisegnazione dello stato sociale, attuando una riforma analitica e scientifica del welafare verso le sensibilità dei più deboli e di tutta la società civile in genere.Una riforma quindi Ingegneristica di tutta l'intelaiatura delo stato sociale, che dovrebbe privilegiare il primato dello stato, della prassi marxista attraverso un'analisi precisa e serrata, che vada e ridisegnare gli equilibri guastati da un liberismo selvaggio e senza regole che contraddistingue la scellerata politica del Governo di CentroDestra.

    la mia, quindi, più che una critica politica, che c'è anche, vuole essere una ferma opposizione culturale alla Devolution, che la maggiornaza di governo si appresta ad approvare.

    Si và quindi nella direzione opposta a quella di cui il paese avrebbe bisogno.

    L'Italia avrebbe bisogno di una politica sociale che miri a riequilibrare i discompensi strutturali economici e tale riequilibrio darebbe un senso di benessere complessivo a tutto il paese.

    Come semplice cittadino, quindi, esprimo il mio dissenso civile e democratico, verso la Devolution Bossiana, e in generale verso il concetto di Devolution, che personalmente non condivido.
    Cordiali Saluti
    reporter

  2. #2
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    Predefinito Re: Devolution e liberismo selvaggio.

    Originally posted by reporter


    ...L'Italia avrebbe bisogno di una prassi gramsciana e marxista della ridisegnazione dello stato sociale, attuando una riforma analitica e scientifica del welafare verso le sensibilità dei più deboli e di tutta la società civile in genere...


    Alè, è arrivato l'ottocentesco mito del socialismo "scientifico" ( ).
    Nell'Ulivo tira aria nuova, quella dell'alito dei cori dell'armata rossa

  3. #3
    Estremista del Welfare
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    Predefinito Re: Re: Devolution e liberismo selvaggio.

    Originally posted by EMPEROR DOLLAR $

    Alè, è arrivato l'ottocentesco mito del socialismo "scientifico" ( ).
    Nell'Ulivo tira aria nuova, quella dell'alito dei cori dell'armata rossa


    Canta insieme a noi scrutando il sol dell'avvenire, kompagno emperor.

    Questa è la musica
    http://www.funet.fi/pub/culture/russ...tical/ussr.mid

    Queste le ineludibili parole

    Soy'ooz neroosh'imi resp'ooblik svob'odnikh
    Splot'ila nav'eki vel'ikaia Rus
    Da zdr'avstvooyet sozdanni voley nar'odov
    Yed'ini mog'oochi Sov'etski Soy'ooz

    Sl'avsa ot'echestvo n'ashe svob'odnoye
    Dr'oojbi nar'odov nady'ojni opl'ot
    P'artia L'enina, - s'ila narodnaya
    Nas k torjestv'oo kommun'izma vedy'ot

    Skvoz g'odi siy'alo nam s'ontse svob'oodi
    I L'enin vel'iki nam put ozar'il
    Na pr'avoye d'elo on p'odnal nar'odi
    na tr'ood i na p'odvigi nas vdokhnov'il

    Sl'avsa ot'echestvo n'ashe svob'odnoye
    Dr'oojbi nar'odov nady'ojni opl'ot
    P'artia L'enina, - s'ila narodnaya
    Nas k torjestv'oo kommun'izma vedy'ot

    V pob'ede bessm'ertnih idey kommoon'izma
    Mi v'idim grad'oosheye n'ashey strani
    I kr'asnomoo zn'ameni sl'avnoj otch'izni
    Mi b'oodem vsegd'a bezav'etno verni

    Sl'avsa ot'echestvo n'ashe svob'odnoye
    Dr'oojbi nar'odov nady'ojni opl'ot
    P'artia L'enina, - s'ila narodnaya
    Nas k torjestv'oo kommun'izma vedy'ot

  4. #4
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    Predefinito

    Beh, a me piacciono gli inni nazionali.
    Quello dell'armata rossa è senz'altro bello.
    Solo che ora è un paese ALLEATO DELLA NATO. Prima l'inno mi faceva schifo, ora non sò perchè, mi piaciucchia

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Devolution e liberismo selvaggio.

    Voglio esprimere una critica della devolution privilegiando l'aspetto psicologico, sociopolitico e filosofico.
    L'organicità e il senso di stabilità dello stato hanno un effetto stabilizzante e calmante su i propri cittadini.
    Quando si ha un ottimo welfarestate e si rimarca il senso positivo dello statalismo, una nazione è permaeta da un equilibrio strutturale sano.
    Volendo esprimere una mia personale opinione, l'effeto della devolution, se approvata, sarà negativo e devastante per come è conformata culturalmente e sociologicamente l'Italia.
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    Lo stato che, mastodontico e onnipotente, plasma i cittadini derogando al proprio esclusivo ruolo di garante della pacifica convivenza ed essenzializzando il proprio ruolo sociale ed etico, compromette il libero sviluppo della personalità individuale, violentando le diversità, la libera scelta e le legittime aspirazioni di autonomia e autodeterminazioni, politiche ed economiche, di cittadini e comunità. In balia dello stato e dello statalismo l'individuo vede precarizzare la propria libertà e relativizzare i propri diritti naturali da un imprescrittibile diritto positivo,e percepisce il proprio sé "destabilizzato" da chi detiene il monopolio della forza.
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    L'Italia avrebbe bisogno di una prassi gramsciana e marxista della ridisegnazione dello stato sociale, attuando una riforma analitica e scientifica del welafare verso le sensibilità dei più deboli e di tutta la società civile in genere.
    ------------------------------------------------------------------------------------
    L'Italia avrebbe bisogno di una prassi liberale che permetta all'individuo di acquisir coscienza delle responsabilità e delle possibilità che inevitabilmente scaturiscono da una corretta definizione di libertà, completamente altra da quei falsi doveri di interdipendenza sociale che frenano legittime aspirazioni e sviluppo complessivo, economico e culturale, della società civile.
    ------------------------------------------------------------------------------------
    Una riforma quindi Ingegneristica di tutta l'intelaiatura delo stato sociale, che dovrebbe privilegiare il primato dello stato, della prassi marxista attraverso un'analisi precisa e serrata, che vada e ridisegnare gli equilibri guastati da un liberismo selvaggio e senza regole che contraddistingue la scellerata politica del Governo di CentroDestra.
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    Lo stato sociale deve essere progressivamente dismesso, pena la moltiplicazione del debito e le inevitabili conseguenze che costui avrebbe sulla politica economica e quindi inevitabilmente sugli equilibri sociali. Il welfare deve fuoriuscire dalle vie della burocrazia per radicarsi nella comunità,nel mutuo soccorso, nel libero altruismo e nella libera iniziativa.
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    la mia, quindi, più che una critica politica, che c'è anche, vuole essere una ferma opposizione culturale alla Devolution, che la maggiornaza di governo si appresta ad approvare.
    -----------------------------------------------------------------------------------
    La mia vuole essere invece un plauso a ogni forma di devoluzione che esautori il potere politico di uno Stato che si arroga compiti a discapito e spese del cittadino, della sua libertà e dei suoi averi. La prospettiva da perseguire è quella che vederà la devoluzione del potere dalla sfera politica a quella della società civile, formalmente edificata su scala comunitaria e comunale, non più burocratico-statale.
    ----------------------------------------------------------------------------------
    Si và quindi nella direzione opposta a quella di cui il paese avrebbe bisogno.
    ------------------------------------------------------------------------------------
    Si va invece nella direzione migliore.
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    L'Italia avrebbe bisogno di una politica sociale che miri a riequilibrare i discompensi strutturali economici e tale riequilibrio darebbe un senso di benessere complessivo a tutto il paese.
    ------------------------------------------------------------------------------------
    L'Italia ha bisogno di una politica liberale che miri a liberare le energie e le potenzialità dei territori e restituisca al cittadino possibilità di interlocuzione, partecipazione e identità, correggendo la miopia dei risorgimentalisti che scelleratamente bocciarono un federalismo che meglio avrebbe rispecchiato le peculiarità socio-politico-culturali del paese.
    ------------------------------------------------------------------------------------

  6. #6
    Ragione ed Equilibrio
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    "Modello è lo schema tipico di un determinato fenomeno, di una determinata legge.Il succedersi uniforme dei fatti permette di fissarne le leggi, di tracciarne gli schemi, di costruirne i modelli.
    Purchè non si diano a queste astrazioni d'intelletto valori assoluti, esse hanno una ragguardevole utilità pedagogica:servono mirabilmente per riuscire a collocarsi nel centro stesso dell'atto fenomenico che si svolge e va elaborando tutte le sue possibilità, tutte le sue tendenze finalistiche."
    Passo tratto da "Modello e Realtà" di Antonio Gramsci.

    Questo concetto meravigliosamente spiegato e scritto da Antonio Gramsci (non posso far altro che commuovermi di gioia e di ammirazione quando leggo Gramsci, che ammiro ed apprezzo) dovrebbe essere la piattaforma dialettica su cui elaborare un ragionamento sereno sul concetto di Stato e di Democrazia.

    Il mio netto e fermo dissentire dalla devolution e il liberismo senza regole, nasce da motivazioni civili, filosofiche e politiche.

    Naturalmente Lei è libero di esprimere la Sua opinione, che io rispetto, pur non condividendola, così come non condivido ne la devolution ne il liberismo selvaggio.

    la mia visione democratica è favorevole a un welfarstate organico, unitario e statalista che abbia come riferimento l'analisi rigida e scintifica che il marxismo fà nei confronti delle strutture economiche e politiche della società.
    Per questi motivi, personalmente, non condivido ne la Devolution ne il liberismo selvaggio.
    Cordiali Saluti
    reporter

  7. #7
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    Originally posted by reporter
    .

    (non posso far altro che commuovermi di gioia e di ammirazione quando leggo Gramsci, che ammiro ed apprezzo)

    Ma parli sul serio o sei solo un buontempone di destra??!

  8. #8
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    è il condor o qualcun altro clonatore che ha cambiato personaggio.
    non li sopporto..

  9. #9
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    Predefinito

    Originally posted by shambler
    è il condor o qualcun altro clonatore che ha cambiato personaggio.
    non li sopporto..
    Purtroppo mi sà che hai ragione...

  10. #10
    Asteroids
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    Riporto un interessante editoriale di Massimo Fini apparso oggi sul Resto del Carlino



    La sinistra è conservatrice più di Gromiko

    Ora si capisce perché gli italiani votano in massa Berlusconi nonostante i suoi vari conflitti di interesse pongano indubbi e seri problemi al Paese. La sinistra progressista è diventata una forza di totale conservazione, una conservazione ottusa, pregiudiziale, sciocca e, alla fine, autolesionista. Non c'è cambiamento che non la mandi in catalessi. Si tratti di rileggere la storia, come ogni generazione ha il sacrosanto diritto di fare, di riforma della scuola, di articolo 18, di devolution, di federalismo, la sinistra si rinchiude immancabilmente a riccio e la sua risposta è sempre 'niet' e fa venire in mente Gromiko, il 'mister no' di antica memoria sovietica.
    Adesso la sinistra strilla istericamente contro la devolution, grida che si vuole spaccare l'Italia, che la si vuole dividere, si richiama agli ideali del risorgimento. Non ha minimamente capito che in un mondo che si globalizza sempre più, l'autonomismo e il localismo diventano un'esigenza primaria, per motivi esistenziali, psicologici e, insomma, identitari prima ancora che amministrativi ed economici. La devolution e anche un federalismo assai più spinto, esistono in molti paesi europei e persino la Francia tradizionalmente centralista e prefettizia si è ultimamente aperta all'autonomismo concedendone, per esempio, uno amplissimo alla Corsica.
    Caso mai se la riforma di Bossi ha un difetto è di essere troppo timida e limitata. Spalmare il federalismo su venti Regioni, alcune delle quali molto piccole, ha poco senso e rischia di creare venti burocrazie mimetiche di quella centrale senza sgrassare più di tanto quest'ultima. Una regione, da sola, può fare e progettare poco. Molto più seria e ficcante era l'iniziale proposta bossina e di Gianfranco Miglio delle tre macroregioni, nord, centro e sud, perché si tratta di tre realtà effettivamente diverse, e al proprio interno omogenee, per economia, cultura, socialità, territorio e clima. E peraltro le macroregioni sono perfettamente in linea con l'Europa del futuro quando sarà unita anche politicamente. Quest'Europa infatti non avrà più come punti di riferimento periferici gli Stati nazionali, troppo poco omogenei, ma appunto grandi regioni coese che non saranno certamente quelle di oggi ma che si riaggregheranno per affinità di interessi, culturali ed economici, scavalcando anche gli attuali confini nazionali che non avranno più senso. Ma questo è il futuro, parlarne adesso fa cadere in deliquio non solo la sinistra marmorizzata nei propri pregiudizi, ma anche la destra.
    Massimo Fini

 

 
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