La Cornelia di Cosenza: li mostrerò dalla finestra
COSENZA - Riceverò i ragazzi in municipio per farli affacciare da Palazzo dei Bruzi: lo ha detto ieri mattina il sindaco di Cosenza, Eva Catizone, non appena appresa la notizia della decisione del Tribunale della Libertà di Catanzaro. «Voglio mantener fede - ha detto Catizone - ad un impegno che avevo assunto la prima sera al Cinema Italia, che è quello di ricevere i ragazzi in Municipio per farli affacciare da Palazzo dei Bruzi». E, come la madre dei Gracchi, la sindachessa mostra i suoi “gioielli” al popolo. La novella Cornelia cosentina ostenta con orgoglio i diciotto no global esibendoli alla finestra: come dicono i napoletani, ogni scarafone è bello a mamma soa.
"Le spie ci inseguono con ogni diavoleria"
COSENZA - I “disobbedienti” di Cosenza sono intervenuti nel pomeriggio di ieri con un lungo comunicato per dire che “oggi non siamo ancora liberi, l’inchiesta cosentina continua a violentare, non dimentichiamolo». «Non dimentichiamo il controllo sociale che ci alita sul collo, con telecamere dappertutto, telefonini sempre intercettabili, e microspie ovunque», aggiungono gli ultrasinistri, che devono aver visto qualche film di 007 di troppo. Quindi, contro il “grande fratello” che irrompe nelle loro vite, promettono, «continueremo a tenere alta l’attenzione su quel 15 novembre, la notte della democrazia italiana, che ancora non ha un responsabile politico».
"Adesso potremo vedere il presepe di don Vitaliano"
NAPOLI - Nel corso della conferenza stampa organizzata presso il laboratorio Ska di Napoli dal leader dei Disobbedienti della Campania, Francesco Caruso, si è discusso anche delle vicende legate a don Vitaliano Della Sala, una specie di cappellano degli ultrà, rimosso dall’incarico di parroco proprio per la sua ben poco cristiana vicinanza ai gruppi anarco-marxisti. «Sò poco di don Vitaliano - ha detto Caruso - ero incarcere. Sò che c'è una mobilitazione che spero continui in questi giorni in modo che a Natale si possa andare tutti a messa da don Vitaliano e si possa fare un presepe simpatico come quelli che fa lui». A Natale, anche i no global si sentono più buoni.
Prima si autodenunciano ma dopo piangono
TRENTO - Prima si autodenunciano, poi si stracciano le vesti se vengono presi sul serio. Anche ieri la sinistra ha strillato contro l’«attacco alla libertà di pensiero» dopo che la Procura di Trento ha aperto un fascicolo, nel quale risulterebbero iscritte 151 persone, in seguito alle loro autodenunce presentate nei giorni scorsi in segno di solidarietà con i No global arrestati a Cosenza. L’accusa ipotizzata è di cospirazione politica mediante associazione: quella che gli stessi amici dei no global si sono attribuiti. Ad aprire il fascicolo è stato il Pm Bruno Giardina, magistrato impegnato tra l’altro nelle inchieste su sangue infetto (proprio tre giorni fa si è aperto in processo in aula con 13 imputati) e la strage del Cermis.




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