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Discussione: Immigrati news

  1. #41
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    PIAZZALE CUOCO ALLA GUIZZA:

    Lite con i coltelli tra nordafricani, un ferito

    Un litigio furibondo tra nordafricani, finito nel sangue. Attimi di grande paura quelli che sono stati vissuti ieri mattina all'interno di un bar di piazzale Cuoco, alla Guizza, dove quattro magrebini si sono resi protagonisti di una violenta lite. Durante la quale è spuntata anche la lama di un coltello.
    Gli stranieri hanno cominciato improvvisamente ad urlare, nella loro lingua, tanto che nessuno è riuscito a capire il motivo del contendere. Mancavano pochi minuti a mezzogiorno, un orario insolito per questi litigi.
    La zuffa è proseguita all'esterno del locale, fino all'arrivo dei poliziotti. Che hanno diviso i litiganti e scongiurato il peggio. Un extracomunitario è rimasto ferito alla testa, gli altri sono stati bloccati in tempo dagli agenti delle Volanti, intervenuti a gran velocità. Il ferito è stato portato al pronto soccorso, dove i sanitari gli hanno saturato le ferite alla testa e l'hanno dimesso. Con una vistosa fasciatura al capo.
    Così anche lui ha raggiunto i connazionali negli uffici della questura, dove sono stati presi in consegna dall'Ufficio immigrazione. Per loro si prospetta l'espulsione.

    Dal Mattino di Padova 30/10/2002

  2. #42
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    CRONACA DI ROMA:

    CORSO D’ITALIA: Ucraina aggredita e rapinata: fermati un pakistano e un lituano

    Un pakistano, A.H., 34 anni, e un lituano, R.L., di 38, sono stati fermati per aver tentato di violentare, in un sottopassaggio di corso Italia, nei pressi di Villa Borghese, un’ucraina. I due avrebbero rapinato, malmenato e aggredito la donna e anche un suo connazionale, di 26 anni.


    CENTRO: Arrestato peruviano di 43 anni rubava cellulari con destrezza:
    Un peruviano di 43 anni, Arroio Semiriio, è stato arrestato dalla polizia la scorsa notte, in via Torino, per aver sottratto il telefono cellulare a due cittadini italiani.
    L' extracomunitario è stato bloccato da un uomo al quale aveva sfilato il telefono, dopo averlo urtato.

  3. #43
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    Predefinito Re: KAMIKAZE....

    Originally posted by MarcoL.
    PEDONI COME KAMIKAZE PER TRUFFARE GLI AUTOMOBILISTI

    Il nuovo raggiuro di slavi e nomadi: si lanciano contro vetture in movimento per poi chiedere un risarcimento "amichevole"


    VENTIMIGLIA (Imperia) - Se guidate per le strade di Ventimiglia e all'improvviso vi ritrovate sul cofano della macchina un pedone distratto che per "sistemare la cosa" vi propone uno strano tipo di constatazione amichevole, fate molta attenzione prima di accettare. Se poi è venerdì, storicamente il giorno dedicato al mercato, allora è quasi certo che quello che vi è finito addosso è un "pedone kamikaze".
    Nel caso vi trovaste al centro di un simile episodio, non fatevi prendere dal panico. Il fondamentalismo islamico non c'entra un fico secco, e l'eventuale cintura serve al limite per tenere su le braghe, non certo per trasportare esplosivo. "Pedoni Kamikaze", infatti, è solo il nome che il commissariato del centro ligure ha dato al filone d'inchiesta riguardante alcuni extracomunitari, che abitualmente si lanciano sulle macchine in transito e, fingendo di essere rimasti contusi, chiedono ai guidatori delle auto coinvolte ingenti somme di denaro per risolvere "amichevolmente" la questione, evitamdo così le pastoie burocratiche di denunce e pratiche assicurative....
    .........
    da LIBERO 30.10.02
    Caro Marco, questo genere di truffe erano già praticate circa 20 anni fa dai tossici della mia città, i quali, bivaccavano d'abitudine nei pressi di curve che costringevano le automobili a rallentare l'andatura, consentendo alle larve umane di gettarsi sul cofano senza ovviamente riportare alcun danno fisico serio.
    La notizia fu riportata dai quotidiani di allora.
    Ancora una volta i metodi delle canaglie, più o meno emarginate, coincidono nella prassi d'attuazione.
    Se non si reagisce, tra poco l'unica difesa che avremo contro l'invasione dei parassiti sarà quella di barricarci in casa... e poi e poi non sarà neppure sufficiente.
    Bellarmino

  4. #44
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    Isola multietnica al Cimitero Maggiore: riservati 160 luoghi di sepoltura con il capo rivolto verso La Mecca per i musulmani.

    Il calendario delle celebrazioni di domani: alle 15 sarà presente il vescovo Mattiazzo.

    di Claudio Baccarin

    Sono 160 le sepolture, con il capo rivolto verso La Mecca, città santa dell'Islam, che il Comune ha messo a disposizione dei musulmani al Cimitero Maggiore. Un segno di attenzione e di sensibilità, da parte dell'amministrazione municipale, che è stato annunciato ieri dall'assessore di reparto Giorgio Castellani, alla vigilia delle giornate dedicate al ricordo dei defunti.
    Domani, festa di Ognissanti, il cimitero di Chiesanuova sarà aperto dalle 7 alle 17. Il camposanto sarà raggiungibile grazie a corse speciali della linea 10 di Aps in partenza dalla stazione ferroviaria. Dalla chiesa vecchia di Voltabarozzo, fra le 8 e le 17, saranno invece in funzione, ogni 15', bus navetta per i due cimiteri della zona. Sante messe verranno celebrate al Maggiore alle 8, alle 9, alle 10, alle 11 e alle 16. Alle 15 il vescovo Antonio Mattiazzo presiederà la liturgia della parola e la processione. Dalle 11.30 alle 13 e dalle 13.45 alle 15.15 si terranno due momenti musicali, affidati al «Quartetto barocco». Formazione che, il 2 novembre, suonerà al cimitero dell'Arcella dalle 11 alle 13.
    Proprio il camposanto di via Altichieri da Zevio è stato, in queste settimane, riportato alla piena funzionalità. «Da due anni all'Arcella, dov'è tornata l'energia elettrica - ha puntualizzato Castellani - non si facevano più sepolture a terra; da oltre tre mesi non avevamo disponibilità di loculi. Ora disponiamo di 72 fosse e di 14 loculi; entro fine anno avremo altre 22 fosse e 50 loculi». Sono 60 le richieste annuali di nuove tombe. Ma quasi tutti i 18 cimiteri cittadini (dove riposano 90 mila defunti e dove per il 2003 sono previste 344 esumazioni e 250 estumulazioni) sono stati oggetto d'interventi di manutenzione, che hanno comportato una spesa di alcuni miliardi. Al Maggiore (che accoglie 870 defunti all'anno) sono stati ultimati gli spogliatoi per il personale femminile e ora si pensa a quelli maschili. Per i portatori di handicap sono stati realizzati una rampa d'accesso alle gallerie interrate e tre impianti servoscala. Ma, soprattutto, a Chiesanuova sta per essere ultimato un intervento di ampliamento; qui saranno collocate le cappelle di famiglia. «Pensiamo a sacelli personalizzati - ha anticipato Castellani - visto che i 40 standard, da 100 milioni l'uno, realizzati ad Altichiero nuovo, sono rimasti invenduti». Al Maggiore l'amministrazione è anche impegnata in una «guerra» contro i piccioni, che sporcano dappertutto. «Per allontanarli - ha raccontato Castellani - un agricoltore che ha la proprietà nelle vicinanze ha installato un dispositivo con un segnale sonoro che ricorda un colpo di fucile. Noi volevamo munirci di falchi, ma pare che, per scoraggiare l'assalto di questi "cacciatori", i piccioni procedano a livello suolo». Da riprogettare, per l'assessore, è invece Altichiero nuovo (qui il turn-over è di 160 defunti), dove è stata ultimata la copertura in policarbonato. Parapetti e corrimani sono stati installati anche a Camin (dove ogni anno vengono accolti 80 defunti) e a Salboro (22), mentre alla Mandria (38) è stata cambiata la pavimentazione della parte vecchia del cimitero. «A Salboro - ha aggiunto Castellani - dovremo costruire ossari e cinerari, giacchè, al momento dell'estumulazione, la quasi totalità delle salme viene trovata indecomposta». A questo proposito va sottolineato che quasi il 25% dei defunti padovani sceglie la cremazione. E nell'ampliamento del Maggiore un'area sarà adibita a «Giardino della Rimembranza», con la possibilità di spargere le ceneri su alcune aiuole di rose.

    Dal Mattino di Padova 31/10/2002

  5. #45
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    Venezuelano arrestato:
    Tenta di rapinare un'impiegata ma finisce in cella

    Avevano cercato di rapinare l'impiegata dell'azienda di transazioni finanziarie di via Aspetti 20. Si erano presentati in tre, avevano effettuato un bonifico di 3.800 euro ad una società di Milano, quindi hanno cercato di andarsene con i soldi. Dopo aver malmenato la ragazza. Ma si sono trovati a dover fare i conti con un energumeno nigeriano, che ha cercato di bloccare i fuggitivi alla porta. Due sono riusciti a dileguarsi, uno è stato preso e consegnato ai carabinieri. E' un venezuelano.

    Dal Mattino di Padova 31/10/2002

  6. #46
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    «Le donne? Vanno prese a botte»
    Maltratta la moglie perché troppo «libera»
    Operaio condannato a 14 mesi di carcere
    Secondo il giovane in Europa c'è eccessiva emancipazione:

    Sabrina Tomè

    Per lui non ci sono dubbi: una donna va picchiata in quanto donna. Se poi si tratta di femmina europea, le botte sono ancora più giustificate: troppe le libertà, troppa l'emancipazione di cui il gentil sesso gode nel vecchio continente. Il posto della donna è in casa, a servire il suo uomo. Una teoria, quella dell'operaio colombiano Felipe O.C., 27 anni, residente a Istrana, destinata a fare la felicità di misogini e maschilisti vari; praticamente la bibbia del perfetto maschio-padrone. Per la moglie trevigiana di 35 anni, invece, ha significato un periodo di vero inferno.
    La donna, impiegata in un'agenzia viaggi, ha dovuto subire botte, insulti, minacce, scenate di gelosia e sesso violento. Alla fine, si è stancata e l'ha denunciato: ieri mattina, in tribunale a Treviso, il colombiano è stato condannato dal giudice Angelo Mascolo a 1 anno e 2 mesi di reclusione. Una pena severa, un monito per quei maschi che non disdegnerebbero di vedere la moglie infilata in un burka. I reati contestati al giovane sudamericano, d'altra parte, non erano da poco: maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna. Che ha cominciato a subirne le prepotenze dal giorno stesso delle nozze, celebrate nel '99: rimasti soli dopo la partenza dell'ultimo invitato, i due, anziché scambiarsi effusioni e tenerezze, litigano brutalmente. Tutta colpa di lui, naturalmente, e della sua folle gelosia. Con il passare del tempo la situazione, anziché aggiustarsi, va peggiorando.
    I litigi si fanno sempre più frequenti e, purtroppo, anche le botte: il 14 dicembre di due anni fa lui la colpisce con un pugno al torace; due giorni più tardi la scena si ripete e il 16 gennaio 2001 la schiaffeggia violentamente. La signora è costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
    A scatenare i contrasti, quasi sempre, è la «libertà» di cui lei gode: la straordinaria libertà, in uno dei casi denunciati, di poter uscire a cena con le colleghe di lavoro e di poter rincasare dopo la mezzanotte. Troppo tardi per il colombiano che accoglie la moglie insultandola, picchiandola e costringendola infine a un rapporto sessuale non desiderato.
    I maltrattamenti si ripetono tanto che, alla fine, la giovane decide il passo più difficile: denunciare la persona con la quale aveva scambiato la promessa di amore eterno. Saputo della querela, l'uomo decide di allontanarsi: non solo dalla compagna, ma anche dall'Italia. Dove sia andato a finire ora, non è dato da sapere. Forse è tornato in Colombia, o forse sta vagando alla ricerca della sua donna ideale. Non gli sarà facile: la schiavitù è stata abolita ovunque.

    Dalla Tribuna di Treviso 31/10/2002

  7. #47
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    Fallito raggiro in banca
    Impiegato immobilizza due ladre

    f.a.

    CONEGLIANO. Impiegato di banca mette i panni del segugio e fa condannare due ladre in azione in centro, dopo averle inseguite tra i banconi del mercato. Sono state processate ieri le ecuadoregne Isabel Donayre, 27 anni, e Koxana Avanos, 23 anni, che il 29 settembre di due anni fa furono protagoniste di un singolare tentato furto. Entrate nella Banca Popolare di Verona di via XI Febbraio, si rivolsero a un impiegato dello sportello consegnandogli quattro banconote da 500.000 lire e chiedendo il cambio in banconote di taglio piccolo. Dopo aver ottenuto diciotto banconote da centomila lire e quattro banconote da cinquantamila, chiesero al bancario di poter avere un nuovo cambio in dollari. Dopo essersi fatte riconsegnare tutte le lire e circa 500 dollari, si involarono verso l'uscita mentre l'impiegato stava ultimando i conteggi. Il bancario le inseguì mentre le due ladruncole, salite in auto, cercarono di scappare verso il Cavallino, ma si trovarono imbottigliate nel traffico caotico del venerdì di mercato. L'impiegato riuscì a rintracciarle e a farle scendere dall'auto, attese quindi il passaggio di un vigile urbano per consegnarle all'agente dopo aver raccontato l'accaduto. Le due donne si rifiutarono di far sapere la propria identità alle forze dell'ordine. Per Koxana Avanos, che avrebbe avuto un ruolo più marginale, è scattata la condanna a 15 giorni di arresto e 50 euro di ammenda, mentre Isabel Donayre è stata condannata a una pena complessiva di otto mesi di reclusione e 100 euro di ammenda.

    Dalla Tribuna di Treviso 31/10/2002

  8. #48
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    NOVE IMMIGRATI A MIANE
    Condannati per aver rifiutato le generalità

    Franco Allegranzi

    MIANE. Erano giunti in nove, afghani e pakistani, a bordo di un camion rumeno che doveva scaricare merce alla Sev di Premaor, il 26 maggio di tre anni fa. A scoprirli erano stati gli operai dell'azienda del gruppo Zoppas che, avvicinatisi per scaricare la merce, avevano intravisto alcune persone stipate nella parte posteriore del Tir. I carabinieri avevano arrestato il conducente del camion. Ieri mattina Ali Akram e gli altri otto immigrati sono stati condannati a quindici giorni di arresto e 50 euro di ammenda a testa per essersi rifiutati, all'epoca dei fatti, di fornire indicazioni ai carabinieri sulla propria identità personale. Dopo aver fatto scendere i clandestini dal camion i carabinieri di Col San Martino avevano autorizzato lo scarico della merce destinata alla fabbrica di Miane. Una volta ultimate le operazioni di scarico, era stato sequestrato il camion, di proprietà della ditta Giacomelli di Verona, e i nove extracomunitari erano stati condotti in caserma. Da lì i clandestini erano stati poi trasferiti in questura.

    Dalla Tribuna di Treviso 31/10/2002

  9. #49
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    TARZO
    «No alla palestra-moschea»
    Il Comune dà la struttura ai musulmani: genitori in rivolta

    Emanuela Da Ros

    TARZO. «La palestra non è una moschea, le feste musulmane hanno poco a che fare con le discipline sportive e i rituali religiosi devono trovare posto fuori dalle strutture riservate alla ginnastica». Il comitato genitori dei ragazzi delle scuole elementari e medie di Tarzo annuncia battaglia. «Una battaglia - dice il consigliere leghista Alberto Baldassar, che appoggia l'iniziativa - che non ha nulla a che fare con i credi religiosi e con l'intolleranza. Una battaglia che intende salvaguardare soprattutto i bisogni degli studenti, il loro diritto allo studio. Il loro diritto ad avere una struttura sportiva decorosa, pulita e sana. Lo scorso anno - prosegue Baldassar - l'amministrazione ha concesso alla comunità musulmana di utilizzare la palestra per festeggiare il ramadan. Dopo il tramonto oltre quattrocento persone si sono riunite nella struttura adiacente la scuola media per mangiare e bere. E l'epilogo è stato penoso. I bagni della palestra, dopo questa festa collettiva, erano inagibili, il parquet della pista era rovinato e invaso da immondizie. I ragazzi, per almeno un paio di giorni, hanno dovuto rinunciare alle lezioni di educazione fisica e quest'anno il triste spettacolo sembra si debba replicare. Una prospettiva a cui i genitori hanno detto no».
    Ieri sera i familiari dei ragazzi che frequentano la scuola media a Tarzo si sono infatti riuniti nella palestra della scuola per esprimere la propria contrarietà di fronte alla prospettiva di concedere la palestra ai musulmani.
    «Una recente delibera di giunta - afferma il consigliere Baldassar - avrebbe infatti assegnato la palestra alla comunità islamica per i festeggiamenti legati al ramadan che inizia venerdì prossimo. Poiché lo scorso anno questa decisione si è rivelata catastrofica per la scuola, i genitori hanno deciso di far fronte comune contro questa decisione. Se questo fine settimana la palestra verrà data ai musulmani per la festa, l'Usl verrà incaricata di verificare l'agibilità della struttura. E poi ognuno dovrà assumere le proprie responsabilità».

    Dalla Tribuna di Treviso 31/10/2002

  10. #50
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    Questa notte ricontrollerò con attenzione tutto il thread e poi, come promesso, lo metterò in rilievo per qualche tempo...

    Saluti.

 

 
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