Tribuna di Treviso 13/11/2002
Zampese scrive a Sindaco e Prefetto. E sulla linea 1 aumentano i borseggi
«Portoghesi» sul bus numero 4 l'Actt fa salire i vigili a bordo
Troppi «portoghesi» sui bus di linea. E l'Actt si prepara ad una nuova campagna per contrastare l'antipatico fenomeno, che comincia a pesare sulle tasche dell'azienda di trasporti. «Sto preparando una lettera per chiedere al sindaco di poter avere i vigili urbani sugli autobus perché controllino. Voglio interessare del problema anche il Prefetto - fa sapere il presidente dell'Actt, Sandro Zampese (in foto) -. Non è la prima volta che mettiamo in atto un'iniziativa del genere. Posso assicurare che ce n'è di nuovo bisogno, soprattutto per gli stranieri».
Non è ancora dato sapere quando la campagna «anti portoghesi» potrà partire, ma è certo che nel frattempo i borseggi all'interno degli autobus di linea stanno avendo una nuova impennata. Nel mirino dei borseggiatori di professione c'è in particolare la linea numero 1. I professionisti del furto agile, hanno mani leggere come piume ed altrettanto veloci. Accorgersi che il portafogli è stato sfilato dalla tasca posteriore dei pantaloni, oppure che è sparito dalla borsetta a tracolla, è quasi impossibile.
E se il numero 1 è il bus dei borseggi, il numero 4 si distingue per una cospicua presenza di di «portoghesi». Per la maggiornza si tratterebbe di cittadini stranieri in regola con i permessi.
Rapinarono commessa di Intimissimi
Nomadi condannate a 2 anni di carcere
Due anni di reclusione alle nomadi accusate di aver rapinato lo scorso maggio una commessa del negozio «Intimissimi», in centro città, puntandole un coltello all'addome. Ruza e Marjia Mirkovic, rispettivamente di 47 e 34 anni, entrambe serbe, residenti al campo nomadi di via dell'Aeroporto, sono comparse davanti al giudice Anna Pagotto e processate con rito abbreviato. La difesa, cartina stradale alla mano, ha sostenuto che le donne, poco prima della rapina, si trovavano in tutt'altra parte di Treviso e che pertanto non potevano raggiungere il negozio nell'ora del colpo. Una ricostruzione che però non ha convinto il giudice Pagotto: per entrambe le imputate è scattata pertanto la condanna a 2 anni e 10 giorni di reclusione e al pagamento di mille euro di multa. I fatti risalgono al mattino del 30 maggio scorso quando, stando all'accusa, le due donne entrano nel negozio di biancheria intima «Intimissimi» e, puntantando un coltello all'addome della commessa, E.Z., si fanno consegnare il portafoglio (contenente 25 euro e i documenti di identità), 2 bracciali e un orologio.
Le Mirkovic vengono arrestate due ore dopo il colpo, mentre cercano di raggiungere una Renault 5 che le attende in piazza Duomo. La commessa ha subito riconosciuto nelle due nomadi, le rapinatrici che poco prima l'avevano derubata.
Ladra clandestina incinta Colta in flagrante
CASTELFRANCO. L'hanno beccata con le mani nel sacco: Anita Radulocich, di 22 anni, stava frugando ieri mattina in un'abitazione di viale Brigata Cesare Battisti. L'hanno vista dei vicini che hanno allertato i carabinieri. Immediato l'arrivo della pattuglia che ha trovato la donna, clandestina dell'ex Jugoslavia, mentre frugava nelle stanze del reparto notte. Con lei un ragazzino di una decina di anni. La donna è stata rimessa subito in libertà in quanto è in attesa di un bimbo. Contro di lei sono state presentate altre due denunce per furto da parte di due persone che l'hanno riconosciuta.
CONEGLIANO
Evade per un caffè condannato a 3 mesi
CONEGLIANO. Condannato per spaccio di droga, aveva ottenuto gli arresti domiciliari con la possibilità di uscire nei giorni feriali, fino alle 17, per andare a lavorare. Abdellah Braie, 33 anni, residente in via Cacciatori delle Alpi a Conegliano, ha ritenuto che la regola delle 17 valesse anche nei giorni festivi. E così, domenica 7 settembre, è uscito nel primo pomeriggio per bere un caffè. L'uomo è stato condannato ieri in tribunale a 3 mesi di reclusione.




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