….fa bene all’Ulivo.
Nel senso che frequentare l’Europa di Bruxelles rende la sinistra italiana “garantista”.
Altro che legge Cirami, altro che falso in bilancio. Dal 2004 sarà vietato processare gli eurodeputati.
Tutto è avvenuto in splendida concordia tra i due maggiori gruppi del Parlamento europeo, Pe, socialisti e popolari. Ed è dai socialisti, tra cui militano i nostri cari diessini, che è venuta l’iniziativa. Il capogruppo Baron Crespo ha di persona sollecitato il varo dello Statuto dei deputati al Pe, da tempo fermo al palo. Giovedì scorso con 296 sì e 136 no, 45 astenuti, è passata la risoluzione del socialista tedesco Rothley, che prevede dal 2004 gli eurodeputati blindati rispetto alle magistrature, assieme al portafoglio più gonfio.
Oggi, nel caso italiano, gli europarlamentari ricevono la cifra corrispondente a quella di magistrato con funzioni di presedente di Corte di cassazione, circa 5.100 euro. Tale compenso verrà portato a circa 8.500 euro, pari a quello dei giudici dell’Alta corte di giustizia europea.
Secondo il nuovo Statuto, in nome della “libertà d’informazione”, i deputati potranno astenersi dal deporre su persone o fatti; potranno in pratica comunque dire la loro senza temere di essere convocati per spiegazioni. Autorità e organi giudiziari non potranno ordinare il sequestro di documenti o la perquisizione degli uffici dei deputati senza la loro personale autorizzazione, che non potrà essere sostituita da una decisione del Pe. L’arresto può avvenire solo in flagranza di reato.
Corrispondenza e telefonate potranno essere controllate solo dopo il voto favorevol del Parlamento e dopo precisa e circostanziata richiesta. Un’indagine o un procedimento penale nei confronti di un eurodeputato dovranno essere sospesi qualora il Pe lo richieda.
Il presidente dell’Europarlamento, l’inglese Pat Cox ha espresso la propria soddisfazione:”Spero che già nel prossimo marzo si possa passare da uno “status” indicativo a uno definitivo”.
Sostenendo che vedere applicata la riforma Rothley sarebbe soluzione “soddisfacente e piena di dignità”.
Conclusione: per la sinistra italiana la necessità di garantismo vale molto quando parla e legifera a Bruxelles.
A Roma, evidentemente, per gli ulivisti il ponentino ha altri effetti.
saluti




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