Bossi in Vaticano per una tregua sugli immigrati
Missione notturna per il Senatùr: monsignor Marchetto gli spiega la linea papale contro il razzismo
di ORAZIO PETROSILLO

CITTA’ DEL VATICANO - Difficile dire chi è stato più ardito. Se Umberto Bossi ad entrare nottetempo in Vaticano, o un alto prelato vicentino ad offrirsi di spiegare al senatùr il nuovo messaggio del Papa «sull’impegno a vincere ogni razzismo, xenofobia e nazionalismo esasperato». Tutto è avvenuto nel massimo segreto. Il ministro è entrato alle 22 di giovedì scorso in Vaticano dall’ingresso del S. Uffizio e si è diretto per un incontro super riservato con l’arcivescovo Agostino Marchetto nella "Casa di S. Marta" ("Domus Sanctae Marthae" è il suo nome ufficiale), l’albergo vaticano per alti prelati, lo stesso dove risiederanno i cardinali durante il futuro conclave. Il ministro-leader della Lega è andato senza boria in quel Vaticano da lui definito ripetutamente, e solo qualche anno fa, «il peggior nemico della Padania». Senza dire delle offese al «papa polacco» da lui ritenuto «il re d’Italia» e definito sfrontatamente come «uno che pensa solo al potere di Roma». D’altro canto, l’arcivescovo vicentino Agostino Marchetto, da pochi mesi segretario del Pontificio Consiglio per le migrazioni e il turismo, ha preso il toro leghista per le corna fornendogli - prima di pubbliche contestazioni - una spiegazione "papale papale" del nuovo documento nel quale si afferma che «razzismo, xenofobia, intolleranza e nazionalismo esacerbato sono ancora presenti nel nostro mondo» e che «l’intolleranza si manifesta in forme non violente, ma pur dolorose e riprovevoli, come per esempio, l’esclusione sociale degli stranieri, la discriminazione contro di essi nel mondo del lavoro...»
Il singolare incontro è avvenuto grazie ai buoni uffici di amici vicentini comuni di Bossi e di Marchetto. Presumibilmente quindi dei cattolici-leghisti. Nella "Casa di S. Marta", alloggia pure il nuovo sottosegretario agli esteri della Santa Sede, il prelato vicentino Pietro Parolin di 47 anni, nominato a questo prestigioso incarico il 30 novembre. Vicinissimo a S. Marta c’è l’appartamento del cardinale vicentino Agostino Cacciavillan. Insomma, se Marchetto è stato l’interlocutore ex officio, non è escluso che la riunione possa essere stata allargata agli altri due. Bossi era accompagnato da un’altra persona. Monsignor Marchetto, assieme al presidente del dicastero, il giapponese Stephen Fumio Hamao, lunedì 2 aveva illustrato in Sala stampa il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2003. Tre giorni dopo, è avvenuta la presentazione del documento all’uomo politico più distante dalla linea papale. Un atteggiamento distensivo su questo tema da parte del ministro certamente avrà un benefico effetto sul governo Berlusconi che cerca - si dice Oltretevere - «un ombrello vaticano». Del resto, sono in corso processi, penali e civile, per diffamazione a mezzo stampa promossi a carico della «Padania» (tv e giornale) da persone vicine all’establishment vaticano per fatti inerenti l’amministrazione del Comitato per il Giubileo