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    Predefinito Intorno al cannibalismo

    Germania, cannibale su Internet divora un ingegnere
    La storia sta sconvolgendo il Paese: due uomini si sono conosciuti attraverso la Rete. Uno dei due uccide e sbrana l'altro

    BERLINO – Aveva risposto ad un messaggio su Internet ed è finito divorato dall’autore di quel messaggio. La Bild ha raccontato una storia che ha sconvolto la Germania: due ingegneri, per un terribile gioco, sono finiti a interpretare il ruolo della vittima e dell’assassino cannibale.

    Nell’annuncio che ha messo i due in contatto, Armin M. (41 anni) di Rothenburg, si chiedeva se ci fosse qualcuno disposto a farsi uccidere davanti ad una cinepresa per poi farsi divorare. Al suo appello ha risposto Bernd Juergen B., 42 anni (nella foto Ap), ingegnere berlinese. I due insomma erano accomunati da tendenze al limite del normale. Nella primavera del 2000 l’incontro. E tutto è andato come da copione. Alla vittima è stato prima tagliato il pene, che i due hanno mangiato insieme, poi il cannibale ha ucciso la vittima, che ha poi divorato.

    Mercoledì, 10 dicembre 2003

    Dal sito www.ilnuovo.it

  2. #2
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    Predefinito Re: Germania, cannibale su Internet divora un ingegnere

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Dal sito www.ilnuovo.it
    Nell’annuncio che ha messo i due in contatto, Armin M. (41 anni) di Rothenburg, si chiedeva se ci fosse qualcuno disposto a farsi uccidere davanti ad una cinepresa per poi farsi divorare. Al suo appello ha risposto Bernd Juergen B., 42 anni (nella foto Ap), ingegnere berlinese. I due insomma erano accomunati da tendenze al limite del normale.
    Tendenze al limite del normale??? Caspita, che eufemismo!

    Per gli amanti del macabro, trascrivo un articolo da Il Giornale di oggi...

    La storia agghiacciante dell’uomo che ha ucciso e fatto a pezzi la sua vittima, mangiandone poco per volta la carne che aveva messo nel congelatore, ha scioccato la Germania. La perversione senza limiti dell’uomo-cannibale è giunta al punto di filmare le scene raccapriccianti del massacro, preceduto da una sorta di sconcertante rito in cui alla vittima – col suo consenso – è stato dapprima tagliato il pene che entrambi hanno poi mangiato. Ma i due non si sono accontentati di pasteggiare con carne cruda: secondo uno degli inquirenti citati dal quotidiano Bild, l’organo è stato fatto prima flambé, poi arrosto, come fosse una bistecca. Pochi minuti dopo, sempre con la cinepresa in azione, Armin ha massacrato a coltellate l’ingegnere, lo ha appeso a testa in giù e lo ha sventrato. Il cadavere è stato quindi fatto meticolosamente a pezzi. Parte della carne è finita nel congelatore, parte è stata sotterrata in giardino.
    La Procura ha assicurato che l’assassino non è malato di mente e i vicini di casa hanno descritto Armin come una persona cortese e a modo. ”Era un tipo gentile”, ha detto un suo ex commilitone. Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori hanno trovato nella casa di Rothenburg uno "stock" di pezzi di carne umana congelata, frammenti di scheletro e un’intera collezione di video.
    La vicenda risale alla primavera del 2001, e la polizia è arrivata all'assassino perchè l'uomo si era rifatto vivo su internet con il solito annuncio in cui diceva di cercare qualcuno disposto a farsi uccidere davanti a una cinepresa e farsi mangiare. La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio poichè il termine cannibalismo non figura nel codice penale della Germania.

    A quanto pare, Hannibal Lecter ha fatto proseliti…


  3. #3
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    UOMO MANGIA UOMO
    Non solo un modo di dire
    di Fabio Valletta

    L’antropofagia, o cannibalismo, è una pratica ancestrale che consiste nel cibarsi di parti del corpo, o dell’intero cadavere, di un altro uomo. Sebbene l’origine di questo comportamento sia di tipo istintuale, e la sua iniziale pratica (accertata già dalla preistoria ) sia avvenuta per necessità di nutrimento e di sopravvivenza, col passare dei secoli essa è divenuta un retaggio di antichi rituali magico-religiosi ed è ancora presente, sotto questa forma, in alcune comunità umane di tipo arcaico che vivono nella Papua Nuova Guinea ( come i Kore ). L’archeologia moderna, con nuovi ed importanti ritrovamenti di cadaveri, su cui è certificabile che si siano effettuate funzioni cannibalesche, ha aperto nuovi ed ampi orizzonti allo studio etnologico di antiche civiltà, probabilmente dedite al cannibalismo, per vari motivi, come quella fenicia, o quella degli Alemanni, o anche quella degli Aztechi che mangiavano il cuore, il cervello e le altre interiora dell’avversario ucciso per acquisire le sue forze vitali e le sue virtù di guerriero. L’antropologia moderna individua, nelle isolate forme di cannibalismo più recenti come in quelle più antiche, diversi moventi :

    1) giudiziario, quando si persegue, consumando un rito antropofagico, il colpevole di una violazione alle norme tribali;

    2) magico, nel quale si ritiene, soprattutto mangiando una determinata parte del corpo umano, di appropriarsi delle qualità morali e fisiche dell'estinto.

    3) rituale, quanto l'atto cannibalesco è praticato per fini religiosi o propiziatori;

    4) profano, quale forma degenerata e tardiva di cannibalismo rituale, il cui solo scopo è quello del soddisfacimento di mostruose perversioni della psiche.

    Nella cultura moderna il cannibalismo e le conclusioni storiche a cui si è giunti attraverso lo studio di questo fenomeno, riemerso nel 1700 con il diffondersi di nuovi scavi archeologici, è diventato un tabù, che però, forse proprio perché tra i tabù è quello che più spaventa, ha suscitato nell’interesse collettivo fascino, curiosità e strane manifestazioni di emulazione. I più famosi erano quelli della mitologia greca: come Saturno che divorava i suoi figli, o i Ciclopi narrati da Omero che decimarono l’equipaggio di Ulisse, ma anche in epoche meno lontane nel tempo, “illustri cannibali” hanno riempito pagine e pagine di letteratura, come il conte Ugolino ricordato nell’Inferno dantesco, o la strega di Hansel e Gretel, uscita dalla penna dei celebri fratelli Grimm, ma che probabilmente testimonia un evento realmente accaduto nel 1400. Ma è nel nostro secolo che si è assistito al ritorno stupefacente di questo inspiegabile e morboso fascino per il fenomeno antropofagico, che ha invaso la letteratura del ghost e del fantastico ma che, soprattutto, ha generato una straordinaria eco nel mondo del cinema, che ha fatto della figura del cannibale un vero e proprio topos cinematografico e ha reso i film a sfondo cannibalesco un autentico cult del nostro secolo. È il caso della celeberrima e fortunatissima serie cinematografica nata dalla mente di Thomas Herris e portata sul grande schermo da illustri registi come Ridley Scott, cioè quella dello psichiatra antropofago Hannibal Lecter. Personaggio, quello di Lecter, che nell’immaginario collettivo rappresenta l’individuo folle e allo stesso tempo lucido che cela, nelle sconosciute pieghe della sua psiche, la morbosa fame cannibalesca, ancora indecifrabile per la scienza. Esso impersona così, inequivocabilmente, la figura del serial killer che uccide e poi divora le sue vittime spinto da un istinto primordiale sconosciuto e perverso. Figure ben conosciute dalla moderna criminologia; sono, infatti, non pochi i killer cannibali, persone ambigue e incomprensibili, che nascondono sotto il loro volto di uomini normali la degenerazione omicida e antropofagica. Alcuni di loro divenuti perfino tristemente famosi proprio per le loro deviazioni mentali come i mostri di Millwakee (Jeffrey Damer) e di Rostoff (Andrei Chikatilo) responsabili di aver ucciso, seviziato e divorato, il primo undici donne, il secondo ben cinquantacinque bambini. E questi sono solo i casi più celebri e recenti ma lista potrebbe continuare ancora a lungo; il più feroce di tutti è stato probabilmente il mostro di Alma Ata Nicolaj Dzhumagaliev che all’inizio del secolo ha letteralmente sbranato più di cento donne. Queste storie hanno scosso e inorridito l’opinione pubblica e lasciato allibita la ricerca scientifica, che ancora oggi è incapace di identificare le cause e i perché di questi retaggi animaleschi. Sempre che di questo si tratti…

  4. #4
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    Unhappy E per pranzo il vicino di casa...

    Sembra che il cannibalismo non fosse una rarità tra i nostri antenati, anzi: lo afferma uno studio che prende in esame la struttura del nostro patrimonio genetico. John Collinge, dell'University College di Londra, ha studiato il Dna di oltre 2000 persone e ha scoperto che in tutto il mondo è diffuso un gene mutato che protegge dalle malattie da prioni (come il kuru o la malattia di Creutzfeldt-Jacob, cioè la variante umana del morbo della mucca pazza). Poiché, dice Collinge, le malattie da prioni si diffondono quasi solo nutrendosi di carne contaminata, e in particolare di carne di altri individui della stessa specie, la vasta diffusione del gene mutato può avere due sole cause. O si è sviluppato molto presto nell'evoluzione (ed è rimasto nel nostro patrimonio genetico perché serviva), o la necessità di averlo per proteggerci dai prioni ha contribuito alla sua diffusione. In entrambi i casi, questi geni possono essersi diffusi solo se sono stati sottoposti alla selezione naturale. La loro antichità e la diffusione a livello mondiale fa così pensare che la pratica di nutrirsi di carne di altri individui fosse piuttosto diffusa. Prove paleontologiche sembrano dimostrare infatti che già gli uomini di Neanderthal si nutrissero dei propri simili.

    Fonte: Focus (notizia aggiornata all’11 aprile 2003)

  5. #5
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    Detto questo, penso che il cannibalismo in africa sia piuttosto diffuso.

  6. #6
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    Originally posted by Pasquin0
    Detto questo, penso che il cannibalismo in africa sia piuttosto diffuso.
    Sì, ne sanno qualcosa i pigmei del Congo dove, in cinque anni di guerra civile, il cannibalismo è diventato quasi una banalità senza conseguenze, eccettuati distratti rapporti alle autorità e vaghe ammonizioni ai colpevoli (il tutto sotto gli occhi di cinquemila membri della Missione Onu in Congo).

    Secondo una donna pigmea della regione di Mombasa (il cui marito ha visto i soldati del Movimento di Liberazione del Congo fare a pezzi sua madre, suo fratello, sua sorella e due bambini... mettere i pezzi sul fuoco, affumicare il resto e portarselo via…) i rivoluzionari del Mlc sono convinti che mangiare carne o bere sangue di pigmeo rende forti, molto forti... Sic!

  7. #7
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    Albert Fish è nato nel 1870 da una famiglia rispettata in Washington, DC. Il padre è morto quando Albert aveva 5 anni e di conseguenza il bambino visse la sua infanzia in un orfanotrofio. Albert è stato conosciuto come " un bambino co dei problemi ". Il comportamento sadomasochistico ed insolito di Albert in primo luogo è stato notato dai figli subito dopo che la moglie lo lasciò. Ha cominciato a soffrire di allucinazioni ed è stato ossessionato dai temi religiosi. Ha forzato i suoi propri bambini a remare con le natiche nude fino a che non sanguinassero. Fish era un molestatore di bambini. I procuratori sono sicuri della sua partecipazionein oltre 100 casi. Albert, tuttavia, sostiene di aver molestato quasi 400 bambini. Una volta uccise una bambina,la fece a pezzi e la mangiò;poi scrisse una lettera alla famiglia del bimbo descrivendo la ricetta con la quale aveva cucinato il loro bambino. Albert è stato arrestato. Nella custodia, Albert ha confessato omicidi di parecchi altri bambini.Si pensa che Fish abbia ucciso fino a 15 bambini.Fu condannato alla sedia elettrica nel 1936. Per ucciderlo ci vollero due scosse.


    Quella che segue è la ricetta inviata da Albert Fish ad una madre di una delle sue vittime :

    2/6/1928 greensburg, new york
    "Mia cara signora, vorrei che lei sapesse che mi sono goduto una deliziosa cenetta. Glielo dico xchè indirettamente anche lei ha contribuito a procurarmela. Ho preso ho preso 1 pezzo di coscia della sua Grace, l' ho messo su 1 tegame con 1 po' di carote e di cipolle crude, tagliate sottili, e ho fatto cuocere il tutto a fuoco lento. Ne è venuto, glielo posso assicurare, 1 stufato prelibato, di sapore nuovo e molto gradevole. Ne ho mangiate 2 porzioni, e me n' è restato x altri pasti. Davvero squisito! Mi dispiace che lei non abbia potuto essere mia ospite e assaggiarlo, ma comunque le mando la ricetta che penso le riuscirà gradita. Con i miei distinti ossequi."

    E' la lettera recapitata alla famiglia di Grace Budd (10 anni, attirata in casa, strangolata e mangiata da ALBERT FISH)

    Tratto da "1 delitto al giorno" di Riva & Viganò, ediz. Baldini & Castoldi

    Da:
    http://web.tiscali.it/no-redirect-ti...on/biofish.htm

  8. #8
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    Ne parlano Erodoto e altri storici dell'antichità classica; Marco Polo, nei suoi racconti di viaggio, riferisce di tribù cannibali dal Tibet a Sumatra. Più fonti attribuiscono rituali di cannibalismo tra gli Aztechi e tra molte popolazioni native d'America, nelle isole Fiji, in Australia, Nuova Zelanda e Africa. Ma quali prove abbiamo mai avuto dell'esistenza di queste pratiche, per non parlare della loro diffusione e del loro significato?


    Le risposte sul tema e l'approfondimento su:

    http://erewhon.ticonuno.it/riv/scien...a/cannibal.htm

  9. #9
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    Originally posted by skorpion


    Albert Fish è nato nel 1870 da una famiglia rispettata in Washington, DC. Il padre è morto quando Albert aveva 5 anni e di conseguenza il bambino visse la sua infanzia in un orfanotrofio. Albert è stato conosciuto come " un bambino co dei problemi ". Il comportamento sadomasochistico ed insolito di Albert in primo luogo è stato notato dai figli subito dopo che la moglie lo lasciò. Ha cominciato a soffrire di allucinazioni ed è stato ossessionato dai temi religiosi. Ha forzato i suoi propri bambini a remare con le natiche nude fino a che non sanguinassero. Fish era un molestatore di bambini. I procuratori sono sicuri della sua partecipazionein oltre 100 casi. Albert, tuttavia, sostiene di aver molestato quasi 400 bambini. Una volta uccise una bambina,la fece a pezzi e la mangiò;poi scrisse una lettera alla famiglia del bimbo descrivendo la ricetta con la quale aveva cucinato il loro bambino. Albert è stato arrestato. Nella custodia, Albert ha confessato omicidi di parecchi altri bambini.Si pensa che Fish abbia ucciso fino a 15 bambini.Fu condannato alla sedia elettrica nel 1936. Per ucciderlo ci vollero due scosse.
    ”Ho cominciato ad apprezzare il sapore della carne umana molti anni fa, durante una carestia in Cina. Assomiglia alla carne di vitello, ma quella delle ragazzine è più gustosa di quella dei ragazzini...: è una delle allucinanti dichiarazioni di Albert Fish.

    E la sua perversione era così smisurata che, negli ultimi minuti di vita, disse che la scossa suprema era l'unica cosa che non aveva ancora provato e - quasi impaziente di assaporare l'estrema emozione - aiutò l'esecutore a fissare gli elettrodi alla sua gamba.


  10. #10
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    Originally posted by Silvia


    Secondo una donna pigmea della regione di Mombasa (il cui marito ha visto i soldati del Movimento di Liberazione del Congo fare a pezzi sua madre, suo fratello, sua sorella e due bambini... mettere i pezzi sul fuoco, affumicare il resto e portarselo via…) i rivoluzionari del Mlc sono convinti che mangiare carne o bere sangue di pigmeo rende forti, molto forti...
    MANGINA (CONGO) - "Ho visto morire mia madre, l'ho vista tagliare a pezzi e cuocere sulla brace", racconta il pigmeo Amuzati, un cacciatore alto un metro e venti, appena arrivato a Mangina, cittadina nel Nordest della Repubblica democratica del Congo. "Stiamo fuggendo dal mostro", dice Amuzati, che come i seicento pigmei arrivati in questi giorni a Mangina, ha abbandonato per la prima volta della sua vita la foresta equatoriale. Il "mostro" è l'Esercito di liberazione del Congo, i cui guerriglieri hanno compiuto negli ultimi mesi stupri su ragazzine e atti di cannibalismo sulle popolazioni di pigmei. Tra le tante testimonianze raccolte a Mangina, non c'è soltanto quella di Amuzati che, oltre alla madre, ha visto sgozzare la sorella, i suoi due fratelli e i suoi nipoti, prima di vederli mangiare dalle soldatesche ribelli. C'è anche il racconto di un altro pigmeo, agricoltore, il quale ha assistito a una scena analoga. Stavolta però le vittime erano le sue due mogli e i suoi quattro bambini.

    Ma non finisce qui: c'è Apolline, una donna della tribù dei Nande che è stata costretta a mangiare carne del marito. E ancora: il comandante Mafuta, ufficiale di un esercito che si oppone a quello della liberazione del Congo, racconta che quando fu catturato dai suoi nemici, il suo corpo fu trapassato dalle baionette per farlo sanguinare. "Poi hanno raccolto il mio sangue e l'hanno bevuto, convinti che ciò li avrebbe resi più forti e coraggiosi".

    Altre testimonianze, confermate da un'inchiesta dell'Onu, provengono da tre religiosi rimasti nelle mani dei guerriglieri per una ventina di giorni. Dice uno di loro, l'italiano padre Franco: "Ho visto i soldati esibire le teste e i genitali dei pigmei come fossero trofei". I tre missionari, che abbiamo incontrato nella parrocchia di San Rosario, a Mambassa, dove vivono protetti dalla missione Onu in Congo, raccontano le credenze dei ribelli: "Mangiano carne umana e bevono sangue umano perché credono che ciò li renda invincibili".

    I racconti sono abbastanza raccapriccianti da indurre centinaia di pigmei ad abbandonare le loro case fatte di foglie di banano e immerse nella giunga congolese. Gran parte di loro fuggono per le dicerie che circolano. "Siamo scappati per la guerra, perché siamo terrorizzati da quello che si dice, quello che abbiamo sentito dagli altri pigmei. I nostri amici sono stati mangiati. Se ci prendono ci mangeranno, dobbiamo scappare", spiega Morisho Yongo, un pigmeo delle foreste ad ovest della frontiera con l'Uganda.

    Kamanda Wa Kamandal (corrispondente da Kinshasa di Radio France Internationale)

    Da La Repubblica.it del 23 gennaio 2003

 

 
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