Avamposto dell'Europa in Medio Oriente
Roma, 12 dicembre - Il presidente del Senato italiano Marcello Pera ha accolto il suo ospite Moshe Katsav affermando che Israele è un "avamposto dell'Europa in Medio Oriente". Questo era uno degli argomenti preferiti anche di Theodor Herzl che, poco più di un secolo fa, cercava dei sostenitori presso le principali cancellerie europee promettendo che un eventuale Stato ebraico sarebbe stata la punta avanzata dell'Europa nella marea saracena. Israele tuttavia non è il primo avamposto europeo da qualche parte nel mondo, basta leggere le pagine poco edificanti della storia del colonialismo.
Intanto, l'ambasciatore palestinese in Italia Nemer Hammad, intervenendo in relazione all'affermazione attribuita al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che le porte di Palazzo Chigi sarebbero chiuse ad Arafat e ai suoi rappresentanti dal marzo scorso, ha ricordato che lo scorso ottobre il ministro palestinese per la Cooperazione internazionale Nabil Shaath era stato ricevuto a Roma dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Questo parlare di un "avamposto" europeo la dice lunga sulla mentalità che hanno certi uomini, rimasti ancora ai tempi del peggiore colonialismo, sconcerta (ma non più di tanto, visto che si tratta di Pera) che a usare questa espressione sia stato il presidente del senato. Non credo poi che gli israeliani si considerino europei e che la cosa sia di loro gradimento.




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