



Da "Radio Scarpa" apprendiamo che ... a Catanzaro ben sette sono i Candidati alla Presidenza dell'Amministrazione Provinciale.
Wanda Ferro e' sostenuta da varie liste, tra cui, oltre al PdL, Nuovo Psi, Movimento per l’Autonomia ed altre ... c'e' anche quella del Partito Repubblicano Italiano ...


Francesco Nucara ha aperto la campagna elettorale - Manifestazione a Reggio Calabria con Versace, Speziale e Palma
Creare le condizioni per lo sviluppo
Il segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara, ha aperto mercoledì sera la campagna elettorale insieme ai candidati del Pdl in una grande manifestazione all'Hotel Excelsior di Reggio Calabria. Tra i presenti, gli imprenditori Santo Versace e Vincenzo Speziale, nonché l'ex magistrato Nitto Palma, capolista del PdL al Senato. Nucara, commentando "l'impegno" del governo Prodi per la Calabria, ha detto: "Serve molto di più delle promesse di Prodi. Se dovevamo essere i figli prediletti, allora molto meglio essere orfani. La Calabria ha bisogno di infrastrutture necessarie per creare sviluppo ed occupazione. La realizzazione del Ponte sullo Stretto ed il potenziamento delle autostrade, a partire dalla Reggio Calabria – Salerno, rappresentano, pertanto, il primo capitolo del nostro impegno. Bisogna costruire le condizioni perché la Calabria possa pensare da sola al proprio futuro".
E il segretario del Pri si è detto "molto preoccupato" per i possibili risultati delle elezioni al Senato. "E' importantissimo che si voti più al Senato che alla Camera", ha affermato. Parlando del programma del PdL per la Calabria - che lo stesso segretario del Pri aveva inviato nei giorni scorsi al presidente Berlusconi - si è soffermato sulla necessità di modificare la strategia per la lotta alla criminalità, che non può essere combattuta soltanto con indagini giudiziarie e arresto dei boss, ma anche e soprattutto con lo sviluppo di quelle condizioni necessarie per far sì che le nuove generazioni non siano costrette a delinquere. Posizione peraltro condivisa pienamente da Nitto Palma.
E ancora il segretario, in un altro incontro, ha invitato tutti i repubblicani calabresi a mobilitarsi per il Popolo della Libertà. Quanto al Pd, Nucara ha ricordato, in risposta all'intervento di Bettini sul "Corriere della Sera", che il candidato Veltroni, da quindici anni alterna, nella sua veste di vicepresidente del Consiglio, la carica di sindaco di Roma con un altro vicepresidente del Consiglio, tale Rutelli. E proprio Veltroni vorrebbe apparire agli occhi della gente come il "nuovo che avanza".
tratto da http://www.pri.it/27%20Marzo%202008/...alElezioni.htm


E' giunto il momento di cambiare pagina Servono infrastrutture, un "federalismo intelligente", una Banca del Sud
Il programma del PdL per la Calabria
Elaborato dai Repubblicani e condiviso da tutta la coalizione.
Per la Calabria ed il Sud occorre una svolta: cambiare pagina. Parliamo del Sud, non del Mezzogiorno: termine legato ad un passato che, seppure ha prodotto qualche risultato, ha perso ogni carattere identificativo. Parliamo di Sud e non di aree sottoutilizzate, come sono indicate le nostre "terre" nel linguaggio burocratico dei documenti governativi. Calabria e Sud: due riferimenti diretti, capaci, tuttavia, di definire non solo una zona dell'Italia, ma un insieme di esperienze, di culture, di aspettative e volontà di cambiamento. Le parole nascondono sempre un significato più profondo. Non nascono per caso, ma sono il prodotto di ciò che si vuole evocare, il risultato di una storia e di un protagonismo per troppi anni ignorato e spesso mortificato.
Non c'è solo l'orgoglio del Nord. Che si manifesta in un movimento politico, non a caso, legato al Popolo della libertà. Il Sud può esprimere una passione civile altrettanto prorompente. Basta ritrovare la fiducia in noi stessi, la consapevolezza della nostra storia, ed il lucido ricordo di quello che è stato il contributo reso dalla nostra "terra" allo sviluppo complessivo dell'Italia. Il miracolo economico italiano è stato costruito grazie al sacrificio di migliaia di emigrati meridionali, che hanno abbandonato le loro case, affrontato le difficoltà di un lungo viaggio verso le grandi cattedrali industriali dell'hinterland lombardo o piemontese.
Quando diciamo che occorre cambiare pagina, ricordiamo tutto questo ed anche una mancanza di gratitudine che ferisce più dello stato di abbandono in cui la politica nazionale ci ha condannato. Non aspetteremo oltre. Vogliamo essere partecipi del nostro sviluppo e del nostro riscatto. In nome di quello che abbiamo dato e non abbiamo ricevuto. Allo Stato centrale chiediamo di fare quello che lo Stato federale tedesco ha fatto e sta facendo per consolidare la sua unità nazionale. Si parla troppo e male dei trasferimenti di risorse. Nulla si dice, invece, di un impegno che, se parametrato sugli standard europei appare del tutto inadeguato. Lo ribadiamo non per assumere un atteggiamento questuante, ma per rispettare la verità storica e sfatare il mito che il Sud costituisca una palla al piede di cui sarebbe il caso di liberarsi.
Ai concittadini del Nord, che pure hanno motivo di lamentarsi delle inadempienze della macchina burocratica dello Stato centrale, diciamo che la battaglia è comune. Dobbiamo cambiare pagina. E farlo insieme per dare all'Italia una prospettiva di sviluppo e di benessere collettivo. Non è un sermone elettorale. Il mondo sta cambiando di fronte ai nostri occhi, con una rapidità che spesso non riusciamo a percepire. Mondi lontani, fino a ieri condannati al sottosviluppo, sono divenuti oggi il motore della crescita e dello sviluppo. Il Sud del Pianeta non è più la patria dei "dannati della Terra", come scriveva qualche anno fa una grande intellettuale magrebino, ma un cantiere aperto dove emancipazione e riscatto sociale sono divenuti la leva potente per la ricerca di un benessere collettivo. Noi vogliamo fare altrettanto.
Infrastrutture innanzitutto. Questo è il primo obiettivo che ci poniamo. Infrastrutture materiali ed immateriali: le grandi autostrade della modernità. Quindi formazione, conoscenza, comunicazione. Le grandi tecnologie che segnano la nostra epoca. Se mancano, ogni discorso sulla centralità del mercato – il cardine di una cultura liberale – diventa un'astrazione. Se le vie di comunicazione sono insufficienti, se strade ed autostrade sono inadeguate, se le grandi infrastrutture ferroviarie sono carenti, ogni scambio, non solo materiale, diventa più difficile se non impossibile. Gli spazi di libertà effettiva si riducono. L'economia regredisce verso forme di autoconsumo, cresce il peso della rendita e dell'inefficienza che falcidia i salari e comprime i diritti di cittadinanza. La disponibilità di infrastrutture, in un mondo che cambia ai ritmi di cui abbiamo parlato, è il primo requisito per non essere tagliati fuori dalle correnti del progresso e della nuova civiltà.
La realizzazione del Ponte sullo Stretto ed il potenziamento delle autostrade, a partire dalla Reggio Calabria – Salerno, rappresentano, pertanto, il primo capitolo del nostro impegno. E quando parliamo di impegno non lo riteniamo circoscritto alla sola sfera politica. E' necessario un movimento di popolo che sappia far comprendere anche ai nostri avversari, che quelle proposte stanno avversando, quanto sia importante rompere l'accerchiamento che deriva dai ritardi e dalle inadempienze nella loro realizzazione. Non possiamo essere da meno rispetto alla stessa burocrazia europea che queste opere sollecita per completare quei grandi corridoi che vogliono dare all'intero Continente le interconnessioni indispensabili. Sono i presupposti materiali su cui costruire una nuova identità. E caratterizzare una presenza europea in grado di competere e collaborare, alla pari, con le altre grandi democrazie occidentali. Gli Stati Uniti, innanzitutto.
Ma questo non basta. Queste grandi infrastrutture devono essere completate da un reticolo di interventi, capaci di unificare tutto il territorio calabrese. A partire da ferrovie in grado di garantire, a basso costo d'esercizio, la movimentazione di massa: sia che si tratti di merci che di persone. Gioia Tauro è già divenuto il terminale, l'hub, del nuovo commercio Nord – Sud. Per quella che fu una geniale intuizione imprenditoriale che riuscì a riconvertire l'errore del V centro siderurgico in una brillante realtà passano oggi le merci provenienti dalle grandi fabbriche dei nuovi paesi industrializzati. Occorre sfruttare, fino in fondo, queste potenzialità, cosa che il Governo Prodi non ha fatto. E far divenire la Calabria una delle basi logistiche del nuovo commercio internazionale. E' un'occasione straordinaria. Nel ‘400 la Repubblica Senerissima – la Venezia dei Dogi – fu la più grande potenza dell'Occidente. Aveva il monopolio degli scambi. Poi la scoperta delle Americhe cambiò le direttrici dello sviluppo. Oggi il pendolo sembra tornare al punto di partenza, riaprendo le antiche "vie della seta" per la Cina. Per le quali, tuttavia, non passano solo spezie e prodotti esotici; ma beni industriali da convogliare verso il resto dell'Europa. La Calabria può divenire il cuore di questo processo. L'importante è credere nel progetto e lottare affinché esso si realizzi.
Non vogliamo delegare ad altri questo compito. Spetta soprattutto a noi realizzarlo. Ma per ottenere un risultato abbiamo bisogno di una sorta di federalismo intelligente. Nella storia nazionale, la Calabria ed il Sud hanno avuto un ruolo determinate. Hanno offerto braccia per l'industria, uomini per le guerre, figli per popolare lontani continenti. La storia della Calabria e del Sud è la storia dell'Italia. Anche altre regioni vi hanno contribuito. Ma mentre il Nord est, anch'essa terra di emigrazione, è oggi ricompensato dei sacrifici sopportati, il nostro popolo vanta ancora dei crediti, che nessuno ha pagato. Non chiediamo un rimborso. Vogliamo, invece, una politica economica diversa. Che tenga conto delle diverse specificità e, proprio per questo, risulti più efficiente ed efficace.
La medicina ci insegna che non esiste una cura universale. Ogni caso va trattato a sé. Esiste una medicina per il mal di gola ed una per le patologie cardiovascolari. Non si può prescrive a tutti una semplice aspirina. Non esiste e non può esistere un'unica politica economica, capace di contemperare esigenze diverse: quelle per un Nord ormai congestionato, che attira risorse che creano ulteriori affollamenti ed una per il Sud, segnato dall'eccesso di disoccupazione, specie giovanile e femminile, e dal basso impiego dei fattori produttivi. Quindi due diverse politiche, in grado di tener conto della frattura storica che divide le due parti del Paese. Ma per far questo occorre tener presente i vincoli di carattere comunitario. Ogni differenziazione delle politiche territoriali alimenta il sospetto ch'essa nasconda aiuti di Stato, se a gestire quelle diverse politiche è un unico soggetto amministrativo. Il federalismo può rappresentare il grimaldello che dischiude la porta della razionalità, contro la cecità burocratica.
Ancora una volta, l'esempio da seguire è quello della Germania. L'autonomia dei länder ha consentito politiche industriali, fiscali ed incentivi differenziati. In grado di intercettare i fenomeni di specializzazione produttiva, senza disperdere risorse nelle astratte geometrie stataliste. Ed i risultati si vedono. Dobbiamo seguire quella strada. La pressione fiscale deve essere ridotta in modo permanente e strutturale. Non basta più la sola legislazione di vantaggio: per definizione temporanea e limitata nel tempo. Gli interventi richiesti per condurre a termine il progetto di riconversione produttiva, basato sui nuovi assi che caratterizzano i nuovi rapporti tra il Nord ed il Sud del mondo, richiedono un orizzonte temporale più ampio. E' quindi giusto che la politica fiscale sia decentrata verso il basso e si avvalga di tutti gli strumenti necessari per dare coerenza al progetto industriale che è ad essa sotteso. Solo così avremo politiche economiche coerenti, come mostra il caso dell'Irlanda, in grado di attirare capitali italiani ed esteri e mettere in modo quel processo autonomo di sviluppo che è condizione indispensabile per un progetto di emancipazione complessiva.
Questo è il fine ultimo cui tendere. Non siamo per uno sviluppo economico – obiettivo comunque tutt'altro che disprezzabile – fine a se stesso. Siamo convinti che questo sia lo strumento effettivo – forse l'unico – per combattere realmente la criminalità organizzata. A partire dalla ‘ndrangheta. Non siamo solo di fronte ad un fenomeno criminale. La sua base di massa si nutre di ribellismo, contro i torti subiti a causa della disattenzione dello Stato centrale, e della mancanza di alternative. Se si deve scegliere tra il vivere da malavitosi o il morire d'inedia, alla fine, prevale l'istinto naturale della sopravvivenza. Questa spirale perversa può essere interrotta. Nel Sud del mondo, l'ONU interviene cercando di incentivare le produzioni alternative alla raccolta del papavero: madre di ogni possibile droga. I successi finora conseguiti, anche a causa dell'intrecciarsi del fenomeno con le recrudescenze del terrorismo, sono stati limitati. Ma il metodo è quello giusto. Richiede soltanto obiettivi più realistici e l'impiego di risorse adeguate. Oggi, grazie alla grande liquidità del mercato internazionale, almeno per la Calabria esistono entrambe le condizioni. Si tratta solo di mettere in campo progetti adeguati, approfittando dei cambiamenti intervenuti nella realtà internazionale, che possono essere intercettati.
E' l'impegno progettuale la risorsa principale di cui disporre. Abbiamo bisogno di una banca – la Banca del Sud – capace di legarsi alle sorti del territorio. In grado di stimolare la creatività degli imprenditori meridionali. Di offrire loro assistenza, convogliando verso queste terre capitali in cerca di impiego. La contropartita che vogliamo offrire è l'impegno ad un rendiconto rigoroso di come quelle risorse – sia pubbliche che private – saranno impiegate. Accompagnate da uno sforzo collettivo. Alla nostra gente non chiediamo sacrifici. Chiediamo invece di investire sul proprio futuro e su quello dei propri figli. E di essere conseguenti con questa scelta, anche se questo dovesse comportare, nell'immediato, un impegno maggiore. Innanzitutto nei posti di lavoro. Serietà, rispetto delle nuove leggi rivolte ad accelerare il ritmo di crescita, impegno e non solo diritti. Sobrietà e disponibilità a farsi carico dei destini della propria terra. Non chiediamo ad altri di fare la nostra parte, ma a noi stessi di fare di più nell'interesse dell'Italia. E' gia scritto nella nostra Costituzione, dove si parla di "diritti inviolabili" e di "doveri inderogabili". E' la parte spesso dimenticata del nostro DNA. Ma nella gente del Sud, che non ha scordato il contributo reso all'unità del Paese, quel monito è come un torrente carsico. Affonda nella terra, ma all'improvviso riemerge: portando la vita.
tratto da http://www.pri.it/28%20Marzo%202008/...maCalabria.htm


La grande forza dell'Edera
Mobilitazione degli elettori repubblicani, malgrado la pioggia
Diluvia su Reggio Calabria. Da due giorni si abbatte un temporale dietro l'altro: fa un certo effetto in questo periodo dell'anno ritrovarsi in pieno inverno. Più preoccupati degli abitanti sono gli organizzatori della campagna elettorale, che concentrano i loro sforzi per riunire i cittadini nei comizi da una parte all'altra della città.
Bertinotti, che doveva parlare a Piazza Duomo, sta cercando disperatamente un cinema. Veltroni rimarrà chiuso in albergo. Ma anche chi, come il Pri reggino, prudentemente aveva pensato da subito ad una sala coperta, come quella dell'Excelsior, per radunare i repubblicani della città ed invitarli al voto per le liste del Pdl, non poteva stare tranquillo. Tutta quest'acqua blocca la città e può avere una ricaduta grave sulla riuscita della manifestazione. Timori presto scongiurati. Il cuore dei repubblicani reggini non si arresta per le intemperie.
Ne è molto soddisfatto il segretario provinciale Pino Nicolò che reduce, il giorno prima, con il segretario nazionale del partito Francesco Nucara, dalla manifestazione dei candidati del Pdl, può constatare che l'affluenza repubblicana supera da sola quella di Forza Italia e di An messe insieme. Un riconoscimento alla mobilitazione degli iscritti e degli elettori del Pri viene dal sindaco Scopelliti che non ha mancato di portare un contributo ad una forza che da anni si è dimostrata fondamentale in giunta. E quando Scopelliti ricorda il ruolo importante svolto dall'amico vicesindaco Gianni Rizzica, dalla sala parte un applauso intenso e caloroso. Scopelliti con i repubblicani ha instaurato un filo solido, rafforzato anche dal fatto di vivere il successo elettorale ottenuto nella città in contrapposizione alle sorti della regione affidate al centrosinistra e a Loiero. Il bilancio del governo di quest'ultimo è stato talmente negativo che si aspettano con ansia le elezioni nazionali. Da queste serve un segnale netto anche per gli equilibri regionali.
E la prima preoccupazione è sul fronte della sicurezza. Terzo delitto nel crotonese in pochi giorni. Un bilancio drammatico che né il governo Prodi né l'amministrazione Loiero sono parsi in grado di prevenire o contrastare. L'emergenza dell'ordine pubblico è tornata tragicamente attuale nella regione. Mentre Reggio vive una condizione di maggiore tranquillità. Ma ora c'è voglia di riscatto. Il governo nazionale diventa la prima priorità.
Per il segretario del Pri Francesco Nucara "è solo questione di giorni". Lo spiega con convinzione agli amici che hanno sostenuto il partito in tanti anni di battaglia politica. "I nostri voti saranno determinanti sia per la vittoria alla Camera che per quella al Senato". Del resto Nucara ricorda che fu così anche nelle regionali nel 2000 quando, in controtendenza con la linea nazionale del partito, il Pri calabrese si schierò dalla parte di Chiaravalloti. Fu una scelta anticipatrice della svolta compiuta a Bari. Nucara ed il Pri calabrese ne furono precursori: "Dov'è lo scandalo per un repubblicano?", chiede Nucara alla platea. "Essere alleati con Fini, che si è recato al Muro del pianto di Gerusalemme con la kippah in testa, o con Diliberto, che brucia le bandiere americane ed israeliane nelle piazze?". Nucara a proposito non ha mai avuto dubbi. La nostra esperienza nel centrosinistra fu disastrosa, il contributo nel governo Berlusconi complessivamente positivo, per quanto potessero esserci divergenze e differenze su singoli problemi. Non certo sull'importanza data da quel governo al Mezzogiorno ed alla Calabria.
"Basta pensare - ricorda Nucara - come fu colta e realizzata la proposta repubblicana di un ministero per il sud". E ora il Pri ha una nuova proposta da portare all'attenzione del futuro governo: "Chiediamo - sottolinea Nucara - l'istituzione di una Banca del Sud che aiuti i giovani imprenditori ad avviare le loro attività con accesso al credito facilitato".
Il Pri non farà venire meno il suo contributo autonomo ed indipendente al futuro governo. "L'ho detto a Berlusconi che noi non ci sciogliamo; noi siamo alleati perché condividiamo una comune impostazione programmatica per lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno e dell'Italia. Berlusconi vuole fortissimamente il Ponte sullo Stretto? Bene, anche io sono convinto della bontà di questa operazione. Ma prima bisogna costruire un serio piano infrastrutturale. Penso all'A3 e ai suoi cantieri, alla ferrovia Jonica". Puntiglio e orgoglio, insomma, indipendentemente da un sistema elettorale e da decisioni politiche che non consentono al Pri di far garrire le bandiere dell'Edera. Qualche rimpianto? "I sistemi elettorali passano", dice ancora Nucara, che non rinuncia al capannello con i repubblicani di lungo corso alla fine della manifestazione. "L'Edera non passa mai. Pensate che c'è un sampietrino a Piazza San Pietro con il simbolo dell'Edera impresso sopra. E' del tempo della Repubblica Romana ed è ancora lì".
tratto da http://www.pri.it/28%20Marzo%202008/...abriaManif.htm


Le sedi del PRI in Calabria
Cosenza CS
Catanzaro CZ
Girifalco CZ
Lamezia Terme CZ
Pianopoli CZ
Soverato CZ
Africo RC
Gioia Tauro CZ
Reggio Calabria RC
Roccella Jonica RC
Siderno RC
Villa San Giovanni RC


Nucara (Pri-PdL): più è dura, più vinco...
Reggio Calabria. Il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara, candidato alla Camera nelle liste calabresi del Pdl, ha incontrato la “base” repubblicana all’Hotel Excelsior. Con lui, il capogruppo al Comune Antonio Rappoccio, l’ex segretario provinciale Pino Nicolò e il sindaco della città Giuseppe Scopelliti, cui Nucara ha fatto riferimento nella parte più strettamente politica del suo intervento: "In circa 40 anni di regionalismo Reggio non ha mai espresso il presidente della Giunta: io spero che arrivi alle Regionali del 2010, e secondo me ce l’abbiamo in questa sala…".
L’ex viceministro all’Ambiente, pensiero solidamente rivolto al Sud, s’è soffermato sull’esigenza di rafforzare infrastrutture materiali & immateriali. "Preferirò sempre riqualificare l’A3 a mettere 100 euro in più nella busta-paga degli statali, perché la Salerno-Reggio è una prospettiva di sviluppo".
E sul fronte ambiente ed energia, "realizzare un solo termovalorizzatore non solo aggrava i rischi per la salute nella Piana, ma innalza il costo del trasporto per i rifiuti da smaltire…". Auspicata la pronta rivalutazione del nucleare: chi lo usa massicciamente come la Francia realizza prodotti più competitivi.
Immancabile il passaggio di Nucara sulle inedite ansie di non riuscire a trionfare al Senato in Calabria: "Le battaglie più mi stimolano, più le vinco…". Riprende lesto il discorso Scopelliti: "In Calabria vogliamo stravincere, perché questo costituirebbe un segnale forte anche nei confronti di un nefasto Governo regionale". E poi, aggiunta di stretta attualità: "Berlusconi non verrà a Reggio perché – stando al sindaco – ritiene più importante andare nelle città dove l’esito è meno certo".
Mario Meliadò
tratto da http://www.reggiotv.it/news.php?id=2652&categoria=3


Nucara ha illustrato il programma del Pdl calabrese - Dal Ponte sullo Stretto fino alla necessità di una Banca per il Mezzogiorno
Lavorare per la rinascita della Regione
"Il Ponte sullo Stretto è un fatto positivo se inquadrato in un progetto globale di infrastrutturazione della nostra Regione". Così Francesco Nucara, parlando del programma del Pdl calabrese durante il tour elettorale nella sua Regione. Da Cotronei a Taurianova, passando per Soverato, da Oppido Mamertina ad Ardore, e nella conferenza stampa insieme al presidente dei senatori di Forza Italia Schifani. "Non si può pensare – ha continuato il segretario del Pri - che si possa fare un'opera così significativa per lo sviluppo economico del Mezzogiorno senza tener conto della necessità di realizzare le strutture collaterali che dovrebbero servire i milioni di visitatori che da ogni luogo verrebbero ad ammirare quella che potrebbe essere definita l'ottava meraviglia del mondo". "Il ponte può servire sicuramente per far uscire la Calabria dall'isolamento nel quale è precipitata dopo tre anni di malgoverno regionale e sarà sicuramente volano di sviluppo della Regione e di tutto il Sud; ma occorre provvedere urgentemente a portare l'alta velocità fino a Reggio Calabria e completare e rendere più funzionale l'autostrada Salerno – Reggio".
Il capolista del Pdl in Calabria attacca il governo Prodi ed in particolare il ministro dei Trasporti Bianchi, candidato a suo tempo e non eletto nel partito di Diliberto, per le iniziative politiche assunte all'indomani del suo insediamento, proprio contro la realizzazione del Ponte. In questo supportato dal ministro Pecoraro Scanio e da Di Pietro, il cui capolista in Calabria oggi si fa fotografare proprio con un'immagine del Ponte sullo stretto, quasi a voler riproporre tra i propri programmi la realizzazione dell'opera, discostandosi in tal senso dalle iniziative assunte dal governo Prodi. Un ulteriore "smacco alla nostra terra" da parte del ministro Bianchi arriva dalla norma contenuta nel decreto "mille proroghe" con la quale tutto il controllo del traffico marittimo dell'area dello Stretto viene scippato all'autorità portuale di Gioia Tauro per essere trasferito all'autorità portuale di Messina. "E questo ministro – continua Nucara - ha ancora l'ardire di affermare nelle sue conferenze stampa di aver fortemente sostenuto lo sviluppo del porto". Ma tutto questo non basta. Perché i leader del Pd in Calabria continuano ad imbrogliare gli elettori. Facendo riferimento alle affermazioni insistenti sui problemi affrontati e risolti dal governo Prodi, Nucara ha replicato alle notizie apparse sui giornali circa il finanziamento del completamento della Diga sul Menta. Diga che è elemento fondamentale per l'approvvigionamento idrico della provincia di Reggio Calabria. Il segretario del Pri ha infatti ricordato che tale finanziamento è stato deliberato con l'ultima delibera Cipe del Governo Berlusconi nel marzo del 2005 e che il Governo Prodi si è limitato soltanto a riconfermare tale finanziamento, come in effetti risulta dalla delibera Cipe firmata dal Ministro dell'Economia di Prodi.
Del resto tutte queste cose sono già state riportare nel libro "I repubblicani non dicono bugie", fatto pubblicare dallo stesso Nucara in occasione delle elezioni comunali di Reggio Calabria, in polemica con alcune affermazioni del Presidente della Regione Calabria, Loiero.
E le bugie del centrosinistra "hanno le gambe corte", soprattutto quando il Ministro Bianchi parla della realizzazione della Superstrada Bovalino - Bagnara ad opera del governo Prodi; mentre invece nel dicembre del 2006 egli stesso, in un comunicato stampa, affermava che tale opera "non era prioritaria" per la Calabria.
Nucara ha affrontato anche il problema dell'imprenditoria nella Regione; su questo tema il programma del Pdl prevede la realizzazione della Banca del Sud per agevolare il credito alle imprese e per offrire la possibilità ai giovani calabresi di intraprendere nuove iniziative. Soltanto in questo modo "la nostra Regione si potrà affrancare dalla criminalità organizzata". Il tasso che le banche meridionali oggi praticano ai propri clienti è quasi il triplo di quello che viene praticato nelle Regioni settentrionali. Ecco perché lo sviluppo economico del Mezzogiorno passa anche attraverso le agevolazioni e gli incentivi che gli istituti bancari devono offrire a tutti coloro che nel Sud e nella Calabria intendono rimanere con il proprio lavoro e con la propria famiglia. Tutte le comunità finora incontrate dal segretario del Pri sentono viva la necessità di una rinascita della Calabria. Ed in questo senso il programma del Pdl - che Nucara aveva presentato nei giorni scorsi a Berlusconi - individua il percorso nell'approvazione di leggi obiettivo speciali per il turismo, per le infrastrutture, per l'agricoltura.
Sono alcune delle direttrici importanti che potrebbero portare finalmente la Calabria al livello civile, economico e sociale delle più avanzate Regioni italiane.
tratto da http://www.pri.it/new/8%20Aprile%202...iaElezioni.htm


Un programma per la Calabria - Il segretario Nucara intervistato dal "Quotidiano"
Priorità: infrastrutture e sostegno alle imprese
Intervista di Giulia Veltri a Francesco Nucara pubblicata su "il Quotidiano della Calabria" del 9 aprile.
Ha proposto personalmente a Berlusconi un programma particolareggiato per la Calabria. Pochi punti chiari per dare il senso di una presenza. Perché in politica contano "i programmi e non le coalizioni". Francesco Nucara spiega al "Quotidiano" perché il Partito repubblicano è confluito dalla prima ora nel Popolo della Libertà. "Ci hanno convinto le idee", chiarisce richiamando alla memoria la lezione di Ugo La Malfa, uno dei suoi padrini politici, sul valore della "politica dei contenuti". Segretario nazionale di una sigla storica del panorama politico, candidato numero tre alla Camera con il Pdl e con un piede già a Montecitorio, Nucara è calabrese ma ha trascorso gran parte della sua vita politica a Roma. Nelle stanze che contano delle istituzioni e dei partiti. Amico intimo di Berlusconi - è stato lui a consolidare la collocazione del Pri dentro al centrodestra – e in ottimi rapporti con Tommaso Padoa Schioppa, dai trascorsi repubblicani. Nucara, parlamentare più volte e uomo di governo, dopo l'ultima candidatura in Emilia Romagna, ritorna in Calabria e detta le parole d'ordine da spendere in questi ultimi giorni di campagna elettorale.
Innanzitutto, ci racconta cosa è accaduto con il Pli. Gliela aveva data o no la delega per la lista?
"In effetti ho concesso la delega, ma ho giurato a me stesso che la verità su questa triste vicenda – triste per Stefano De Luca (segretario nazionale del Pli, ndr) e non per me – l'avrei raccontata il 15 aprile. Per cui, no comment".
Lei è segretario nazionale di un partito che il 13 e 14 aprile non comparirà sulla scheda. Ma cosa succederà dopo? In nome del Pdl, se la sente di rinunciare a un simbolo storico nella storia italiana dei partiti?
"Non è così semplice archiviare la storia del Pri. E' necessario un congresso e tutto un iter "alla vecchia maniera" per dichiarare sciolto il partito. E' ancora presto per assumere decisioni definitive. E' vero, però, che in questo momento storico il Pri rischiava di scomparire e ha optato per Berlusconi, al quale ci legano alcuni temi di fondo nell'impostazione di governo".
A dire la verità, l'obiezione di fondo a questa campagna elettorale è proprio l'omologazione dei programmi. Quel che è vero, però, è che in una fase di vero e proprio rimescolamento di carte, con passaggi di casacca e cambi di schieramento, lei si è mantenuto coerente. Con Berlusconi stava e con Berlusconi è rimasto.
"Mi creda, da pragmatico per cultura politica ho solo scelto in base ai programmi. Di più. Nella carte del Popolo della Libertà, ho chiesto (e ottenuto) a Berlusconi di inserire un capitolo relativo alla Calabria".
In che consiste?
"Pochi punti chiari per fare capire alla gente quello che faremo una volta saliti al governo del Paese".
Via con il cronoprogramma…
"Punto primo, un piano decennale delle Infrastrutture, concordato con la Regione e mirato a realizzare un sistema integrato dei trasporti, che vada dalle autostrade alle ferrovie e al Ponte sullo Stretto".
Anche lei è d'accordo sul recupero del progetto del Ponte sullo Stretto?
"Il mio è un nì. Se serve ed è calato in un contesto recuperato della rete dei trasporti, ben venga il ponte. Realizzare solo il ponte, senza pensare all'A3 e alla rete ferroviaria, non ha alcun senso. Né valgono i ragionamenti del passato governo Prodi. Sulle infrastrutture, Meduri e Bianchi hanno raccontato ai calabresi un sacco di fesserie, arrogandosi opere e investimenti frutto della programmazione del precedente governo".
Il punto numero due del programma Calabria?
"Potenziamento del porto di Gioia Tauro e poi nuove leggi obiettivo per la logistica, il turismo, i poli di eccellenza".
Ma gli industriali calabresi – nel corso del confronto con i capilista al Parlamento – hanno chiaramente contestato la formula della legge obiettivo, perché escluderebbe de plano i costruttori locali …
"Inviterei i costruttori calabresi a consorziarsi, in modo tale da raggiungere i requisiti richiesti dalla normativa europea per gli appalti. In questo modo diventerebbero più competitivi e potrebbero partecipare a pieno titolo a importanti appalti nazionali".
Punto tre …
"L'apertura di una Banca del Sud – pallino di Giulio Tremonti – capace di impiegare l'eccesso dei risparmiatori per sostenere le imprese locali. A seguire, l'affermazione efficace e completa del federalismo fiscale, che preveda misure di vantaggio e di riequilibrio per la Calabria. Gli altri punti, poi, riguardano un piano di emergenza conto l'illegalità e una riorganizzazione completa del sistema sanitario".
E lo scioglimento del Consiglio regionale? Da Berlusconi a Schifani, non hanno fatto altro che annunciare la fine della legislatura Loiero.
"Sono un garantista per natura, credo nella responsabilità dei singoli e non dell'intero sistema e in ogni caso alcune valutazioni spettano ai magistrati. A me interessano i giudizi politici. Io sono perfino contrario allo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Perché, al di là di casi eclatanti e particolarmente gravi, non è giusto gettare la pubblica disistima su un'intera assemblea. Questa è la vittoria dell'antipolitica. Molto meglio intervenire sull'amministratore indagato. Propongo una legge che imponga l'esclusione dei singoli e non l'abbattimento di un organismo democratico. Il punto, piuttosto, per la Calabria è rinnovare il tessuto burocratico, vero tallone d'Achille di questa regione".
tratto da http://www.pri.it/new/10%20Aprile%20...Quotidiano.htm


Reggio: conferenza stampa del segretario Pri insieme a Palma e Scopelliti - Una città che rappresenta un modello positivo. L'impegno per le infrastrutture e per il porto di Gioia
Il programma del Pdl per la Calabria: i punti essenziali
Da la "Gazzetta del Sud" di Reggio Calabria, 11 aprile 2008.
Il palco allestito a piazza Duomo non resterà "disoccupato" grazie al Pdl che, dopo aver aperto la campagna elettorale con Gianfranco Fini, chiuderà stasera alle 19,00 con un pubblico comizio al quale parteciperanno il sindaco Giuseppe Scopelliti e tutti i candidati reggini alla Camera e al Senato, guidati dai rispettivi capilista Nitto Palma e Francesco Nucara.
A dare questo annuncio sono stati proprio il sindaco Scopelliti, Palma e Nucara nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri all'Excelsior per fare il punto sulla campagna elettorale a quattro giorni dal voto. Si è parlato tra l'altro della città di Reggio, di un programma - Calabria, del Ponte, del porto di Gioia. I tre hanno manifestato grande ottimismo sul risultato del voto. "Io - ha detto Nucara - faccio i sondaggi consultando direttamente la gente. Ho girato tutta la Calabria. Mi sono reso conto che il nostro vantaggio è incolmabile".
Il sindaco Scopelliti è convinto che "con il ritorno di Berlusconi al governo la città di Reggio tornerà ad avere i finanziamenti. In cinque anni di governo di centrodestra abbiamo avuto qualcosa come 250 milioni di euro mentre nei due anni di Prodi solo 2 milioni e mezzo di euro". Il sindaco osserva: "Nel bilancio comunale di quest'anno sono previste tante risorse e tante voci che contribuiranno a far crescere la nostra città. Una cosa è certa: non abbiamo per nulla toccato le tasche dei reggini. Siamo forse l'unico comune capoluogo d'Italia a non aver aumentato di un euro le tasse. Anzi, accogliendo il messaggio lanciato dalla Conferenza episcopale calabrese, abbiamo deciso di non far pagare alle nuove coppie per i primi due anni di matrimonio Ici, canone acqua e Tarsu. Un'iniziativa che ha incontrato anche il plauso del nostro Aricivescovo".
Nucara inizia con una precisazione sulla Diga del Menta. "La delibera Cipe con la quale si stanziava l'opera, 101 milioni di euro, risale al marzo del 2005, governo Berlusconi. Ed io al Cipe rappresentavo il governo nella mia qualità di viceministro dell'Ambiente. Successivamente il nuovo governo ribadiva il finanziamento, tanto che nella delibera il ministro Padoa-Schioppa scrive testualmente ‘si conferma il finanziamento...'. Mi pare che la lingua italiana non ammette equivoci. D'altro canto anche Loiero, nel presentare il piano dell'opera, aveva sottolineato l'impegno del precedente governo".
Nucara poi annuncia: "Nel programma del Pdl, su mia diretta richiesta a Berlusconi, c'è un appendice per la Calabria, nella quale sono elencate le opere essenziali che potranno essere comprese in una ‘legge obiettivo' finalizzata alla nostra regione. Ovviamente trasporti e infrastrutture in primo piano, compreso il Ponte sullo Stretto. Inoltre rilanceremo l'idea di Tremonti sulla Banca del Sud".
Palma conferma che svolgerà la sua attività politica di senatore in Calabria. "Non scappo - dice - ho fatto una scelta e mi fermerò qui". Ricorda i suoi legami con la città, i suoi sei anni da pm della Dda. "Ho ripercorso alcune zone di Reggio. Ad un certo punto ho detto ‘ma qui dove siamo'? Mi è stato risposto ‘Sbarre'. Ma io avevo scelto lasciato questo quartiere in altre condizioni, quel ghetto del ‘208' in particolare, che adesso non c'è più".
Nitto Palma si è soffermato sull'importanza di un'opera come il Ponte che "dà lavoro, assicura sviluppo e soprattutto rivoluziona l'economia della Calabria". Attenzione massima verrà rivolta al Porto di Gioia. "Se non verrà supportato dalle necessarie infrastrutture, rischia di finire declassato".
tratto da http://www.pri.it/new/11%20Aprile%20...paGazzetta.htm