facciamoci due risate!!
E’ innegabile che l’ipotesi di una Mara Venier domenicale la quale, dopo aver sorriso a trentadue denti e dopo aver avanzato il suo busto fiorente verso lo sguardo del telespettatore, chieda a una compunta e tuttavia inquietante Monica Lewinsky se lei a fellatio conclusa e consumata lo ingoiava o meno l’ardore del presidente degli United States of America, è innegabile che questa domanda, certo la più amata e la più attesa dal gran pubblico popolar-televisivo, sarebbe stata un po’ hard.
E dunque appare condivisibile la decisione presa dai sommi vertici Rai – dai sommi vertici di un reame dove scorazzano zoccole emeriti, serial killer, maghi quanto di più cialtronesco, sciacquette senza arte né parte che pontificano su tutto, opinionisti al di sotto di ogni sospetto, casi umani i più terrificanti, sospetti assassini quanto di più feroce – di cassare l’autrice della fellatio, una ragazza che cerca oggi un suo destino e una sua identità. No, niente intervista, chi di fellatio ferisce di fellatio perisce. Tutto fuorché prenderlo in bocca, un atto che sa ancora di illegalità, un rapporto sessuale che va definito “di destra” a dirla con un bel film di Marco Tullio Giordana di una ventina di anni fa. Tanto settimanali autorevoli quanto il grande Enzo Biagi intervistarono a pagamento una troietta, non ricordo più se bulgara o romena, che ci aveva dato sotto con i criminali della “Uno bianca”, e cioè non tanti anni fa. La troietta andava bene, la fellatrice no.
Ho l’impressione che vi sia un pregiudizio verso la fellatio.
Gli ipocriti reputano che sia degradante chi la fa; che degradi la donna che prende una tale iniziativa. Laddove è esattamente il contrario, e del resto ha fatto furore in Francia un libro (mediocrissimo ) in cui Catherine M. racconta quante fellatio reali e virtuali ha fatto. A giudicare da come hanno guidato l’intervento del silicone sulle loro labbra, note simil-attrici e soubrettes vantano se stesse non come laureate in ingegneria nucleare bensì nell’arte della fellatio. Chi è senza desiderio (attivo o passivo, a seconda se uomo o donna) della fellatio scagli la prima pietra. La giovane stagista Monica Lewinsky non s’è affatto degradata a mettersi in ginocchio davanti a un presidente Usa, ha fatto solo valere la sua forza femminile sino ad averlo nel suo dominio, un dominio di cui è memorabile la macchia rimasta per sempre sul vestito.
Quanto a un recente e bellissimo racconto di Susan Minot, lei che lo sta succhiando e lui che si fa succhiare, è quella una situazione e un tempo di tale intensità emotiva e simbolica che i due protagonisti si ritrovano a rammemorare e fare il bilancio della loro vita, degli accadimenti e degli incontri che hanno modellato la loro vita. E’ tale la loro unione, ma anche la loro disunione in quel momento, che tutte le verità vengono a galla.
Intensa situazione, è per loro due una prova del nove.
E finchè lui non erutta nella bocca di lei, e lei la sente e la ingoia “né calda né fredda”.
Giampiero Mughini su Il Foglio di martedì 17 dicembre.
saluti




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Nobis ardua 