Egregio Sig. Pentothal, auguri (laici) di buon Natale anche a lei!Originally posted by Pentothal
Ullallà. Tutti dicembrini in codesto forum. Augurissimi.
L'avvocato, poi, si meriterebbe, non due ma tre, quattro, decine e decine di compleanni, con annesse feste di piazza, e quegli ingrati dei fattori (che la terra generosamente affittata dal nostro caro amico gli ha dato da mangiare e mai nemmeno un grazie) che lo portino in spalla fino al centro di Sammaruglia, ove, dal podio debitamente allestito per l'occasione, il nostro potrebbe, vincendo la sua naturale timidezza, ringraziare i suoi fedeli concittadini.
Par che invece non sia così, mondo ingrato.
Come ha passato, caro amatissimo avvocato, il suo compleanno?
Almeno una torta l'ha mangiata?
Io, comunque, contrariamente a ciò che lei afferma, non affitto un bel nulla. Almeno in campagna e almeno di questi tempi. Io gli immobili - salvo rare, ma redditizie eccezioni - preferisco tenerli sfitti. Soprattutto in campagna e soprattutto di questi tempi.
Quanto ai fattori (anche se non comprendo cosa c'entrino con la campagna affittata), è vero: non li posso digerire. Se mi dice dei contadini, dei mezzadri, dei coloni, dei braccianti e di chi lavora per davvero e onestamente, io mi levo tanto di cappello e do a Cesare ciò che è di Cesare. Ma se mi parla di quella spregevole categoria dei campieri e dei sovrastanti, mi monta subito la mosca al naso. Io i fattori - quelli cioè che massacrano i contadini, fingendo di fare gli interessi del padrone, ma che in realtà rubano e strarubano in ogni dove, sfruttando sia i contadini, sia i padroni - li considero la macchia nera della campagna e dell'agricoltura tutta. Una macchia nera con la quale preferisco non aver nulla a che fare. Sfruttatori vanno chiamati. Altro che fattori! Sfruttatori assai più di molti padroni, caro mio! Sfruttatori e ladri! E ce ne avrei, io, da raccontare!
Meglio non parlarne, per carità di Dio (o di chi per Lui). Almeno oggi ch'è Natale o poco ci manca... Almeno oggi, per carità di Dio!
Comunque io la torta non l'ho mangiata e neppure ne ho avuto il desiderio.
Sia perché raramente mi lascio prendere dai vizi (la riterrei solo una deplorevole e vigliacca forma di edonismo e di perversione), sia perché, anche se lo volessi, i denari mi mancano sul serio (si figuri che non ho ancora pagato nessuno di quelli che hanno lavorato da me per la raccolta delle olive). Quando si arriva ogni anno a dover pagare più di venti milioni (di lire) di I.C.I., tanti lussi non ci si possono permettere.
Ed anzi che adesso con un buon affitto a Roma e le entrate del lavoro di mio figlio riusciamo ad arrivare a quella cifra senza toglierci il pane di bocca! Negli anni scorsi, quando ero completamente solo e abbandonato (e i figli di mia sorella se ne fregavano), per raggranellare i soldi dell'I.C.I., dell'Irpef e di tutto il resto, certe volte dovevo digiunare per settimane intere o, comunque, fare sagrifizi degni di chissà chi. E se, debole come un fuscello, volevo raccattare due foglioline di lattuga o una mezza carota o una lisca di pesce, giusto per non crepare di fame, dovevo andare al mercato e frugare come un cane rognoso tra gli avanzi delle bancarelle. Una situazione paradossale: rischiare di crepare dalla fame, con ettari ed ettari di agrumeti carichi d'arance, limoni e pompelmi (ma questi ultimi non li ho mai sopportati), ma lontani da casa e, spesso, irraggiungibili (io non ho mai avuto la patente di guida). Una situazione paradossale, egregio Sig. Pentothal. Ma tant'è.
Adesso la saluto: buona notte e, di nuovo, buon Natale.
G.L.-




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