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Discussione: oberdan

  1. #1
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    Predefinito oberdan

    per red river che chiedeva informazioni, Guglielmo Oberdan è un irredentista triestino di fede mazziniana che nasce nel 1858 studia a Vienna e rifiuta di servire l'esercito austriaco. Legatosi ai mazziniani italiani viene accusato di preparare un attentato contro l'imperatore, arrestato e condannato viene ucciso dagli austrici nel 1882, diventa un eroe del repubblicanesimo mazziniano. Due bombe da tirare addosso al corteo imperiale, con se gliele trovarono, sia chiaro. Non si è però mai stati certi se veramente fossero sue ed il processo, fatto in gran fretta non lo ha appurato. I repubblicani chiaramente lo amano anche in quanto attentatore alla vita dell'imperatore, anche se la madre supplicò la grazia alla corona. Lui una volta condannato dal tribunale, disse semplicemente: - Grazie. L'altra frase famosa di Oberdan è consegnata alla storia dalla sua diserzione dalle file dell'esercio cacanico: - "Il mio sangue non è per servire voi".

  2. #2
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    Predefinito

    Celebrazioni del 120° anniversario della morte di Guglielmo Oberdan.
    20 dicembre 1882 - 20 dicembre 2002

    Venerdì 20 dicembre 2002 - ore 16.30
    Aula Magna del Liceo "Dante Alighieri"
    via Giustiniano, 3 - TRIESTE

    Prolusione del

    Prof. Avv. Enzio VOLLI
    Pres. Onorario Ass. Mazziniana Italiana
    Sezione di Trieste

    Interventi:

    Prof. Maddalena GUIOTTO
    Ist. Storico Italia Germania (Trento)
    "Guglielmo Oberdan tra Italia ed Austria"

    Dott. Diego REDIVO
    Lega Nazionale - Trieste
    "Guglielmo Oberdan alle origini del mito irredentista"

    Prof. Alberto BRAMBILLA
    Università di Padova
    "Guglielmo Oberdan: suggestioni e finzioni letterarie"

    Coordinatore

    Prof. Fulvio SALIMBENI
    Università di Udine


    **********


    Saluti

    R.

  3. #3
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    Predefinito LA STAMPA 20 dicembre 2002


    -------------------------------------------------------------------------------
    DAI PATRIOTI LAICI E CRISTIANI
    UNA LEZIONE PER OGGI ....
    ...... RISORGIMENTO DOCET

    NON credo sia necessario un sondaggio d´opinione per affermare che pochissimi, soprattutto tra i giovani, sanno chi fu Guglielmo Oberdan e chi furono i Martiri di Belfiore. Per fortuna, grazie ad alcune iniziative che si sono svolte o si svolgono in questi giorni - a Ravenna, Mantova, e Trieste - quelle figure del nostro Risorgimento saranno forse un po´ più note e meglio apprezzate. Tanto Guglielmo Oberdan che si sacrifica nel tentativo di uccidere l´imperatore d´Austria, quanto i Martiri di Belfiore che perdono la vita inseguendo un sogno rivoluzionario repubblicano, sono lontani dalla sensibilità morale oggi prevalente. Il nostro è il tempo degli indifferenti e dei tiepidi (anche se non tutti sono indifferenti o tiepidi) o peggio ancora di «martiri» che uccidono vittime innocenti per esasperare l´odio fra i popoli, come ha ricordato Sauro Mattarelli al convegno di Ravenna. Guglielmo Oberdan fu invece un martire vero, che credeva profondamente nell´ideale della fratellanza e della libertà dei popoli. Come ha scritto Giani Stuparich, «tutta l´azione d´Oberdan è antiteatrale, ricorda la dignità, la compostezza, la sovrumana fermezza dei martiri cristiani: la sua religione era la patria. Veramente egli agì e parlò come se fosse stato davanti soltanto al giudizio della propria coscienza». La medesima religione animava anche i Martiri di Belfiore (don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Bernardo del Canal, Giovanni Zambelli e Carlo Poma, uccisi il 7 dicembre 1852; Carlo Montanari, Tito Speri, don Bartolomeo Grazioli e Pietro Frattini, uccisi nel marzo del 1853; Pier Fortunato Calvi impiccato il 4 luglio 1855). Per alcuni di essi la religione della patria era tutt´uno con la religione di Cristo. Don Enrico Tazzoli, il personaggio di maggior spicco della rete mazziniana nel Mantovano, era sacerdote e professore di filosofia al Seminario; don Bartolomeo Grazioli era parroco di Revere. Un anno prima un altro sacerdote, don Giovanni Grioli, fu fucilato dagli austriaci perché trovato in possesso di lettere che provavano la sua appartenenza al movimento mazziniano. Erano sacerdoti cattolici che amavano la cultura illuministica e per loro l´amore della patria era una seconda religione che traeva forza morale dalla fede cristiana e a sua volta arricchiva la fede cristiana di idealità sociali e politiche. Ne sono prova le lettere e le testimonianze che un´altra bella figura di sacerdote e di italiano, monsignor Luigi Martini, raccolse nei volumi Il confortatorio di Mantova (1952). La vicenda dei Martiri di Belfiore (e si potrebbe citare altri esempi simili) dimostra ancora una volta quanto sia storicamente sbagliata la tesi, di tanto in tanto riesumata per ragioni di polemica ideologica, di un Risorgimento anticristiano e anticattolico. Il contributo dei cattolci non fu una «zona grigia», ma un insieme di esperienze di altissimo valore morale e civile che dovremmo tutti, cattolici e non cattolici, conoscere e capire meglio.

    viroli@princeton.edu

    Maurizio Viroli

    ------------------------------------------------------------------------------
    I Link di NUVOLAROSSA

  4. #4
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    Predefinito

    naturalmente il cognome originario di Oberdan era Oberdank.
    Tanto per rimarcarne l'italianita'....

  5. #5
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    Predefinito

    Per la precisione la madre si chiamava Giuseppina Oberdank, slovena di Gorizia, di famiglia proveniente da Schoenpass (il padre, come forse noto, non riconobbe il piccolo Guglielmo ma era probabilmente tale Valentino Falcier da Noventa di Piave (TV)).

    Ciò posto, non vedo come questo possa mutare la scelta di Oberdan per l'Italia; o forse vogliamo continuare a parlare di razza, destino genetico e simili sciocchezze.

    Mi pare che il secolo appena trascorso ci abbia mostrato abbastanza bene quanto male possa fare confondere i termini Patria e nazione.

    "La patria non è un territorio, il territorio non ne è che la base"
    Giuseppe Mazzini

    Saluti

    R.

  6. #6
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    Predefinito Re: oberdan

    Originally posted by calvin
    I repubblicani chiaramente lo amano anche in quanto attentatore alla vita dell'imperatore


    attenti all'apologia di reato, patrioti belli...

  7. #7
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    Predefinito dall'800

    ad oggi di apologie di reato ne abbiamo commesse tante e sempre ben consapevoli di quel che facevamo

  8. #8
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    Predefinito

    da http://www.leganazionale.it

    La Lega Nazionale di Trieste, con il contributo della Provincia e la collaborazione dell’Associazione Mazziniana, ha voluto ricordare, il 20 dicembre 2002, nell’aula magna del Liceo “Dante”, il 120° anniversario dell’impiccagione di Guglielmo Oberdan (Trieste 1° febbraio 1858 – 20 dicembre 1882). Dire delle parole pacate e basate sulla conoscenza dei fatti, al di là delle sgangherate polemiche che di frequente cercano d’infangare il valore del suo sacrificio, è stato l’intendimento di un incontro di studio che si è aperto con la prolusione di Enzio Volli, Presidente Onorario dell’Associazione Mazziniana Italiana Sezione di Trieste, il quale ha voluto donare al Presidente della Lega Nazionale, Paolo Sardos Albertini, le riproduzioni del materiale d’archivio su Oberdan posseduto dall’Associazione Mazziniana, riguardante, in particolare, il Circolo Garibaldi. Un regalo molto gradito che andrà ad arricchire il cospicuo patrimonio archivistico del centenario sodalizio triestino che ha appena avviato un pluriennale progetto d’inventariazione, catalogazione e informatizzazione del proprio archivio e di quelli ad essa collegati.

    Nel seguito dei lavori, gli interventi di Maddalena Guiotto, dell’Istituto Storico italo-germanico di Trento, di Diego Redivo, in rappresentanza della Lega Nazionale, e di Alberto Brambilla, dell’Università di Padova, hanno ricostruito la vicenda di Oberdan e il suo progetto di attentare alla vita dell’imperatore asburgico nel 1882. Un anno fatidico in cui l’Italia firmava la Triplice Alleanza abbandonando la tradizione austrofoba, moriva Giuseppe Garibaldi, simbolo del Risorgimento, e ricorrevano i cinquecento anni della dedizione di Trieste all’Austria le cui celebrazioni venivano sentite come un affronto dagli austro-italiani. Un cumulo di eventi che sembrò porre fine al sogno del completamento dell’unità nazionale tanto da generare nel giovane irredento la volontà di “andare incontro al patibolo” per suscitare l’auspicato risveglio nazionale e le cui ripercussioni sui rapporti diplomatici tra Austria e Italia, sulla genesi e lo sviluppo della mitologia irredentista nonché sugli influssi sparsi in ambito letterario sono stati analizzati nel corso del convegno mentre Fulvio Salimbeni, dell’Università di Udine, ha tratto le conclusioni della proficua giornata.

    Ne è emersa così la figura di un giovane romantico e passionale, cui le vicende della storia hanno assegnato da un lato il ruolo di bersaglio della malevolenza di tutti coloro che ritengono ancor oggi inaccettabile la soluzione nazionale italiana di Trieste e dall’altro, quello più propriamente storiografico, il simbolo maggiormente evidente di quella ottocentesca “religione della Patria”, laica e nazionale, ben esemplificato dal “Sacrario” – il luogo della sua detenzione e della sua impiccagione – attorno a cui è stato costruito il Museo del Risorgimento di Trieste. Il ruolo di Oberdan, si è detto, è stato non tanto quello del martire, di colui, cioè, che ha consapevolmente ricercato la propria condanna come esempio e sprone, bensì quello di agnello sacrificale, immolato sull’altare delle manovre politiche e diplomatiche internazionali che avevano spinto l’Italia nella direzione opposta a quella sperata dagli irredentisti e che, pur germogliando in maniera quasi sotterranea, grazie soprattutto all’opera di Carducci e D’Annunzio, non riuscì a mettere in crisi i rapporti italo-austriaci fino al 1914. Le inutili polemiche sulla sua origine nazionale, chiaramente italiana per scelta consapevole anche se la madre era slovena (il padre, che pur non lo riconobbe, veneto), sul cognome, privato della “K” dallo stesso Oberdan in quanto com’ebbe a scrivere, gli sembrava avere un suono troppo tedesco e sulla sua responsabilità in merito ad un precedente, mortale, attentato, negata, oltre ad ogni altra considerazione, sia dalle inchieste austriache che dalle deposizioni dei testimoni del fatto, dimostrano come i simboli della storia vengano spesso utilizzati per finalità tutt’altro che limpide. Così come poco limpidi appaiono i tentativi di attribuire la glorificazione di Oberdan al fascismo che aveva, invece, nei confronti dell’irredentismo, idealità di per se ribelle nei confronti dello Stato, e dei suoi eroi mazziniani e garibaldini una certa diffidenza, tanto da tentare di sostituire al culto di Oberdan il culto di Ruggero Timeus (Fauro), volontario irredento nazionalista sacrificatosi nel 1915, in quanto portatore di una visione teorica riguardante il confine orientale più consona alla politica di potenza messa in atto dal regime fascista.

    **********

    Saluti

    R.

  9. #9
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    Predefinito la figura di oberdan in questi giorni

    mi ricorda che il movimento repubblicano a contrario della sinistra tradizionale, non ha particolare simpatia per le dittature ed i dittatori ed in genere si preoccupa di far si che vengano gettati a mare, senza troppi complimenti. Se le democrazie avessero fatto una guerra preventiva ad Hitler nel '30 invece di aspettare che lui la facesse all'Europa dieci anni dopo, probabilmente ci saremmo risparmiati 40 milioni di morti.

  10. #10
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    Predefinito Re: la figura di oberdan in questi giorni

    Originally posted by calvin
    mi ricorda che il movimento repubblicano a contrario della sinistra tradizionale, non ha particolare simpatia per le dittature ed i dittatori ed in genere si preoccupa di far si che vengano gettati a mare, senza troppi complimenti. Se le democrazie avessero fatto una guerra preventiva ad Hitler nel '30 invece di aspettare che lui la facesse all'Europa dieci anni dopo, probabilmente ci saremmo risparmiati 40 milioni di morti.
    aspetta un attimo: se ho capito bene stiamo parlando di un tizio che cerca di assassinare (forse per risolvere certe sue turbe psicologiche: madre slovena ma desiderio di dimostare la sua italianita', ecc., ma non e' questo che importa qui) un altro tizio, che e' anche il sovrano dello stato in cui vive. Non ci riesce, viene catturato, subisce un regolare processo, viene condannato e giustiziato. Lo stato in questione viene universalmente riconosciuto come uno dei piu' democratici, tolleranti e avanzati dell'epoca - niente a che vedere con quelli che applicando (malamente) il principio nazionale gli sono succeduti.
    E a te tutto questo fa venire in mente Hitler? Caspita, che fantasia! Complimenti.

 

 
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