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Discussione: High celtic ancestry

  1. #21
    Simply...cat!
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    Originally posted by Achille Cotone
    cioe' che non ci sono markers genetici per dire se tu sei celto...
    Dici?Basta confrontare la nostra popolazione (padana) con quella di Paesi ancora largamente celtici ancor'oggi e con quella italiana in generale per vedere la differenza di percentuali di certi markers caratteristici delle antiche popolazioni celtiche.
    Ma poi scusa: mi sembra una questione anche di numeri: la prima invasione della penisola italica l'hanno avviata in grande massa i celti,poi sono venuti i romani (occupanti) che però NON hanno alterato il carattere celtico delle popolazioni (ndr Oneto spiega bene che i romani nelle colonie usavano legionari del luogo); poi son venuti i Longobardi,poi i Goti.Poi si è passati sotto la dominazione francese,spagnola e austriaca.(ndr La Spagna è stata fondati dai Visigoti e la Catalogna NON è stata invasa dagli arabi).Tutte popolazioni celtiche e/o germaniche.
    Conclusione: dall'antichità ad oggi,immigrazione interna italiana recente esclusa,la popolazione padana NON è cambiata di molto.

  2. #22
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    Sinceramente anche a me il celtismo leghista è sempre sembrato molto fumo e poco arrosto. Insomma va bene come strumentalizzazione in campo politico per contrapporlo al "mediterranismo" italico però che abbia grande valore scientifico è abbastanza dubbio. Anche perchè poi i Celti non avevano una vera unità etnica, se dovessimo basarci sulle descrizioni degli storici romani (guerrieri immani, alti, biondi dalla carnagione chiarissima) dovremmo dedurne che ne sono rimasti veramente pochi.

  3. #23
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    secondo me la polemica dell'amichetto radicale di abrezio non sta in piedi ed è palesemente strumentale.
    nessuno ha mai detto che in Padania vivessere i celti di braveheart con il kilt, le cornamuse ecc... e nessuno afferma che un bel giorno i celti irlandesi e scozzesi siano venuti giu ad invaderci...semplicemente prima dell'arrivo dei romani vivevano GIA popolazioni autoctone diverse tra loro (e spesso purtroppo in lotta tra loro....) ma tutte riconducibili per numerosi elementi simili, alle popolazioni celtiche irlandesi e del resto d'europa.
    usi, costumi, leggende, modi di vivere identici hanno fatto si che molti studiosi inserissero il territorio della valle padana e delle alpi all'interno di una ipotetica europa celtica pre-romana.
    Per quel che riguarda la Romagna ,essendo stata sempre un punto di incrocio e di passaggio è impossibile parlare di purezza genetica, di qua dopo le popolazioni celtiche ed etrusche originarie sono passati romani, greci, e bizantini, tutto questo è logico e risaputo, non capisco perchè ci sia bisogno di fare della polemica.
    La Romagna non è la Valsesia o il Veneto, per questo se la Padania un giorno sarà indipendente sarà uno stato Federale
    Quello che la lega ha sempre contestato è il fatto che per la storiografia di regime siamo tutti figli della lupa mentre ciò è del tutto falso, il celtismo è stato tirato in ballo giustamente dalla lega, proprio per riscoprire quella parte antica della storia oscurata da roma.
    Il celtismo leghista che tanto voi contestate è stato secondo me positivo perchè ha fatto si che si potesse parlare di tanti momenti storici censurati da roma.
    Stesso discorso può essere fatto per quel che riguarda il cosi detto risorgimento.

  4. #24
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    Originally posted by asburgico
    se dovessimo basarci sulle descrizioni degli storici romani (guerrieri immani, alti, biondi dalla carnagione chiarissima) dovremmo dedurne che ne sono rimasti veramente pochi.
    Ti confondi coi germanici: i celti NON sono descritti cosi' dai romani.
    Prendiamo l'Irlanda,Paese tutt'ora celtico,ad esempio: ti pare che gli irlandesi siano tutti(ndr gli irlandesi molto "chiari" derivano dall'invasione anglo-sassone/vikinga dell'Irlanda nei tempi passati) alti,biondi,e di carnagione chiarissima?No perchè i celti non sono,in generale,cosi'.
    Non confondiamo celti e germanici.

  5. #25
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    ci sono dei markers genetici che possono nella maggior parte
    dei casi identificare un individuo come "celtico" , questo viene
    usato ad esempio nella catalogazione di rare malattie genetiche comuni SOLO a discendenti di una specifica razza , sub-razza , o etnia.

    viene usato tutt'ora anche dai nasoni per dire se uno e' jude o meno.

    PERO' chi (per sua fortuna) tutte ste malattie genetiche NON le ha
    e non ha un gruppo sanguigno particolare e ha quindi un normale corredo genetico "europeo" COME fa a sapere se e' celto o meno ?
    NON puo' , almeno per il momento , visto che entro breve tempo
    la decodificazione dei geni umani sara' completa (la mappatura e' gia' completa ma non si sa quale sia il funzionamento della maggior parte dei geni presi un o per uno).

    e pensa che ci sono molte aziende che vendono dei "kit" per sapere se sei ebbreo o cinese o nordico..fai un search su yahoo
    e vedrai fior fior di aziende che chiedono migliaia di dollari per
    test genetici del tutto fittizi.

    e' fuori discussione che la genetica attuale ci puo' dire se uno e' indo-europeo o negro o asiatico , ok , ma NON ancora QUALE delle etnie indoeuropee con esattezza.
    (chi lo sa in 2-3000 anni quanti mix ci sono stati ??).

    prima dei celti poi in padania c'erano i LIGURI , i RHETI , i VENETI , gli ETRUSCHI , etc.
    i celti vennero poco dopo ed e' TUTTO da dimostrare quanto abbiano lasciato nel dna locale e SE abbiano avuto merito nel
    mixing genetico.

    siccome i tuoi amiconi celtici erano cosi' colti da non saper manco leggere e scrivere non ci sono molte tracce di racconti e descrizioni dell'epoca tranne da parte degli etruschi e dei veneti (vedasi il museo di ESTE x esempio) e soprattutto quelle dei romani invasori che giustamente come hai detto tu non fecero molti mix con gli
    autoctoni.

    dove sono i cimiteri celti ? e gli scheletri ?
    cioe' almeno i longobardi hanno lasciato un sacco di robe da analizzare specie gli scheletri che hanno tratti tipicamente germanici , ma i celti ?

    e qual'era il loro gruppo sanguigno ?
    NON tutti i gruppi sanguigni sono COMPATIBILI caro mio , in
    molti casi il mix crea solo feti morti.

    ti consiglio quindi di fare una ripassata almeno dellle vecchie leggi di MENDEL sull'ereditarieta' e nel caso l'argomento ti interessi di studiare i vari libri di cavalli sforza e tutto l'ambaradan del human genome project (ricordando che e' un project anti-razzista quindi non aspettarti proclami a favore delle razze , quelli devi analizzarteli da solo leggendo i risultati che invece non lasciano dubbi sulla esistenza di razze e sub razze).

    padani celtica e' quindi una cosa da prendere con le pinze , bisogna accettare che la lega l'ha usato come slogan per UNIRE
    i suoi votanti sapendo bene che l'uomo della strada difficilmente conosce a fondo certe cose , e conoscendo bene la psicologia dell'uomo qualunque..).

    mandi

  6. #26
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    Celtic Pride , ma se tu la metti giu' cosi' non posso che darti ragione , la romagna e' l'ultima delle regioni "pure"...

    e il concetto di padagna 100% celtica e' una bufala scientifica (tranne x chi e' celto davvero) comunque funziona ancora bene a livello politico e radiofonico , cio' non toglie che bufala e' e bufala rimane , i celti sono l'unico popolo che ha occupato tutta la padania e quindi erano l'unico popolo che il bossi poteva usare come qualcosa di "comune" per unire veneti lombardi piemontesi etc , un po' come dire che siamo tutti figli della lupa detta dal duce o che siamo tutti figli di puttana detto da altri.
    cosa c'e' di scientifico in tutto cio' ? non molto , ma intanto l'elettore vota!

  7. #27
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    "l;amichetto radicale di abrezzio" ??

    i posts di abrezzio mi hanno colpito per la sua originalita' , cosa che non trovo nei vostri , fatti un esame di coscienza prima di
    dire a ME che sono radicale (proprio IO??).

  8. #28
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    Originally posted by Achille Cotone


    il concetto di padagna 100% celtica
    1-le tue sono solo teorie,un tantino forzate, nel dimostrare che i celti non abitavano in Padania....e inoltre metti in bocca a Bossi cose mai dette...

    2-se ti rivolgi ai padani ,per altro come ospite di un forum e da ultimo arrivato,potresti usare almeno le buone maniere e non storpiare appositamente il nome della nostra terra, o criticare la nostra radio.
    Anche perchè non è che con la maleducazione e l'ironia dai più forza alle tue teorie.

  9. #29
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    Predefinito Re: tsk

    Originally posted by Achille Cotone
    fossi in te non mi vanterei molto di essere celtico...
    (popolo barbaro e analfabeta se comparato ai loro vicini dell'epoca come gli ETRUSCHI)

    su asiago e i CIMBRI non c'e' dubbio , e tutti gli ultimi studi sul loro dna specie quelli di cavalli sforza hanno sottolineato una comune
    origine rhetica o celtica.
    (i cimbri ancora oggi hanno la loro lingua proto-rhetica)

    beh ma scusa , c'erano dubbi ?
    pensavi di essere un terrone e ora invece ti sei sollevato ?
    1 barbaro=straniero, i romani chiamavano così tutti gli stranieri.
    Ma tu immagino intendi dire altro: magari "popolo rozzo".
    Ci spieghi perchè attribuisci ai celti questa caratteristica?

    2 cimbri. peccato che i "cimbri" di asiago cimbri non sono: sono tedeschi immigrati nel corso del medioevo. Li chiamavano cimbri nei secoli passati, ma si trattava di un equivoco. Se i rimasto un pochino indietro.

  10. #30
    Erwann
    Ospite

    Predefinito Re: Re: tsk

    Per l'italiano di turno una selezione tratta da

    http://www.politicaonline.net/forum/...?threadid=2766


    2 - Perché la Padania esiste
    Perché esiste da sempre una comunità padana dalle forti connotazioni storiche, culturali ed etno-linguistiche. Perché essa ha avuto lunghi periodi di unità, con i Longobardi, all'interno dell'Impero Rornano-Germanico, con la Repubblica Cisalpina, e poi con il napoleonico Regno d'Italia che comprendeva solo la parte settentrionale della penisola. Essa ha vissuto importanti momenti di forte aspirazione unitaria con i Visconti e con la Serenissima Repubblica di Venezia, che sono andati vicinissimi al conseguimento dell'unificazione padana, e con il Piemonte che aveva strutturato tutta la sua politica per raggiungere tale fine. Il Risorgimento e le prime due guerre cosiddette di indipendenza erano state intraprese dal Regno di Sardegna per l'annessione delle regioni padane: gli accordi di Plombières con Napoleone 111 erano a questo proposito chiarissimi e prevedevano la creazione di un Regno dell'Italia Superiore sotto la casa di Savoia. L'utilità della Padania si è poi mostrata in numerose altre occasioni storiche quando sono state messe in gioco le libertà delle sue comunità autonome. La prima Lega Lombarda era sorta contro il Barbarossa e la seconda contro Federico Il che volevano affermare un potere centralista a scapito delle antiche libertà dei Comuni padani. Le stesse insorgenze antigiacobine hanno avuto una forte valenza unitaria contro un potere assolutista e negatore di ogni autonomia. Si può dire che la vera forza di unificazione della Padania sia la forte volontà dei suoi popoli di difendere le loro differenze, autonomie e libertà contro ogni prepotenza e centralismo. La Padania esiste, forte e coesa, in questa comune e antichissima aspirazione alle libertà e alle autonomie che risale ai suoi primi abitanti Liguri, Celti e Veneti e che attraversa tutta la sua storia fino agli attuali movimenti di liberazione.


    3 - Perché abbiamo gli stessi antenati
    Tutti i popoli della Padania discendono dagli stessi progenitori e dagli stessi popoli originari. Questi possono essere identificati in tre gruppi principali. Il primo e più antico è formato dai Garalditani, dai Liguri, dai ProtoCelti Golasecchiani e da tutte le altre popolazioni a essi assimilabili (Camuni, Salassi, Leponzi, Carni, Reti, Histri eccetera) che costituiscono il più profondo substrato etnico di tutte le comunità padane e che ancora oggi contribuiscono in maniera determinante alla formazione del nostro patrimonio genetico: molta parte dell'aspetto fisico dei Padani deriva da questi antichi progenitori. Il secondo gruppo è formato dai Celti e dai Veneti che, pur provenendo da diverse aree geografiche, avevano caratteri somatici, costumi e culture così simili da non poter essere distinti se non per la lingua. A queste due popolazioni i Padani devono buona parte dei loro caratteri culturali, del loro amore per l'arte, per le autonomie, per l'avventura e per la forte vita comunitaria. L'ultimo gruppo è costituito dai Goti, dai Longobardi e da tutte le altre popolazioni germaniche che con loro si sono stanziate su queste terre. Questi hanno condizionato i caratteri fisici degli abitanti di alcune zone e hanno lasciato come eredità comune l'attaccamento per le autonomie locali e la forte aspirazione alla libertà. Le attuali differenze fra le varie comunità padane sono date dal diverso dosaggio di queste tre componenti principali che sono assieme presenti solo qui e che ci distinguono decisamente da ogni altra comunità di popoli, in particolare da quelli che vivono nella penisola italiana al di sotto dell'Appennino tosco-emiliano. Gli Italiani sono infatti gli eredi degli Etruschi, dei Greci e delle popolazioni italiche che si erano stanziate nel Meridione. Questa divisione è oggi puntualmente confermata dalle più moderne e attendibili indagini scientifiche che mostrano una penisola divisa in tre grandi aree dove dominano rispettivamente il residuo genetico dei Liguri, degli Etruschi e dei Greci.


    4 - Perché parliamo lingue nostre
    Le lingue sono un vero DNA culturale che sopravvive nel tempo e che testimonia di avvenimenti storici e di legami etnici anche molto lontani. Gli studiosi dividono le lingue neo-latine in due grandi ceppi diversi, quelle gallo-romanze e quelle romanze meridionali. Il primo ceppo comprende gli idiomi derivati dalla sovrapposizione del latino su lingue celtiche e sono il Portoghese, il Gallego, il Francese, il Vallone, l'Arpitano (o Franco-Provenzale), il Ladino, il Romancio, il Veneto (e l'Istro-Veneto), il Friulano, le parlate Occitane e quelle Padane (o Gallo-Italiche), suddivise in Piemontese, Lombardo occidentale, Lombardo orientale, Ligure, Emiliano e Romagnolo. Il secondo ceppo comprende le parlate derivate dalla sovrapposizione del latino su lingue di tipo mediterraneo e sono il Toscano, il Sardo, il Corso, il Castigliano, il Rumeno e l'Italiano (Mediano, Meridionale intermedio e Meridionale estremo o Siciliano). 1 due grandi ceppi sono divisi dalla cosiddetta Linea Gotica, che corre sullo spartiacque dell'Appennino tosco-emiliano fra Massa e Senigallia. Le lingue parlate in Padania sono fra di loro "sorelle" e lo sono con le altre lingue gallo-romanze dell'Europa occidentale mentre hanno un rapporto di sola "cuginanza" con quelle parlate in Italia. t perciò senz'altro falso sostenere che le lingue padane siano dialetti dell'Italiano e non deve neppure trarre in inganno l'attuale diffusione del Toscano italianizzato: prima dell'unità nessuno in Padania parlava abitualmente l'Italiano che è stato imposto attraverso l'opera delle scuole, delle caserme e con la radio e la televisione. Oggi l'Italiano è da intendersi quale "lingua franca" ma le vere lingue naturali dei nostri popoli sono altre, che servono da marcatori precisi di parentele e di aspirazioni oggettive a comunanze e divisioni. Se la lingua costituisce un fattore di scelta politica, siamo certo più affini agli Occitani, ai Provenzali e ai Catalani che agli abitanti della penisola italiana.


    8 - Per conservare la nostra cultura

    Tutte le variegate e variopinte espressioni della cultura dei popoli padano-alpini sono oggi soggette a un processo di omologazione e di italianizzazione forzata. Si tratta di una sistematica operazione di devastazione e di snaturamento che riguarda tutti gli aspetti delle nostre antichissime culture, dalle lingue (denominate con disprezzo "dialetti" o "patois"), alle tradizioni, ai costumi, ai modi di vita, alle istituzioni, fino alle abitudini alimentari. Questo processo viene attuato mediante leggi che sono uguali per tutto il territorio della repubblica, che non tengono in alcuna considerazione le differenze locali e che privilegiano sempre usi e atteggiamenti "italiani" quando non sono addirittura punitive per le culture padane. L'operazione viene rafforzata con l'utilizzo di personale meridionale nell'amministrazione e nelle scuole e con l'uso mirato degli strumenti di comunicazione di massa. Soprattutto, alle radio e nelle televisioni si parlano lingue meridionali, si storpiano le parlate con accenti mediterranei e si raccontano vicende e situazioni sempre e solo molto "italiane" con tutto un corollario di perversioni, violenze, abitudini a delinquere e comportamenti mafiosi che sono estranei alla cultura dei popoli padano-alpini. Si agisce soprattutto sui soggetti più giovani e indifesi trasmettendo loro una cultura foresta e cercando di farli sentire parte di un mondo e di una società che sono invece estranei e lontani. Solo con l'indipendenza, le comunità della Padania possono valorizzare e vivere in piena libertà le proprie culture e tradizioni che devono tornare a essere l'elemento portante della vita sociale e del normale comportamento delle nostre genti.

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    Molto interessante anche questa cartina dal sito

    www.eurominority.org



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    Saluti Padani

 

 
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