Vi consiglio di comprare il Sole delle Alpi di questa settimana.
La tesi portata avanti dalla testa è questa: dopo aver glorificato Bossi e assicurato i lettori che tutto andrà per il meglio Max Parisi e Enrico Eisen (uno peseudonimo? e di chi?) i due passano a tirare fuori il rospo.
Se oggi in Padania esistesse un sincero movimento politico trasnazionale padano, o una serie di movimenti politici nazionalisti, magari con connotazioni extraparlamentari o comunque non compromissibili, il lavoro riformista della lega sarebbe molto più facile.
Non sarebbero necessarie grandi cifre, l'importante sarebbe per la lega poter dimostrare la necessità delle riforme per evitare la crescita di movimenti non disponibili a compromessi materiali ed ideologici.
Ne abbiamo parlato un sacco di volte in questo forum.
i vantaggi di una situazioni di multipartitismo o multimovimentismo in area autonomista e della debolezza di un partito unico sono chiari.
La doppia via, cioè la presenza sia di forze riformiste e di forze rivoluzionarie, in contenitori separati, divisi sui metodi ma non sugli obiettivi porterebbe a vantaggi interni a tutte le formazioni e a vantaggi esterni, grazie al principio della concorrenza e alla possbilità di fare battaglie estremiste senza spaventare (o pradossalmente catturando) l'elettorato moderato.
Qualcuno ci ha provato, ma il problema di fondo è che chi si dovrebbe adoperare a essere la spinta esterna alle riforme, tramite azioni di piazza, si vedrebbe chiuse le possibilità di ottenere posti e potere, dovrebbe quindi essere o molto ingenuo(talmente tanto da non rendersene conto e da credere alla reale possibilità di una rivoluzione) oppure molto intelligente e conscio del suo ruolo molto disponibile al sacrificio: i vantaggi del suo lavoro andrebbero esclusivamente al partito riformista (in questo caso la lega), e naturalemnte alla Causa.
Non si tratterebbe di andare a fare la guerra: esiste una varietà di modalità infinità per portare avanti certe battaglie, l'importante sarebbe farlo in contenitori autonomi ma comunque legati a loro in qualche maniera o almeno non in contrapposizione.
Naturalmente i riformisti dovrebbero avere l'intelligenza di giocare in squadra, dovrebbero capire quanto appena detto e cercare di aiutare e favorire i "compagni" nelle loro battaglie ("...risposte sbagliate a problemi giusti...").
Una analogia quindi a quello che succede con la sinistra: i cessi sociali sono elettoralmente irrilevanti (0,4%), ma hanno una forza di spinta dall'esterno innegabile: possono essere usati quindi dalla sinistra riformista per presentarsi proprio come tale, anche quando magari non lo è; oppure possono essere usati contro gli avversari politici, evitando di andare direttamente allo scontro.
In catalogna i catalani hanno potuto ottenere moltissimo grazie ai baschi dell'Eta, e lo stesso PNv deve una parte dei suoi risultati al sacrificio di Batasuna, ma si potrebbero fare altri esempi.
Il problema è riuscire a creare qui qualcosa del genere.
La lega può essere il nostro partito riformista?
E chi può costruire un movimento di lotta?
La prima risposta dipende da Bossi, e non penso che abbia le capacità di capire che altri partiti ed associazioni (anche culturali s'intende) che si battino per lo stesso obiettivo a fianco della lega ma senza esserne controllate (tipo va pensiero, il movimento di borsato le finte associazioni padane come gnp, vv, e tutto il resto) sono utili e auspicabili e non "possibili concorrenti".
Bossi soprattutto sa di non valere così tanto da poter rivaleggiare alla lunga con altre leadership di valore, non per niente si è circondato di chi sappiamo (gente che ragiona tutta alla sua maniera, tra l'altro).
Ma a parte la lega , che ne è fuori, o chi comunque è dentro ma ha capito tutto questo, può riuscire a costruire qualcosa di veramente alternativo?
saluti padani




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come potrebbe sorgere un movimento "alternativo" ??su quali consensi ??
