Eretici e scomunicati: l’espulsione dalla comunione con la Chiesa cattolica è il prezzo del nuovo ecumenismo post-conciliare che “giustifica” ebrei, musulmani e quant’altri. Un’esplicita sentenza non lascia dubbi al riguardo: nel 1700 il clero di Francia ha condannato come eretiche le proposizioni le quali affermavano che la fede necessaria alla giustificazione si limita, genericamente, alla fede in Dio. E nel 1720 ha sancito, come una verità fondamentale del cristianesimo, che, dalla caduta di Adamo, non è possibile ottenere la salvezza che attraverso Gesù Cristo redentore. Questo in applicazione a quanto affermato dal Concilio di Trento per cui né i gentili, in forza della natura, né gli ebrei, in virtù della legge di Mosè, hanno potuto liberarsi dal peccato (altro che “fratelli maggiori”); per cui la fede è il fondamento e la radice di ogni giustificazione. Non si può assolutamente dubitare che la fede in Dio sia del tutto necessaria a ogni uomo dotato di ragione. San Paolo (Ebrei, cap. XI, vers. 6) dice formalmente: “Senza la fede è impossibile piacere a Dio; perché occorre che colui che si avvicina a Dio creda che Dio è, e che ricompensa quella che lo cercano”.




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