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...e adesso tocca ai Cobas. Giustamente, direi. Sarebbe infatti perfettamente legittima l'accusa di resistenza ed aggressione a pubblico ufficiale, nel caso dei Cobas: a Genova, infatti, furono gli unici a malmenare i "black bloc"....
''Contatti significativi'' sono stati definiti oggi dal procuratore aggiunto Giancarlo Pellegrino quelli avvenuti il 20 luglio 2001, durante il G8, in piazza Savonarola e durante l' assalto alla filiale del Credito italiano tra i vari gruppi presenti: Cobas, circolo Askatasuna, anarchici e il Blocco Nero con lo striscione ''Smach''.
''Ora le nostre indagini - ha spiegato - non proseguiranno solo sull' individuazione dei singoli manifestanti piu' violenti - ancora decine e decine da individuare - ma anche sugli spostamenti e i contatti dei vari gruppi nelle giornate del G8, in particolare dei Cobas''.
E' questa la svolta delle indagini, il nuovo scenario investigativo, dopo l' individuazione nei giorni scorsi, grazie all' avviso a pagamento della procura sul ''Secolo XIX'', dei due sindacalisti romani Giangiacomo Mondovi' e Simona Cerrone, dirigenti romani Cobas, sospettati da tempo dagli inquirenti di collusione con i black bloc in almeno due episodi: la devastazione e saccheggio di un cantiere edile in piazza Savonarola e l' assalto alla filiale della Credito Italiano tra corso Buenos Aires e corso Torino.
Alla domanda se questi nuovi accertamenti potrebbero portare alla contestazione dell' associazione per delinquere, Pellegrino ha risposto: ''La nostra linea investigativa rimane per ora la stessa, quella cioe' di non fare costruzioni teoriche su precedenti accordi, ma di capire come hanno interagito tra di loro non solo i singoli ma tutti i gruppi presenti in quei giorni, durante gli episodi piu' violenti''. Il magistrato, rispondendo ai giornalisti, ha anche spiegato che il rapporto dei carabinieri del Ros, che ventilava l' ipotesi associativa, non e' stato snobbato dai magistrati genovesi, ma semplicemente che la Procura ha preferito affidare le indagini e i riconoscimenti dei manifestanti alla Digos, in quanto piu' presente nei disordini di piazza. Per il dottor Pellegrino il lavoro che attende ora gli inquirenti che lo affiancano in questa indagine, i pm Anna Canepa e Andrea Canciani, e' a 360 gradi, in quanto dovranno rivedere 800 ore di filmati in questa nuova ottica di indagini, rivolte non solo a persone coinvolte in singoli episodi di violenza, ma a tutti i gruppi presenti nelle piazze. Ad insospettire i magistrati che i due dirigenti romani dei Cobas fossero in contatto con manifestanti del Blocco Nero sono le immagini impresse in due filmati dei vigili urbani, in cui si vedono in piazza Savonarola durante il saccheggio del cantiere e durante l' assalto alla banca mentre si muovono con sicurezza, senza paura, e sembrano colloquiare con Vincenzo Vecchi e Marina Cugnaschi.
I due anarchici dell' area milanese vennero arrestati il 6 dicembre scorso, su ordine del Gip Elena Daloiso, nell' ambito di 23 misure restrittive, tra cui 9 arresti. Mondovi' ha pero' smentito di conoscere i due presunti black bloc milanesi, ammettendo solo di aver litigato con un ''sacco di ragazzi''. I gruppi, che ora saranno oggetto di nuova attenzione da parte della procura, sono quelli del centro sociale Askatasuna di Torino, i Cobas e il vero e proprio ''Blocco Nero''. Tre appartenenti al centro sociale, Federico Guido, Mohamed Tabbach e Andrea Rostellato, vennero arrestati durante il G8 per aver distribuito bastoni ed altre armi da un furgone durante il corteo del 21 luglio e per aver partecipato a vario titolo a devastazione e saccheggio di immobili, tra cui i locali di un asilo, in via Giovanni Maggio.
Per quanto riguarda i Cobas, i magistrati vaglieranno, oltre i due filmati di piazza Savonarola, anche l' episodio della perquisizione del liceo Paul Klee, in pratica gestito dal movimento durante il G8, in cui furono arrestati 23 presunte Tute nere straniere. Infine all' attenzione dei magistrati sono i gruppi del Blocco Nero che hanno sfilato, al suono di tamburini, sotto lo striscione ''Smash'', con bandiere nere su cui erano disegnati fegato, cuore, polmoni. I gruppi furono ripresi in fotografie scattate nei locali messi a disposizione della provincia in via Maggio, e in vari episodi di violenza nelle strade, tra cui l' assalto al ''Credito italiano'' e all' agenzia immobiliare ''Firpo''.




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