La contestazione dei giovani di Forza Nuova a Telenuovo e la conseguente rissa in cui Adel Smith e il suo accompagnatore hanno avuto la peggio, per l'associazione Giustizia e Diritto di Verona, sta diventando un nuovo “caso Marsiglia”. Il riferimento dell’associazione è all’insegnante ebreo che, dopo un atto di autolesionismo, ne diede la colpa a elementi dell’estrema destra alimentando la falsa immagine di una città razzista. Il “professor” Marsiglia (gli inquirenti scoprirono che la sua laurea era falsa) giunse a procurarsi delle lesioni con un corpo contundente per montare un caso di antisemitismo, attribuendo la paternità della sua aggressione mai avvenuta a cattolici tradizionalisti. L’episodio innescò un “tormentone” di accuse alla città di Verona e un penoso piagnisteo antirazzista fino a quando, messo alle strette dall’indagine, l’ebreo ammise di essersi inventato tutto: voleva passare per un “martire” dell’antisemitismo in modo che nessuno avrebbe poi avuto l’ardire di contestargli la sua laurea inesistente, permettendogli così di continuare a mantenere il posto di insegnante.
Per l’associazione veronese Giustizia e Diritto, anche l’episodio della contestazione dei giovani di Forza Nuova a Telenuovo porta «tutta la sinistra politicamente corretta e scatenata a far passare il povero islamico Adel Smith per nuovo martire, vittima di cattivi razzisti veronesi e a gonfiare i contorni della vicenda» nonostante «l'uso intimidatorio della pistola fatto dal segretario di Smith, Massimo Zucchi». «Se i fatti di violenza vanno condannati rileva l'associazione - non si può tuttavia rilevare che ancora una volta si rischia di usare due pesi e due misure, facendo passare un’azione puramente dimostrativa per un atto di terrorismo e invocando la libertà di pensiero per Adel Smith e negandola per i cattolici, per gli esponenti della destra e della Lega».