da www.giornale.it
"Andreotti prepara l’attacco a Violante
Ieri, al temine dell’ennesima udienza del suo processo palermitano è sbottato. “Qui c’è lo zampino di qualcuno”, ha detto. Ma alla domanda di chiarimenti, alla richiesta di spiegare chi fosse questo qualcuno, ha risposto con un semplice “omissis”.
Però con quel suo “omissis” Giulio Andreotti ha detto più di mille parole. E, soprattutto, ha tirato in ballo quello che ritiene essere la causa di tutti i suoi guai giudiziari: Luciano Violante, ex presidente dell’Antimafia, ex presidente della Camera e attuale capogruppo dei ds a Montecitorio.
Non lo cita Andreotti, ma è come se lo facesse. Soprattutto perchè sarà lui il vero protagonista di un dossier che il senatore a vita sembra stia preparando sull’intera vicenda che lo vede coinvolto ormai da una decina di anni. Un dossier che conterrà la sua verità opposta a quella di pentiti che si nascondono dietro ai sentito dire e alle citazioni di gente morta e, dunque, non più in grado di confermare le accuse che lanciano e in cambio delle quali ottengono dai giudici palermitani, vantaggi, coperture, sconti di pena e soldi.
Ma che c’entra in tutto questo Luciano Violante?
Bisogna tornare indietro con gli anni. All’aprile del 1993. Fu all’ora che Violante, in qualità di presidente della commissione Antimafia, inviò una lettera al pm palermitano Scarpinato in cui lo informava di una telefonata anonima ricevuta da un certo “Patrizio” che chiamava in causa Giulio Andreotti per l’omicidio Pecorelli. L’anonimo autore della telefonata assicurava di avere prove certe di quel che diceva. Ma queste prove non furono mai trovate.
Prima di allora, rileva Andreotti, nessuno aveva mai parlato delle presunte responsabilità del senatore a vita che, però, a quel punto, inizia a venir indicato come affine a Cosa Nostra. Seguiranno le confessioni dei vari pentiti: Tommaso Buscetta, Marino Mannoia, fino a Antonino Giuffrè, gola profonda di questi giorni.
Tra le tante stranezze sulle quali si interroga Giulio Andreotti anche perchè Violante si rivolge alla Procura palermitana, all’ora guidata da Giancarlo Caselli, per indicare una circostanza, l’omicidio Pecorelli, di competenza dei giudici romani? Un altro mistero legato al suo coinvolgimento e nel quale, pur non dicendolo apertamente, Andreotti fa intuire di vedere la regia occulta di Luciano Violante e Giancarlo Caselli per una manovra ai suoi danni.
17 Gen 2003"




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