Metti x esempio di essere in vacanza nel nord della Norvegia, ed è domenica.
6 in un piccolo paese e c'è solo una chiesetta luterana.
Partecipi alla messa protestante?


Metti x esempio di essere in vacanza nel nord della Norvegia, ed è domenica.
6 in un piccolo paese e c'è solo una chiesetta luterana.
Partecipi alla messa protestante?
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NO.
Quella non è Messa, o comunque non ha alcun valore. Il momento fondamentale della Messa, IL MOTIVO per cui un cattolico si reca a Messa, non è per venerare il parrocco, o stare insieme con gli amici: cose fattibili in sacrestia e in qualche scampagnata.
Si va a messa, per partecipare del Corpo e Sangue di Cristo.
Cristo è lì, presente, realmente. Cosa che mi pare, i luterani non credono.
Se non si rispetta il Precetto per motivi di necessità, ciò non costituisce peccato (come un malato, che non possa realmente recarsi a Messa). Recarsi tra eretici, è peccato mortale.
Meglio restare in albergo, pregare e digiunare.
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X me ha comunque valore pregare con persone ke hanno il mio stesso Dio.
Quindi ci andrei, nn ci crederai mai, ma avevo già intuito una tua possibile risposta, naturalmente impronatata all'accentuazione delle divisioni, all'esasperazione dei dissidi, all'ingigantimento delle differenze e delle divisioni.
Esattamente ciò ke il Vangelo ci insegna a fare. Bravo.
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Sebbene il reciproco riconoscimento del battesimo sia attualmente già possibile, non siamo ancora in grado di celebrare insieme l'eucaristia o la cena del Signore. Le nostre diverse concezioni della relazione fra il Vangelo e la Chiesa hanno delle ripercussioni anche per quanto riguarda l'ammissione alla comunione. Le chiese riformate sono del parere che, proprio perché Cristo stesso è l'ospite della mensa, la chiesa non debba frapporre alcun ostacolo. Tutti coloro che hanno ricevuto il battesimo e amano il Signore Gesù Cristo sono invitati alla cena del Signore. La chiesa cattolica, d'altro canto, è convinta che la celebrazione dell'eucaristia è in se stessa una professione di fede in cui l'intera chiesa riconosce ed esprime se stessa. La condivisione dell'eucaristia presuppone quindi l'accordo con la fede della chiesa che celebra l'eucaristia. Questa divergenza nella concezione della condivisione eucaristica va rispettata da ambo le parti.
È questo un argomento molto presente nei dialoghi ecumenici. Le posizioni però sono rimaste sostanzialmente inalterate. Si tratta di affrontare i nodi veri del problema, che contrappongono, da un lato, cattolici e ortodossi, uniti in una visione “forte” dell'eucaristia; dall'altro, protestanti e anglicani: nodi che riguardano l'aspetto ecclesiologico dell'eucaristia, importante e decisivo non meno di quelli classici del convito-sacrificio-presenza reale. L'aspetto ecclesiologico coinvolge sia il problema della piena comunione ecclesiale sia quello del ministero nella successione apostolica e del sacramento.
A chiedere con insistenza e con sofferenza che si trovino punti d'incontro sono soprattutto le coppie miste, che vivono sulla propria pelle queste lacerazioni e sono perciò una sfida permanente alle nostre divisioni. Nel recente accordo, ormai definitivo, tra cattolici e valdo-metodisti italiani, l'argomento è stato tenuto presente, ma si è potuto solo prendere atto dell'esistenza del problema senza risolverlo.
Diversa è la situazione tra cattolici e ortodossi, con i quali, a giudizio dei cattolici, non ci sono gravi difficoltà ecclesiologiche per la reciproca ospitalità eucaristica, trattandosi di “chiese sorelle” con identica visione sacramentale. I cattolici prevedono nella loro disciplina la possibilità di accogliere ai sacramenti dell'eucaristia, della penitenza e dell'unzione degli infermi i cristiani delle chiese orientali che, in caso di necessità, ne facessero richiesta liberamente e fossero preparati (cf. can. 844,3; Direttorio Ecumenico, 122); non altrettanto è previsto da parte ortodossa verso i cattolici: gli ortodossi non ammettono la reciprocità ed anzi criticano la scelta cattolica, mancando ancora, a loro giudizio, una identica visione di Chiesa.


Di mestiere non faccio il politico, e di natura non sono santo.Originally posted by Oli
X me ha comunque valore pregare con persone ke hanno il mio stesso Dio.
Quindi ci andrei, nn ci crederai mai, ma avevo già intuito una tua possibile risposta, naturalmente impronatata all'accentuazione delle divisioni, all'esasperazione dei dissidi, all'ingigantimento delle differenze e delle divisioni.
Esattamente ciò ke il Vangelo ci insegna a fare. Bravo.
Tu puoi andare dove vuoi: io ti dico solo quello che c'è da dire, meglio: ciò che è.
IL resto sono affar tuoi.
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Grazie x la risposta Lepanto, chiara ed esauriente.Originally posted by Lepanto
Sebbene il reciproco riconoscimento del battesimo sia attualmente già possibile, non siamo ancora in grado di celebrare insieme l'eucaristia o la cena del Signore. Le nostre diverse concezioni della relazione fra il Vangelo e la Chiesa hanno delle ripercussioni anche per quanto riguarda l'ammissione alla comunione. Le chiese riformate sono del parere che, proprio perché Cristo stesso è l'ospite della mensa, la chiesa non debba frapporre alcun ostacolo. Tutti coloro che hanno ricevuto il battesimo e amano il Signore Gesù Cristo sono invitati alla cena del Signore. La chiesa cattolica, d'altro canto, è convinta che la celebrazione dell'eucaristia è in se stessa una professione di fede in cui l'intera chiesa riconosce ed esprime se stessa. La condivisione dell'eucaristia presuppone quindi l'accordo con la fede della chiesa che celebra l'eucaristia. Questa divergenza nella concezione della condivisione eucaristica va rispettata da ambo le parti.
È questo un argomento molto presente nei dialoghi ecumenici. Le posizioni però sono rimaste sostanzialmente inalterate. Si tratta di affrontare i nodi veri del problema, che contrappongono, da un lato, cattolici e ortodossi, uniti in una visione “forte” dell'eucaristia; dall'altro, protestanti e anglicani: nodi che riguardano l'aspetto ecclesiologico dell'eucaristia, importante e decisivo non meno di quelli classici del convito-sacrificio-presenza reale. L'aspetto ecclesiologico coinvolge sia il problema della piena comunione ecclesiale sia quello del ministero nella successione apostolica e del sacramento.
A chiedere con insistenza e con sofferenza che si trovino punti d'incontro sono soprattutto le coppie miste, che vivono sulla propria pelle queste lacerazioni e sono perciò una sfida permanente alle nostre divisioni. Nel recente accordo, ormai definitivo, tra cattolici e valdo-metodisti italiani, l'argomento è stato tenuto presente, ma si è potuto solo prendere atto dell'esistenza del problema senza risolverlo.
Diversa è la situazione tra cattolici e ortodossi, con i quali, a giudizio dei cattolici, non ci sono gravi difficoltà ecclesiologiche per la reciproca ospitalità eucaristica, trattandosi di “chiese sorelle” con identica visione sacramentale. I cattolici prevedono nella loro disciplina la possibilità di accogliere ai sacramenti dell'eucaristia, della penitenza e dell'unzione degli infermi i cristiani delle chiese orientali che, in caso di necessità, ne facessero richiesta liberamente e fossero preparati (cf. can. 844,3; Direttorio Ecumenico, 122); non altrettanto è previsto da parte ortodossa verso i cattolici: gli ortodossi non ammettono la reciprocità ed anzi criticano la scelta cattolica, mancando ancora, a loro giudizio, una identica visione di Chiesa.
Volevo solo dire ke, piuttosto ke niente, è meglio unirsi in preghiera ad altri cristiani, che, in buona fede, partecipano al loro rito.
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Il piuttosto che niente in fatto di anima non esiste. Non si tratta di comprare una macchina usata, piuttostoi che camminare ancora a piedi.Originally posted by Oli
Grazie x la risposta Lepanto, chiara ed esauriente.
Volevo solo dire ke, piuttosto ke niente, è meglio unirsi in preghiera ad altri cristiani, che, in buona fede, partecipano al loro rito.
"Riconoscere la grandezza della Chiesa cattolica - la sua autorità divina e la sua testimonianza infallibile - non significa nulla di meno che esaltare l'azione redentiva di Cristo. Al contrario, respingere l'autorità della Chiesa e rifiutarne sdegnosamente la testimonianza - anche quando lo si fa spinti da un malinteso zelo per l'esclusivo onore di Cristo - significa sfidare Cristo e la pienezza della sua grazia e della sua venta. Saul imparò questa lezione nel modo più duro".
Questa parole sono scritte da un protestante, convertitosi al cattolicesimo: molto edificante, anche perchè, piuttosto che inventarsi la teologia, il prof. se la va a studiare dall'originale greco dei vangeli!
E pare che la messa luterana sia "un niente".
Scott & Kimberly Hahn, Roma dolce casa. Il nostro viaggio verso il cattolicesimo, Ares. Milano 1998
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Questo è il problema!Originally posted by AngelodiCentro
Lo stesso papa partecipa a volte a celebrazioni insieme a loro.