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  1. #621
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    ma a quall'epoca è vero che andava di moda fumare l'oppio?
    Tra la borghesia e molti alti membri del regime pare ne girasse parecchio!

  2. #622
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    Citazione Originariamente Scritto da uva bianca
    ma a quall'epoca è vero che andava di moda fumare l'oppio?
    Tra la borghesia e molti alti membri del regime pare ne girasse parecchio!
    Francamente non lo so.Si disse poi che per esempio lo scritore Pitigrilli fosse un cocainomane ma e' l'unica voce che ho sentita.

    E' certo che l'uso di droghe doveva essere infinitamente piccolo al confronto di oggi in generale.

  3. #623
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    Ferruccio, io sono nato nel 52 e del periodo fascista so solamente quello che mi hanno raccontato zii e genitori....e le conclusioni non sono rosee:

    primo: mi risulta che NON ci si potesse trasferire da una regione all'altra. La "residenza" non veniva data nemmeno a quanti, militari o funzionari dello stato, raggiungessero l'età della pensione.

    secondo: c'era una miseria dilagante fermata da provvedimenti "tampone" del governo fascista ma che era ormai strutturale. I braccianti lavoravano 40 giorni l'anno e il resto del tempo, se appoggiati dal fascio, dovevano dipendere dalla "elemosina" del partito.

    terzo: la guerra.....ho da poco ereditato le lettere di mio zio, morto nella brigata Friuli il 10 Aprile del '45 sul fronte del Sennio (proprio quello che è stato sfondato e ha schiacciato i paracadutisti tedeschi) e, anche queste, tra le righe, fanno vedere una vita "subita". Fino al momento in cui questo poveretto ha deciso di fare qualcosa, non per la patria, non per il paese, ma per la ragazza, bergamasca, che amava e voleva sposare.
    Perchè potessero vivere in un paese in cui non occorresse inchinarsi davanti a tonache, padroni e divise.

    Sono lettere commoventi, oggi se posso prendere un aereo per gli Stati Uniti, se ho vissuto senza i legami dei bigotti, lo devo a lui...saltato su una mina, passato il Sennio a 10 giorni dalla liberazione.

  4. #624
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    Citazione Originariamente Scritto da ricard
    Ferruccio, io sono nato nel 52 e del periodo fascista so solamente quello che mi hanno raccontato zii e genitori....e le conclusioni non sono rosee:

    primo: mi risulta che NON ci si potesse trasferire da una regione all'altra. La "residenza" non veniva data nemmeno a quanti, militari o funzionari dello stato, raggiungessero l'età della pensione.

    secondo: c'era una miseria dilagante fermata da provvedimenti "tampone" del governo fascista ma che era ormai strutturale. I braccianti lavoravano 40 giorni l'anno e il resto del tempo, se appoggiati dal fascio, dovevano dipendere dalla "elemosina" del partito.

    terzo: la guerra.....ho da poco ereditato le lettere di mio zio, morto nella brigata Friuli il 10 Aprile del '45 sul fronte del Sennio (proprio quello che è stato sfondato e ha schiacciato i paracadutisti tedeschi) e, anche queste, tra le righe, fanno vedere una vita "subita". Fino al momento in cui questo poveretto ha deciso di fare qualcosa, non per la patria, non per il paese, ma per la ragazza, bergamasca, che amava e voleva sposare.
    Perchè potessero vivere in un paese in cui non occorresse inchinarsi davanti a tonache, padroni e divise.

    Sono lettere commoventi, oggi se posso prendere un aereo per gli Stati Uniti, se ho vissuto senza i legami dei bigotti, lo devo a lui...saltato su una mina, passato il Sennio a 10 giorni dalla liberazione.
    Quelle della impossibilita' di trasferire la propria residenza da una regione all'altra sinceramente e' la prima volta che la sento.

    L'Italia era un paese povero ed ancora sostanzialmente agricolo con tenore di vita indubbiamente modesto ma non dimenticare che in quei tempi furono fondate l'INPS , L'INAM , L'INAIL. Per i salariati ci fu la tredicesima ( le 200 ore ) e gli assegni famigliari oltre a provvidenze di assistenza e solidarieta' quali Opera Maternita' ed Infanzia , le colonie estive per i ragazzi e bambini e tanto altro.

    Per ovviare alla crisi post-bellica fu fondata l'IRI che tanta parte ebbe poi nella rinascita italiana del secondo dopoguerra, ci fu un imponehnte programma di costruzioni popolari ed opere pubbliche di ogni genere e tipo,elettrificazione delle ferrovie,le prime autostrade, gli acquedotti in Puglia e Sardegna, etc.etc,.etc. Del resto ancora oggi in qualsiasi nostra citta' si possono vedere tali opere anche oggigiorno: a Milano per esempio mia citta'
    natale poteri farti girare per una gionata intiera solo per farti vedere quei " ricordi ".Anche tante scuole ! E non dimentichiamo pure le opere di valorizzazione agricola tipo paludi Pontine , le bonifiche in tutta la Valle del
    Po etc.etc.

    Purtroppo la IIa Guerra Mondiale interruppe tali sforzi grandiosi ! Non dimentichiamo che si era conquistata anche l'Abissinia in vita di una espansione nazionale in casa nostra e non da emigranti in terre altrui !

    Mentre tuo zio stava sul Senio dall'altra parte del fiume c'erano tanti ragazzi dela RSI sicuri di perdere ma che combattevano solo per riscattare un onore
    perduto ! " Cantavano: le donne non ci vogliono piu' bene, perche' portiamo la camicia nera, dicon tutte che noi siamo da catene, dicon tutte che noi siamo da galera ! ..............!

    Erano come rapporto di forze in uno contro cento contro l'armata brancaleone degli alleati che era pero' dotatissima di mezzi offerti dal grande capitale !

    Se una volta la tessera del pane era quelle fascista dopo la tessera del pane divenne quelle comunista o della DC ! Ma in fin dei conti almeno allora avevamo una Nazione di cui eravamo fieriggi invece abbiamo solo una gran letamaio !

    Chi si contenta gode !

  5. #625
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    l'INPS , L'INAM , L'INAIL....

    E' appunto questo che contesto al fascismo.

    Queste strutture sono state pensate come strutture di potere, analoghe a quello comunista.
    L'INPS è in realtà una macchina per "redistribuire"(?) denaro che in paesi liberisti è capitalizzato (investimenti) invece che redistribuito (consumi).

    Non è che prima non ci fosse nulla, esistevano le casse private e la "rendita" gestite da banche, il fallimento di una di queste ha fornito l'alibi allo stato per impossessarsi del sistema previdenziale con lo sfascio di oggi, in cui hai vedove con figli con pensioni uguali al finanziere andato in pensione a 39 anni e secondo lavoro.

    Stesso discorso vale per l'IRI e l'AGIP, monopoli che hanno stroncato settori promettenti dell'economia italiana e impedito la crescita di un capitalismo sano e autofinanziato.

    Le opere che tu citi, edilizia ecc... (a parte sul giudizio estetico del passaggio fra il "liberty" allo stile "stalingrado" del fasciocomunismo) sono state fatte in ogni paese d'Europa....a Budapest la metropolitana è della fine dell'800..a Londra dei primi novecento, così Parigi ecc... ecc...

    Le colpe che addosso al fascismo (il comunismo è stato molto peggio è ovvio) sono quelle di non aver saputo creare una economia sana, ma di aver prolungato e modernizzato quel sistema di intrallazzi amicizie rendite di posizione tipiche del nostro feudale paese.

    Quanto ai morti della RSI niente da eccepire, i morti sono morti, le ragioni per cui combattevano non DEVONO essere sottoposte a giudizio.
    Quello che si deve evitare è che chiunque sia costretto a morire per poter vivere come vuole, o per impedire ad altri di farlo vivere come vogliono loro.

  6. #626
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    Citazione Originariamente Scritto da ricard
    l'INPS , L'INAM , L'INAIL....

    E' appunto questo che contesto al fascismo.

    Queste strutture sono state pensate come strutture di potere, analoghe a quello comunista.
    L'INPS è in realtà una macchina per "redistribuire"(?) denaro che in paesi liberisti è capitalizzato (investimenti) invece che redistribuito (consumi).

    Non è che prima non ci fosse nulla, esistevano le casse private e la "rendita" gestite da banche, il fallimento di una di queste ha fornito l'alibi allo stato per impossessarsi del sistema previdenziale con lo sfascio di oggi, in cui hai vedove con figli con pensioni uguali al finanziere andato in pensione a 39 anni e secondo lavoro.

    Stesso discorso vale per l'IRI e l'AGIP, monopoli che hanno stroncato settori promettenti dell'economia italiana e impedito la crescita di un capitalismo sano e autofinanziato.

    Le opere che tu citi, edilizia ecc... (a parte sul giudizio estetico del passaggio fra il "liberty" allo stile "stalingrado" del fasciocomunismo) sono state fatte in ogni paese d'Europa....a Budapest la metropolitana è della fine dell'800..a Londra dei primi novecento, così Parigi ecc... ecc...

    Le colpe che addosso al fascismo (il comunismo è stato molto peggio è ovvio) sono quelle di non aver saputo creare una economia sana, ma di aver prolungato e modernizzato quel sistema di intrallazzi amicizie rendite di posizione tipiche del nostro feudale paese.

    Quanto ai morti della RSI niente da eccepire, i morti sono morti, le ragioni per cui combattevano non DEVONO essere sottoposte a giudizio.
    Quello che si deve evitare è che chiunque sia costretto a morire per poter vivere come vuole, o per impedire ad altri di farlo vivere come vogliono loro.
    Gli Istituti previdenziali che ho citato sono alla base dello Satto Sociale Moderno ed in Italia arrivarone ben prima di tanti altri Stati ben piu' ricchi.
    Le storture di cui pailia sono roba " demiocratica ".Di pensioni baby a quel tempo non erano neppure concepibili.Fui il clientelismo post-bellico a renderle possibili.Del resto ancora oggi negli USA NON hanno previdenze fondamantali che Mussolini ci avebve dato ancora negli anni 20 !

    l'IRI NON istitui' nessun monopolio:salvo' aziende che la crisi postbellica e la grande depressione stavano facendo chiudere.Ripeto:malgrado de distruzioni l'IRIb fascista ebbe una parte enorme nella nostra ricostruzione.Guiarda poi che anche an quei tempi erano presenti in Itgalia grandi compagnie petrolifere
    quali ESSO , Shell etc.etc.Ma quale monopolio ?

    Le opere pubbliche attuate dal fascismo oscurarono quelle di nazioni quali Inghilterra, francia e la stessa America dove Roosvelt attinse dal fascismo a piene mani . Ben altro che metropolitane ! Del resto ancora oggi tali opere troneggiano nelle nostre citta' province regioni !

    Il fascismo porto' l'Italia da nazione agricola a nazione industriale ed in quel periodo fu un fiorire di grandi iniziative !

    Lo slanco di quel tempo lo si vide trasmettersio nel secondo dopoguerra perche' sotto il ventennio si era formata una nuova borghesia industriale che diede il meglio di se dopo il 45 finita la parentesi bellica ! A ricostruire l'Italia furono in fondo ancora gli uomini del fascismo e contro il malaffare di tanti
    politici venuti a galla con la sconfitta !

    Ah perche' oggi siamo liberi di campare come vogliamo ? Chi non e' con noi e' contro di noi : dicono ancora oggi come nel 1776 i calvinisti che vogliono imporre a tutto il mondo la loro morale , il loro fanatismo religioso , il lro stile di vita' !

  7. #627
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    Non sono d'accordo.
    Gli istituti previdenziali sono sì alla base dello stato moderno...ma comunista.
    Sono i carrozzoni clientelari che servivano per poter piazzare i figli dei gerarchi (agip = agenzia gerarchi in pensione...la chiamavano così all'epoca) e ora per gestire il consenso...
    Quanto all'economia:Nel 1926 gli sforzi del governo si concentrarono sul problema della perdita di valore della lira, che si era ridotto a circa il 20% rispetto al periodo anteguerra. Mussolini lanciò la parola d'ordine del raggiungimento della Quota Novanta, ovvero 90 lire per ogni sterlina (a quella data il cambio era pari a 153 lire). L'obiettivo della rivalutazione e della stabilizzazione della lira fu ottenuto con una politica deflazionistica mirante a restringere il credito. Anche a causa dei tempi molto rapidi in cui si svolse la manovra economica, la penuria di denaro circolante determinò un calo della produzione sia agricola che industriale e un abbassamento dei salari.
    Quanto al New Deal di Rooswelt ormai è solo in Italia che si crede ancora che questo abbia avuuto una qualche importanza...in realtà l'economia era già uscita dalla crisi da un anno quando si iniziarono le grandi opere negli usa.
    Bada bene,ovvio che non esistessero le babypensioni, ma quello che intendo dire è che si è gettato il seme della corruzione e dello sfascio proprio in QUEL periodo, l'economia è stata drogata da un intreccio politica affari proprio durante il fascismo, creando un sistema in cui il principale cliente di beni e servizi e datore di lavoro (spesso l'unico) è lo STATO.
    Negli anni 20 e 30 negli stati uniti si è messo in comunicazione New York con la regione dei laghi, nel 1914 scavato il canale di Panama, a Londra le metropolitane sono di quegli anni, a Mosca del 1935.
    In italia fra le grandi opere non mi sembra ci sia nulla di paragonabile, spero non l'inutile EUR di roma (un orrore) e le innumerevoli "case del fascio".
    In economia la situazione nel 1940 era disastrosa, come infatti lo dimostra la fine miserevole della guerra: "c'est l'argent qui fait la guerre" e di soldi NON ce n'erano, anzi l'Italia aveva un debito estero spaventoso (è questo che succede con i cambi fissi, si fanno ricchi i gerarchi a spese dello"stato").
    Ripeto, comunismo e fascismo differiscono solo per una cosa:
    nel comunismo a fare i soldi sono una massa di delinquenti incapaci
    nel fascismo a fare i soldi sono una massa di delinquenti incapaci e queli già ricchi prima.

    Sull'indebitamento del Duce:
    http://www.h-net.org/~business/bhcwe...0218-p0230.pdf
    Ma se vuoi ne ho altri, è stori ben nota.

  8. #628
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    Citazione Originariamente Scritto da ricard
    Non sono d'accordo.
    Gli istituti previdenziali sono sì alla base dello stato moderno...ma comunista.
    Sono i carrozzoni clientelari che servivano per poter piazzare i figli dei gerarchi (agip = agenzia gerarchi in pensione...la chiamavano così all'epoca) e ora per gestire il consenso...
    Quanto all'economia:Nel 1926 gli sforzi del governo si concentrarono sul problema della perdita di valore della lira, che si era ridotto a circa il 20% rispetto al periodo anteguerra. Mussolini lanciò la parola d'ordine del raggiungimento della Quota Novanta, ovvero 90 lire per ogni sterlina (a quella data il cambio era pari a 153 lire). L'obiettivo della rivalutazione e della stabilizzazione della lira fu ottenuto con una politica deflazionistica mirante a restringere il credito. Anche a causa dei tempi molto rapidi in cui si svolse la manovra economica, la penuria di denaro circolante determinò un calo della produzione sia agricola che industriale e un abbassamento dei salari.
    Quanto al New Deal di Rooswelt ormai è solo in Italia che si crede ancora che questo abbia avuuto una qualche importanza...in realtà l'economia era già uscita dalla crisi da un anno quando si iniziarono le grandi opere negli usa.
    Bada bene,ovvio che non esistessero le babypensioni, ma quello che intendo dire è che si è gettato il seme della corruzione e dello sfascio proprio in QUEL periodo, l'economia è stata drogata da un intreccio politica affari proprio durante il fascismo, creando un sistema in cui il principale cliente di beni e servizi e datore di lavoro (spesso l'unico) è lo STATO.
    Negli anni 20 e 30 negli stati uniti si è messo in comunicazione New York con la regione dei laghi, nel 1914 scavato il canale di Panama, a Londra le metropolitane sono di quegli anni, a Mosca del 1935.
    In italia fra le grandi opere non mi sembra ci sia nulla di paragonabile, spero non l'inutile EUR di roma (un orrore) e le innumerevoli "case del fascio".
    In economia la situazione nel 1940 era disastrosa, come infatti lo dimostra la fine miserevole della guerra: "c'est l'argent qui fait la guerre" e di soldi NON ce n'erano, anzi l'Italia aveva un debito estero spaventoso (è questo che succede con i cambi fissi, si fanno ricchi i gerarchi a spese dello"stato").
    Ripeto, comunismo e fascismo differiscono solo per una cosa:
    nel comunismo a fare i soldi sono una massa di delinquenti incapaci
    nel fascismo a fare i soldi sono una massa di delinquenti incapaci e queli già ricchi prima.

    Sull'indebitamento del Duce:
    http://www.h-net.org/~business/bhcwe...0218-p0230.pdf
    Ma se vuoi ne ho altri, è stori ben nota.
    Gli Stati Uniti uscirono dalla depressione inziata nel 29 solo nel 41 con la produzione di guerra .Del resto l'avevano promossa anche per questo !

    Fu la guerra a cercare l'Italia non il contrario ! Ed altri scelsero i tempi !

    segue

  9. #629
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    Rooswelt è stato eletto nel 1932 (novembre). Il mercato azionario aveva già raggiunto la fine del ribasso e stava riportandosi in territorio positivo.
    Alcuni dicono che proprio il New Deal avrebbe impedito una ripresa più forte che si verificherà solo negli anni 50. (guerra di Corea, se vuoi fare una associazione economie- guerre).
    URL=http://img65.imageshack.us/my.php?image=1929crash6pm.jpg][/URL]

    In blu l'andamento dell'indice azionario:



    Quanto alla guerra ......Francisco Franco ne è stato fuori.

  10. #630
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    Citazione Originariamente Scritto da ricard
    Rooswelt è stato eletto nel 1932 (novembre). Il mercato azionario aveva già raggiunto la fine del ribasso e stava riportandosi in territorio positivo.
    Alcuni dicono che proprio il New Deal avrebbe impedito una ripresa più forte che si verificherà solo negli anni 50. (guerra di Corea, se vuoi fare una associazione economie- guerre).
    URL=http://img65.imageshack.us/my.php?image=1929crash6pm.jpg][/URL]

    In blu l'andamento dell'indice azionario:



    Quanto alla guerra ......Francisco Franco ne è stato fuori.
    Al di la' delle quotazioni azionarie di Wall Street la depressione economica era
    in atto ancora dieci e passa anni dopo.Lo sforzo bellico industriale a partire dal
    40 (legge affitti e prestiti) rimise in moto l'economia americana essendo interessate TUTTE le attivita' economiche.Del resto non e' neppure pensabile
    che un tale sforzo bellico lasciasse l'economia americana al palo del 29.
    Pensa anche agli aiuti agli inglesi ed ai russi ! 400.000 autocarri ai russi tanto per citare un solo dato !

    Gli indici azionari non significano necessariamente ripresa economica ( vedi oggi).

    I paragoni con Francisco Franco non calzano.La Spagna veniva da una guerra civile con quasi un milione di morti , non aveva partecipato alla prima guerra mondiale ed era rimasta totalmente fuori da tutte le vicende diplomatiche
    in funzione della sistemazione europea e tutte le delusioni di Versailles d inoltre............non si trovava con i tedeschi al Brennero ! La situazione Spagnola nulla aveva di paragonabile a quella italiana compreso il rango
    di importanza cui l'Italia era assunta ed alla quale non era facile rinunciare.

    E poi l'entrata in guerra della Spagna significava per l'Inghilterra la perdita di Gibilterra : la Spagna doveva anche per questo restare fuori.Fosse servita all'Inghilterra Franco in guerra vedevi quante provocazioni inglesi, quanti calci negli stinchi.Del resto anche Salazar resto' fuori: e allora ?

    La guerra era gia' decisa a Versailles e le parti assegnate.Noi ci mandarono dall'altra parte , come disse Margherita Sarfatti a Benito ...................anni dopo. ( Margherita Sarfatti: l'altra donna del Duce. Di Cannistraro e Sullivan Ed.Mondadori )

 

 
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