Originally posted by Pieffebi
Eppure, i magistrati non hanno tenuto presente un dato politico essenziale...
Quindi la cassazione e' politicizzata perche' non ha tenuto presente un dato politico essenziale. Il discorso non fa una piega!
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Originally posted by Pieffebi
Eppure, i magistrati non hanno tenuto presente un dato politico essenziale...
Quindi la cassazione e' politicizzata perche' non ha tenuto presente un dato politico essenziale. Il discorso non fa una piega!
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Questa è una tua ....... conclusione. Mai detto che la Cassazione è "politicizzata".Originally posted by Ago
Quindi la cassazione e' politicizzata perche' non ha tenuto presente un dato politico essenziale. Il discorso non fa una piega!
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Shalom compagnuzzo


Nooo, non l'avete mai dettoOriginally posted by Pieffebi
Questa è una tua ....... conclusione. Mai detto che la Cassazione è "politicizzata".
IMI-SIR/LODO: SCHIFANI, E' SENTENZA POLITICA
(RadioRadicale.it, 28Gen - 21:03) - «Sentenza politica è dir poco. Gli incontenibili entusiasmi della sinistra sono la prova provata che siamo davanti ad un processo politicizzato». E' il commento del presidente dei senatori di Fi Renato Schifani, dopo la sentenza della Cassazione che ha negato lo spostamento del processo Imi-Sir/Lodo da Milano, processo in cui sono imputati Cesare Previti ex ministro della Giustizia del Polo e Silvio Berlusconi.
L'articoletto invece usa la diplomazia: "Inoltre, poiché molti dei pm della prima ora sono, data l'unicità della carriera, transitati negli organi giudicanti e perfino in Cassazione, è sempre più forte il timore che la politicizzazione si stia estendendo anche agli organi giudicanti."![]()


Io non mi chiamo schifani....basta leggere quello che ho scritto pochi minuti dopo la notizia d'agenzia sulla decisione della Cassazione e anche qualche post più sopra. Non sono un komukattokoffeprodiano solito a portare il cervello all'ammasso.Originally posted by Ago
Nooo, non l'avete mai detto
IMI-SIR/LODO: SCHIFANI, E' SENTENZA POLITICA
(RadioRadicale.it, 28Gen - 21:03) - «Sentenza politica è dir poco. Gli incontenibili entusiasmi della sinistra sono la prova provata che siamo davanti ad un processo politicizzato». E' il commento del presidente dei senatori di Fi Renato Schifani, dopo la sentenza della Cassazione che ha negato lo spostamento del processo Imi-Sir/Lodo da Milano, processo in cui sono imputati Cesare Previti ex ministro della Giustizia del Polo e Silvio Berlusconi.
L'articoletto invece usa la diplomazia: "Inoltre, poiché molti dei pm della prima ora sono, data l'unicità della carriera, transitati negli organi giudicanti e perfino in Cassazione, è sempre più forte il timore che la politicizzazione si stia estendendo anche agli organi giudicanti."![]()
Saluti liberali


Pieffebi []
Maggiordomo
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I processi Imi-sir e Lodo Mondadori restano a Milano
da www.adnkronos.com
" Le sezioni unite respingono i ricorsi delle difese di Berlusconi e Previti
Sme-Imi, Cassazione: i processi restino a Milano
''Non ci sono gravi situazioni locali che giustifichino non imparzialita'''
Roma, 28 gen. - (Adnkronos) - I processi Imi-Sir e Sme-Lodo Mondadori, che vedono imputati Silvio Berlusconi e Cesare Previti restano a Milano. Lo hanno stabilito i nove magistrati delle sezioni unite penali della Cassazione, che hanno rigettato le richieste di rimessione e condannato i richiedenti alle spese del procedimento, dopo 5 ore di camera di consiglio .
'' Non si e' in presenza di una grave ed oggettiva situazione locale idonea a giustificare la rappresentazione di un concreto pericolo di non imparzialita' del giudice, inteso come l'intero ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo di merito '', si legge tra le motivazioni principali della decisione della Cassazione, che ha detto 'no' al trasferimento dei processi Imi-Sir e Sme-Lodo. Sono gli stessi giudici della Suprema Corte a spiegare la decisione nelle informazioni provvisorie che hanno unito al dispositivo.
Sono cinque in tutto le questioni esaminate dall'Alta Corte presieduta da Nicola Marvulli. Per i giudici, e' applicabile ai procedimenti di rimessione gia' pendenti la nuova disciplina introdotta dalla legge Cirami. '' Manifestamente infondate'', invece, sono ''le questioni di legittimita' costituzionale prospettate in riferimento sia all'articolo 45 del codice di procedura penale, nella parte riguardante i motivi di legittimo sospetto, sia all'articolo 1 comma 5 della legge 248 del 2002, concernente l'applicabilita' della nuova disciplina ai processi in corso ''.
La terza questione esaminata e' appunto quella che riguarda i motivi di legittimo sospetto previsti dall'articolo 45 del cpp. I giudici al proposito hanno sostenuto che si e' in presenza di motivi di legittimo sospetto quando vi e' ''una grave ed oggettiva situazione locale, idonea a giustificare la rappresentazione di un concreto pericolo di non imparzialita' del giudice, inteso questo come l'intero ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo di merito''. E che, in questo caso, tali situazioni non sono tali da giustificare il trasferimento dei processi .
Al quarto punto, i supremi giudici hanno sostenuto che gli atti e i comportamenti del pubblico ministero sono censurabili, e quindi tali da giustificare il trasferimento di un processo, ''a condizione che abbiano pregiudicato in concreto la libera determinazione delle persone che partecipano al processo, ovvero abbiano dato origine a motivi di legittimo sospetto''. In proposito, la Corte sottolinea che questa condizione ''non e' stata ravvisata'' .
Nell'ultima questione affrontata, i giudici delle sezioni unite hanno spiegato in quali casi ''i provvedimenti e i comportamenti del giudice possano assumere rilevanza ai fini della rimessione del processo''. A loro avviso, i comportamenti di un giudice che possano giustificare il trasferimento di un procedimento in corso sono quelli che hanno ''l'effetto di una grave situazione locale e che, per le loro caratteristiche oggettive, siano sicuramente sintomatici della non imparzialita' del giudice. Condizione che, nel caso in esame, la Corte non ha ravvisato ''.
Elena Davolio "
Massimo rispetto per la sentenza della Suprema Corte, e massimo orgoglio per la maggioranza parlamentare che ha voluto reintrodurre nel nostro Codice un principio di civiltà giuridica , che appartiene alla tradizione europea fin dal codice di procedura penale napoleonico del 1808. Soddisfazione anche per la censura tagliente del Procuratore Generale della Cassazione nei confronti dell'illustre pensionato che l'anno scorso tenne a Milano, in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, un discorso che un compianto presidente emerito della Consulta, definì inconfutabilmente come "al limite dell'eversione". Non è da sottovalutare il fatto che il Procuratore Generale ha apertamente detto che se allora ci fosse già stata la Cirami, che è quindi una legge sacrosanta contestabile solo dagli illiberali e dagli ignoranti (che costituiscono insieme parte fondamentale della sanculotteria massimalista della sinistretta), avrebbe espresso parere favorevole allo spostamento del processo.
Per il Procuratore Generale, quindi, vi è un'interpretazione di fatto discutibile della relazione fra situazione ambientale, vista in modo "attuale", oserei dire "contingente", e la fondatezza giuridica del "legittimo sospetto". La Corte ha probabilmente accolto questa visione, che personalmente ritengo contradittoria.
Le afffermazioni di diritto della sentenza della Suprema Corte dovranno essere invece profondamente meditate, perchè si fondano a mio avviso su principi generali che appartengono pienamente alla tradizione giuridica della civiltà liberale occidentale. Dunque mentre altrimenti possono essere valutati i fatti, e l'idea di attualità della situazione di "non serenità", circa i concetti generali sopra riportati dall'agenzia, e che apparterrebbero alle motivazioni della decisione, mi pare che ci sia molto da imparare per tutti.
Mi pare evidente che ora si debba andare rapidamente verso le sentenze, che essendo di primo grado non dovranno avere rilevanza, in caso di esito negativo rispetto alla posizione del Capo del Governo, per la stabilità dell'Esecutivo e della Maggioranza, con la speranza che non ci siano dubbi all'interno della medesima. I Governi si abbattono solo con le elezioni o con la perdita della fiducia delle Camere.
Saluti liberali
Last edited by Pieffebi on 28-01-2003 at 19:42
Saluti liberali


Che il governo stia preparando una riformicchia?


dal sito di Ideazione
" Giustizia: la partita decisiva passa attraverso le riforme
di Domenico Mennitti
Dopo la sentenza della Cassazione sul processo Imi-Sir le prospettive del nostro paese si profilano cariche di gravi incertezze. In una fase caratterizzata da evoluzioni imprevedibili degli equilibri mondiali, alla vigilia della presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea, l'Italia vede ridotte le potenzialità di accrescimento del prestigio internazionale dal protrarsi di vicende giudiziarie interne, che ormai hanno obiettivamente perduto ogni valore di merito per assurgere al ruolo di veri e propri casi politici. Bisogna rilevare che tutto questo è reso possibile dal prevalere di una cultura tecnico-giuridica che è stata sostenuta anche dalla classe di governo, per cui il paese soffre conseguenze pesantissime assistendo inerte ad una partita di abilità giuridica che magistrati ed avvocati stanno giocando con spregiudicatezza. Rivendichiamo l'avvento di una cultura politico-istituzionale, che tragga l'Italia fuori dalle secche della paralisi e la proietti verso gli ambiziosi traguardi che sono alla sua portata e che le possono essere preclusi da una insana guerra fra poteri dello Stato.
Tangentopoli si affermò non perché le forze del Bene, interpretate dai magistrati, sconfissero quelle del Male incarnate dai politici. Le due classi avevano per anni tranquillamente convissuto condividendo responsabilità e distrazioni. Il sopravvento del potere giudiziario fu agevolato dalla crisi della politica, della quale la corruzione era l'aspetto più scoperto e perciò più vulnerabile. Il punto fondamentale per ricostruire lo Stato di diritto, che è l'aspirazione più diffusa nelle coscienze di tutti i cittadini, anche a prescindere dalla loro collocazione politica, è perciò quello di restituire alla politica la propria dignità ed il proprio ruolo.
Questa esigenza è comune a maggioranza ed opposizione, entrambe chiamate in causa dal pericolo che sia stravolto il regime democratico nel nostro paese, dove il rischio concreto è che si determini una lacerazione istituzionale così profonda da generare uno sconto elettorale fra politici e magistrati. Ipotesi molto meno teorica di quanto possa apparire e tuttavia stravolgente per tutte le forze politiche. Se, infatti, dovesse prevalere una tesi già emersa nella compagine di governo, di rispondere con le consultazioni anticipate alla condanna del premier che tutti danno per scontata a Milano, quale sarebbe il ruolo dell'Ulivo se non quello di ruota dei scorta del partito dei giudici? E quale sarebbe il destino della sinistra moderata che non ha accolto come elemento utile al confronto l'avvento dei girotondini, che ormai hanno invaso piazze, sedi istituzionali ed aule giudiziarie, portando ovunque i loro messaggi di estremismo disperato?
In questo quadro è evidente che chi è detentore del consenso elettorale deve sottrarsi alla tentazione di giocare partite difensive e deve avviare una grande offensiva politica ed istituzionale, l'unica che può restituire dignità alla politica, accelerare l'indispensabile processo di modernizzazione e rimettere ordine nella confusione dei poteri dello Stato, impedendo che si verifichino invasioni di campo e stravolgimenti delle regole democratiche. In politica ci sono i momenti delle mediazioni e quelli delle decisioni. Bisogna rendersi conto che l'attuale fase richiede una nuova "discesa in campo", apparendo evidente il terreno sul quale maggioranza, minoranza e governo giocano, ognuno per proprio conto, la partita delle libertà e delle democrazia.
31 gennaio 2003
domenico@mennitti.it "
Saluti liberali


Parto dalla constatazione che le sottolineature sono tue, quindi immagino che tu sostenga ciò che esse esprimono (correggimi se sbaglio).
Cosa significa "restituire alla politica la propria dignità"? Significa tornare al sistema dei tariffari per spartirsi la torta, senza che i giudici indaghino? Sarà, ma un sistema del genere non è propriamente democratico nè degno di un Stato di Diritto. Dopo tutto l'articolo stesso ammette che la corruzione esisteva.Originally posted by Pieffebi
dal sito di Ideazione
" Tangentopoli si affermò non perché le forze del Bene, interpretate dai magistrati, sconfissero quelle del Male incarnate dai politici. Le due classi avevano per anni tranquillamente convissuto condividendo responsabilità e distrazioni. Il sopravvento del potere giudiziario fu agevolato dalla crisi della politica, della quale la corruzione era l'aspetto più scoperto e perciò più vulnerabile. Il punto fondamentale per ricostruire lo Stato di diritto, che è l'aspirazione più diffusa nelle coscienze di tutti i cittadini, anche a prescindere dalla loro collocazione politica, è perciò quello di restituire alla politica la propria dignità ed il proprio ruolo.
Vorrei fare notare che Berlusconi è stato legittimamente eletto.Questa esigenza è comune a maggioranza ed opposizione, entrambe chiamate in causa dal pericolo che sia stravolto il regime democratico nel nostro paese, dove il rischio concreto è che si determini una lacerazione istituzionale così profonda da generare uno scontro elettorale fra politici e magistrati.
Ciò significa che ha la legittimazione a governare. Punto.
Nessuno sconvolgimento dell'ordinamento democratico, nè scontro elettorale. Perchè richiedere le elezioni anticipate?
Libertà? Quale libertà? Quella di delinquere impuniti perchè ci si butta in politica? Democrazia, poi... che tempi!In questo quadro è evidente che chi è detentore del consenso elettorale deve sottrarsi alla tentazione di giocare partite difensive e deve avviare una grande offensiva politica ed istituzionale, l'unica che può restituire dignità alla politica, accelerare l'indispensabile processo di modernizzazione e rimettere ordine nella confusione dei poteri dello Stato, impedendo che si verifichino invasioni di campo e stravolgimenti delle regole democratiche. In politica ci sono i momenti delle mediazioni e quelli delle decisioni. Bisogna rendersi conto che l'attuale fase richiede una nuova "discesa in campo", apparendo evidente il terreno sul quale maggioranza, minoranza e governo giocano, ognuno per proprio conto, la partita delle libertà e delle democrazia.
Ma la parte più divertente è quella relativa alla "confusione dei poteri dello Stato", alle "invasioni di campo" e agli "stravolgimenti delle regole democratiche". Come si pensa di rimediare a questi problemi? Con il controllo politico dei PM! Assurdo!


Originally posted by Skepto
Parto dalla constatazione che le sottolineature sono tue, quindi immagino che tu sostenga ciò che esse esprimono (correggimi se sbaglio).
Cosa significa "restituire alla politica la propria dignità"? Significa tornare al sistema dei tariffari per spartirsi la torta, senza che i giudici indaghino? Sarà, ma un sistema del genere non è propriamente democratico nè degno di un Stato di Diritto. Dopo tutto l'articolo stesso ammette che la corruzione esisteva.
Vorrei fare notare che Berlusconi è stato legittimamente eletto.
Ciò significa che ha la legittimazione a governare. Punto.
Nessuno sconvolgimento dell'ordinamento democratico, nè scontro elettorale. Perchè richiedere le elezioni anticipate?
Libertà? Quale libertà? Quella di delinquere impuniti perchè ci si butta in politica? Democrazia, poi... che tempi!
Ma la parte più divertente è quella relativa alla "confusione dei poteri dello Stato", alle "invasioni di campo" e agli "stravolgimenti delle regole democratiche". Come si pensa di rimediare a questi problemi? Con il controllo politico dei PM! Assurdo!
Quando dei magistrati giustizialisti hanno arrestato, anni fa, l'intera Giunta Regionale abruzzese, con l'applauso dei giustizialisti giacobini, sempre pronti alle efferetazze dei loro nonni robespierristi in nome dell'eguaglianza, hanno colpito non solo degli uomini, giuridicamente uguali a tutti gli altri, ma un'istituzione che è stata messa nell'impossibilità di funzionare. Una Istituzione rappresentativa, eletta liberamente dal Popolo. Dunque i processi hanno dimostrato che quegli uomini non erano colpevoli, ed è stata loro restituita la dignità. Tuttavia le loro carriere politiche sono state irrimediabilmente danneggiate da inopinate iniziative di una magistratura d'assalto che non ha agito nello stesso modo in altre...occasioni....
Il sistema giudiziario italiano ha infine corretto questo vergognoso episodio di malagiustizia, ma nel frattempo i cittadini che avevano liberamente scelto quel partito e quella Giunta, sono stati ingiustificatamente e violentemente (l'arresto ingiustificato è una violenza) derubati della loro Sovranità, e a questo non c'è rimedio.
Questo esempio dimostra come gli eletti, se come cittadini sono del tutto eguali agli altri, per le FUNZIONI che esercitano, come rappresentanti della Sovranità POPOLARE, fondamento della democrazia moderna, necessitano di prerogative. E' un fatto assolutamente logico, ovviamente se si accettano i principi condivisi di Stato di Diritto ovunque riconosciuti. Se invece si ritengono Robespierre e Couthon i modelli democratici di riferimento, chiedo scusa......ma la logica dell'egualitarismo giuridico fanatico è contraria a quella della democrazia liberale. Mi spiace. La fine del Terrore e di Robespierre fu dovuta in gran parte alla legge del 22 pratile che aboliva i residui di Immunità ai deputati della Convenzione e degli Organi della Repubblica....
La reazione Termidoriana pose fine a una patologia criminale della Rivoluzione che aveva perso ogni residua giustificazione storica.
Saluti liberali


da www.panorama.it
" «Sì alla separazione delle carriere»
di Bruno Vespa
30/1/2003
Il guardasigilli si dice d'accordo sull'ipotesi di riforma più temuta dalle toghe. E intanto aspetta che almeno una delle azioni disciplinari che ha promosso vada a buon fine.
Roberto Castelli è l'unico ministro della Giustizia dal '96 a oggi a non essere riuscito a ottenere dal Csm la condanna di un solo magistrato nei cui confronti ha aperto il procedimento disciplinare.
Dal giugno del 2001 le azioni disciplinari promosse dal guardasigilli sono state 60 e finora nessuno dei magistrati «inquisiti» è stato sanzionato dal Csm. In 14 mesi Piero Fassino ne promosse 42 e ottenne sei condanne. In un anno e mezzo Oliviero Diliberto ottenne 27 condanne su 152 magistrati messi sotto inchiesta.
Il guardasigilli, Roberto Castelli. Nato a Lecco 56 anni fa
156 magistrati furono «inquisiti» da Giovanni Maria Flick in quasi due anni e mezzo e 35 furono condannati. Eppure, nei giorni che hanno preceduto la sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi e Cesare Previti, una frase di Castelli sollevò una forte polemica e il guardasigilli fu accusato di colpire i magistrati che militano a sinistra. «Le polemiche» dice il guardasigilli «sono state montate in previsione dei congressi delle varie correnti.
In realtà questo tipo di azione disciplinare è in netta minoranza rispetto a quelle promosse per ritardi abnormi nella consegna di sentenze, per bassissima produttività o per esternazione di magistrati in sede dibattimentale. Su 45 azioni disciplinari che ho promosso nell'ultimo anno, soltanto cinque si riferiscono a esternazioni di carattere politico dei magistrati».
Mercoledì 29 gennaio Roberto Castelli è sequestrato in Senato per l'approvazione del «patteggiamento allargato» che velocizza i processi e introduce la certezza della pena. Ma in un intervallo coglie il momento per togliersi dalla scarpa l'incomodo sasso di una legge che ha fatto gridare al colpo di stato e che in realtà, come più d'uno prevedeva, è stata completamente irrilevante ai fini dello spostamento a Brescia dei processi a Berlusconi e a Previti: «Non commento le sentenze della magistratura. Non l'ho mai fatto e non intendo certo iniziare adesso. Vorrei, invece, fare un'osservazione di carattere politico.
Il cammino parlamentare della legge Cirami è stato accompagnato da indegne gazzarre in aula da parte della sinistra e da girotondi vari all'esterno dei Palazzi. Manifestazioni che hanno trasmesso ai cittadini una brutta immagine delle istituzioni. Oggi possiamo dire che la Cirami non era una legge “ad personam” e la sinistra dovrebbe chiedere scusa al Paese per le falsità propagandate e per i veri e propri insulti rivolti alla maggioranza e al governo».
L'annuncio della sentenza, martedì sera, aveva colto il guardasigilli alla fine di una riunione di maggioranza dedicata alla riforma della giustizia e al diverso ruolo da assegnare a giudici e pubblici ministeri. «E prima della sentenza» mi dice Castelli «avevamo deciso di approvare in tempi rapidi il nuovo ordinamento giudiziario».
È tramontata, mi pare, l'ipotesi di separare le carriere dei magistrati...
Da guardasigilli ho avuto l'incarico di procedere nella riforma che fa parte del programma elettorale della Casa delle libertà, a Costituzione invariata. Siamo pertanto orientati a procedere a una rigorosa distinzione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri, arrivando anche a concorsi separati per l'accesso alla carriera. Ma se nella Casa delle libertà si facesse strada l'ipotesi di una riforma costituzionale che consenta la separazione delle carriere, personalmente non sarei contrario.
Tempi?
Dobbiamo procedere in tempi rapidissimi alla riforma dell'ordinamento giudiziario. Conto di arrivarci prima dell'estate.
Lei ha avviato meno azioni disciplinari dei suoi colleghi di centrosinistra, ma qualche aumento di conflittualità «politica» con la categoria tuttavia negli ultimi tempi c'è stato.
Forse sì, eppure io resto convinto che tutti i magistrati dovranno arrivare a una conclusione comune: i giudici non solo debbono essere imparziali, ma anche sembrarlo. Se uno di loro partecipa a una manifestazione dei no global, è difficile togliere dalla testa di un cittadino che vota per la Casa delle libertà che egli venga condizionato nel lavoro dalle sue idee politiche. Cresce così la sfiducia nella magistratura.
A proposito, che impressione le hanno fatto gli interventi di Sergio Cofferati e di Pancho Pardi all'assemblea di Magistratura democratica?
Le rispondo: qual è stata l'impressione che ne ha riportato l'opinione pubblica?
C'è il pericolo di uno scontro permanente tra una parte della magistratura e la Casa delle libertà?
Dal convegno di Magistratura democratica è emerso un fatto nuovo. Ho la sensazione, per ora soltanto la sensazione, che si possa intravedere uno scontro tra la magistratura militante e lo stesso Parlamento. Non mi pare infatti che nemmeno l'opposizione sia uscita bene da quell'assemblea. È un tema sul quale sarà interessante fare una riflessione.
Come sono i suoi rapporti con Virginio Rognoni, il vicepresidente del Csm?
Molto buoni. C'è la comune volontà di collaborare più strettamente. Anche il mio incontro con il plenum del Consiglio è stato molto soddisfacente. Sono certo che a queste lodevoli dichiarazioni di intenti seguiranno dei fatti.
Si aspetta che il Csm accolga qualcuna delle sue richieste di azione disciplinare?
Rispetterò qualunque decisione voglia assumere.
Le foto di Previti e di un altro imputato sotto un brano piuttosto esplicito di Platone nella cancelleria della sezione del tribunale milanese che li giudica: qualcuno le ha chiesto di avviare un'ispezione?
Ogni volta che arriva una notizia di qualche rilevanza, l'ispettorato del ministero apre un'istruttoria. Non credo tuttavia che faremo un'ispezione specifica su questo episodio. Temi ben più rilevanti stanno venendo fuori in tutta Italia.
Quali?
È presto per parlarne. "
Saluti liberali