Blaise Pascal, un genio, un enfant prodige, un grande matematico e scienziato la cui opera filosofica culmina paradossalmente nell'esaltazione del sentimento, solo all'apparenza irrazionale ma guidato dalla ragione massima quella di Dio. Un pensatore coraggioso, che in un periodo di razionalismo e secolarizzazione si innalza spiritualmente o un talento sprecato sull'altare della metafisica irrazionale? Ancora, la sua scommessa è condivisibile come atto di fede, ha cioè salde basi teologiche o è un punto a favore dei suoi detrattori?
Un saluto




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