Conoscete questo gruppo norvegese?
Ho sentiyto una loro canzone,molto bella,fanno un gothic-metal con dosi massiccie di sintetizzatori.
Ne sapete qualcosa,perche' vorrei comprarmi il cd


Conoscete questo gruppo norvegese?
Ho sentiyto una loro canzone,molto bella,fanno un gothic-metal con dosi massiccie di sintetizzatori.
Ne sapete qualcosa,perche' vorrei comprarmi il cd


Niente eh?
Poco male,il cd me lo sono comperato ed e' veramente bello
Dal tenebroso connubio di intenti tra due ex-Shadow Dancers e due ex-Apoptygma Berzerk nasce "Frozen", esordio sulla lunga distanza dei Crowhead. La loro proposta musicale é figlia degli scenari gelidi e romanticamente malinconici dei fiordi norvegesi, e non é un caso che siano proprio le melodie a reggere le sorti di un platter esente da pecche.
Splendida la produzione ed azzecato l'incipit: "My Angel" suona torva, corposa e seducente, ma il meglio deve ancora arrivare. La sintesi elettro-gotica, imbevuta in abbondanti dosi di metallo, si stempera mirabilmente nelle finezze metronomiche di "Mad Man", ma sa anche esaltarsi nei sinfonismi della fascinosa "Eternity". Altrove, sorprende lo schizoide dualismo di "Fire Eye", morbosità e languore che vanno a condividere lo stesso incubo sonico, sino a giungere all'eccellenza della title-track, un compendio esemplare di sonorità moderne, perfettamente in bilico tra wave gotica e metallo pe(n)sante. Al pari di una "Love Letter", una traccia del genere non avrebbe sfigurato su un "Host" o un "A Fine Day To Exit". Non siamo peraltro lontani, sempre in termini di parallelismi, da quanto proposto dai teutonici Century (cfr. il convincente "The Secret Inside").
A rendere più appetitoso il già intrigante piatto ci pensano un paio di remix (c'é Sebastian Komor degli Icon Of Coil dietro le manopole per "The Soul Is In The Dark Side", e la qualità si fa cosa tangibile) che sfoggiano lo stato dell'arte per quanto concerne la tessitura electro-industrial: quanto basta per aggiungere "Frozen" alla lista dei platter da non mancare. Davvero un gran disco.
Michele Dicuonzo
www.sensorium.it